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  1. #1
    Esse ergo sum
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    Predefinito L’Ideologia, divide ; gli Scopi, uniscono!

    Cari Camerati,

    Come tutti, fino ad ora, hanno potuto constatare (in particolare, in alcune delle discussioni precedenti: “La superiorità dell'Islam”, “Islam e Destra Radicale”, “I Cristiani, contro i Giudei?”, ecc.), “L’IDEOLOGIA” – qualunque essa sia o possa essere (religiosa, politica, economica), DIVIDE. Gli SCOPI, invece, per natura e definizione, UNISCONO.

    Prendiamo, dunque, esempio dal Fascismo di Mussolini (quello vero, naturalmente, e non quello che l’anti-fascismo ha interessatamente omologato a “visione ideologica” di destra o di estrema-destra o di destra radicale della vita e della Storia, e che certi “scaltri” o prezzolati personaggi della nostra cosiddetta Area, al servizio di indicibili ed inconfessabili interessi, continuano subdolamente a contrabbandare, tra i giovani, per “oro colato”…) e fissiamoci uno SCOPO. Nel caso specifico ed attuale: quello della Libertà, dell’Indipendenza, dell’Autodeterminazione e della Sovranità politica, economica, culturale e militare, per il nostro Popolo-Nazione italiano ed europeo.

    Qualunque siano o possano essere, infatti, le nostre rispettive “letture” interpretative della realtà, l’unico dato di fatto che ci potrebbe accomunare è esclusivamente la presa di coscienza, individuale e collettiva, che tutti dovremmo avere a proposito della nostra reale situazione generale.

    In chiaro: da 61 anni, l’Italia continua ad essere una colonia statunitense. Lo stesso dicasi, della maggior parte degli altri Stati europei. Prova ne è, le centinaia di basi militari e logistiche USA che controllano i nostri territori.

    Il recente “cambio della guardia” (Prodi al posto di Berlusconi; Napolitano al posto di Ciampi) nel contesto delle istituzioni che ci sono state imposte da Washington (in particolare: dalla resa incondizionata - Cassibile 1943 - e dall’Armistizio di Parigi del 1947), ha dato a tutti la dimostrazione (mantenimento dei contingenti militari italiani al servizio della politica USA, nonostante le “belle promesse” della sinistra all’epoca della sua campagna elettorale… Identica attitudine italiana, nei confronti dell’Entità sionista e dei suoi quotidiani crimini in Palestina…) che nulla potrà mai cambiare in questa nostra calpestata e martirizzata Nazione, fintantoché continueranno a permanere le condizioni di vergognosa ed inaccettabile sudditanza nei confronti della Superpotenza statunitense che ci ha militarmente sconfitto, nel corso della Seconda guerra mondiale.

    Che vogliamo fare: vogliamo continuare ad essere, esiste ed agire, ognuno strettamente confinato nella sua rispettiva “gabbia ideologica”, con le sue dogmatiche ed inamovibili “ragioni”, inconciliabili con quelle degli “altri”, pur sapendo che tutte le nostre “gabbie” individuali sono contenute nel più vasto “gabbione” collettivo che gli USA ci hanno “gentilmente” imposto dal 1945? Oppure, lasciando intelligentemente e momentaneamente al “vestiario” le nostre più intime convinzioni e mettendo insieme le nostre forze, vogliamo tentare, tutti insieme, di diventare la “punta di diamante” di una lotta di liberazione nazionale che possa permettere ai nostri Popoli-Nazione di liberarsi definitivamente dalle collettive ed impaccianti catene che ci soffocano e ci opprimono all’interno dei nostri territori?

    Tito Tazio

  2. #2
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    concordo.
    e per fare un esempio tutto fascista, nel ventennio, alla rivista Impero, di stampo monarchico, collaboravano regolarmente sindacalisti e repubblicani, perchè coi monarchici condividevano un sentire comune ed uno scopo comune, la voglia di spazzare via quel che restava dell'italia liberale e giolittiana.
    così le differenze venivano messe da parte di fronte a uno scopo comune.
    ah, il Fascismo, questa sconosciuta...

  3. #3
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    Rock per la verità è stata una grande dimostrazione di questo... tutti uniti per un unico scopo, mettendo da parte personalismi e antipatie.

  4. #4
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    L’Ideologia, divide ; gli Scopi, uniscono! E viceversa!!!!

  5. #5
    Vince in bono malum!
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    Per carità, sono assolutamente d'accordo.
    «Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».

    Dom Prosper Guéranger

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Coltello74
    L’Ideologia, divide ; gli Scopi, uniscono! E viceversa!!!!

    Il che, vuole dire: "Gli Scopi uniscono e le Ideologie dividono"!

    Come volevasi dimostrare.

    T.T.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Patrizia
    Per carità, sono assolutamente d'accordo.

    Ne ero certo, Patrizia!

    Il Fascista, rispetto agli "altri", si distingue proprio in questo: prima di tutto, l'interesse generale o la Nazione; poi, l'interesse particolare o la "fazione".

    VINCEREMO!

    T.T.

  8. #8
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    Dovremmo definire la parola "ideologia".
    Se per essa s'intende il voler chiudere in un prefabbricato le azioni umane, qualsiasi ideologia (anche quelle teologiche e integralistiche) allora le ideologie dividono e soprattutto riducono. Se s'intende invece un vago, istintivo e approssimato modo globale di vedere le cose, la questione allora cambia.
    In ogni caso concordo con il senso dell'intervento.

  9. #9
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    Proposte concrete?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis
    Dovremmo definire la parola "ideologia".
    Se per essa s'intende il voler chiudere in un prefabbricato le azioni umane, qualsiasi ideologia (anche quelle teologiche e integralistiche) allora le ideologie dividono e soprattutto riducono. Se s'intende invece un vago, istintivo e approssimato modo globale di vedere le cose, la questione allora cambia.
    In ogni caso concordo con il senso dell'intervento.


    IDEOLOGIA: è un neologismo introdotto, per la prima volta, da Antoine Louis Claude, Conte di Tracy (1754-1836). Un filosofo francese che considerava che “l’Ideologia” fosse una scienza (sic!) che “ha per oggetto lo studio delle idee, pensate come fatti di coscienza, dei loro caratteri, leggi, origine, rapporti con i segni che li rappresentano ” (Emilio Morselli, Dizionario di filosofia e scienze umane, Ed. Signorelli, Milano, 1988, pag. 98).

    Franco Ferrarotti, in proposito, ci dice: “Termine polivalente che indica un insieme di idee o di pure congetture o di speranze, presentate spesso sotto veste e con pretese scientifiche, come tali inaccettabili, che però, non appaiono criticabili senza fare opera prettamente ideologica ” (Manuale di sociologia, Vª edizione, Glossarietto, Ed. Laterza, Roma-Bari, 1995, pag. 332).

    Per saperne di più su questo argomento, mi permetto di segnalare ai forumisti: Destutt de Tracy, “Elements d’idéologie”, Reprint Vrin, Paris, 1970; Joseph Gabel, “Idéologie” (article), Encyclopédie Universalis, Paris, 1970. Senza dimenticare: Karl Mannheim, “Ideologia e utopia”, Il Mulino, Bologna, 1960; Catherine Clément, “Le Pouvoir des mots, symbolique et idéologique”, Mame, Paris, 1973; Michel Vadée, “L’Idéologie”, Dossier Logos, P.U.F., Paris, 1973; Alain Badiou, François Balmès, “De l’idéologie”, Maspero, Paris, 1976; Jean Baechler, “Qu’est-ce que l’idéologie?”, Gallimard, Paris, 1976; Ferruccio Rossi-Landi, “Ideologia”, Ed. Isedi, Milano, 1977; Alberto Izzo, “Il concetto di ideologia”, Ed. Isedi, Milano, 1978; Régis Debray, “Critique de la raison politique ” ou l’incoscient religieux”, Gallimard, Paris, 1981.

    Da parte mia, io considero che, in generale, si possano distinguere due tipi di “Ideologia”:

    1. l’Ideologia, in senso tradizionale: cioè, quel “corpus culturale” che cerca, in qualche modo, di conferire dignità al presente ed al futuro di una certa Società, attraverso un’esposizione mitica, sacrale e/o eroica del suo più remoto ed insondabile passato; esempi storici: l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide; oppure, più vicino a noi, la “Dottrina del Fascismo” di Mussolini/Gentile che venne realizzata, nel 1927 (dopo, cioè, avere agito preventivamente: dopo avere, se vogliamo, dapprima fondato I Fasci di Combattimento, vinta la battaglia contro la sovversione, realizzata la Marcia su Roma, attuata la riforma della Scuola, quella dello Stato, ecc.).

    2. l’Ideologia, in senso anti-tradizionale : cioè, quel ‘corpus culturale’ che “fissa un qualunque ‘schema’, soggettivo ed arbitrario, assoluto ed indiscutibile, ed attende che la realtà si adatti automaticamente e supinamente al suo disegno; oppure, che - dopo avere fissato il suo ‘schema’ soggettivo ed arbitrario, assoluto ed indiscutibile - tenta di manipolare e/o di violentare la realtà, per cercare di poterla fare combaciare con i termini teorici ed astratti della sua preventiva e preconcetta costruzione intellettuale” (A.B. Mariantoni, articolo, “Il ritorno all’umano”, pubblicato su “Identità - Il ritorno all’umano”, Rivista europea di cultura politica, n° 2, a. IIº, Aprile 2005, pp. 5-9.). Esempi storici: oltre le “Ideologie/teologie abramitiche” (in senso culturale e non “fideistico”, naturalmente!), “l’Ideologia liberale-liberista”, “l’Ideologia marxista”, “l’Ideologia marxista-leninista”, “l’Ideologia mondialista”, “l’Ideologia alter-mondialista”, ecc. (senza contare “l’Ideologia” che spesso è praticata all’interno dei diversi e variegati gruppuscoli della cosiddetta Area…).

    Se il primo concetto di “Ideologia” è senz’altro dinamico e positivo, in quanto permette ad una società – alla fine di un suo qualsiasi ciclo storico - di concedersi delle “Lettere di Nobiltà” e, quindi, di utilizzare quegli “acquisiti”, come un trampolino di lancio, per spiccare il volo verso nuove conquiste e nuove innovazioni (in altre parole: nuova Storia…); il secondo concetto, ai miei occhi, è decisamente statico e negativo.

    E’ statico e negativo, in quanto – in opposizione e contraddizione con il “Panta rei” (tutto scorre…) che ci è dato di osservare e di verificare in natura – si basa su una “costruzione intellettuale” preventiva che – oltre ad essere, per definizione, sempre e comunque riduttiva e limitativa del “vero” e del “reale” – pretende “descrivere”, “imbrigliare”, oppure “determinare”, “modificare”, “sconvolgere” e, qualche volta, persino “predire” o “prevedere” la realtà.

    Nonostante gli sforzi, però, la realtà non si lascia mai interamente “descrivere”... né tanto meno “imbrigliare”; meno ancora “determinare”, “sconvolgere” o “prevedere”! Ed anche se, per pura ipotesi, qualcuno di noi, riuscisse davvero a farlo, un miliardesimo di secondo dopo, si accorgerebbe che la realtà che ha preteso “ circoscrivere ” e/o “ fotografare ”, non corrisponde più alla descrizione o alla rappresentazione che egli stesso ha creduto di avere realizzato pochi istanti prima.

    Inoltre, una volta espressa e formulata, anche la più razionale, plausibile e credibile delle “Ideologie” (o delle “costruzioni intellettuali”), non può essere nient’altro che un’ingannevole e statica “istantanea” di un esclusivo e particolare momento della realtà. Un’istantanea, nella quale un nostro qualunque “presente”, già invecchiato o stantio, tenta invano di dare delle risposte alle eventuali problematiche dell’avvenire, utilizzando delle chiavi di lettura che, in pratica, sono già scadute o superate e, di conseguenza, completamente illusorie ed inefficienti, sia dal punto di vista del loro possibile impatto sulla realtà che da quello della loro effettiva e concreta capacità di intervento.

    Non dimentichiamo, in fine, che in qualunque “Ideologia” (in senso anti-tradizionale), il “reale” o “l’irreale” della nostra percezione di ieri, resta cristallizzato, per sempre, all’interno della descrizione alla quale abbiamo aderito.

    Sarebbe, quindi, un vano esercizio ed una fallace presunzione pretendere di poterlo trasporre o proiettare nel tempo e nello spazio per farlo, in qualche modo, intervenire positivamente sugli avvenimenti o sulle circostanze dell’oggi o del domani.

    Questo, naturalmente, senza tenere conto del fatto che questo genere di “Ideologie” essendo, per definizione, assolute ed indiscutibili, oltre a non permettere nessuna dinamica e nessuna dialettica costruttiva all’interno della società, sono fonte di perpetuo ed irrisolvibile dissidio (il proverbiale “muro” contro “muro” con altre “Ideologie” simili o uguali e contrarie) all’interno delle nostre Polis/Civitas e, quindi, di conseguenza, le principali responsabili della “divisione in sillabe” dei nostri antichi Popoli-Nazione che ci è dato, oggi, di costatare.

    E’, dunque, a questo tipo di “Ideologie” che mi riferivo, quando mi sono permesso di affermare che: “Le Ideologie, dividono; gli Scopi, uniscono”.

    Tito Tazio

    P.S.: Dimenticavo. Un "vago, istintivo e approssimato modo globale di vedere le cose", non è, né può essere, una "Ideologia". Semmai, è una Weltanschauung (una visione/concezione dell'uomo, della società e del mondo). Questo, però, è un argomento che cercherò di elaborare in un'altra occasione.

 

 
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