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brunik
CAMPIONI/ PRODI: PAESE PIU' UNITO VINCERA' ANCHE ECONOMIA (REP)
Premier intravede nel Mondiale un'occasione: "Possiamo farcela"
Roma, 12 lug. (Apcom) - "È come se il popolo si fosse finalmente ripreso la bandiera, strappandola dall'universo separato dell'ufficialità. La stessa cosa, a ben vedere, è accaduta anche in Germania, il Paese come noi più trattenuto, nel suo sentimento nazionale. Abbiamo girato pagina, conquistato e introiettato uno spirito nazionale forte, sano e positivo, senza nazionalismi. Che ha dato alla festa per la Coppa molto sentita e partecipata anche nell'82, naturalmente qualcosa di più. Qualcosa che resta. E ciò che più conta, qualcosa che può essere speso per aiutare la ripresa del Paese". Il presidente del Consiglio Romano Prodi torna nuovamente a parlare del successo della Nazionale di calcio e della possibilità che sullo slancio di questa vittoria possa ripartire anche l'economia.
Intervistato da Ezio Mauro, direttore de 'la Repubblica', Prodi insiste: "Direi così: il Paese ha una gran voglia di stare insieme, di essere unito, di avere un obbiettivo comune. Bisogna dargli una ragione per tutto ciò, e indubbiamente tocca alla politica, lo so (...) La sensazione di essere un Paese vincente aiuta ad affrontare gli sforzi, dà fiducia e convinzione, ti spinge in avanti. Possiamo farcela, questa è la sensazione che mi sembra stia prendendo corpo.
"Poi, naturalmente - aggiunge Prodi - non bisogna confondere i piani, perché ogni prova ha le sue caratteristiche diverse, i suoi ostacoli specifici. Ma mi sembra che ci sia la disponibilità ad uno sforzo collettivo, ad una prova da tentare insieme, come già si fece per raggiungere l'euro, e sembrava un'impresa impossibile".
"La gente ha capito - conclude il presidente del Consiglio - sulle liberalizzazioni può essere d'accordo o no, ma sa che stiamo privilegiando l'interesse collettivo sugli interessi particolari. E in più, dobbiamo dare occasioni ai giovani, vogliamo liberare opportunità per loro. Perme, l'ho detto anche a Lippi e al capitano, a Cannavaro, è questo fare squadra. Vorrei tra pochi anni sentir dire per tutto il nostro Paese quel che ho sentito dire per gli azzurri: "Ce l'hanno fatta un'altra volta, sono imprevedibili. Ah, les italiens...".
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