La GEA World

In questi giorni tutti parlano di Moggi e della GEA... ma noi di Malatempora ne avevamo parlato un anno fa nel libro di Sandro Simone "BARZELLETTE SULLA JUVENTUS e RACCONTINI SULLA VECCHIA SIGNORA".
Ecco cosa diceva, tra le altre cose, il libro:
La GEA World
Alessandro Moggi, il figlio di Luciano, è uno dei soci, tramite le General Athletic, della GEA World, società che controlla una grossa fetta del mondo del calcio italiano, gestendo oltre 150 fra calciatori e allenatori di serie A.
Ma non è l'unico "figlio famoso", in questi anni gli hanno fatto compagnia, come soci o come collaboratori:
- Andrea Cragnotti, figlio di Sergio, ex-presidente della Lazio e patron della Cirio
- Francesca Tanzi, figlia di Calisto, ex-presidente del Parma e di Parmalat
- Riccardo Calleri, figlio di Gian Marco, ex-presidente di Lazio e Torino
- Davide Lippi, figlio di Marcello, allenatore della nazionale
- Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco, ex-segretario della DC
- Chiara Geronzi, giornalista del TG5 e figlia di Cesare, numero uno di Capitalia, il gruppo bancario che ha salvato dal fallimento la Lazio e che è in affari con Perugia, Parma e Roma e che controlla Medio Credito Centrale, istituto diretto da Luigi Carraro, figlio di Franco, presidente della FGIC.
In molti si chiedono se è regolare un campionato dove gli interessi dei calciatori sono curati dai figli degli uomini che dovrebbero essere le loro controparti... come se i dirigenti sindacali fossero i figli degli imprenditori... beh, ce lo chiediamo anche noi...
MOGGI-STORY
Chi è Luciano Moggi? È il gran capo del calcio italiano, un passato da vicecapostazione a Civitavecchia (nell' ambiente molti continuano a chiamarlo "Paletta"), alcune vicende giudiziarie quantomeno controverse, un figlio a capo della potentissima GEA World, scudetti vinti e persi in modo rocambolesco come quelli di Napoli, scandali come quelli del Torino di Borsano e Goveani (ricordare le allegre e disinibite hostess messe a disposizione degli arbitri stranieri di Coppa Uefa?), qualcuno dice che se la Juve ha perso il suo famigerato stile è colpa sua.
Molti allenatori dichiarano di esser stati messi fuori dal giro perchè gli remavano contro; Pieroni all'epoca di Perugia-Juve Ds dei Grifoni asserisce che il doping amministrativo dell'Ancona e del Taranto non era superiore a quello della Lazio e della Roma o del Parma, ma l'accanimento nei suoi confronti è opera di qualcuno che si sarebbe legato al dito quel famoso sgarro del maggio 2000.
Simoni incazzato nero per l'arbitraggio di Ceccarini in Juve-Inter chiese l' apertura di un'inchiesta perché nella tribuna vip in Juve-Inter il designatore degli arbitri, Fabio Baldas (oggi risciacquato in Arno da Biscardi) sedeva accanto al giornalista De Tommaso, quello che rivelava in anticipo le decisioni dell'AIA, stretto stretto a Giraudo e a Big Luciano!

Malatempora