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    Predefinito Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?

    Werner Sombart

    Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?

    Prefazione di Guido Martinotti


    Pagine 192 € 15,00 ISBN 88-424-9289-2

    A cento anni dalla pubblicazione questo breve saggio di Sombart è un invito a riflettere sulla società americana. Fino dall'inizio del secolo scorso questa riflessione era nelle migliori tradizioni dell'intellighenzia europea, poi man mano che l'America si avvicinava all'Europa e veniva in un certo senso presa a modello, se ne è persa l'abitudine.

    Eppure la società americana è ancora un enigma. Gli interrogativi che si poneva Tocqueville e l'interrogativo di Sombart che dà il titolo a questo libro meritano ancora di essere considerati.

    Per Sombart, come del resto per Marx, il socialismo è figlio del capitalismo e delle sue contraddizioni. Così egli si chiede perché nel luogo ove il capitalismo ha raggiunto la massima espansione non vi sia anche un forte movimento socialista.

    Le acute interpretazioni di Sombart si possono ricondurre a due fattori, che tuttora caratterizzano gli Stati Uniti: la particolare configurazione del sistema politico con i suoi meccanismi di trasmissione della domanda politica e rappresentanza degli interessi, da un lato, e l'esistenza della frontiera che permette di assorbire le contraddizioni e allargare illimitatamente le basi dell'accumulazione, dall'altro. Questo secondo fattore, sul quale particolarmente insiste Sombart, è certamente mutato, ma non sembra avere esaurito il suo ruolo.


    Werner Sombart (1863-1941) è considerato con Weber il fondatore della sociologia economica. Le sue opere principali sono Il capitalismo moderno (1902) e Socialismo e movimento sociale nel secolo XIX (1896).
    Giampaolo Cufino

  2. #2
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    Molto interessante, la domanda sarebbe da allargare: perché negli USA non ha mai attecchito nessun movimento anticapitalista di massa paragonabile a quelli di altri paesi sviluppati. E non è mai esistita una sinistra socialdemocratica tipo quelle europee.
    Tutti i partiti sono stati o limitati a qualche gruppo etnico, tipo le pantere nere, oppure confinati geograficamente, penso ai verdi californiani e ai partiti socialisti della cintura industriale delle Nuova Inghilterra.
    Sulla galassia antagonista statunitense oggi, invece, non so nulla a parte qualche informazione sull'attività di intellettuali come Chomsky o il da poco scomparso Said.

  3. #3
    alfredoibba
    Ospite

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    E' una domanda che speso mi pongo, e a cui non riesco a dare una risposta.
    Forse il capitalismo rientra nelle origini del popolo (bianco) statunitense, al punto che è impossibile concepire qualcosa di diverso, forse è così.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Molto interessante, la domanda sarebbe da allargare: perché negli USA non ha mai attecchito nessun movimento anticapitalista di massa paragonabile a quelli di altri paesi sviluppati. E non è mai esistita una sinistra socialdemocratica tipo quelle europee.
    Tutti i partiti sono stati o limitati a qualche gruppo etnico, tipo le pantere nere, oppure confinati geograficamente, penso ai verdi californiani e ai partiti socialisti della cintura industriale delle Nuova Inghilterra.
    Sulla galassia antagonista statunitense oggi, invece, non so nulla a parte qualche informazione sull'attività di intellettuali come Chomsky o il da poco scomparso Said.
    Non sono del tutto daccordo con te a riguardo. Decenni fa gli Stati Uniti avevano al loro interno un forte movimento socialista e rivoluzionario soprattutto nell'ambito sindacale. L'esempio tipico è l'IWW.
    Il 27 giugno 1905, nella Brand’s Hall di Chicago, veniva fondato l’IWW, il sindacato rivoluzionario americano, che esercitò, per qualche decennio, una profonda influenza sul movimento operaio internazionale. Gli wobblies (così venivano chiamati gli aderenti all’IWW) praticarono un sindacalismo del tutto nuovo per le tradizioni del movimento operaio americano: a base industriale e non di mestiere, battagliero e intransigente, non burocratico, aperto a tutte le minoranze etniche e linguistiche, itinerante. Un sindacato a tutto campo che si voleva rivoluzionario. L’IWW, al pari di altre esperienze sindacaliste rivoluzionarie (il sindacalismo d’azione diretta in Francia, l’USI in Italia, la CNT in Spagna), si poneva un triplice compito: essere sindacato di lotta, avocare a sé le funzioni dell’organizzazione politica rivoluzionaria, prefigurare la struttura produttiva e sociale della società futura. Gli isrcitti all'IWW erano davvero tanti (possiamo ragionare in termini di centinaia di migliaia) è fino agli anni Quaranta l'IWW era uno dei movimenti rivoluzionari sindacali socialisti più forti ed influenti non solo degli Stati Uniti ma anche dell'Occidente.

    Il partito socialista americano è stato uno dei primi partiti rivoluzionari al mondo fondato nel 1905 se non erro e per lungo periodo ebbe una grande influenza nella società americana ( da ricordare tra i suoi iscritti anche Jack London).
    Il problema del socialismo americano a mio parere è stato sempre quello di essere più una federazione di movimenti che un vero e proprio movimento organico e questa mancanza di unità tra i movimenti è stata letale quando dopo la seconda guerra mondiale il mondo e ancor più gli Stati Uniti sono entrati negli anni della guerra fredda.

    A luta continua

 

 

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