Confrontate bene questi due articoli sull'atteggiamento degli ebrei nei confronti del gay pride, questo fa riflettere molto sul loro "progressismo multietnico" a senso unico
IN ITALIA:
ESTRATTO DALL'ARTICOLO "La sinistra radicale accolga l'invito al dialogo sul sionismo "
di DAVIDE ROMANO* La Repubblica, 13/05/2005
"...Io stesso tre anni fa, mentre partecipavo al Gay pride con la bandiera israeliana (per testimoniare l´atteggiamento aperto di Israele verso i gay),..."
Il Messaggero 06 giugno 2000
LA SOLIDARIETA'
La comunita' ebraica: saremo con loro
Tullia Zevi: una mano tesa vale piu' di qualsiasi gesto di ripulsa
Specie in politica spesso si 'gioca' con le parole. Sul bollente tema del Gay Pride, per esempio, l'altro ieri il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli annunciava con rullo di tamburi il 'patrocinio politico' dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane alla manifestazione dell'Orgoglio Gay... ma ieri e' stata fatta marcia indietro. Prima e' arrivata la smentita del presidente delle comunita' Amos Luzzatto, poi a ruota la precisazione del circolo Mieli che parlava di 'equivoco'. E il portavoce Massimo Di Quinzio spiegava che si voleva intendere 'patrocino tra virgolette. Che voleva dire adesione politica, supporto forte... sappiamo benissimo che burocraticamente il patrocinio e' un'altra cosa'. E' cosi' 'altra cosa' che Luzzatto non ha avuto difficolta' a ribadire che l'idea non gli era mai passata per la testa: 'Mai dato il patrocinio, mi sono soltanto espresso per il diritto alla manifestazione'. Dunque, niente patrocinio: ma non e' granche' importante, perche' omosessuali e lesbiche hanno comunque incassato un pieno e trasparente appoggio dagli ebrei. Forte solidarieta' e sostegno a oltranza, questo si' che esiste ed e' diffuso in tutta la comunita' ebraica romana, la piu' numerosa d'Italia con i suoi ventimila iscritti. 'E' un sacrosanto diritto quello degli omosessuali e noi lo difendiamo con loro fino in fondo. E ci meraviglia molto la resistenza dello Stato e l'ingerenza della Chiesa', afferma il presidente Leone Paserman. E una figura di primissimo piano come Tullia Zevi ex presidente dell'Unione, detta una riflessione che basterebbe da sola per chiudere le polemiche sul Gay Pride: 'In virtu' della sostanziale uguaglianza, ogni essere umano, sia che le pulsioni di ciascuno trovino libera espressione o vengano tenute nascoste o represse, e' degno di attenzione, di aiuto, e di rispetto. Una mano tesa con spirito fraterno vale e ottiene piu' di qualsiasi gesto di minaccia o espressione di ripulsa'. Per testimoniare quanto sia alta e autentica la solidarieta', si fa anche riferimento al tragico destino comune dei campi di sterminio nazisti: 'Siamo finiti nelle camere a gas insieme, ebrei e omosessuali... sappiamo che vuol dire essere minoranza perseguitata, emarginata', dice Riccardo Pacifici, il piu' votato membro della comunita'. 'Non e' la prima volta, inoltre, che siamo uniti nelle battaglie per i diritti civili, contro il razzismo... quando noi manifestammo a San Pietro per ottenere dal Papa il riconoscimento dello Stato di Israele, in piazza c'erano anche loro, c'era Angelo Pezzana, c'era Grillini. E ora credo che io saro' con loro, al Gay Pride... e non credo che saro' l'unico'. Non e' il solo che annuncia la sua partecipazione: 'Certo che ci saro'! Al di la' di ogni discorso e opinione, esiste la liberta' di manifestare, di esistere, anche per le minoranze... da ebreo, so cosa vuol dire il pregiudizio e l'abuso che puo' fare il potere nei confronti delle minoranze', dice Victor Magiar, responsabile del movimento Ebrei per la Pace. Insomma, ebrei in prima linea in difesa del Gay Pride. E non gli hanno dato il patrocinio, solo perche' per loro (come per i cattolici) vale il Vecchio Testamento dove l'omosessualita' viene condannata. 'Ma a noi, questo non ci impedisce di difendere i diritti degli omosessuali...', commenta Pacifici.
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IN ISRAELE:
(ANSA) - GERUSALEMME, 11 LUG - Sale a Gerusalemme la tensione per l'imminente Gay Parade, un evento giudicato insopportabile dai leader religiosi della Citta' Santa. Una taglia di 20 mila sheqel (oltre tremila euro) viene proposta oggi nelle strade del rione ortodosso ebraico di Mea Shearim (Gerusalemme) a chiunque 'provochi la morte di una di queste persone giunte da Sodoma e Gomorra', due localita' nella zona del Mar Morto che secondo la Bibbia si distinsero per la dissolutezza morale degli abitanti.
http://www.ansa.it/main/notizie/awnp...1_1113259.html




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