
Originariamente Scritto da
lorenzo v.
Eurotunnel: si continua a trattare, ma emerge ipotesi dell'amministrazione controllata
L'eurostar continuerà a passare sotto la Manica, qualunque sia l'esito del braccio di ferro tra Eurotunnel e le banche creditrici, che ormai potrebbe continuare anche oltre la mezzanotte di mercoledì.
Via libera al piano di ristrutturazione, o si rischia il crac. E' questo l'aut aut posto dal presidente Jacques Gounon, che martedì ha avviato la procedura di amministrazione controllata in un tribunale di Parigi. Lo scopo è quello di evitare il fallimento, ottenendo il congelamento del debito.
Nel 1986 Francia e Gran Bretagna vollero che il progetto, da 14 miliardi di euro, fosse finanziato interamente da istituti privati. Nel '94, anno dell'inaugurazione, Eurotunnel navigava già in cattive acque e dal 2002 il suo debito ammonta a 9 miliardi di euro.
Il ricorso all'amministrazione controllata è un tentativo estremo di mettere pressione sui creditori, impedendo loro, in caso di un mancato accordo, di assumere il controllo della società. La procedura tuttavia non verra' applicata se sarà trovata un'intesa sulla ristrutturazione del debito.
Il futuro di Eurotunnel preoccupa soprattutto il
governo di Parigi, dal momento che il 90% delle azioni è in mano ad investitori francesi. Gounon è già riuscito a far accettare ai maggiori creditori un piano di ristrutturazione che prevede il dimezzamento del debito.
Quelli che ancora non lo hanno accettato hanno proposto un piano alternativo, sviluppato da Deutsche Bank, che tutelerebbe meglio i loro interessi.
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