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    Predefinito Le menzogne vengono a galla

    Facciamo del nostro meglio ma è sempre più difficile: non dire la nostra opinione ma semplicemente fare una micro diga al mare di menzogne ( menzogne) che sommergono letteralmente l’opinione pubblica. Bisognerebbe passare le giornate a scrivere.

    Cosa è una menzogna e cosa un’opinione? Se sostengo che la guerra in Iraq era giusta perché mi serviva il petrolio esprimo un’opinione. Discutibile, ma non menzognera. Ma se dico che la guerra in Iraq era giusta perché:

    c’era il terrorismo


    c’erano armi atomiche


    il popolo iracheno mi aspettava a braccia aperte


    dovevo riportare la democrazia e far rinascere il paese


    allora non esprimo opinioni: dico una serie di balle vomitevoli! Il perché oggi è evidente a tutti, ma mascherato ovviamente da una propaganda che mente tutti i giorni.

    L’Iraq però è lontano ( purtroppo si sta avvicinando la grande menzogna iraniana che potrebbe essere letale per noi): parliamo allora un po’ delle menzogne che ci concernono e che ci rovineranno la vita.

    Parliamo dell’Unione Europea e della meravigliosa globalizzazione di cui l’UE ( che è un aborto politico ma un sogno mercantile) è una piccola parte.

    La gobalizzazione significa libera immigrazione, libera circolazione dei capitali, caduta delle frontiere, mondo-mercato.







    L'Europa del Mercato Globale




    L’UE è tutto ciò in piccolo con l’aggiunta di alcuni fattori gravissimi.

    Premettiamo: non tutto in una vera alleanza europea sarebbe negativo. Anzi. Ma per diventare una forza davvero positiva per i popoli europei dovrebbe soddisfare tre punti: una moneta comune (questo punto è l’unici realizzato ) una politica estera indipendente, un esercito europeo, la sola cosa che possa permettere una politica sovrana. Tre punti e basta: il resto dovrebbe restare federalista e paesi come la Svizzera dovrebbero avere il diritto di cooperare stando fuori, se lo vogliono, trattando di volta in volta come si è sempre fatto gli scambi con i paesi europei. La via dei trattati bilaterali, si dirà. Ma questa è ancora una menzogna. I Bilaterali sono una cosa del tutto diversa. Se l’UE andrà avanti, cioè se non si frantuma da sola, questa via Bilaterale è in realtà un’adesione lenta. E obbligata.

    Schengen ha già abolito le frontiere, la Svizzera sarà costretta ad accettare il mandato di cattura europeo, cioè il potere insindacabile dell’oligarchia di Bruxelles, e passo dopo passo dovrà accettarne le leggi. I politicanti che hanno detto il contrario hanno mentito.

    Una prova? La dà persino il Corriere del Ticino in un articolo a firma Manzoni. Vi si parla fra l’altro del miliardo per il fondo di coesione ( che secondo gli ultimi sondaggi la metà degli svizzeri rifiuta) cioè dei soldi che la Svizzera dovrà regale senza contropartita a rumeni, polacchi e compagna allegra. Per far capire l’entità della cifra basta pensare che il progetto socialista ( assolutamente condivisibile, per una volta) su una AVS anticipata per le categorie più deboli, avrebbe il sovraprezzo di ..un miliardo. Aggiungiamo un paio di miliardi di costi complessivi per asilanti ( tra mantenimento, galere per i numerosi furfanti, rimpatri a spese di stato ecc) e avremmo un’idea del suicidio che si sta offrendo alla Svizzera.

    Ebbene Carlo Manzoni sul Corriere si chiede giustamente che razza di contributi coesione dovra pagare la Svizzera quando entrerà, per esempio, la Turchia. E si dice anche, pur con evidente sofferenza, che avendo gli svizzeri il referendum ( se l’avranno ancora) finiranno con il dire NO.

    Scrive infatti Manzoni:


    “Il miliardo al fondo di coesione, praticamente la fattura che Bruxelles ci presenta per gli accordi bilaterali, sono un esempio di come anche questa via stia diventando più onerosa. E che cosa succederà quando nell’UE entreranno anche Romania e Bulgaria, con l’estensione della libera circolazione e magari un altro contributo al fondo di coesione? ( e la…Turchia! Ndr) Con i referendum in agguato è bene che i cittadini sappiano che la via degli accordi bilaterali non è tutta rose e e fiori, ma che tornare indietro non si può, perché le conseguenze sarebbero catastrofiche.”

    Alt. La frasina interessante è l’ultima. “Tornare indietro non si può”.

    Eccoli i bugiardi!! Chi scrive ha preso parte a parecchi dibattiti contro Schengen e Bilaterali e sempre i politicanti di lingua biforcuta dicevano: “tra sei , sette anni vedremo, semmai torneremo indietro.” Bugiardi. Come dice bene per una volta il CdT “tornare indietro non si può”.

    Perciò hanno mentito e continueranno a farlo. Verso l’adesione. Perché la pressione della rapace oligarchia UE aumenterà. Hanno bisogno di soldi e il paese più ricco è la Svizzera. Sbavano per metterci su le mani.

    Anche perché l’UE va male e non mantiene nessuna delle radiose promesse fatte agli idioti ( peraltro raramente consultati con voto popolare).

    L’immigrazione è un disastro. L’Italia ha tre quattro milioni di immigrati e fra poco non saprà più come mantenerli o mantenere i suoi cittadini. La Francia l’avete vista in televisione ai mondiali di calcio: una “seleçao” negra con un paio di pallidi personaggi di probabile origine europea: uno si è persino già convertito mussulmano, tanto per mettere le mani avanti.

    I francesi fanno il “tifo” lo stesso ma delle due l’una: o le loro mamme erano troppo vivaci in vacanza o quelli non rappresentano i discendenti di Vercingetorige. E basta andare nelle grandi città per rendersi conto che la Francia sul piano etnico non c’è più. Ma quel è peggio ha da venire: questa immigrazione è incontrollabile, ingestibile sia economicamente che socialmente. Ci trascina tutti nel Terzo mondo.

    I vantaggi del grande mercato sono un’altra bufala. Guadagnano, è vero , cifre astronomiche i manager, le banche, gli usurai, i caimani pseudo industriale che oggi sono qui , domani in Rumania o in Cina e se infischiano se gli operai restano a piedi: loro pensano ai loro arei privati, alle vacanze a S. Moritz. Ma questa UE, questo stramercato, questa globalizzazione di ci uccide.

    Ma loro contano balle. Un altro esempio. Chi ha dato l’allarme sul grande dumpig in atto nel Canton Ticino? Il Corriere del T. , La Regione, la RTSI? Macchè. E’ stata la Repubblica quotidiano italiano che ha scritto ( Paolo Berizzi , in un articolo dal ticolo: "Canton Ticino, rivolta contro gli italiani". ..gli italiani hanno trovato l’America nel Canton Ticino.


    Ecco un estratto: . Grazie all'accordo bilaterale sulla libera circolazione della manodopera ( e ti pareva, ndr) in Ticino è scoppiata la guerra dei padroncini".





    "È un conflitto silenzioso che deflagra ogni giorno a Lugano, Chiasso, Bellinzona, Mendrisio. Il cantone ha da sempre nell'edilizia il suo punto di forza.Assieme alle banche. Così è stato fino a ieri. Fino a quando Italia e Svizzera hanno deciso che muratori, idraulici, falegnami, imbianchini possono girare liberamente da qua a là. E viceversa. Niente più restrizioni e museruole fiscali. Tiepidi i controlli, pochissime le multe. Non chiedevano di meglio gli operosi lavoratori lombardi e piemontesi: e infatti si sono tuffati nel business. In Ticino gli artigiani italiani hanno trovato l'America. L'80% delle imprese estere che hanno invaso la Svizzera italiana vengono dal nostro Nord-Ovest. Migliaia di artigiani e muratori italiani che si sono proposti a prezzi stracciati o comunque nettamente inferiori a quelli della concorrenza indigena. Se per tirare su una parete un muratore ticinese chiede 80 franchi all'ora (poco più di 51 euro), un collega bergamasco o bresciano o comasco si accontenta di prenderne 15. Essendo gli svizzeri tutto tranne che fessi, non è difficile indovinare chi si aggiudica l'appalto".




    "In Ticino l'edilizia dà lavoro a 2000 imprese e a 20mila persone, con un monte salari (senza tecnici e amministrativi) di 800 milioni di franchi. Da quando le porte si sono aperte agli italiani, c'è stato un calo importante: 30-40% in meno. I più cauti in Ticino dicono che è arrivato il momento di correre ai ripari.”

    Chissà se i vari Pelli, Abate, Carobbio, Bacchetta Cattori leggono i giornali?

    Loro che spergiuravano che tutto era sotto controllo? Correre ai ripari? Ma i buoi sono scappati da un pezzo! E poi, via! Volete che i Pelli, Bacchetta e via andando compreso Borradori abbiano la capacità di “correre ai ripari” ? Loro sanno correre solo alle poltrone!

    La notizia più significativa della giornata è però un’altra. Dalla Germania per la prima volta dalla fine della guerra, quando il paese era stato raso a zero dai liberatori era per metà occupato dai soviet che avevano rubato tutto ed era costretto a svenarsi per pagare i “risarcimenti” agli ebrei ( è costretta a farlo ancora oggi) i giovani debbono emigrare.

    Sono stati 140.000 l’anno scorso : tutti con ottima formazioni, ingegneri, medici, specialisti di vario genere, ma anche artigiani e meccanici con buona formazione. Giovani fra i migliori e i più intraprendenti. In cambio sono arrivati 300.000 buoni a nulla dall’Africa e dal Terzo Mondo, gente che vanta lauree solo sulla carta o diplomi di carta straccia ma che le squallide associazioni che campano sul traffico umano esaltano come “i laureati dell’emigrazione”. Tutte castronate naturalmente. Intanto i tedeschi, con lauree vere, partono. Vanno in Canada , in Australia o in Svizzera dove l’assistenzialismo devastante non ha ancora fatto i danni che stanno mettendo in ginocchio la Germania. Il popolo tedesco comincia a raschiare il fondo del barile. La disoccupazione sale e si arricchiscono solo i caimani e gli usurai.






    La crisi degli anni '30 in Germania



    E’ nata anche un’associazione per assistere i nuovi migranti: uno dei responsabili a Berlino ha detto recentemente che i giovani sono in costante aumento e non vogliono più tornare. Ne hanno abbastanza di questa Germania che deve mantenere tutti i lazzaroni ( le comunità ebraiche onnipotenti in Germania, hanno preteso e ottenuto che gli ebrei che gli anni scorsi sono arrivati a camions ( centinaia di migliaia) dalla Russia venissero mantenuti dai tedeschi. Per via dell’”olocausto” avete indovinato.

    Non potendone più di questi furbastri che venivano a campare gratis in Germania, tutti i ministri degli Interni dei sedici Länder federali hanno annunciato di voler ammettere in futuro solo coloro che parlano la lingua e hanno buone prospettive di trovare un lavoro. Il minimo, visto le condizioni in cui si trova la Germania. Naturalmente la stampa sionista è esplosa nei soliti lamenti. Il Corriere di Mieli e Elkann ha scritto che questo avvelenava “i delicatissimi rapporti con la comunità ebraica” che ha un’influenza spropositata sulla politica tedesca, in pratica un governo ombra.

    I Verdi, che in Germania sono il partito più vicino agli ebrei e il loro portavoce, hanno strillato che era una nuova Auschwitz ( sessant’anni dopo questo darebbe agli ebrei russi il diritto di campare di rendita?) . e che tutti gli ebrei andavano accolti ( e mantenuti).

    Nessuno può protestare e in tutta l’UE leggi sempre più restrittive in tal senso vengono adottate.

    Ma allora se la “locomotiva d’Europa” è costretta a far emigrare i suoi giovani migliori e mantenere degli sfaticati in arrivo, cosa resterà dell’UE?

    Una lunga lista di fallimenti. Che pagheranno tutti ormai, non solo le generazioni future. Ma continuerete a leggere sulla stampa prezzolata che l’UE ha un avvenire radioso e si deve aderire. Prima che arrivino anche i Turchi.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito vi ricordate?...e poi silenzio

    SPAGNA: MILLANTATORE UOMO SIMBOLO DI INTERNATI SPAGNOLI/DICE AVER MENTITO PER 50 ANNI PER ESSER MEGLIO ASCOLTATO - MADRID- 11/05/2005

    Diceva di essere stato il numero 6.448 del campo di sterminio nazista di Flossenburg e su questo aveva costruito un'intera carriera di vittima e sopravvissuto all'Olocausto finendo per divenire presidente dell'Associazione Mathausen che raggruppa tutti i deportati spagnoli. Ma Eric Marco ha ora confessato di essersi inventato tutto e di non essere mai stato prigioniero in un campo di concentramento nazista ingannando tutti per oltre 50 anni. L'Associazione lo ha ora destituito da tutte le sue funzioni, ma il colpo è enorme per l'ambiente delle vittime spagnole del nazismo, cui aveva reso omaggio nei giorni scorsi lo stesso premier Jose Luis Rodriguez Zapatero. Dopo la sua confessione Marco, che non dimostra gli 84 anni dichiarati, in alcune interviste ha affermato di aver mentito perchè così «la gente mi ascoltava di più e il mio lavoro divulgativo era più efficace». Ha definito la sua «una mezza menzogna» e ha spiegato di «non aver mentito per cattiveria» e che gli ultimi giorni sono stati «i peggiori della sua vita». La storia incredibile è oggi sulle pagine di quasi tutti i giornali spagnoli dopo che lo stesso Marco, sul quale da alcuni giorni circolavano voci e che era stato costretto a dare forfait alle celebrazioni agli atti per il 60/mo anniversario della liberazione di Mauthausen, ha fatto aperta confessione. L'Associazione Mauthausen lo ha immediatamente espulso dai propri ranghi mentre la nuova presidente incaricata, Rosa Toran ha espresso «costernazione e dolore» per una vicenda che rischia di avere ripercussioni negative sull'attività dell'organizzazione. Ma ha riconosciuto l'importante lavoro fatto per l'associazione da Marco una personalità molto nota in Spagna e soprattutto nella nativa Catalogna dove ha diretto la centrale sindacale Cnt e la federazione dei Padri e delle Madri della catalogna (Fapac) ed è stato decorato per una vita di lotta antifranchista e socialista. Decorazione che ora le autorità stanno pensando di togliergli. Marco aveva durante molti anni e in un libro di memorie sostenuto di essere stato detenuto in Francia, a Marsiglia, dalla Gestapo a 19 anni e imprigionato prima a Mauthausen e poi a Flossenburg dove sarebbe stato liberato nel 1945 dagli alleati. Nella sua confessione Marco afferma ora di essersi recato in Germania nel 1941 in una spedizione di «lavoratori spagnoli» e di essere rientrato in Spagna già nel 1943 e di non essere mai stato detenuto in alcun campo; anche se dice di essere stato arrestato sotto l'accusa di «cospirazione contro il Reich». La storia aveva cominciato a circolare all'inizio di maggio dopo che lo storico Benito Bermejo aveva avuto conferma di un sospetto che lo arrovellava da tempo, e cioè che non vi era traccia della presenza di Marco negli archivi di Flossenburg. Bermejo ha detto oggi in un'intervista a Efe radio di aver cominciato a sospettare di Marco a causa delle sue dettagliate descrizioni della vita nei campi, descrizioni talora non coincidenti e anche molto esplicite contrariamente al comportamento di altri deportati. La giunta dell'Associazione riunitasi d'urgenza dopo aver chiesto spiegazioni al suo presidente, appena rieletto, che non è però stato in grado di darle, lo aveva quindi temporanemente sostituito nelle sue funzioni costringendolo a non partecipare alle celebrazioni di Mauthausen mentre egli già si trovava in Austria. Dopo la confessione lo ha destituito. Il 27 gennaio scorso Marco aveva partecipato come ospite d'onore in parlamento alla cerimonia di commemorazione dell'Olocausto e in quella occasione aveva di nuovo raccontato come «arrivavamo ai campi di concentramento con questi treni per bestiame infetti, e ci spogliavano, ci colpivano, ci facevano mordere dai loro cani...». E aggiungeva : «Siamo pronti a perdonare però non a dimenticare».

 

 

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