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    Predefinito La trasmissione della fede ai figli.

    La trasmissione della fede ai figli, per Kiko Argüello

    (CATECHUMENIUM.IT) -

    Un discorso di Kiko su questo fondamentale argomento, tenuto a Manila nel Gennaio 2003: importante per chi non lo conosce, per chi lo conoscesse "repetita iuvant"...

    Sono stato invitato a parlare brevemente su come le famiglie nel Cammino Neocatecumenale trasmettono
    la Fede ai figli. Migliaia di famiglie si scontrano con il problema dei loro figli che nella scuola e nella università abbandonano la Chiesa : come possono le famiglie cristiane rispondere a questa secolarizzazione, a questo cambio epocale, alla globalizzazione , a un ambiente contrario ai valori cristiani?

    Dio si è manifestato al suo popolo sul Monte Sinai. Dio ha voluto scegliere un popolo per rivelarsi , attraverso la sua condotta, all’intera umanità. Ha scelto un popolo di schiavi in Egitto e ha iniziato ad operare con loro. Dio si è rivelato attraverso la sua condotta nella loro storia. Dopo aver fatto miracoli, aprendo il mare e guidando il suo popolo attraverso il deserto, Dio ha fatto una alleanza con esso.



    E’ apparso sopra il Monte Sinai, lì dove il popolo vide tremare la montagna e udì un rumore terrificante, l’umanità ha sentito per la prima volta la voce di Dio. E Dio parlò così: “Shemà Israel, Adonai elohenu, Adonai ehad!Ascolta Israele! Io sono l’unico!E tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze e amerai il tuo prossimo come te stesso!” Però subito aggiunge: “ Questo lo ripeterai ai tuoi figli quando sei in casa, quando sei per strada, quando ti corichi e quando ti alzi” E quando viene il momento in cui tuo figlio ti chiede: “Qual è il significato di queste leggi, di queste tradizioni e di questi comandamenti?” , tu gli risponderai : “Eravamo schiavi in terra d’Egitto e il Signore ci ha liberati con mano potente.Davanti ai nostri occhi il Signore ha operato segni e prodigi contro il Faraone e la sua casa. Ci ha liberato per condurci in una terra che aveva promesso ai nostri padri” . Questo sta scritto nel Cap. 6 del libro del Deuteronomio.

    Questa parola “Shemà” è ancora oggi il credo fondamentale di Israele. Gli ebrei ortodossi la proclamano tre volte al giorno. Questo testo talmente importante per il popolo ebreo lungo i secoli perché ha tenuto unita la famiglia ebrea, ci aiuta a capire l’importanza del fatto che i padri trasmettano la fede ai figli e mostra altrettanto chiaramente che questo comandamento divino è stato dato ai padri e non può essere delegato a nessun’altra persona. Sono loro che devono raccontare ai loro figli le opere che Dio ha fatto in loro favore.

    Sono stato in contatto con molte famiglie cattoliche, famiglie appartenenti all’Azione Cattolica che stavano anche in altri movimenti ecclesiali che hanno delegato alla parrocchia la trasmissione della fede ai loro figli. E dopo , quando i loro figli sono andati all’università, hanno scoperto che avevano abbandonato la fede. Non hanno obbedito al comandamento secondo il quale loro sono i primi che principalmente devono trasmettere la fede ai loro figli, secondo il comandamento divino.

    Per i primi cristiani , la trasmissione della fede ai loro figli, attraverso le Sacre Scritture compiute in Gesù Cristo, era una missione fondamentale.Ne abbiamo testimonianza nella Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo: “ Tu, al contrario, persevera in quello che hai appreso e in cui hai creduto , tenendo presente da chi lo apprendesti e che fin da bambino conoscesti le Sacre Scritture, le quali ti possono dare la sapienza che porta alla salvezza mediante la fede in Gesù Cristo” (2Tim3,14-15). Questa tradizione , in varie forme, è rimasta nelle famiglie cristiane lungo i secoli. Ed è ancor più evidente nella testimonianza di numerosi bambini e giovani che furono martirizzati.
    Il Cammino Neocatecumenale come iniziazione cristiana nelle Diocesi e nelle Parrocchie , insegna oggi agli sposi a trasmettere la fede ai loro figli, in particolare attraverso una celebrazione in una liturgia domestica. Noi insegniamo loro che la famiglia cristiana ha tre altari: il primo è la mensa della Santa Eucaristia, dove Gesù offre il sacrificio della sua vita per la nostra salvezza
    il secondo è il talamo nuziale , dove si compie il sacramento del matrimonio e si da la vita a nuovi figli di Dio. Insegniamo come deve essere compiuto l’atto coniugale , che prima è necessario pregare, e si insegna ai bambini che la camera da letto dei genitori è un luogo santo.Ai cristiani dobbiamo insegnare che il talamo nuziale deve essere tenuto in grande onore e gloria.
    Il terzo altare è la mensa dove la famiglia si riunisce per mangiare, benedicendo il Signore per i suoi doni.La celebrazione domestica , nella quale si trasmette la fede ai figli, si tiene attorno a questa stessa mensa. Dopo oltre trent’anni dall’inizio del Cammino Neocatecumenale, uno dei frutti che più ci consolano è il vedere la famiglia ricostruita.La famiglia si trasforma in un vero “Santuario domestico della Chiesa”.

    Queste famiglie che sono nel Cammino sono tutte aperte alla vita. IL Cammino ha uno dei tassi di natalità più alti nel mondo – cinque figli per famiglia – inclusi i mussulmani.Gli insegniamo cosa significa dare un figlio a Dio. Queste famiglie numerose compiono il dovere fondamentale delle famiglie cristiane che è quello di trasmettere la fede ai propri figli. Oltre alle preghiere della mattina e della sera, ringraziano il Signore prima dei pasti e partecipano all’Eucarestia con i loro padri nelle loro comunità.

    La trasmissione della fede ai figli si realizza, come abbiamo detto, in una Liturgia domestica celebrata regolarmente nel Giorno del Signore. In questa celebrazione , secondo la grandezza della famiglia, si prepara la mensa con una tovaglia bianca, una candela, fiori e la Bibbia.Un figlio suona la chitarra, un altro il flauto e pregano uniti al padre e ai nonni. In questa celebrazione i padri proclamano i Salmi delle Lodi con i loro figli. I padri preparano una lettura che può essere il Vangelo della Messa della Domenica . Poi i padri chiedono ai figli: “Cosa ti dice Dio con questa lettura per la tua vita? “. Impressiona moltissimo vedere come i figli applicano la Parola di Dio alla loro esperienza di vita. Al termine, quando tutti i figli hanno parlato, i padri danno una catechesi fondata sulla propria esperienza.

    Dicono quello che
    la Parola significa per loro. Al termine invitano i figlia pregare per il Papa , per la Chiesa, per coloro che soffrono, etc. . Poi pregano insieme con il Padre Nostro e si scambiano il segno della Pace. Così accade ogni Domenica in ogni famiglia cristiana.
    Il risultato di questa preziosa attenzione dei padri verso i figli è che quasi il 100% dei figli del Cammino Neocatecumenale rimangono nella Chiesa. Questa è anche la ragione per la quale abbiamo portato 50.000 giovani a Toronto e 75.000 a Parigi. E’ meraviglioso vedere come le comunità neocatecumenali sono piene di giovani! Piene di giovani!All’incontro con il Papa a Roma, a Tor Vergata, abbiamo portato 100.000 giovani, tutti appartenenti al Cammino Neocatecumenale , a queste famiglie numerose , a questo tipo di educazione dei figli e a queste celebrazioni domestiche. Stanno suscitando migliaia di vocazioni, migliaia…Abbiamo aperto già 50 Seminari Redemptoris Mater; da queste comunità sono entrate in clausura oltre 4000 sorelle , tutti i conventi in Italia sono pieni di sorelle che vengono dal Cammino Neocatecumenale.
    E questo non è un Movimento.Queste comunità sono nella parrocchia come una iniziazione cristiana che appartiene alla Chiesa.La Chiesa ha riconosciuto che non siamo una associazione né una congregazione né un Movimento.La nostra missione è quella di aiutare le parrocchie e i Vescovi ad avere un itinerario di formazione cristiana che aiuti a maturare nella fede , come la Sacra Famiglia di Nazareth. Nostro Signore,la Parola di Dio, prese carne dalla Vergine Maria, nacque come un bambino che aveva bisogno di crescere per diventare uomo, per diventare adulto. Solamente da adulto ha potuto compiere la sua missione di salvare il mondo , quando ebbe 30 anni.Come si fece adulto? Obbedendo a Maria e Giuseppe. Allo stesso modo oggi molta gente battezzata possiede una fede piccola , infantile. Questa fede deve crescere come nella Famiglia di Nazareth, obbedendo al parroco e ai catechisti, in obbedienza al parroco e ai catechisti.
    Siamo grati al Pontificio Consiglio per la Famiglia che ha iniziato ad interessarsi a questo fenomeno.Sono rimasti sorpresi di tutti questi giovani e di quello che stiamo facendo e ci hanno invitato a proporre a tutta la Chiesa lo stesso tipo di celebrazione (domestica) che noi facciamo.

    Quando avemmo un incontro con Mons.Bugnini, che era una stretto collaboratore di Papa Paolo VI e l’incaricato per tutto il rinnovamento liturgico , i RICA, ci disse che nella Chiesa mancava una liturgia domestica e quando seppe cosa stavamo facendo rimase molto colpito. Così che siamo molto contenti di collaborare con il Pontificio Consiglio per
    la Famiglia e di dare il nostro piccolo contributo attraverso quello che Dio sta facendo con noi. Mi piacerebbe proporre questo a tutti gli altri , per aiutare altra gente, altre ottime famiglie di tutte le altre realtà cristiane che si trovano in difficoltà con i loro figli durante la crescita e nella scuola. In tutta Europa c’è una cultura di sinistra con una terribile educazione sessuale che và contro l’insegnamento cristiano.I padri soffrono molto vedendo i figli contaminati da questa cultura. Questa è la verità.

    E mi piacerebbe riuscire a far capire a tutta
    la Chiesa che quello che sto dicendo non è un problema secondario, una devozione : è una questione di vita o di morte per la Chiesa.Una questione di vita o di morte!Se la Chiesa non è capace di trasmettere la fede alla prossima generazione , morirà. Questo è così importante che il Santo Padre ( Giovanni Paolo II, ndr.) e il Pontificio Consiglio per la Famiglia hanno capito cosa stiamo perdendo….. ci sono parrocchie dove già non ci sono più giovani.Dove sono?Non si tratta di far teatro o altre stupidaggini con i bambini, si tratta di dare un contenuto veritiero e serio. Perché loro devono far fronte ad un ambiente che sta completamente agli antipodi della realtà del Vangelo. Attraverso la globalizzazione del mondo intero , la secolarizzazione si sta diffondendo con molta rapidità, mettendo in crisi tutte le religioni.In Europa stiamo perdendo le scuole cristiane, non ci sono più molte scuole che insegnano la religione. Gli ordini religiosi non hanno più vocazioni e stanno abbandonando le scuole e le università.

    Abbiamo perso le università e ai nostri figli insegnano Hegel, Marx ….tutto all’opposto, il nichilismo. Queste cose non vengono dette ai nostri giovani. Però alla Chiesa rimane una formula vincente: la famiglia. Noi abbiamo visto che i nostri figli educati in una famiglia stabile , non vacillano a scuola.Si fanno obbiettori.

    Quando nelle classi di educazione sessuale si insegna la masturbazione e altre cose contrarie al Vangelo , si alzano in piedi e fanno obiezione di coscienza. I padri vanno a parlare con il direttore.Non soccombono a tutto questo. Nelle università , dove tutto è contrario ai valori cristiani , essi non soccombono , non li possono convincere. Dietro a loro ci sono la famiglia e la loro comunità cristiana, una comunità di 40 o 50 fratelli che stanno tutti uniti, dove c’è Dio, dove non esistono classi sociali.

    Tutti sono fratelli: ingegneri , donne delle pulizie, vagabondi : tutti sono fratelli! Non ci sono differenze di lingua o di cultura, tra bianchi e neri, tra gente colta e ignorante. Non ci sono poveri nè ricchi, sono tutti fratelli che si aiutano l’un l’altro. Se c’è una famiglia con molti figli che fatica ad arrivare a fine mese, la comunità fa una colletta per aiutarli. La comunità aiuta la famiglia e la famiglia salva
    la Chiesa.
    La nostra società sta distruggendo la famiglia e, in particolare, l’Europa sta andando verso l’apostasia e sta facendo sì che le famiglie si dividano.A causa del lavoro non abbiamo tempo di stare a casa e mangiare insieme. In Europa non ci sono luoghi d’incontro, non c’è tempo. Domani il ragazzo gioca a pallacanestro, la ragazza và a ballare. Stanno sempre fuori, non si riuniscono mai, non si siedono a parlare. La moglie lavora, il padre lavora, quando rientrano a casa i figli già dormono. E la famiglia si sta distruggendo riguardo al tempo ( i ritmi di lavoro e gli orari scolastici) , in quanto alla sua composizione (coppie di fatto, coppie omosessuali, divorzi) , in quanto a stile di vita ( la gente vive in un modo che contrasta il senso della famiglia) e soprattutto attraverso una cultura che ci circonda totalmente contraria al Vangelo.
    Siamo convinti che la vera battaglia che la Chiesa dovrà affrontare nel terzo millennio, la sfida che dobbiamo affrontare e nella quale si gioca il nostro futuro, è quella della famiglia. Per questo dico che siamo contenti di poter collaborare con il Pontificio Consiglio per la Famiglia, portando l’esperienza di tante famiglie , poi di tanti anni nei quali abbiamo visto che questa è la formula vincente. Con loro stiamo cercando di fare una guida. Sulla base di una esperienza di più di trenta anni, con famiglie di differenti culture e classi sociali, possiamo fare qualcosa di valido, non solo una schema disegnato sulla tavola di un bar, ma qualcosa di serio, una guida per la famiglia, una esperienza del Cammino Neocatecumenale attraverso la quale la Chiesa può aiutare la famiglia a trasmettere la fede ai figli. Penso che tutto questo è un grande contributo alla famiglia.
    Spero che questa piccola semente che ora seminiamo , possa un giorno diventare un albero pieno di frutti, perché se un bambino di quattro anni ha visto suo padre pregare nell’assemblea con sincerità, non lo dimenticherà mai, mai! Molti adulti non dimenticheranno mai come hanno celebrato nelle loro proprie famiglie, dove hanno visto l’amore dei loro padri per Dio e come pregavano con vera convinzione.
    Pregate per me. Grazie.
    Kiko Argüello

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  2. #2
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    "Sono stato in contatto con molte famiglie cattoliche, famiglie appartenenti all’Azione Cattolica che stavano anche in altri movimenti ecclesiali che hanno delegato alla parrocchia la trasmissione della fede ai loro figli."

    mi sfugge il senso di questa frase. Azione cattolica in spagna? In Italia?
    PEr quel che riguarda la spagna non so che dire. per l'Italia allora il buon Kiko pone male la questione.
    Nei testi UFFICIALI dell'Azione cattolica italiana si dice ESPLICITAMENTE che i primi ad avere il dovere di trasmettere la fede ai figli sono i genitori.

    poi vorrei dire che con questa frase sotto sotto implicitamente si da dell'azione cattolica COMPLESSIVAMENTE un'idea falsa, come se l'azione cattolica (di cui faccio parte e per cui se a niocatt da fastidio se parlano male dei neocatecumeni, a me da fastidio se CHIUNQUE parla male dell'Azione cattolica) avesse deciso che le famiglie si devono disinteressare dell'educazione religiosa dei figli.

    essendo una falsità volevo chiarire a chiunque legga questo post che il commento di kiko sull'azione cattolica è , al massimo, una sua opinione noin rispondente al vero.

    per finire: kiko avrà incontrato molte famiglie (ma quante?) dell'azione cattolica che facevano come dice lui. E tutte le altre (molte di più) che invece sono impegnate in prima persona nella trasmissione della fede ai figli dove stavano?

    sul resto della predica non mi pronuncio. interessante, ma sicuramente rivolta a chi ha già fatto a priori una scelta neocatecumenale.

  3. #3
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    Sono stato in contatto con molte famiglie cattoliche, famiglie appartenenti all’Azione Cattolica che stavano anche in altri movimenti ecclesiali che hanno delegato alla parrocchia la trasmissione della fede ai loro figli. E dopo , quando i loro figli sono andati all’università, hanno scoperto che avevano abbandonato la fede. Non hanno obbedito al comandamento secondo il quale loro sono i primi che principalmente devono trasmettere la fede ai loro figli, secondo il comandamento divino.
    mi sembra che Kiko non parli di Azione Cattolica ma della disobbedienza da parte di genitori ad un preciso comando ricevuto. Disobbedienza da parte di genitori appartenenti ad Ac ed altri movimenti ecclesiali.
    Credo fosse questo il senso della frase.

  4. #4
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    Io sono NC ma a molti "comandi e doveri" ho disobbedito. Ma questo è un mio problema che dovrò risolvere.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero
    "Sono stato in contatto con molte famiglie cattoliche, famiglie appartenenti all’Azione Cattolica che stavano anche in altri movimenti ecclesiali che hanno delegato alla parrocchia la trasmissione della fede ai loro figli."

    mi sfugge il senso di questa frase. Azione cattolica in spagna? In Italia?
    PEr quel che riguarda la spagna non so che dire. per l'Italia allora il buon Kiko pone male la questione.
    Nei testi UFFICIALI dell'Azione cattolica italiana si dice ESPLICITAMENTE che i primi ad avere il dovere di trasmettere la fede ai figli sono i genitori.

    poi vorrei dire che con questa frase sotto sotto implicitamente si da dell'azione cattolica COMPLESSIVAMENTE un'idea falsa, come se l'azione cattolica (di cui faccio parte e per cui se a niocatt da fastidio se parlano male dei neocatecumeni, a me da fastidio se CHIUNQUE parla male dell'Azione cattolica) avesse deciso che le famiglie si devono disinteressare dell'educazione religiosa dei figli.

    essendo una falsità volevo chiarire a chiunque legga questo post che il commento di kiko sull'azione cattolica è , al massimo, una sua opinione noin rispondente al vero.

    per finire: kiko avrà incontrato molte famiglie (ma quante?) dell'azione cattolica che facevano come dice lui. E tutte le altre (molte di più) che invece sono impegnate in prima persona nella trasmissione della fede ai figli dove stavano?

    sul resto della predica non mi pronuncio. interessante, ma sicuramente rivolta a chi ha già fatto a priori una scelta neocatecumenale.
    Caro bottero, molte volte ho sentito e letta questa riflessione sulla trasmissione della fede ai figli. Kiko dice di famiglie di AC e di altri movimenti ecclesiali, solo perchè in Spagna l'Azione Cattolica è stata sempre una realtà molto importante e presente, quindi ne deduco che in generale lui si riferisca alla genericità dei genitori cattolici (non penso che volesse discreditare AC). Il senso vero è che è tante volte le famiglie delegano questo delicato e importante compito alle parrocchie dove si trasmette una fede a livello oriatoriale e molto superficiale, per via anche delle grandi difficoltà che molti parroci hanno nel poter gestire catechesi partendo dall'oratorio, fino alle cresime, spesso per penuria di locali, per mancanza di catechisti idonei, per mancanza anche di bambini.

    Altra sottolinetura è che già nelle Sacre Scritture, in particolare riguardo al popolo di Israele, a Mosè e al decaloco, che poi Gesù stesso lo indichera come Primo comandamento "Shemà Israel":

    Deut. 6, 4 - 9

    4] Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.

    [5] Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.

    [6] Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore;

    [7] li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

    [8] Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi

    [9] e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

    Ecco il messaggio che Kiko vuole dare, che è compito fondamentale per il popolo cristiano, trasmettere la fede ai propri figli, quando? Nelle lodi mattutine del giorno del Signore. Ma caro bottero, a parte l'Azione cattolica, secondo te quante famiglie cristiane sono disposte a fare questo? Non è questione di appartenere o meno a movimenti o cose varie, ne va della vita dei nostri figli, e questo credo che almeno per mia esperienza personale è molto importante.

    P.S. - Non è nello stile di Kiko o del cammino in generale attaccare o strumentalizzare altri movimenti o altre realtà ecclesiali, anzi siamo tutti frutti dello Spirito Santo, con ognuno il proprio carisma

  6. #6
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    la risposta di niocatt mi va venire in mente alcune cose

    "molte volte ho sentito e letta questa riflessione sulla trasmissione della fede ai figli."

    se non vado errato le prediche di Kiko vengono lette e usate nelle catechesi come parte integrale del cammino. tui mi confermi che hai usato QUESTO testo nelle tue discussioni.

    ossia dal 2003 a oggi questa lettera ha circolato così come l'ho letta io.

    bene. e allora se, come dici tu:
    1 - " in generale lui si riferisca alla genericità dei genitori cattolici (non penso che volesse discreditare AC). "

    2 - "Non è nello stile di Kiko o del cammino in generale attaccare o strumentalizzare altri movimenti o altre realtà ecclesiali, "

    allora Kiko , o chi per lui, è pregato di togliere il riferimento all'azione cattolica, visto che

    a- non c'entra nulla

    b - così come è messo oggettivamente suscita in chi ascolta l'idea che le famiglie di azione cattolica si disinteressino della trasmissione della fede ai figli.

    ti piacerebbe leggere da qualche parte
    "Sono stato in contatto con molte famiglie cattoliche, famiglie appartenenti al Cammino Neocatecumenale che stavano anche in altri movimenti ecclesiali che hanno delegato alla parrocchia la trasmissione della fede ai loro figli."

    sono sicuro di no.

    guarda che se hai la mail di kiko gli scrivo benissimo io, dicendogli le stesse cose che ho detto a te. e parlo sul serio.

  7. #7
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    Forse ho scelto uno dei tanti articoli che riportano l'intervista e sai ognuno aggiunge o omette qualcosa.

    Cmq alcuni link che riportano l'intervista in altra maniera:

    http://www.laquerciamillenaria.org/articles.asp?id=54

    http://www.laquerciamillenaria.org/d...edeaifigli.htm

    http://www.vatican.va/roman_curia/po...n-book_it.html

    http://www.sancastrese.com/Gruppi_ec...ecumenali.html

    Cmq non mi sembra il caso di alzare una polemica, sono il primo ha rispettare la regola di non interferire nel carisma di altri movimenti, dopo che io stesso ho dovuto e continuo a subire aggressioni di tutti i tipi, te per una semplice citazione per altro errata ti infuchi subito.
    Dai come l'impresione di durezza nelle tue risposte, ho forse è una mia impressione..........mah.
    Cerchiamo di restare nel contesto del dialogo calmo e sereno, anche se qualcuno per disattenzione posta articoli magari non proprio esatti.

  8. #8
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    Che poi non lo dice solo Kiko
    __________________________________________________ _

    La crisi della fede riflette una crisi della famiglia, secondo il Cardinal Cañizares
    Seimila persone al Congresso Teologico-Pastorale sulla Famiglia

    VALENCIA, giovedì, 6 luglio 2006 (
    ZENIT.org).- Nel contesto del V Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolge a Valencia dal 1° al 9 luglio, questo mercoledì ha avuto luogo la seconda giornata del Congresso Teologico-Pastorale, al quale assistono circa seimila persone, con trenta Cardinali e numerosi Vescovi di tutto il mondo.

    Dopo una preghiera introduttiva, guidata dal Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India), il primo intervento del giorno è stato quello del Cardinale Antonio Cañizares, Arcivescovo di Toledo, su “la trasmissione della fede in famiglia”.

    “L’esperienza personale – ha spiegato – mostra chiaramente che quando manca la famiglia ci sono serie difficoltà per trasmettere la fede e anche accogliere la fede, e quando questa trasmissione non c’è stata in ambito familiare nei primi passi della vita è difficile suscitarla negli anni successivi”.

    Oggi, ad ogni modo, “in buona parte dei casi la famiglia ha smesso di essere alveo della trasmissione della fede. E’ su questo che si basa la gran parte della crisi della fede, dell’educazione nella fede. Crisi della famiglia, crisi di fede; ma la crisi della fede è anche crisi della famiglia”.

    “La famiglia ha smesso davvero di essere questo alveo e ambito? Cosa succede nella famiglia, o cosa dovrebbe succedere perché la famiglia ai giorni nostri sia ancora questo ambito, quel nucleo in cui non solo siamo generati e nasciamo, ma dove siamo anche educati alla vita di fede in modo insostituibile?”, ha chiesto il Cardinale.

    In questo senso, ha denunciato una “situazione lacerante” di “fortissima secolarizzazione, di una cultura che ci viene imposta e in cui si vuole dimenticare Dio e che Dio non conti nella sfera pubblica”.

    Il porporato ha sottolineato che siamo “di fronte al dramma dell’apostasia silenziosa di buona parte dei cristiani, di fronte alla secolarizzazione della stessa comunità ecclesiale”. Per questo “la famiglia cristiana ha, oggi più che mai, una missione nobilissima e ineludibile come quella di trasmettere la fede, che implica la dedizione a Gesù Cristo e l’inserimento nella comunità ecclesiale”.

    Il Cardinale ha enunciato tre principi su cui si basa la trasmissione della fede nella famiglia: Gesù Cristo, luce che illumina la verità e la missione della famiglia; la famiglia comunità di persone al servizio della vita; la famiglia educatrice e trasmettitrice della fede.

    “Non è facile per la famiglia svolgere il suo compito di educatrice e trasmettitrice della fede – ha affermato il Cardinal Cañizares –. Al giorno d’oggi ci sono molti sospetti e pregiudizi contro la famiglia; si pensa che la famiglia sia incapace di educare, di formare la personalità dei figli; altre istituzioni della società e anche della stessa Chiesa – così si pensa – devono fare per i figli ciò che la famiglia non può fare”.

    “Molti genitori – ha concluso – sono oggi scoraggiati, hanno abbandonato il loro compito di educatori, per non parlare della trasmissione della fede; si sentono impotenti o pensano che questo compito spetti ad altri. La famiglia, però, ha le risorse per dare all’uomo ciò che nessun altra istituzione semplicemente umana può dargli. In una società disgregata e frammentata, la famiglia è la prima e fondamentale scuola di umanizzazione”.

    ZI06070601

  9. #9
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    Conclusioni del Congresso Teologico-Pastorale sulla Famiglia

    “La famiglia è sottoposta ad una crisi senza precedenti”

    VALENCIA, domenica, 9 luglio 2006 (
    ZENIT.org).- “La famiglia è sottoposta ad una crisi senza precedenti”, affermano le conclusioni del Congresso Teologico-Pastorale sulla trasmissione della fede in famiglia, svoltosi nel contesto del V Incontro Mondiale delle Famiglie.

    Con la lettura di un documento di otto pagine di conclusioni, il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha chiuso questo venerdì l’incontro che ha convocato a Valencia circa 10.000 persone.

    “Il Congresso ha manifestato l’esistenza nella cultura contemporanea di una situazione paradossale per quanto riguarda la famiglia. Si avverte la sua importanza, ma i grandi cambiamenti sociali, i progressi tecnologici, i movimenti migratori e i profondi cambiamenti culturali portano ad un cambiamento di civiltà che richiede uomini formati per affrontare i cambiamenti”, affermano le conclusioni provvisorie del Congresso.

    “Allo stesso tempo, si osserva che la famiglia è sottoposta ad una crisi senza precedenti nella storia. Le ragioni si trovano soprattutto nei fattori culturali e ideologici. La mentalità attuale tende ad eliminare i valori. L’azione persistente di un laicismo di radice nichilista e relativista porta ad un modo di vivere individualista”, aggiunge il documento.

    Il Congresso ha denunciato con forza “questa pressione ideologica invitando a prendere coscienza dell’importanza della famiglia e a contribuire al suo sviluppo”.

    I presenti hanno anche espresso la loro “profonda gioia” perché questo Congresso è stato “una manifestazione di ricchezza, spiritualità e vita”.

    Il Congresso ha riconosciuto che “alcuni dei valori che prevalgono in vari Paesi, soprattutto in quelli più sviluppati, sono in contraddizione con quelli che facilitano la comprensione cristiana della famiglia”.

    “Si impongono il principio di autonomia che porta al consumismo, il relativismo e il soggettivismo, ignorando i principi trascendentali. Su questa mentalità si basa la critica al matrimonio che cerca di sostituirlo con unioni libere”.

    Il Congresso ha esortato “le famiglie cristiane ad essere consapevoli dell’importante missione che spetta loro al servizio della Chiesa e di tutta l’umanità”.

    Una parte delle conclusioni è stata dedicata ai problemi e alle sfide attuali che interpellano la famiglia nei settori della legislazione civile, della giustizia sociale, dell’economia, della bioetica e della demografia.

    Quanto alla trasmissione della fede, il Congresso ha affermato che “la famiglia è sempre stata luogo privilegiato, l’unità fondamentale per la trasmissione della fede”.

    Il Congresso ha segnalato la comparsa di molte nuove iniziative per la diffusione della fede, come centri speciali di formazione familiare, corsi di preparazione al matrimonio, centri di spiritualità matrimoniale, ritiri specializzati, corsi per genitori. Anche le diocesi hanno creato commissioni per la famiglia.

    Quella che è stata avvertita più volte durante l’Assise è la preoccupazione costante a migliorare i contenuti catechetici relativi alla famiglia. Il Congresso ha infine riconosciuto il ruolo fondamentale dell’istruzione e della materia di Religione, così come l’importanza delle associazioni di genitori.

    Al termine del Congresso, i frutti maturati nel corso di questa intensa esperienza ecclesiale sono stati offerti sull’altare eucaristico, durante la solenne Concelebrazione presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

    Durante l’omelia il Cardinale Re ha invitato i genitori a non abdicare dal dovere di educare i figli alla fede a causa di “tracotanti preoccupazioni lavorative e professionali” o della cattiva influenza delle mode correnti. E’ necessaria, ha detto, una inversione di tendenza “perché il primo luogo in cui una persona si forma è la famiglia”.

    “L’infanzia – ha detto – è decisiva per il resto della vita di un individuo. I semi gettati nel cuore dei bambini germoglieranno nella loro esistenza da adulti”.

    ZI06070905

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    niocatt, io non contesto l'affermazione che le famiglie in gran parte hanno abdicato a un ruolo educativo (complessivo e non solo come trasmissione della fede)

    mi ha dato fastidio, e ritengo di averne tutti i motivi, la punzecchiatura all'azione cattolica, perché conosco bene il carisma e la presa che le paroel di kiko hanno nelle comunità. per cui se lui dice che molte famiglie di azione cattolica hanno rinunciato a trasmettere la fede ai figli, affidandoli in toto alle parrocchie, nelle comunità che leggono queste parole si crea un'immagine dell'azione cattolica FALSA.

 

 
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