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  1. #1
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    Predefinito Alessandro Moreschi nell'anniversario della nascita

    Alessandro Moreschi nacque nel 1858 a Montecompatri, vicino Roma, e venne castrato per motivi canori intorno al 1865. Come è noto, un tempo le donne non potevano cantare né in Chiesa, né in teatro, e così, per supplire alla mancanza di voci femminilli, venivano utilizzati cantanti di sesso maschile ai quali era stata praticata l'orchiectomia prima della pubertà. Questa pratica permetteva che il cantante, una volta adulto, possedesse una estensione vocale superiore a quella femminile, e una dimensione della cassa toracica tale da poter superare, in intensità del suono, la voce dei bambini.
    Nel 1873 divenne "Primo Castrato" della Cantoria della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Dieci anni dopo venne promosso alla Cappella Sistina in Vaticano, dove, nel 1898, divenne Direttore del Coro. Cantò al Pantheon ai funerali dei Re Vittorio Emanuele II e di Umberto I. Dopo la riforma della musica sacra attuata nel 1914 dal Papa Pio X, che prevedeva l'abolizione dei castrati, abbandonò il Pontificio Coro della Cappella Sistina.

    Nel 1902 arrivò da Londra un gruppo di operatori per registrare la voce del Papa Leone XIII, allora regnante, e di Alessandro Moreschi, per mezzo di cilindri di cera incisi da una puntina d'argento. Esiste tutt'oggi, perciò, una registrazione della voce di Moreschi, pubblicata su CD dalla OPAL di Londra alcuni anni fa sotto il titolo "Alessandro Moreschi, the last Castrato". In realtà, Moreschi non fu l'ultimo castrato della storia della musica, in quanto abbiamo notizia di alcuni anziani castrati ancora vivi nel 1970. Fu però sicuramente l'ultimo ad aver cantato nel Pontificio Coro della Cappella Sistina. Morì a Roma nel 1922, nella sua abitazione nella quale si era ritirato ad insegnare canto e pianoforte.
    Ascoltare la voce di Alessandro Moreschi fa un certo effetto, poiché è possibile confrontare una tecnica di canto di 104 anni fa con quella di oggi. Il raffronto è quasi "sbalorditivo", poiché il gusto musicale si evolve molto in fretta e, alcuni brani, possono risultare quasi "sgradevoli" al nostro orecchio. E' da tener presente, inoltre, che, al tempo delle registrazioni, Alessandro Moreschi era già abbastanza anziano, e non sappiamo se egli fosse al meglio delle sue potenzialità canore. In più, doveva essere abbastanza scomodo e imbarazzante essere costretti a cantare dentro un imbuto! Comunque sia, resta una testimonianza unica e interessante.


    Ecco i brani registrati da Alessandro Moreschi a Roma nel 1902, tratti dal CD "The last Castrato":

    Giovanni Aldega, "Domine, salvum fac Pontificem nostrum Leonem"
    Luigi Pratesi, "Et incarnatus est, Crucifixus"
    Francesco Paolo Tosti, "Ideale"
    Salvatore Meluzzi, "Ave Verum Corpus"
    Gustav Edward Stehle, "Tui sunt coeli"
    Wolfgang Amedeus Mozart, "Ave Verum Corpus"
    Gioacchino Rossini, "Crucifixus" (tratto dalla "Piccola Messa Solenne")
    Leibach, "Pie Jesu"
    Eugenio Terziani, "Hostias et Preces"
    Francesco Paolo Tosti, "Preghiera"
    Charles Gounod, "Ave Maria"
    "Incipit Lamentatio" in gregoriano
    Gaetano Capocci, "Laudamus Te"
    Tomas Victoria, "Improperia"
    Pierluigi da Palestrina, "La cruda mia nemica"
    Emilio Calzarena," Oremus pro Pontifice"



    Chi fosse interessato ad ascoltare la voce di Alessandro Moreschi mi contatti in privato o tramite il mio contatto Messenger (nel mio profilo).

  2. #2
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    Predefinito


    [dd]www.pcosta.net/mus/ave.wma[/dd]

    La versione che si trova in rete dell'Ave Maria di Gounod, cantata da Moreschi, è piuttosto segnata da un fruscio evidentemente connesso alla scarsa resa della strumentazione dell'epoca.
    E immagino che questo fruscio sia stato conservato per motivi di accuratezza filologica, per non perdere nemmeno una frequenza dell'incisione originale.
    Ma a me, che della filologia musicale poco assai importa, è venuto il ticchio di ripulirla, segare le frequenza anomale e i fruscii e metterci un po' di riverbero, per simulare l'esecuzione sotto una grande cupola: ed ecco che, chiudendo gli occhi, possiamo pensare di essere al Pantheon il 9 agosto di 106 anni fa, a sentirlo celebrare il funerale del Re, assassinato dieci giorni prima a Monza.

  3. #3
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    Predefinito

    Ottimo lavoro pcosta!

 

 

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