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    Predefinito ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    Se c’è qualcuno che meritava il Premio Nobel per la Pace, questo era Adolf Hitler.

    La Polonia fu incoraggiata ad attaccare la Germania dalle promesse dell’Ambasciatore Britannico Sir Howard William Kennard e dell’Ambasciatore Francese Leon Noel.

    Promisero incondizionatamente che l’Inghilterra e la Francia sarebbero arrivate in aiuto immediato alla Polonia in caso di guerra con la Germania; quindi non importava ciò che facesse la Polonia per provocare la Germania, in quanto aveva l’assicurazione da parte di Inghilterra e Francia.

    Forte di questa garanzia, la Polonia iniziò a comportarsi crudelmente. Inoltre Kennard e Noel lusingarono la Polonia facendole credere di essere una grande potenza. Come un detto cinese dice: “Puoi lusingare un uomo a tal punto da convincerlo a saltare giù dal tetto “. Essi sabotarono gli sforzi di quei dirigenti politici polacchi che volevano una politica di amicizia con la Germania (1).

    La Polonia impartì il primo colpo ed Hitler annunciò: “Dall’alba di oggi, stiamo rispondendo al fuoco“ mentre parlava al Reichstag il 1° Settembre 1939. “Rispondere al fuoco “ non è un termine usato da un aggressore (2). Quando Hitler attaccò, Donald Day disse che la Polonia aveva avuto ciò che si meritava. Nessuno dei paesi confinanti con la Polonia se ne dispiacque. La Polonia aveva condotto una politica di terrore. I cittadini di origine tedesca che vivevano sul suolo tedesco che fu ceduto alla Polonia alla fine della Prima Guerra Mondiale in base al Trattato di Versailles, furono maltrattati in modo tale che 2 milioni di loro abbandonò la regione per andare in Germania o altrove (3). Furono cacciati da quella che fu la loro patria molto tempo prima della Prima Guerra Mondiale.

    Leon Degrelle, un giovane leader politico belga degli anni 30 e che in seguito si unì alla più battagliera unità combattente di Hitler, le Waffen SS, con oltre 400.000 volontari composti da europei non tedeschi, disse: “Di tutti i crimini della Seconda Guerra Mondiale, non si sente mai parlare dei rudi massacri che avvennero appena prima della guerra. Migliaia di uomini tedeschi, donne e bambini furono massacrati in modi orribili da facinorosi istigati dalla stampa. Hitler decise di fermare questo macello e irruppe per andare in soccorso “ (4). I ragazzi tedeschi, quando erano fatti prigionieri dai polacchi, venivano castrati (5).

    William Joyce, soprannominato Lord Haw Haw dalla propaganda britannica, divenne cittadino tedesco e parteggiò per la causa tedesca. Egli descrisse le condizioni dei tedeschi che vivevano in Polonia in seguito al Trattato di Versailles:

    “Gli uomini e le donne tedesche venivano cacciati come bestie selvagge per le strade di Bromberg. Quando venivano catturati, venivano mutilati e fatti a pezzi dalla folla polacca. Ogni giorno il massacro aumentava. Migliaia di tedeschi partivano dalle loro case in Polonia con solo i vestiti addosso. Inoltre non vi era alcun dubbio che l’esercito polacco stesse preparando i piani per il massacro di Danzica. Nelle notti tra il 25 ed il 31 Agosto 1939, ci furono, oltre a innumerevoli attacchi a civili di sangue tedesco, ben 44 atti perfettamente autenticati di violenza armata contro tedeschi e loro proprietà. Nella notte del 31 Agosto un gruppo di disperati polacchi occuparono la stazione di trasmissioni radiofoniche tedesche di Gleiwitz. A meno che le truppe tedesche fossero entrate subito, era chiaro che nessun uomo, donna o bambino di sangue tedesco all’interno del territorio polacco poteva aspettarsi di evitare la persecuzione o la morte (6)”.

    A causa degli atti atroci commessi dalla Polonia nei confronti del popolo tedesco, Hitler disse all’Ambasciatore Britannico Sir Neville Henderson, il 25 Agosto 1939; “Le provocazioni della Polonia sono diventate intollerabili “ (7).

    Quindi fu la Polonia a colpire per prima e non la Germania. Il primo colpo fu importante per gli Stati Uniti nella sua guerra col Giappone. Diede agli USA il diritto e la giustificazione di fare ciò che era necessario per sconfiggere i giapponesi. Ma la Germania non aveva questo diritto con la Polonia nemmeno dopo che questa ebbe sferrato il primo colpo. Quale persona di buon senso, se conoscesse i veri avvenimenti nella situazione polacca, potrebbe biasimare Hitler per il suo attacco di risposta alla Polonia? Questa meritava esattamente ciò che la Germania le stava rendendo in contropartita. Non appena Hitler iniziò a proteggere il popolo tedesco all’interno della Polonia, egli era pronto a cessare le ostilità ed iniziare le trattative di pace.

    Il principe Strdza racconta:

    “Solo poche ore dallo scoppio delle ostilità fra la Germania e la Polonia, Mussolini, rinnovando i suoi sforzi per la pace, propose a tutte le potenze interessate un’immediata sospensione delle azioni belliche e l’immediata convocazione di una conferenza fra le grandi potenze, alla quale avrebbe partecipato anche la Polonia. Le proposte di Mussolini furono sollecitamente accettate da tutti i governi interessati, tranne che dalla Gran Bretagna “. (8)

    Prima che la guerra scoppiasse, l’Ambasciatore britannico a Berlino, Sir Neville Henderson, il 30 Agosto 1939, disse nel suo rapporto finale circa le basi proposte dalla Germania per le trattative:

    “Quelle proposte dopo tutto non sono irragionevoli “.

    Anche Pierre e Renee Gosset, nel loro libro totalmente anti-tedesco, intitolato Hitler, affermano:

    “Fu una proposta estremamente moderata. Era infatti un’offerta che nessun statista alleato avrebbe potuto rifiutare in buona fede “ (9).

    Nel Gennaio 1941 Hitler fece enormi sforzi per arrivare ad un accordo di pace con l’Inghilterra, facendo offerte generose. Egli offrì, se l’Inghilterra avesse assunto un atteggiamento neutrale, di ritirarsi da tutto il territorio francese, di lasciare l’Olanda e il Belgio, di evacuare la Norvegia e la Danimarca e di sostenere le industrie francesi ed inglesi comperando i loro prodotti. La sua proposta aveva altri punti favorevoli per l’Inghilterra e l’Europa Occidentale. Ma i leaders inglesi non volevano la pace. Volevano la guerra. Non festeggiarono forse la loro dichiarazione di guerra ridendo, scherzando e bevendo birra ? (10).

    Hitler permise agli inglesi di evacuare Dunkerque.

    Egli non voleva combattere contro l’Inghilterra. Il generale tedesco Blumentritt spiegò perché Hitler permise agli inglesi di fuggire:

    “Hitler ci stupì parlando con ammirazione dell’impero inglese, nella necessità della sua esistenza e della civilizzazione che la Gran Bretagna aveva portato nel mondo.

    Egli fece notare, con una scrollata di spalle, che la creazione dell’impero fu raggiunta per mezzo di sistemi spesso duri, ma “dove ci sono cantieri c’è polvere“. Egli paragonò l’impero britannico alla chiesa cattolica affermando che erano entrambi elementi essenziali di stabilità nel mondo. Disse che tutto ciò che lui chiedeva all’Inghilterra era il riconoscimento tedesco sul continente europeo. La restituzione delle colonie tedesche sarebbe stato auspicabile ma non essenziale ed avrebbe perfino offerto il suo sostegno militare all’Inghilterra se questa fosse stata coinvolta in qualsiasi genere di problema, ovunque. “ (11).

    L’affermazione di Blumentritt non è la sola nota in merito alle speranze di pace e di amicizia di Hitler con l’Inghilterra. Il celebre esploratore svedese Sven Hedin fece osservare la scompiglio che creò in Hitler il rifiuto inglese di accettare le suo offerte di pace: Hitler “riteneva di aver ripetutamente teso la mano della pace e dell’amicizia agli inglesi ma che questi ogni volta gli rispondevano con un pugno in un occhio “.

    Hitler disse: “La sopravvivenza dell’impero inglese è negli interessi della Germania perché se l’Inghilterra perdesse l’India, noi non ci guadagneremmo niente “ (12).

    Harry Elmer Barnes afferma che Hitler perse la guerra perché era troppo buono.

    Mentre la teoria della diabolicità di Hitler è generalmente accettata, ci sono persone molto bene informate che asseriscono che egli portò se stesso e la Germania alla rovina perché troppo tenero, generoso e onorevole, piuttosto che duro e senza pietà. Esse puntano alle seguenti considerazioni: egli fece una vera e propria offerta di pace all’Inghilterra il 25 Agosto 1939; permise agli inglesi di salvarsi a Dunkerque onde incoraggiare la Gran Bretagna a fare la pace e tutto questo gli costò più tardi la guerra in Nord Africa; non riuscì ad occupare tutta la Francia, a prendere tutto il Nord Africa e a dividere l’impero inglese. Perse la Battaglia d’Inghilterra non volendo adottare la selvaggia barbarie militare che ebbe un ruolo fondamentale nella vittoria Alleata.

    Egli ritardò il suo attacco alla Russia ed offrì a Molotov ampie concessioni nel Novembre del 1940 per mantenere la pace fra la Russia e la Germania. Perse la guerra con la Russia ritardandone l’invasione in seguito al suo impegno di tirare fuori dai guai Mussolini nel suo stupido attacco alla Grecia. Infine dichiarò guerra agli Stati Uniti per mantenere la parola data al Giappone il quale aveva già dimostrato di non meritare una tale lealtà e considerazione da parte di Hitler (13).

    La dettagliata descrizione di David Irving circa la stima di Hitler per la Gran Bretagna conferma ciò che altri avevano già detto circa l’intenzione di Hitler di non aggredire l’Inghilterra:

    “Per 20 anni Hitler aveva sognato un’alleanza con l’Inghilterra. Fino a guerra inoltrata egli rimase attaccato a questo sogno con la vana e ridicola tenacità di un amante che non vuole ammettere di non essere corrisposto. Come disse Hitler al Magg. Quisling il 18 Agosto 1940: dopo aver fatto una proposta dietro l’altra agli inglesi circa la riorganizzazione dell’Europa, mi trovo ora costretto contro la mia volontà a combattere questa guerra contro l’Inghilterra.”

    Questa era il dilemma con il quale Hitler si confrontava in quell’estate. Egli esitò a schiacciare gli inglesi. Non intendeva impegnarsi a programmare un’invasione. Addirittura tenne alla briglia la Luftwaffe e proibì ogni attacco su Londra, pena la corte marziale.

    Il bombardamento a tappeto di Londra, che i suoi consiglieri strategici Raeder, Jodl e Jeschonnek gli sottomisero, fu sempre respinto con una ragione dietro l’altra non plausibile. Sebbene il suo staff aveva l’ordine di esaminare ogni posizione britannica periferica, come Gibilterra, Egitto e Canale di Suez, per la loro vulnerabilità ad un attacco, al cuore dell’impero britannico fu concesso di continuare a battere, senza essere disturbato finchè non fu troppo tardi.

    In quei mesi un assistente militare udì Hitler urlare rabbiosamente al telefono della Cancelleria:

    “Non abbiamo alcun interesse a distruggere l’Inghilterra. Siamo completamente incapaci di raccoglierne l’eredità”, riferendosi all’impero; e parlò di conseguenze devastanti nel caso l’impero fosse crollato (14).

    Il 2 Marzo 1940, Hitler disse al Sottosegretario di Stato Sumner Welles:

    1 – che era sempre stato a favore del disarmo ma che non ricevette alcun appoggio né dalla Francia, né dall’Inghilterra;

    2 – che era a favore del libero commercio internazionale;

    3 – che la Germania non aveva altro obiettivo che quello di far ritornare il popolo tedesco nei territori che furono storicamente loro;

    4 – che non aveva alcun interesse a controllare popoli non tedeschi e che non aveva alcuna intenzione di interferire nella loro indipendenza;

    5 – che voleva la restituzione delle colonie che furono rubate alla Germania col Trattato di Versailles (15)

    Churchill voleva la guerra, Churchill era un criminale di guerra. Churchill non voleva la pace. Egli voleva che la guerra durasse il più a lungo possibile.

    In una lettera inviata a Stalin, il 1° Gennaio 1944, Churchill disse:

    “Non abbiamo mai pensato alla pace, nemmeno in quell’anno quando eravamo completamente isolati ed avremmo potuto fare la pace senza troppe conseguenze per l’Impero Britannico e quindi a Vostre spese. Perché dovremmo pensarci ora quando la vittoria si sta avvicinando per noi tre? “(16).

    Questa è addirittura una confessione di Churchill che conferma che Hitler non volle mai la guerra con l’Inghilterra.

    Churchill, nel suo discorso alla Guildhall nel Luglio del 1943 affermò con estrema semplicità:

    “Siamo entrati in guerra di nostra spontanea volontà, senza che venissimo direttamente attaccati “ (17).

    Quando Churchill partì da Londra per incontrare Roosevelt ad una conferenza in Québec nella tarda estate del 1943, un giornalista chiese se avesse intenzione di offrire condizioni di pace alla Germania. Churchill rispose: “Santo cielo, no! Accetterebbero immediatamente “ (18). Così la guerra continuò dall’Agosto 1943 a Maggio 1945, per altri 22 mesi solo perché non furono offerte condizioni di pace.

    Churchill voleva che l’Inghilterra entrasse in guerra con la Germania fin dal 1936 (19).

    Roosevelt era un criminale di guerra. Egli voleva la guerra e voleva che la Seconda Guerra Mondiale durasse il più a lungo possibile.

    Hitler ed il popolo tedesco non volevano la guerra ma Roosevelt la voleva e si diede da fare affinché essa scoppiasse. La voleva per motivi politici. Jesse Jones, un membro del gabinetto di Roosevelt per cinque anni, afferma: “Al di là delle sue ripetitive affermazioni circa il suo odio per la guerra, egli propendeva ad entrarci poiché ciò gli avrebbe assicurato un terzo mandato “ (20).

    Mentre il presidente ripeteva che non voleva la guerra e non intendeva inviare corpi militari in Europa, i segretari della Marina e del Dipartimento di Guerra, Knox e Stimson, denunciarono la legislazione di neutralità in discorsi e dichiarazioni pubbliche e sostennero l’intervento americano nella Battaglia dell’Atlantico. In qualità di membri del gabinetto essi non avrebbero potuto farlo senza il consenso del presidente (21).

    Quando la stampa riportò le parole di Frank Knox che dicevano: “La sola speranza di pace per gli Stati Uniti è quella di battere la Germania “, Franklin Delano Roosevelt non lo biasimò. (22).

    Il Dr. Milton Eisenhower, il fratello del Generale Eisenhower, disse: “Il Presidente Roosevelt ritenne necessario far entrare il paese in guerra per salvare le sue politiche sociali “ (23).

    Clare Booth-Luce stupì molte persone dicendo alla Convenzione del Partito Repubblicano del 1944 che Roosevelt aveva mentito al paese per entrare in guerra.

    Tuttavia, dopo aver provato che tale dichiarazione era vera, i sostenitori di Roosevelt cessarono di negarla, anzi la lodarono affermando che fu obbligato a mentire per salvare il suo paese, l’Inghilterra e il mondo. (24).

    Il repubblicano Hamilton Fish fece il primo discorso al Congresso l’8 Dicembre 1941, chiedendo la dichiarazione di guerra contro il Giappone. Nel suo libro: Franklin Delano Roosevelt, l’altra facciata della medaglia, Fish dice che oggi si vergogna di quel discorso e che se avesse saputo ciò che Roosevelt stava facendo per provocare l’attacco giapponese, egli non avrebbe mai chiesto una dichiarazione di guerra (25). Fish disse che Roosevelt fu la principale scintilla che accese la miccia della guerra sia in Europa che nel Pacifico (26).

    La vera politica di Roosevelt fu rivelata quando i tedeschi riuscirono ad esaminare i documenti polacchi e trovarono negli archivi di Varsavia “ i dispacci degli ambasciatori polacchi a Washington e a Parigi che misero allo scoperto gli sforzi di Roosevelt di trascinare la Francia e l’Inghilterra nella guerra. Nel Novembre 1938, William C. Bullitt, suo personale amico ed ambasciatore a Parigi, aveva indicato ai polacchi che il desiderio del Presidente era di fare arrivare la Germania e la Russia ad uno scontro, dopodichè le nazioni democratiche avrebbero attaccato la Germania per costringerla alla sottomissione. Nella primavera del 1939 Bullitt disse che Roosevelt era determinato a partecipare alla guerra non dall’inizio ma di entrarvi alla fine (27).

    Oliver Lyttelton, dirigente industriale britannico al tempo di guerra, era indubbiamente in buona fede quando dichiarò: “L’America non fu mai veramente neutrale. Non vi erano dubbi sulle sue simpatie e sarebbe un travestimento della storia asserire che gli Stati Uniti furono costretti alla guerra. L’America provocò i giapponesi a tal punto che questi furono costretti ad attaccare. “ (28)

    I giapponesi chiesero la pace prima del lancio delle bombe atomiche e MacArthur consigliò di negoziare sulla base delle aperture giapponesi. Ma Roosevelt spazzò via i suoi consigli con la seguente nota: “ MacArthur è il nostro più grande generale ed il nostro peggiore politico “. (29)

    Queste affermazioni raccontano l’intera storia della Seconda Guerra Mondiale dall’inizio alla fine.

    La guerra fu iniziata per mantenere Roosevelt nel suo incarico e fu mantenuta per molto più tempo di quanto fosse necessario. Sarebbe potuta finire in qualsiasi giorno a partire dal 1943 in poi.

    Mentre i soldati americani combattevano per portare a fine il conflitto, i maggiori leader politici americani facevano tutto il possibile per continuare il conflitto per ragioni politiche.

    Hitler aveva solo un obiettivo per quel che riguarda le sue relazioni con le altre nazioni. Quell’obiettivo era la pace. Il 17 Maggio 1933, Hitler si rivolse al Reichstag in questo modo circa le sue intenzioni:

    “La Germania è perfettamente pronta a smantellare il suo intero apparato militare ed a distruggere le sue rimanenti armi se le nazioni confinanti faranno la stessa identica cosa. La Germania è disposta a rinunciare a qualsiasi tipo di armamento aggressivo se le nazioni armate, dal canto loro, distruggeranno i loro armamenti entro un determinato periodo e se il loro uso verrà messo al bando da una convenzione internazionale. La Germania è comunque preparata a rinunciare ad armamenti offensivi se il resto del mondo farà la stessa cosa. La Germania è disposta ad aderire a qualsiasi patto solenne di non aggressione in quanto non ritiene di attaccare nessuno ma solamente di acquisire sicurezza “ (30).

    Nessuna delle “ democrazie amanti della pace “ tenne in considerazione l’offerta di Hitler. La sola ragione per la quale a Re Edoardo non fu permesso di rimanere sul trono britannico, fu la sua nota posizione che fintanto che egli rimaneva Re, l’Inghilterra non avrebbe fatto la guerra alla Germania.

    Hitler si espresse in questo modo circa i vantaggi che la Germania avrebbe avuto dalla guerra:

    “Una guerra europea potrebbe essere la fine di tutti i nostri sforzi anche se dovessimo vincere, perché la scomparsa dell’Impero Britannico sarebbe una tragedia alla quale non si potrebbe riporre alcun rimedio “ (Michael McLaughlin, For Those Who Cannot Speak (per quelli che non possono parlare), pag. 10).

    Basandoci su quanto sopra esposto, ad Hitler dovrebbe essere attribuito il Premio Nobel per la Pace postumo. Egli non fu la causa della Seconda Guerra Mondiale e non volle alcuna guerra. Era un uomo di pace e lavorò per essa ogni giorno che poté.

    NOTE FINALI:

    1. Donald Day, Onward Christian Soldiers, 68-9. Day era l’unico corrispondente del Chicago Tribune nell’Europa nordorientale prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.
    2. Michael McLaughlin, For Those Who Cannot Speak, 9.
    3. Onward Christian Soldiers, 55
    4. The Journal of Historical Review, Inverno 1982, 454-5
    5. Fish Hamilton, FDR, The Other Side of the Coin, 86
    6. Twilight Over England, 125-6
    7. The Suicide of Europe (memorie del Principe Michel Sturdza, ex Ministro degli Esteri romeno)
    8. Ibid., 145
    9. Idib., 11

    10. McLaughlin, op cit., 10

    11. Harry Elmer Barnes, Perpetual War for Perpetual Peace, 162. L’ultima frase nel paragrafo appena citato dovrebbe mettere fine a qualsiasi pretesa che Hitler voleva conquistare il mondo.

    12. David Irving, Hitler’s War, versione in brossura, Avon History, 236

    13. The Barnes Trilogy, sezione “Revisionismo e Lavaggio del Cervello”, 33

    14. Irving, op cit., 236

    15. Charles Callan Tansill, Back Door to War, 577

    16. Udo Walendy, The Methods of Reeducation, 3

    17. James Martin J., The Saga of Hog Island, 42

    18. James Martin J., Revisionist Viewpoints, 75

    19. Francis Neilson, The Churchill Legend, 350

    20. Jesse Jones H. con Edward Angly, Fifty Billions Dollars: My Thirteen Years with the RFC 1932-1945, New York: the Macmillan Company, 1951, 260

    21. Fehrenbach, T.F., F.D.R.’s Undeclared War 1939 to 1941, Pag. 135, 189

    22. Udo Walendy, The Methods of Reeducation, 3

    23. Conrad Grieb, American Manifest Destiny and the Holocaust, 124-5

    24. Walendy, op cit., 3

    25. Ibidem, 144

    26. Ibidem, 149

    27. Irving, op. cit., 235

    28. The Saga of Hog Island, op. cit., 63

    29. William Henry Chamberlain, America’s Second Cruisade, 219

    30. Francis Neilson, The Churchill Legend, 278


    http://www.gruppoartistico.it/public/press/?p=2752
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    Predefinito Rif: ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    ESTRATTO DEL DISCORSO DI HITLER AL REICHSTAG

    28 Aprile 1939

    (1a PARTE)

    Credo sia una buona notizia per milioni e milioni di uomini che io sia riuscito, grazie anche all’acume e al senso di responsabilità dei nostri avversari, a scongiurare un conflitto e a trovare la soluzione a un problema che rappresentava un pericolo per tutta l’Europa Centrale.

    Il fatto che questa soluzione sia in contrasto con l’Accordo di Monaco non ha alcun fondamento, poiché lo stesso Accordo ammetteva l’esistenza di altri problemi legati alla questione della Cecoslovacchia che dovevano essere affrontati e risolti successivamente. Non possiamo certamente essere rimproverati per il fatto che le parti coinvolte si siano rivolte all’Italia e alla Germania e non alle Quattro Potenze, né possiamo essere ritenuti responsabili della scomparsa della Cecoslovacchia come Stato.

    Era infatti facilmente intuibile che, essendo venuto meno il problema etnico, la Germania avrebbe comunque protetto i suoi storici interessi di natura politica ed economica.
    Solo il futuro ci rivelerà se la soluzione trovata dalla Germania sia da considerarsi giusta o sbagliata, ma non certo gli Inglesi che la criticano solo perché non è stata preventivamente sottoposta alla loro approvazione. Del resto neanche la soluzione adottata nell’Irlanda del Nord è stato sottoposta all’approvazione della Germania. È bene comunque sottolineare che la Boemia e la Moravia non hanno nulla a che vedere con il Patto di Monaco.

    Non riesco veramente a capire come l’Accordo raggiunto a Monaco tra il sig. Chamberlain e me possa riferirsi a questo caso dal momento che la questione della Cecoslovacchia non fu affatto risolta dal Protocollo di Monaco. Esso stabiliva che qualora le parti interessate non avessero raggiunto un accordo si sarebbero rivolte alle Quattro Potenze che avrebbero dovuto incontrarsi nuovamente dopo la scadenza dei tre mesi per nuove consultazioni in merito. Le parti interessate però non si sono affatto appellate alle Quattro Potenze ma solo alla Germania e all’Italia e senza che né l’Inghilterra né la Francia sollevassero obbiezioni di sorta.

    L’accordo raggiunto tra me e Chamberlain non riguarda questo problema ma solo le relazioni tra Inghilterra e Germania che avrebbero dovuto essere oggetto di successive consultazioni condotte nello spirito dell’Accordo di Monaco e dell’Accordo Navale Anglo-Tedesco.

    Se l’accordo con Chamberlain dovesse essere applicato ad ogni futura iniziativa Tedesca di natura politica, allora anche l’Inghilterra non potrebbe fare un passo, sia in Palestina che altrove, senza consultarsi preventivamente con la Germania. È ovvio che noi non vogliamo questo, così come non desideriamo che altri lo pretendano da noi. Ora, se il sig. Chamberlain trae da ciò la conclusione che l’Accordo di Monaco debba considerarsi nullo, non mi resta che prenderne atto e agire di conseguenza.

    Durante tutta la mia attività politica ho sempre sostenuto l’idea di allacciare uno stretto rapporto d’amicizia e di collaborazione con l’Inghilterra. Il desiderio di raggiungere questo obbiettivo deriva non solo dalle origini razziali dei nostri due popoli, ma anche dal fatto di aver constatato quale importanza riveste per tutta l’umanità l’Impero Britannico.

    Sono stato sempre convinto, al di là di ogni dubbio, che l’esistenza di questo Impero rappresenti un valore inestimabile per la vita culturale ed economica di tutta l’umanità. So perfettamente che la Gran Bretagna ha conquistato i propri territori coloniali con la forza e spesso con la brutalità, ma so anche che nessun altro impero è stato costruito altrimenti. La storia non considera i metodi ma i risultati che tali metodi consentono di ottenere.

    Ora, non c’è alcun dubbio che il popolo Anglo-Sassone abbia portato a termine una grandiosa opera di colonizzazione tale da suscitare in me una sincera ammirazione. Il pensiero di distruggerla non potrebbe che essere considerato puro vandalismo. Questo sincero rispetto per l’impresa compiuta dagli Inglesi non può però farmi dimenticare gli impegni assunti nei confronti del mio popolo. Ritengo impossibile raggiungere una duratura amicizia tra il popolo Tedesco e quello Anglo-Sassone se non si riconoscono i reciproci interessi che per gli Inglesi sono rappresentati dalla conservazione dell’Impero Britannico e per i Tedeschi dalla libertà e dalla salvaguardia del Reich.

    Un autentico rapporto di amicizia tra queste due Nazioni è raggiungibile solo attraverso la reciproca considerazione. Il popolo Inglese domina un grande Impero costruito quando la Germania era purtroppo debole. Anche la Germania ha avuto un grande Impero! Essa dominava l’Occidente allora pervaso da lotte sanguinose e contrapposizioni di carattere religioso, ma a causa di conflitti interni la potenza e la grandezza del suo Impero diminuirono gradatamente fino a cadere in un profondo letargo.

    Ma quando sembrava che questo vecchio Impero avesse ormai raggiunto la sua fine, germogliò il seme della rinascita. Da Brandenburgo e Prussia sorse una nuova Germania, quella del Secondo Reich e successivamente si è sviluppato finalmente il Reich del Popolo Tedesco. Spero che il popolo Inglese sia consapevole del fatto che noi non abbiamo il minimo complesso di inferiorità nei suoi confronti. La nostra storia passata non lo consente!

    L’Inghilterra ha dato al mondo molti grandi uomini, ma la Germania in questo non le è stata da meno. L’immane sforzo compiuto nel corso di tre secoli per salvare il nostro popolo dalla distruzione è costato il sacrificio di tante vite umane; un sacrificio molto più grande di quello che altri popoli hanno dovuto sopportare per affermare la propria esistenza.

    Se la Germania, sempre attaccata, non è stata in grado di difendere il suo territorio e per questo costretta a sacrificare molte delle sue province, ciò è dipeso principalmente dal suo scarso peso politico e dalla conseguente impotenza nei confronti delle altre Nazioni! Quella particolare situazione è stata ampiamente superata! Noi Tedeschi non ci sentiamo minimamente inferiori agli Inglesi! La nostra autostima è grande tanto quanto la loro! Nella storia del nostro popolo, lunga circa duemila anni, ci sono fatti e avvenimenti che ci riempiono d’orgoglio.

    In Inghilterra non possono comprendere questo nostro convincimento perché guardano alla Germania come ad uno Stato vassallo, rendendo così inutili i nostri sentimenti d’amore e di amicizia per quella Nazione. Noi non ci dispereremo per questo, ma confidando nella nostra forza e in quella dei nostri amici, troveremo la strada e i mezzi necessari per salvaguardare la nostra indipendenza senza per questo rinunciare alla nostra dignità.

    Ho ascoltato la dichiarazione del Primo Ministro Britannico secondo la quale le assicurazioni date dalla Germania risulterebbero inaffidabili. Date le circostanze e dopo questa dichiarazione, non possiamo più aspettarci dall’Inghilterra quella collaborazione che avrebbe senso soltanto in una atmosfera di fiducia reciproca. Quando la Germania è diventata Nazional Socialista, gettando così le basi della sua rinascita, nel perseguire la mia ferma politica di amicizia verso l’Inghilterra ho volontariamente proposto di ridurre gli armamenti navali Tedeschi. Questa mia proposta poneva però la condizione che Germania e Inghilterra non entrassero più in guerra tra loro. Questa volontà è tuttora viva in me.

    Devo tuttavia constatare che la politica dell’Inghilterra non lascia alcun dubbio sul fatto che questa mia volontà non sia più condivisa da Londra dove al contrario prevale l’opinione secondo la quale qualunque sia il conflitto in cui un domani la Germania dovesse essere coinvolta, la Gran Bretagna si schiererebbe sempre e comunque contro di essa.

    Questo significa che da parte Inglese viene data per certa una guerra contro la Germania. Sono profondamente rammaricato del fatto che questa spiacevole situazione sia nata per effetto dell’unica rivendicazione che ho avanzato e che continuerò ad avanzare e cioè la restituzione delle nostre colonie. Ho sempre chiaramente sostenuto che questa mia richiesta non sarebbe mai stata causa di conflitto armato e che gli Inglesi, per i quali quelle colonie non hanno alcun valore, avrebbero un giorno capito la situazione della Germania e avrebbero considerato l’amicizia con il Reich più importante di quei territori che non danno loro alcun reale profitto, ma che per la Germania sono di vitale importanza.

    A parte questo, comunque, non ho mai sostenuto rivendicazioni che potessero interferire sugli interessi Britannici o che rappresentassero un pericolo per l’Impero. Ho sempre avanzato richieste che fossero contenute entro i limiti dettati dalle esigenze di spazio vitale per la Germania. Poiché oggi il Governo e la stampa Inglese sostengono che la Germania deve essere comunque contrastata in qualsiasi circostanza, vengono a cadere i presupposti sui quali era basato il Trattato Navale Anglo-Tedesco.

    Ho pertanto deciso di inviare oggi stesso una comunicazione in tal senso al Governo Britannico. Qualora lo stesso Governo Britannico intendesse riaprire i negoziati con la Germania su questo specifico problema, nessuno sarebbe più felice di me.


    1939 - Estratto del Discorso di Hitler al Reichstag il 28 Aprile (1a Parte)
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    Predefinito Rif: ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    ESTRATTO DEL DISCORSO DI HITLER AL REICHSTAG

    28 Aprile 1939

    (2a PARTE)

    Non c’è molto da dire riguardo alle relazioni Tedesco-Polacche. Anche in questo caso il Trattato di Pace di Versailles ha intenzionalmente inflitto alla Germania una ferita profonda. Lo strano modo con il quale è stato delineato il Corridoio per dare l’accesso al mare alla Polonia, ha di fatto impedito il raggiungimento di un’intesa tra la stessa Polonia e la Germania. Come ho già sottolineato più volte, questo è il problema più doloroso per la Germania anche se non ho mai cessato di sostenere che il diritto dello Stato Polacco ad avere uno sbocco sul mare non può essere ignorato.

    Come principio generale applicabile a questa come ad altre situazioni simili, le Nazioni che la Provvidenza ha destinato o condannato a vivere fianco a fianco, dovrebbero evitare di rendersi l’esistenza ancora più difficile senza che ve ne sia motivo. Il compianto Maresciallo Pilsudski era della mia stessa opinione e fu proprio per questo che cercò di rasserenare l’atmosfera delle relazioni Tedesco-Polacche concludendo un Accordo con il quale la Germania e la Polonia si impegnavano vicendevolmente a rinunciare a considerare la guerra come strumento per risolvere le proprie divergenze.

    Questo accordo prevedeva una sola condizione che fu in pratica una concessione fatta alla Polonia, e cioè che i Patti di Mutua Assistenza già stipulati in precedenza dai Polacchi, come quello sottoscritto con la Francia, non sarebbero stati influenzati dall’accordo con la Germania. Era però ovvio che questa condizione riguardava i Patti sottoscritti precedentemente all’accordo e non a quelli che potevano essere conclusi successivamente.

    È comunque un fatto che l’Accordo Tedesco-Polacco abbia notevolmente attenuato la tensione in Europa. Ciononostante, tra Germania e Polonia è rimasta aperta una questione che presto o tardi dovrà essere risolta: Danzica!

    Danzica è una città tedesca che desidera appartenere alla Germania, ma purtroppo esistono degli accordi con la Polonia che ci sono stati imposti dai dittatori della Pace di Versailles. La Società delle Nazioni, che da allora non ha fatto altro che sollevare problemi, è ora rappresentata nella città da un Alto Commissario che incidentalmente è un uomo di straordinario tatto. Ma il problema di Danzica dovrà in ogni caso essere affrontato, al più tardi dopo la graduale estinzione di questa calamitosa istituzione internazionale.

    Io considero la soluzione di questo problema indispensabile per garantire la stabilità e la definitiva rimozione di ogni elemento di tensione in Europa. Questa tensione non può essere eliminata attraverso le agitazioni di insani guerrafondai, ma annullando le vere cause che la determinano.

    Dopo aver affrontato nei mesi scorsi innumerevoli discussioni sul problema di Danzica, ho presentato una concreta proposta al Governo Polacco che intendo ora sottoporre alla vostra attenzione in modo che possiate giudicare voi stessi se non rappresenti la più grande concessione che si possa immaginare per garantire la pace in Europa. Come ho precedentemente accennato, ritengo indispensabile che la Polonia abbia uno sbocco sul mare e ho di conseguenza tenuto in considerazione questa necessità. Io non sono uno statista democratico ma Nazional Socialista e quindi realista.

    Considero tuttavia doveroso far presente al Governo di Varsavia che come la Polonia desidera uno sbocco sul mare, così la Germania ha bisogno di avere accesso alle sue province situate ad Est. Questi sono tutti problemi di difficile soluzione, ma la Germania non ne è responsabile; lo sono piuttosto gli impostori di Versailles che con la loro malvagità e avventatezza, hanno piazzato 100 barili di polvere intorno all’Europa muniti di miccia a lenta combustione. Questi problemi non possono essere risolti con idèe antiquate ma con nuovi metodi.

    Lo sbocco al mare della Polonia e una strada Tedesca attraverso il Corridoio, ad esempio, non hanno nessun tipo di rilevanza militare, ma hanno un’importanza esclusivamente economica e psicologica. Assegnare un’importanza militare ad una strada di questo genere significa ignorare completamente la tattica e la strategia militare.

    In seguito a queste considerazioni ho sottoposto al Governo Polacco le seguenti proposte:

    (1) Danzica tornerà a far parte del Reich Tedesco come Città Libera.

    (2) Alla Germania dovranno essere concesse una strada ed una ferrovia attraverso il Corridoio aventi entrambe lo status di extraterritorialità come lo stesso Corridoio.

    In cambio la Germania è pronta a:

    (1) Riconoscere alla Polonia ogni diritto economico su Danzica.

    (2) Assicurare alla Polonia un porto franco a Danzica con accesso al mare completamente libero.

    (3) Considerare definitivi gli attuali confini tra la Germania e la Polonia.

    (4) Concludere con la Polonia un patto di non aggressione della durata di 25 anni, cioè oltre la durata della mia vita.

    (5) Garantire l’indipendenza dello Stato Slovacco dalla Germania, dall’Ungheria e dalla Polonia che in pratica significa la rinuncia ad ogni egemonia Tedesca su questo territorio.

    Il Governo Polacco ha respinto la mia proposta dichiarando di essere pronti soltanto a:

    (1) Negoziare la questione relativa alla nomina del sostituto per la carica di Commissario della Società delle Nazioni.

    (2) Prendere in considerazione le richieste tedesche relativamente al transito attraverso il Corridoio.

    Sono profondamente amareggiato da questo incomprensibile atteggiamento del Governo Polacco che da solo non sarebbe così preoccupante se non fosse accompagnato da un altro fatto ancor più grave e cioè che la Polonia, come la Cecoslovacchia un anno fa, sotto la pressione di una mendace campagna internazionale, ritenga necessario chiamare alle armi le proprie truppe, nonostante la Germania non abbia compiuto finora alcun atto di ostilità nei suoi confronti.

    È una situazione estremamente spiacevole e i posteri un giorno giudicheranno se è stato sensato e giusto rifiutare le proposte da me avanzate. Il mio è stato un tentativo per risolvere una questione intimamente sentita dal popolo Tedesco, attraverso un compromesso vantaggioso per entrambi i Paesi. Sono assolutamente convinto che in questa situazione la Polonia non sia affatto disposta a dare, ma sia pronta soltanto a ricevere, senza rendersi conto che Danzica non diventerà mai Polacca.

    La presunta intenzione di attaccare da parte della Germania, inventata dalla stampa internazionale, ha spinto il Governo Polacco a sottoscrivere un impegno con l’Inghilterra in base al quale la Polonia, in determinate circostanze, sarebbe obbligata a prendere le armi contro la Germania in caso di conflitto tra la stessa Germania e un’altra qualsiasi Potenza Europea. Quest’obbligo è in netto contrasto con l’accordo sottoscritto a suo tempo da me e dal Maresciallo Pilsudski che prevedeva che la Polonia mantenesse inalterati i soli impegni assunti in precedenza con la Francia e dei quali peraltro eravamo a conoscenza.

    Sottoscrivere successivamente nuovi accordi di questo tipo con altri Paesi non è consentito dai termini del Patto di non aggressione stipulato tra noi e i Polacchi. Se lo fosse stato non lo avrei mai firmato perché non avrebbe avuto senso lasciare aperta la possibilità per uno dei contraenti di assumere unilateralmente impegni di aiuto reciproco con un numero illimitato di partner.

    Considero quindi risolto l’Accordo firmato tra me e il Maresciallo Pilsudski, essendo stato unilateralmente infranto dalla Polonia!
    Ho già inviato una comunicazione in tal senso al Governo Polacco. Tuttavia, posso ribadire che questa decisione non modificherà il mio atteggiamento nei confronti dei problemi che vi ho appena illustrato. Qualora il Governo Polacco desiderasse proporre alla Germania nuovi accordi , sarò lieto di discuterli, ma naturalmente a condizione che tali accordi impegnino entrambe le parti in ugual misura. La Germania è assolutamente disponibile a sottoscrivere e a rispettare eventuali intese future.


    1939 - Estratto del discorso di Hitler al Reichstag del 28 Aprile (2a Parte)
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    MEMORANDUM DEL GOVERNO TEDESCO AL GOVERNO POLACCO
    28 Aprile 1939

    Il Governo Tedesco ha preso atto della dichiarazione Polacco-Britannica relativa alle trattative recentemente intercorse tra la Polonia e la Gran Bretagna. Secondo tale dichiarazione, tra il Governo Polacco e quello Britannico è stata raggiunta un’intesa preliminare, da tradursi a breve in un accordo definitivo, che prevede l’aiuto reciproco nel caso in cui sia minacciata, direttamente o indirettamente, l’indipendenza di uno dei due Stati.

    Il Governo Tedesco ritiene di conseguenza doveroso comunicare al Governo Polacco quanto segue:

    1. Quando nel 1933, dopo l’uscita della Germania dalla Società delle Nazioni, il Governo Nazional Socialista ha iniziato a riformare la politica tedesca, il suo primo obbiettivo è stato quello di consolidare le relazioni Tedesco-Polacche. Il Cancelliere del Reich Tedesco e il vecchio Maresciallo Pilsudski concordarono la decisione di risolvere le questioni aperte tra i due Stati attraverso intese dirette, abbandonando di fatto i metodi politici del passato.

    2. Attraverso l’incondizionata rinuncia all’uso della forza, si è costruita una garanzia di pace tesa ad aiutare i due Stati nel difficile compito di risolvere tutti i problemi politici, economici e culturali nel rispetto dei reciproci interessi. Questo principio, contenuto nella Dichiarazione Tedesco-Polacca del 26 Gennaio 1934 in forma vincolante per entrambi, ha dato vita ad una fase completamente nuova nei rapporti tra Germania e Polonia e la storia politica degli ultimi cinque anni ne ha dimostrato l’efficacia. Il 26 Gennaio di quest’anno, quinto anniversario della firma di quella dichiarazione, ne è stata pubblicamente ribadita l’importanza, enfatizzando la volontà comune di continuare ad aderire nel tempo a quei principi stabiliti nel 1934.

    3. L’Accordo che è stato ora concluso tra il Governo Polacco e quello Britannico è in netto ed aperto contrasto con le solenni dichiarazioni rilasciate alcuni mesi fa. Il Governo Tedesco prende atto, con sorpresa e stupore, di questo improvviso cambiamento di rotta nella politica estera Polacca. A prescindere dalle modalità con le quali è stato finalizzato, il nuovo Accordo Polacco-Britannico è un regolare patto di alleanza che, sia in senso generale che più specificatamente per l’attuale situazione delle relazioni politiche internazionali, è chiaramente ed esclusivamente diretto contro la Germania. Dagli impegni conseguentemente assunti dal Governo Polacco, appare del tutto evidente che la Polonia intende prendere attivamente parte ad un eventuale conflitto tra la Germania e la Gran Bretagna in caso di aggressione nei confronti della stessa Germania, anche se tale conflitto non influisse in alcun modo sui suoi interessi nazionali. Ciò rappresenta un duro colpo al principio della rinuncia all’uso della forza stabilito nella dichiarazione del 1934.

    4. La contraddizione tra la Dichiarazione Tedesco-Polacca e l’Accordo Polacco-Britannico è comunque ben più ampia. La Dichiarazione del 1934 intendeva rappresentare una base per ricomporre tutte le divergenze sorte tra i due Paesi, attraverso un dialogo diretto tra Berlino e Varsavia e senza alcuna interferenza esterna, indipendentemente dalle situazioni o complicazioni internazionali. Naturalmente essa presupponeva una assoluta fiducia e lealtà reciproca.

    5. Il Governo Polacco, con la sua recente decisione di concludere un’alleanza contro la Germania, lascia chiaramente intendere di preferire una promessa di aiuto da parte di una terza Potenza alla garanzia di pace offerta dal Governo Tedesco. In seguito a questa decisione il Governo Tedesco si vede costretto ad assumere che il Governo Polacco intenda al momento rinunciare al tentativo di trovare una soluzione ai problemi esistenti tra i due paesi attraverso amichevoli trattative, abbandonando così il sentiero tracciato nel 1934 che avrebbe dovuto condurre a riformare radicalmente le relazioni tra Germania e Polonia.

    6. In questa situazione il Governo Polacco non può appellarsi al fatto che la dichiarazione congiunta del 1934 prevedesse che gli obblighi precedentemente sottoscritti da Germania e Polonia con terze Potenze non sarebbero stati annullati e che conseguentemente il Trattato di Alleanza tra la Polonia e la Francia potesse rimanere in vigore. Il Governo Tedesco ha accettato questa clausola consapevole del fatto che i potenziali pericoli derivanti dall’Alleanza Franco-Polacca venissero gradualmente rimossi in virtù degli amichevoli rapporti tra la Germania e la Polonia instaurati in seguito alla Dichiarazione del 1934. L’attuale Accordo di Alleanza con l’Inghilterra, che è entrato in vigore cinque anni dopo l’ufficializzazione della Dichiarazione del 1934, non può in nessun caso essere paragonato all’Alleanza Franco-Polacca tuttora in essere. Con questa nuova alleanza il Governo Polacco ha subordinato se stesso alla politica attualmente in atto in Europa, che mira all’accerchiamento della Germania.

    7. Il Governo Tedesco, da parte sua, non ritiene di aver compiuto alcuna azione tale da giustificare un simile cambiamento nella politica Polacca. Ogni volta che se ne è presentata l’occasione esso ha fornito, sia pubblicamente che in colloqui riservati, le più ampie assicurazioni sulla propria volontà di considerare fondamentale lo sviluppo di relazioni amichevoli tra la Germania e la Polonia e ha dimostrato di rispettare gli interessi Polacchi in ogni decisione assunta in politica estera. È stato proprio per questa volontà che l’azione intrapresa a Marzo dalla Germania per la pacificazione dell’Europa Centrale non ha inciso negativamente in alcun modo, secondo l’opinione del Governo del Reich, sugli interessi Polacchi, ma al contrario, ha portato alla creazione di una frontiera Polacco-Ungherese definita dal Governo di Varsavia un importante obbiettivo politico. Inoltre il Governo Tedesco ha dato inequivocabili segnali circa la propria disponibilità a discutere amichevolmente con il Governo Polacco tutti i problemi che potessero sorgere in seguito alle mutate condizioni politiche dell’Europa Centrale.

    8. Con uguale amichevole spirito, il Governo Tedesco ha tentato di risolvere anche un’altra questione attualmente in sospeso tra la Germania e la Polonia; quella relativa a Danzica. Che questo problema richieda una soluzione è innegabile sia da parte Tedesca che da parte Polacca. Per lungo tempo, in passato, il Governo Tedesco si è sforzato di convincere Varsavia che una soluzione equa per salvaguardare gli interessi di entrambi i Paesi fosse certamente possibile e che la rimozione degli ultimi ostacoli avrebbe aperto la strada ad una collaborazione politica tra Germania e Polonia con prospettive di sviluppo molto interessanti. In questo senso il Governo Tedesco non si è limitato a considerazioni di carattere generale, ma nel Marzo di quest’anno ha proposto al Governo Polacco un’intesa amichevole basata sul ritorno di Danzica nel Reich e sulla richiesta di una autostrada e di una ferrovia, entrambe con status di extra-territorialità, che colleghino la Prussia Orientale al Reich.

    9. In cambio, il Reich si impegna a riconoscere il Corridoio Polacco e le attuali frontiere orientali della Polonia; a concludere con la Polonia un Patto di non aggressione della durata di 25 anni; a mantenere inalterati gli attuali interessi economici della Polonia a Danzica e a trovare un’intesa sui restanti problemi economici e di comunicazione derivanti dal rientro di Danzica nel Reich. Allo stesso tempo il Governo Tedesco è pronto a dichiarare la propria disponibilità a rispettare gli interessi Polacchi garantendo l’indipendenza della Slovacchia.

    10. Nessuno, tra coloro che conoscono la situazione di Danzica e del Corridoio e i problemi ad essa connessi, potrà obbiettivamente negare che il contenuto di queste proposte rappresenti il minimo che si possa ragionevolmente chiedere da parte Tedesca per salvaguardare gli interessi irrinunciabili della Germania. Tuttavia il Governo Polacco ha dato una risposta, espressa in forma di controproposta, che nella sua essenza manca completamente di considerazione nei confronti del punto di vista Tedesco ed equivale di fatto ad un rifiuto delle proposte presentate. Il Governo Polacco inoltre, ha dimostrato la propria indisponibilità ad iniziare amichevoli colloqui con il Governo Tedesco decidendo, in modo inaspettatamente drastico, la parziale mobilitazione del suo esercito. Con questi ingiustificati provvedimenti il Governo Polacco ha reso chiaro ed evidente il significato e l’obbiettivo dei negoziati con il Governo Britannico, aperti immediatamente dopo aver rifiutato le nostre proposte. Il Governo Tedesco non considera necessario rispondere alla parziale mobilitazione Polacca con contromisure di carattere militare, ma non può tuttavia trascurare la decisione presa da Varsavia e si vede di conseguenza costretto, sebbene con rammarico, a dichiarare quanto segue:

    (1) Il Governo Polacco non intende approfittare dell’opportunità offerta dal Governo Tedesco né per raggiungere un’intesa sulla questione di Danzica e salvaguardare definitivamente le frontiere tra la Polonia e il Reich, né per rafforzare le amichevoli relazioni tra i due Paesi. Il Governo Tedesco pertanto considera rifiutate le proprie proposte, avanzate proprio per raggiungere i sopraccitati obbiettivi.

    (2) Il Governo Polacco ha assunto con un altro Stato obblighi politici che non sono compatibili con lo spirito, il significato e il contenuto della Dichiarazione congiunta Tedesco-Polacca del 26 Gennaio 1934, rendendola arbitrariamente e unilateralmente nulla.

    11. Malgrado questa necessaria dichiarazione, il Governo del Reich non intende modificare il proprio atteggiamento nei confronti di eventuali future relazioni tra la Germania e la Polonia. Qualora il Governo Polacco intendesse procedere ad una intesa con la Germania attraverso un nuovo Trattato, il Governo Tedesco sarebbe disponibile a discuterlo e a sottoscriverlo a condizione che sia chiaramente ed inequivocabilmente vincolante per entrambe le parti.


    1939 - Memorandum del Governo Tedesco a quello Polacco
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    Predefinito Rif: ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    scisate se introduco un commento out topic

    su 1 altro 3d 1 forumista scriveva:

    Quest'ominide è stato una delle apparizioni più rovinose nella storia europea. Senza di lui, l'Europa, già non poco menomata, avrebbe potuto continuare a contare qualcosa, almeno per un po'. La sua follia abnorme e imbecille ha precipitato la catastrofe. Se il vulnus bolscevico-sovversivo era già presente, il cretino ha contribuito a far sì che s'espandesse in maniera ulteriore. Ci ha esauriti. Costui non può che essere un modello, certo estremo, per tutti i nichilisti: ha distrutto tutto ciò in cui credeva, e il suo stesso Paese. Era partito con un'idea, e ha realizzato esattamente l'opposto. Vanità d'ogni idealismo. Una storia che sarebbe grottesca, se non fosse terribilmente tragica



    beh e il 1° ministro inglese Churcill ? ? ?

    C ha distrutto l' Impero Britannico smembrandolo in 1000 pezzi

    ha distrutto l' Inghilterra dissanguando l'economia inglese e lanciando il paese in una guerra totale contro un paese + forte economicamente

    x caso Churcill è 1 grande politico ???

    anche perchè nn bisogna mai dimenticare 1 cosa :

    è stata l'inghilterra a dichiarare guera alla germania , e nn l'incontrario

  6. #6
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    Predefinito Rif: ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    LETTERA DI NEVILLE CHAMBERLAIN A HITLER
    22 Agosto 1939

    Vostra Eccellenza sarà già informata di alcuni provvedimenti presi dal Governo di Sua Maestà e annunciati questa sera sia dalla stampa che dalla radio.

    E’ opinione del Governo di Sua Maestà che l’adozione di tali provvedimenti si renda necessaria sia per i movimenti militari che vengono segnalati ai confini della Germania, sia perché sembra che l’Accordo Russo-Tedesco recentemente annunciato, venga considerato da Berlino un evento in seguito al quale l’intervento della Gran Bretagna in difesa della Polonia non rappresenterebbe più un’eventualità da prendere in considerazione. Non potrebbe essere commesso errore più grave! Qualunque sia la natura di quell’Accordo, esso non potrà influenzare in alcun modo gli impegni che il Governo di Sua Maestà ha assunto verso la Polonia.

    E’ stato da più parti affermato che se il Governo di Sua Maestà avesse assunto una posizione più netta nel 1914, la grande catastrofe della guerra avrebbe potuto essere evitata. Indipendentemente dalla veridicità di questa affermazione, il Governo di Sua Maestà è fermamente deciso ad evitare che in questa circostanza si ripeta una tale tragica eventualità.

    Nel caso dovesse accadere l’irreparabile, il Governo di Sua Maestà è pronto ad impiegare, senza esitazioni, tutte le forze di cui dispone e sarebbe impossibile prevedere, una volta aperte le ostilità, quale potrebbe essere l’esito finale del conflitto. Sarebbe una pericolosa illusione ritenere che la guerra, qualora scoppiasse, avrebbe breve durata anche nel caso in cui si ottenessero rapidamente dei successi parziali.

    Dopo aver reso estremamente chiara la nostra posizione, desidero ribadire la mia convinzione che una guerra tra i nostri due Paesi si rivelerebbe per entrambi una grave calamità e sono assolutamente certo che né il nostro popolo né il vostro la desiderano. Non vedo nulla nei contrasti sorti tra la Germania e la Polonia che non possa e non debba essere risolto senza ricorrere alla forza se solo si riuscisse a ricreare quel clima di fiducia decisamente diverso da quello che oggi sembra invece prevalere.

    Noi siamo stati e saremo sempre pronti a dare il nostro contributo per creare le condizioni necessarie a far svolgere questi negoziati e risolvere quei problemi che possono influenzare il futuro delle relazioni internazionali, compresi quelli relativi a questioni di nostro reciproco interesse.

    Nell’attuale clima di tensione, la strada del dialogo è ovviamente irta di difficoltà, ma più a lungo questa tensione durerà, più sarà difficile far prevalere la ragione. Queste difficoltà potrebbero comunque essere mitigate, se non addirittura rimosse, se entrambe le parti addivenissero ad una tregua evitando polemiche e provocazioni reciproche.

    Se si realizzasse questa tregua, durante la quale si potessero esaminare ed analizzare le cause delle divergenze come ad esempio il trattamento delle minoranze etniche, sarebbe lecito sperare di riuscire ad organizzare quei negoziati diretti tra Germania e Polonia attraverso i quali appianare ogni contrasto (con l’aiuto di un intermediario neutrale se entrambe le parti lo ritenessero utile).

    Devo però far presente che la sottile speranza di successo di questi negoziati è affidata alla volontà dei governi coinvolti di accettare la condizione che gli eventuali accordi raggiunti vengano garantiti da altre Potenze. Il Governo di Sua Maestà è pronto, qualora gli venisse richiesto, ad assumersi questa responsabilità.

    Devo confessare che al momento attuale non vedo altra via per evitare all’Europa la catastrofe della guerra. Tenendo presente le gravi conseguenze che l’umanità potrebbe dover sopportare per le azioni dei propri Governanti, sono sicuro che Vostra Eccellenza valuterà con la massima attenzione queste mie considerazioni.

    Sinceramente vostro,
    NEVILLE CHAMBERLAIN (Primo Ministro del Governo di Sua Maestà Britannica)


    1939 - Lettera di Chamberlain a Hitler del 22 Agosto
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  7. #7
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    RISPOSTA DI HITLER ALLA LETTERA DI CHAMBERLAIN DEL 22 AGOSTO 1939
    Berlino, 23 Agosto 1939

    Vostra Eccellenza,

    L’Ambasciatore Britannico mi ha appena consegnato la lettera con la quale Vostra Eccellenza, a nome del Governo di Sua Maestà, intende richiamare la mia attenzione su una serie di punti da Lei definiti di grande importanza.

    Mi permetta di risponderLe nel modo seguente:

    1. La Germania non ha mai cercato lo scontro con l’Inghilterra e non ha mai interferito negli interessi inglesi, anzi al contrario per anni si è sempre sforzata sfortunatamente invano, di allacciare con essa rapporti di amicizia. Per raggiungere questo obbiettivo ha volontariamente accettato limitazioni ai propri interessi in Europa, difficilmente tollerabili da un punto di vista strettamente politico.

    2. Il Reich Tedesco, come ogni altro Stato, ha determinati particolari interessi ai quali non può assolutamente rinunciare. Questi interessi non vanno oltre i limiti stabiliti dalla storia, ma rappresentano dei prerequisiti economicamente vitali. Alcuni di questi hanno assunto e assumono tuttora un significato politico e psicologico che nessun Governo Tedesco può ignorare.
    Il primo è rappresentato dalla città di Danzica e dal relativo Corridoio. Diversi uomini di stato, storici e letterati anche Inglesi, erano ben consci di questo problema almeno fino a pochi anni fa. Vorrei aggiungere che tutti quei territori che fanno parte dei suddetti interessi tedeschi e in particolare quelle terre che sono tornate a far parte del Reich 18 mesi fa, da oltre mille anni devono il loro sviluppo culturale non agli Inglesi, ma esclusivamente ai Tedeschi.

    3. La Germania è pronta a dirimere la questione di Danzica e del Corridoio attraverso negoziati basati su una proposta di grande e leale generosità. Le dichiarazioni rilasciate dall’Inghilterra sulla mobilitazione tedesca contro la Polonia, le asserzioni riguardanti presunte intenzioni aggressive nei confronti della Romania, dell’Ungheria etc. e le cosiddette dichiarazioni di garanzia successivamente rilasciate, hanno di fatto raffreddato nei Polacchi, forti di questa copertura, la volontà di negoziare sulla base di proposte gradite anche alla Germania.

    4. L’incondizionata promessa fatta dall’Inghilterra alla Polonia di aiutarla in qualsiasi circostanza, indipendentemente dalle cause di un possibile conflitto, potrebbero essere interpretate da quest’ultima come un incoraggiamento a scatenare un’ondata di spaventoso terrorismo contro il milione e mezzo di cittadini tedeschi che vivono attualmente in territorio Polacco. Le atrocità che da allora si commettono in quel paese sono terribili per coloro che devono subirle e intollerabili per una grande potenza come il Reich Tedesco che si vorrebbe rimanesse passivo spettatore di questi avvenimenti. La Polonia si è resa colpevole di numerose violazioni degli obblighi che aveva nei confronti di Danzica; ha avanzato richieste con carattere di ultimatum e iniziato un lento processo di strangolamento economico della città.

    5. Il Governo Tedesco ha pertanto informato il Governo Polacco che non è disposto ad accettare passivamente questa situazione. Esso non tollererà oltre future richieste con carattere di ultimatum, non consentirà il protrarsi delle persecuzioni contro le minoranze tedesche e si opporrà allo strangolamento di Danzica condotto attraverso misure di carattere economico, come la recente istituzione dei blocchi doganali. Non è inoltre disposto a subire altri atti di provocazione diretti contro il Reich. A parte questo, la questione di Danzica e del Corridoio deve essere comunque risolta e lo sarà.

    6. Vostra Eccellenza mi informa a nome del Governo Britannico, che sarete obbligati a correre in aiuto della Polonia nel caso in cui ci fosse un intervento militare da parte della Germania. Prendo atto di questa Sua affermazione ma Le assicuro che essa non influirà sulla determinazione con la quale il Governo Tedesco intende salvaguardare gli interessi del Reich descritti al Paragrafo 5 di questa lettera. Condivido con Lei la certezza di prevedere una lunga guerra qualora questa scoppiasse. La Germania, se attaccata dall’Inghilterra, si farà trovare preparata e risoluta. Ho già dichiarato più di una volta di fronte al popolo Tedesco e al mondo intero, che non possono esserci dubbi sulla determinazione del nuovo Reich a sopportare ogni sorta di sofferenze e tribolazioni, per quanto lunghe esse potranno essere, piuttosto che sacrificare gli interessi nazionali e il proprio onore.

    7. Il Governo del Reich prende atto del fatto che il Governo Britannico ha intenzione di adottare misure di mobilitazione che secondo quanto si evince dalla Sua lettera, sono chiaramente dirette solo contro la Germania. Viene anche ribadito che la Francia si comporterà in modo analogo. Poiché la Germania non ha mai avuto l’intenzione di adottare misure militari contro Inghilterra e Francia, se non quelle a carattere difensivo, ribadendo più volte che non intende attaccare nè ora nè in futuro sia l’Inghilterra che la Francia, ne consegue che questa iniziativa di mobilitazione militare, Signor Primo Ministro, rappresenta una chiara minaccia diretta contro il Reich. Informo pertanto Vostra Eccellenza che qualora queste misure militari venissero rese esecutive, ordinerò immediatamente la mobilitazione delle forze armate tedesche.

    8. La decisione di affrontare pacificamente i problemi Europei non spetta alla Germania, ma a coloro che dal Diktat di Versailles in poi si sono ostinatamente opposti ad ogni revisione di quel Trattato. Soltanto un significativo cambiamento nell’atteggiamento delle Potenze responsabili di ciò potrà produrre una reale e positiva svolta nelle relazioni tra Inghilterra e Germania. Ho lottato tutta la vita per l’amicizia Anglo-Tedesca, ma il comportamento adottato finora dalla diplomazia Britannica ha dimostrato la inutilità di questi miei tentativi. Se in futuro ci saranno segnali di cambiamento in questo senso, nessuno ne sarà più felice di me.

    ADOLF HITLER

    1939 - Lettera di Hitler a Chamberlain del 23 Agosto
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    TELEGRAMMA DI F. M. SHEPHERD A LORD HALIFAX*
    Danzica, 23 Agosto 1939

    Invio la traduzione del Decreto emesso dal Senato di Danzica il 23 Agosto.

    DECRETO

    Articolo 1.
    Il Gauleiter di Danzica è il Capo dello Stato (Staatsoberhaupt) della Città Libera.

    Articolo 2.
    Questo Decreto entra in vigore oggi, 23 Agosto 1939.

    **************

    Segue la traduzione delle lettere datate 24 Agosto dal Presidente del Senato Artur GREISER al Gauleiter di Danzica, Albert FORSTER, e la risposta di quest'ultimo.

    (1) Da Artur GREISER a Albert FORSTER:

    Il Senato, nel corso della seduta di ieri, ha approvato una risoluzione secondo la quale Lei è stato nominato, con effetto immediato, Staatsoberhaupt della Città Libera di Danzica. Oggi inoltre è stato redatto e firmato un decreto che rende operativa tale risoluzione. In seguito a questi due atti ufficiali del Governo, la Costituzione di Danzica viene pertanto modificata in tal senso. Il Senato mi ha autorizzato a chiederLe di accettare immediatamente questa nomina che in questi ultimi difficili ma meravigliosi decisivi giorni testimoni l’unità tra il Partito e lo Stato, spesso messa in discussione ma che in realtà è sempre esistita.

    (2) Risposta di Albert FORSTER:

    Ho preso atto del contenuto della Vostra lettera del 24 Agosto, dell’allegato Decreto relativo alla nomina dello Staatsoberhaupt della Città Libera di Danzica, nonché della risoluzione approvata dal Senato il 23 Agosto 1939. Oltre a svolgere la mia funzione di Capo del N.S.D.A.P. del distretto di Danzica sono naturalmente pronto, in questi giorni così decisivi per la città, ad assumere anche la responsabilità di Capo dello Stato. Con questo Decreto, emesso il 23 Agosto 1939, è stata ufficialmente sancita una realtà che di fatto esisteva già dal 1933, cioè da quando il Nazional Socialismo è salito al potere.

    SHEPHERD (Console Generale Britannico a Danzica)

    * Ministro degli Esteri del Governo Britannico


    1939 - Telegramma di Shepherd ad Halifax del 26 Agosto
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    Predefinito Rif: ADOLF HITLER – UN CANDIDATO MANCATO AL PREMIO NOBEL

    LETTERA DI M. CHODAKI AL SENATO DI DANZICA
    Varsavia, 24 Agosto 1939

    Nota inviata dai Polacchi al Senato di Danzica, in risposta al Decreto del 23 Agosto 1939

    Il Consigliere di Stato, Signor BOETTCHER, ha oggi informato il Consigliere del Commissariato Generale Polacco della risoluzione approvata dal Senato di Danzica, confermata dagli organi di stampa, con la quale si conferiscono al Gauleiter Albert FORSTER la carica e le funzioni di Capo dello Stato della Città Libera (Staatsoberhaupt).

    Rivolgendomi al Senato di Danzica, che secondo quanto stabilito dalla Costituzione della Città Libera rappresenta l’Istituzione che esercita la suprema autorità in tutto il territorio, pronuncio a nome del mio Governo la seguente dichiarazione:

    "Il Governo Polacco considera priva di fondamento giuridico la risoluzione con la quale il Senato della Città Libera istituisce una nuova funzione dello Stato, non prevista da alcuna norma Costituzionale, alla quale le attuali Autorità Istituzionali di Danzica dovrebbero essere subordinate. Il Governo Polacco si riserva il diritto di assumere una appropriata posizione in merito. Occorre tuttavia ricordare alle Autorità della Città Libera che il Governo Polacco ha già diffidato più volte e nel modo più fermo il Senato dall’adottare la politica del “fatto compiuto”, avvertendolo delle gravi conseguenze che ciò comporterebbe e la cui responsabilità ricadrebbe esclusivamente sulle Autorità di Danzica."

    M. CHODAKI (Commissario Generale Polacco a Danzica)


    1939 - Lettera di Chodaki al Senato di Danzica il 24-8-1939
    Ultima modifica di Majorana; 24-01-10 alle 21:52
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