Qualche settimana fa le tombe devastate al cimitero ebraico a Milano, ora le svastiche nel ghetto di Roma. Peccato che nel ghetto di Roma per un "gentile" per poco non sia pericoloso anche respirare, dato il teppismo estremista ebraico che vi prospera. Chissà cosa bolle in pentola, cosa programma di fare Israele o qualche loro lobby americana, mettendosi al riparo preventivamente da ogni critica con la scusa del rigurgito antisemita.
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SVASTICHE NEL GHETTO DI ROMA, NAPOLITANO: MOBILITARSI
ROMA - Una serie di svastiche sono apparse al ghetto di Roma, probabilmente scritte nella notte dei festeggiamenti per la vittoria della Nazionale italiana ai Mondiali di calcio.
NAPOLITANO: OCCORRRE MOBILITARSI
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso al Rabbino Capo di Roma, prof. Riccardo Di Segni, la viva solidarietà alla Comunità Ebraica di Roma, colpita da gesti che confermano la necessità di un impegno conseguente sul piano della vigilanza da parte delle autorità preposte al rispetto della legge e della mobilitazione culturale e civile contro ogni rigurgito di antisemitismo e razzismo. Lo rende noto l'ufficio stampa del Quirinale.
AMATO: MI VERGOGNO DA ITALIANO
''Mi vergogno da italiano che da ministro dell' Interno mi debba preoccupare di queste cose''. Lo ha detto il ministro dell' Interno, Giuliano Amato.
''Non ci dovrebbero essere - ha sottolineato Amato, a margine della visita compiuta alla sinagoga di Roma - queste ragioni di preoccupazione, ma, ahime', ci sono. Basta una notte di festeggiamenti perche' la Nazionale ha vinto i Mondiali perche' qualche imbecille arrivi nel ghetto e scriva delle cose inammissibili''.
VELTRONI: PROVOCAZIONE INTOLLERABILE
''Si tratta di una provocazione intollerabile e si deve fare il possibile per rintracciare e punire i responsabili''. Lo afferma il sindaco Walter Veltroni a proposito delle scritte fatte al Portico d'Ottavia.
''La Comunita' ebraica di Roma ha subito, proprio nei luoghi dove sono comparse svastiche e croci celtiche - ha ricordato - il dolore piu' forte e la piu' atroce delle ingiustizie: la deportazione degli abitanti del ghetto al campo di sterminio di Auschwitz, dal quale pochissimi tornarono vivi. Quei simboli offendono il dolore e il ricordo di quella atroce ingiustizia in un modo che nessun romano degno di questa citta' e della sua storia puo' tollerare''.
''Sono piu' che mai vicino alla Comunita' e piu' che mai determinato, insieme con tutta l'amministrazione - ha concluso il sindaco - a portare avanti i progetti volti a conservare e a trasmettere alle nuove generazioni la memoria della Shoah''.
SOLIDARIETA' DI FINI A DI SEGNI
Il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini ha telefonato al rabbino capo di Roma, professor Riccardo Di Segni, manifestando la sua indignazione per le scritte antisemite. Fini ha inoltre espresso a Di Segni e a tutta la comunità ebraica piena e sincera solidarietà.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 11/07/2006 21:23




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