Rock per la verità: Un occasione da non perdere
Rock per la verità è stato un successo e un’esperienza indimenticabile per tutto il nostro ambiente.
Le divisioni sono giuste e salutari in ogni gruppo umano, ma le divisioni devono rappresentare un punto di forza, un laboratorio d’idee e non un motivo per non fare o per non partecipare.
La notte di Sabato ha rappresentato per molti camerati uno di quei momenti che difficilmente la vita potrà cancellare dalla memoria, si respirava cameratismo e fratellanza dall’inizio alla fine.
Noi ci distinguiamo perché nell’egoismo di massa creato da questa società individualista senza individui, continuiamo a mantenere con orgoglio la nostra individualità mettendola al servizio di un’idea che è più grande e va oltre la nostra stessa vita terrena, levandoci quindi da ogni calcolo opportunistico. Forse proprio i calcoli opportunistici sono mancati Sabato e hanno reso quella serata così bella. Gente che vedevo per la prima volta mi sembrava di conoscerla da sempre. Ho cantato, pogato, bevuto, mangiato, scherzato, riso, dormito, risvegliato, vissuto con altri camerati e ciò mi ha reso felice.
Eravamo li per qualcosa di più grande degli egoismi di parte. Eravamo lì per gridare il nostro desiderio di Verità e Giustizia per le vittime della strage di Bologna.
Sia per le 85 persone che quel maledetto giorno hanno perso la vita , sia per i camerati che hanno perso la libertà, perseguitati, ingiuriati, morti in esilio o ammazzati perché a qualcuno o a qualcosa faceva paura la forza rivoluzionaria delle idee che rappresentavano.
Perché quella sporca bomba ha continuato a fare le sue vittime anche dopo le 10 e 25 del 2 agosto 1980, e continua ancora oggi a contribuire ad uccidere un idea ogni qualvolta ci si ferma davanti a quella targa e si legge “strage fascista”.
La verità sulla Strage di Bologna non è funzionale esclusivamente alla libertà di Luigi Ciavardini
a lui la verità e l’innocenza la si può leggere negli occhi e nessun tribunale potrà convincermi del contrario. La verità serve a scrollarci di dosso l’infamia di una strage e di un modo di fare politica che non ci appartiene.
Ma il concerto del Terminillo va addirittura oltre tutto questo, può rappresentare un opportunità di ripartenza e di crescita della nostra comunità, per questo mi auguro che diventi un appuntamento fisso che si ripeta anche quando la vicenda di Ciavardini sarà risolta definitivamente e positivamente.
Gianni




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