Tratto da "L'Adige" di oggi:

Quale futuro per l'autonomia trentina? Il primo obiettivo secondo Lucio Salvetti è quello di evitare la scomparsa, vista l'emoraggia di consensi registrata nelle ultime elezioni. Ex sindacalista, autonomista da una vita, ex segretario di Caterina Dominici, primo dei non eletti delle Stelle alpine alle regionali del 1993, Salvetti torna sulla scena con un'iniziativa che sta creando un certo scompiglio nelle file di Patt e Genziane. Presi due mesi di aspettativa dal lavoro si sta dedicando a tempo pieno all'organizzazione di un convegno in cui chiamare a raccolta la base autonomista affinché si esprima su valori e scelte. L'appuntamento è già fissato per domenica 8 ottobre dalle 9 del mattino al teatro Cuminetti, presso il Centro S.Chiara. Nel pieghevole stampato si parla genericamente di voler rilanciare un forte movimento autonomista ma Salvetti non nega che questo sia il primo passo verso la creazione di un nuovo partito. «Vedremo, sarà la base a fare le scelte e ad esprimersi» dice. L'idea è comunque quella di formare una commissione incaricata di decidere su organizzazione e simbolo. L'iniziativa nasce dalla constatazione che dai 63 mila voti conquistati nel 1993 gli autonomisti sono arrivati ai 15 mila delle ultime politiche. «Il rischio di sparire è reale - dice Salvetti - e non voglio che vada disperso un patrimonio di 50 anni. Non lo faccio per candidarmi e non voglio cariche, ma sono sicuro, visto il clima che colgo nelle valli, di riempire il teatro in ogni ordine di posti. C'è malumore nella base e mi hanno chiamato in molti, tra cui presidenti e segretari di sezione, per incitarmi ad andare avanti». L'ex sindacalista attribuisce soprattutto alla gestione Bezzi la colpa della crisi autonomista: «A parte qualcuno che ha ricevuto favori - attacca - non ha più seguito e si è attirato le antipatie della base per i suoi atteggiamenti». Per voltare pagina Salvetti richiama il passato, le radici storiche e i padri dell'autonomismo trentino: Pruner, Casagranda e Fedel. Nella sala del convegno non ci saranno simboli e richiami floreali ma semmai un omaggio a loro. E qualche grande vecchio oggi fuori dai giochi sarà probabilmente sul palco. «Per il resto sarà un dibattito aperto e libero. La base deciderà se scegliere alleanze con il centrodestra o il centrosinistra o andare da soli». Convinto di riuscire a ricompattare gli autonomisti attorno al nuovo progetto, Salvetti ha scritto una lettera al senatore leghista Sergio Divina in cui tra il serio e il faceto gli preannuncia il ritorno all'ovile delle migliaia di voti autonomisti finiti sul Carroccio. «Ti abbiamo fatto un bel regalo alle politiche - scrive - e sono sicuro che la tua strada sarà ancora lunga, ma non potremo più votarti: il destino ci obbliga a tornare con Pruner».