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    Arrow Il delirio sionista precipita il mondo nel baratro della guerra!!

    Lo stato ebraico cerca la guerra atomica contro l'Iran?




    Per avere un’idea anche vaga di quanto siano fasulle le informazioni che vengono date in pasto alla pubblica opinione in questo regime di falsa democrazia e di sistematica disiformazione e propaganda di stampo sovietico ( solo ovviamente per quel che riguarda il nervo scoperto del dominio americano-sionista in Occidente) , vale la pena di ricordare un editoriale a firma Gerardo Morina sul Corriere del Ticino successivo alle elezioni americane e alla “cacciata” dei siriani dal Libano. Il titolo suonava “primavera mediorientale” ed era un peana sui trionfi di Bush in Iraq e Libano genesi inevitabile di un prossimo contagio “democratico” in Siria e magari in Iran. Lo stiamo in effetti vedendo.

    E’ impressionante pensare che panzane simili non vengono solo diffuse sui potenti organi di propaganda come l’Herald Tribune o il Corriere della Sera ma arrivano capillarmente sino ai piccoli quotidiani di provincia come il CdT e martellano falsità gigantesche.

    Quanto gigantesche lo si vede da quasi quattro anni in Iraq e lo si vede in modo agghiacciante oggi, dove la criminale tracotanza di Israele, Stato nato sulla pelle della popolazione locale, i palestinesi, che vi abitavano da sempre, appare tanto poco legittimo quanto follemente aggressivo , privo di scrupoli e anche di razionalità. Una politica sanguinaria e becera di chi si sente padrone del mondo per divina concessione.

    Prima di parlare delle sofferenze dei popoli che hanno la disgrazia di sentire sul collo il fiato dello stato sionista, è bene ricordare che Israele, checché ne dicano le comunità ebraiche e i loro leccapiedi, sempre compatti a difendere la politica dei vari Sharon, costa carissimo anche a noi.

    E’ dagli anni settanta che il petrolio aumenta di prezzo e sempre per la stessa ragione: crisi belliche provocate dall’arroganza israeliana. Ora ha sfondato tutti i record. Certo i consumi cinesi e indiani aumentano la richiesta ma sarebbe proprio questo il momento per l’Europa di fare una politica di riavvicinamento con gli i paesi petroliferi. Invece la strapotente lobby ebraica ci obbliga a parteggiare per uno Stato che non lo merita affatto e che in uno modo o nell’altro siamo da decennio costretti a foraggiare. Chi osa protestare è “antisemita”.

    Intanto le Borse crollano e una nuova gigantesca crisi economica potrebbe essere alle porte. Grazie , Israele!





    Ovviamente questo è il minimo. In queste tragiche ore infatti si sta materializzando lo spettro di una nuova guerra generale in medio oriente dalle conseguenze imprevedibili. Già ora spaventose ma dalle potenzialità devastanti.

    Sembra incredibile ma in Israele non c’è limite al peggio. Dopo Sharon viene Olmert affiancato da Peretz: Sharon era almeno un militare ma questi hanno perso il lume della ragione. Il ministro Peretz ( un “socialista” !) osa affermare: faremo precipitare il Libano indietro di vent’anni. Più ancora che criminale è un’affermazione stupida.

    Perfino Condoleeza Rice, che passa per essere intelligente nella banda Bush, ha detto che Israele non dovrebbe esagerare. E la Francia ha osato dire con l’Italia, nonostante l’aggressiva tracotanza delle rispettive comunità ebraiche piccole ma potentissime, che la reazione di Israele era spropositata.

    Mentre scriviamo Beirut è bombardata, non si contano le vittime civili le cifre ufficiali sono chiaramente sottostimate), sono massacrati anche donne e bambini. L’intero Libano è sotto assedio, gli ebrei distruggono le infrastrutture, le centrali elettriche. Lo stato ebraico, da sempre è la causa di tutti mali del Libano. Quando il terrorismo sionista cacciò centinaia di migliaia di palestinesi molti fuggirono in Libano. Dove vivono senta speranza. In queste condizioni è logico che coltivino un sogno di guerra contro Israele.

    Il Libano era la Svizzera del Medio Oriente. La politica ebraica l’ha fatto diventare uno stato paria. Si era un po’ ripreso negli ultimi anni. Ora ripiomba nel caos.








    Si può immaginare che dopo l’invasione il terrorismo cesserà? Se lo pensassero davvero gli israeliani sarebbero deficienti. Il terrorismo cesserà solo quando lo Stato di Israele renderà cittadini a pieno diritto anche gli arabi residenti e profughi: è casa loro, sono gli ebrei ad essere venuti da fuori a milioni. Come minimo devono spartire le terre. Ma non lo faranno mai, sono abituati a volere tutto.

    Ma siccome gli israeliani non sono deficienti, è difficile che pensino davvero di bloccare il terrorismo occupando di nuovo il Libano.

    Hanno già fallito due volte. E allora perchè? Allora potrebbe esservi un altro piano, un piano apparentemente strategico, in realtà folle. Quali sarebbero i presupposti del delirio aggressivo israeliano? Non è difficile individuarli. Gli Stati Uniti hanno perso la guerra in Iraq. A parte l’ “esperto” del Corriere del Ticino, ormai lo sanno tutti. Un ritiro americano è una grande vittoria di Teheran. Inaccettabile per gli ebrei.

    La seconda invasione israeliana del Libano deve allora essere l’inizio di una più vasta e definitiva offensiva: con l’intento di arrivare alla liquidazione della Siria e al bombardamento dell’Iran per distruggerne le ambizioni nucleari. Un Iran nucleare costringerebbe Israele a trattare: cosa che non fa in realtà mai. Israele deve dunque reagire in fretta. Trascinando possibilmente i guerra gli americani alla Condoleeza Rice, ammaestrati dalla lobby ebraica dei neo-cons. Ecco perché quella guerra ora sarà molto difficile fermarla.

    L'offensiva militare è di una violenza inaudita - oltre 100 raid aerei in poche ore che hanno distrutto decine di ponti, strade e infrastrutture, fra cui l’aeroporto di Beirut ai bordi della capitale, hanno fatto centinaia morti e feriti innocenti, fra cui come al solito numerosi bambini.


    Tutto ciò è atroce ma militarmente significa poco. Un paese bisogna occuparlo, non basta bombardarlo. E Israele da solo non ci riuscirà mai. Ma gli ebrei contano sulla loro quinta colonna in Europa. Non c’è un solo grande giornale ( non parliamo delle televisioni…) veramente indipendente. La lobby sionista controlla direttamente quotidiani come La Stampa di Torino il Corriere della Sera ( attraverso gli Elkann) e la Repubblica e la pletora di giornaletti collegati ( attraverso i De Benedetti) . “Libero” aveva persino la CIA in casa il commento del Giornale è di quella penna neutrale che è il super sionista Dan Segre che minaccia sfracelli in un delirio di autoesaltazione. Siamo già all’offensiva mediatica e propagandistica. “Israele attaccato”, “Israele in pericolo”, .” Israele si difende” e via con le balle di fumo.

    Rivelatrice l’esultanza con cui in Italia Il Foglio iper sionista di Ferrara, uno dei leader della comunità ebraica , titola in rosso e a tutta pagina: “Il grande jihad contro Israele”: è cominciata la lotta decisiva del Male contro il Bene, e finalmente Israele ha ragione. Quando mai Israele, per questa gente, avrebbe torto? Manco una volta per sbaglio!

    La propaganda martella.

    “La guerra è stata provocata da un “Paese sovrano” (sic), il Libano.

    Sono stati gli Hezbollah, dietro cui c’è “l’ombra di Damasco e di Teheran”.

    Bisogna tenere la mente fredda, ed analizzare con intelligenza e spirito d’intelligence la disinformazione nebulizzata in queste ore, perché nelle stesse menzogne da guerra psicologica c’è il bandolo della verità.

    .Lo stesso Dan Segre sul Giornale ammette che il caso che aveva scatenato l’invasione e il massacro a Gaza stava per essere risolto.

    Il soldatino “rapito” da Hamas, riconsegnato, avrebbe fatto cadere il pretesto per l’ulteriore devastazione di Gaza.

    Ne occorreva immediatamente un altro, che fosse pretesto per espandere il conflitto, consentendo ad Israele di dispiegare la sua forza, che è un po’ sacrificata nell’esiguo spazio di Gaza, e poco giustificata nel massacro di cose e vite umane civili: persino i maggiordomi europei cominciavano a parlare di reazione sproporzionata e di punizione collettiva.

    Il nuovo pretesto è arrivato: un attacco degli Hezbollah dal Libano.

    Altri soldati “rapiti”.

    Anche i più sprovveduti infatti in Europa ( l’opinione pubblica media americana non ha il QI sufficiente) cominciavano a capire che entrare in un immenso campo di concentramento di un popolo morente come a Gaza, e sparare a caso ( chissà perché l’ebreo hollywwodiano Spielberg non fa una nuova Schindler List su Gaza..) ammazzando di volta in volta un palestinese, donne e bambini compresi, era un crimine intollerabile.













    Ma per fortuna, ora tutto questo è “passato”.

    Sono entrati in campo gli Hezbollah.

    Scrive Segre: “Contrariamente a Gaza… lo scontro lungo la frontiera libanese, riconosciuta dall’ONU come frontiera definitiva fra due Stati sovrani, diventa un atto di guerra cui è lecito e obbligatorio rispondere con un altro atto di guerra… gli hezbollah operano da uno Stato sovrano in guerra ufficiale anche se non attiva con Israele… il Libano non può dunque sottrarsi alle sue responsabilità come cerca di fare il debole presidente Abu Mazen” (reso debole non si sa da chi).

    Israele è stato provocato.

    Da un nemico cento volte inferiore.

    Occorre tenere a mente che Israele, così “in pericolo”, è la quarta potenza militare mondiale, con 250 testate nucleare e tutti i missili necessari per farle arrivare in ogni parte del mondo, flotta formidabile, enorme potenza di fuoco, e con dietro la fornitura logistica illimitata degli USA. Hezbollah, gruppo che si ripete “armato da Teheran”, non ha lontanamente una forza paragonabile. E’ ridicolo il solo pensarlo.

    Che cosa spinge una forza insignificante a provocare un avversario super-armato, in una sfida che non può avere altro esito che una sconfitta?

    Quante volte succede nella storia?

    Eppure succede.

    Nel 1898, secondo gli Stati Uniti, la debolissima Spagna provocò la potentissima America facendo saltare in aria l’incrociatore “US Maine” che era in visita nella rada di Avana: fu il pretesto con cui Washington strappò a Madrid Cuba e le Filippine, gli ultimi resti del suo impero, con estrema facilità.

    Oggi si sa che il Maine fu fatto esplodere dagli stessi americani.

    Accadde lo stesso al “Lusitania”: “provocazione” tedesca che giustificò l’entrata degli USA nella grande guerra.

    Lo stesso a Pearl Harbor.

    Lo stesso nel Golfo del Tonkino, dove un attacco “non provocato” vietnamita costrinse gli USA, poveretti, ad ampliare il conflitto.

    Lo stesso l’11 settembre, dove Al Qaeda si è fatta dare la caccia ed ha offerto il pretesto per l’occupazione di Afghanistan ed Iraq.

    Accade, nella storia, che un debole aggredisca un forte.

    Ma accade soltanto ad uno Stato: gli USA.

    Regolarmente, ogni 60 anni circa la superpotenza americana viene proditoriamente aggredita senza ragione da un avversario debole, che la costringe a devastarlo a tappeto e a renderlo democratico. Ciò che non succede poniamo all’Italia, potenza infinitamente più debole e notoriamente imbelle, succede a scadenza fissa agli Stati Uniti.

    Cosa da non credere, se non ne fossimo testimoni.

    Ora, è successo ad Israele.













    La natura della provocazione è chiarita da un articolo del Jerusalem Post dove, tra la solita propaganda, si legge: “Poche settimane fa una intera divisione della riserva è stata richiamata per essere addestrata a un’operazione come quella che l’esercito israeliano sta compiendo in risposta all’attacco degli Hezbollah di giovedì mattina”.

    Questa sì che è preveggenza: settimane prima della provocazione islamista, Israele si preparava ad invadere il Libano.

    E’ una delle tante esercitazioni profetiche della nostra storia presente.

    Pochi giorni prima del “rapimento” del caporale Shalit, aveva già detto Haaretz, Israele aveva progettato di rapire i parlamentari e ministri di Hamas.

    Con tanto di lista presentata da Olmert al capo dello Shin Beth.

    Questa informazione nella disinformazione si può leggere a firma di Yaakov Katz, “Reservists called up for Lebanon strike”, Jerusalem Post del 12 luglio.

    Ma in Europa, i figli di Noè fanno finta di non capire.

    E’ Hezbollah che ha provocato la superpotenza atomica regionale, dandole il pretesto di cui aveva bisogno per allargare il conflitto, dispiegare le sue ali d’aquila.

    “Nessuno in questo momento può ancora dire” scrive ancora Dan Segre, se l’aquila di Giuda “dilagherà a nord verso la Siria”.

    Proprio la Siria che giusto ieri, dice Bloomberg, ha annunciato di abbandonare il dollaro per costituire le sue riserve in euro.













    E che Washington ha immediatamente accusato come responsabile della cattura dei soldati israeliani “rapiti” dagli Hezbollah.

    La Siria, perché ormai il processo che la teneva sotto schiaffo - quello per l’uccisione del premier libanese Hariri - sta facendo acqua da ogni parte.

    La Siria che, come scrivono gli altoparlanti, continua a ritenere il Libano un suo protettorato: in realtà, il Libano - sotto la saggia guida del generale Aoun - è tornato ad essere un modello di convivenza tra cristiani, sciiti e sunniti ed altre minoranze.

    Un modello che può essere additato ad Israele.

    Dunque, intollerabile.

    Va abolito.

    “Riporteremo il Libano indietro di vent’anni”, sbraita Olmert.

    Perché questi attacchi hanno anche lo scopo di stroncare ogni sviluppo dei Paesi vicini ad Israele, di rigettarli all’età della pietra, e il Libano, grazie all’intraprendenza dei suoi abitanti levantini, stava di nuovo fiorendo.

    Per sentirsi sicuro, Israele ha bisogno di avere attorno un deserto di disperazione e barbarie.

    Invaso il Libano, però, c’è ragione di credere che Israele non si fermerà.

    Deve arrivare fino al bombardamento dell’Iran, deve averne il pretesto.

    Perché?

    Perché, come ha scritto in vari articoli del New Yorker Seymour Hersh - il solo esperto veridico delle cose militari americane - i generali USA, che già vedono affondare la truppa nelle sabbie mobili irachene, hanno convinto i politici, e un Bush in calo disastroso, a non fare l’attacco all’Iran.













    Gli USA potrebbero non fare anche questa guerra per Israele. Bush si è impantanato da solo e più avanza più affonda nelle sabbie mobili.

    Israele deve dunque tentare di agire in proprio, allargare l’incendio per costringere gli Stati Uniti ad intervenire. Il vero obbiettivo è l’Iran, non certo i razzi dal Libano. Ahamadin Nejad è il nuovo Hitler ( ce ne sarà sempre uno nuovo, ovviamente) : il suo consenso fra gli arabi e in Iran è in continuo aumento, sta superando Nasser. E l’Iran , pur essendo solo una media potenza, può mettere sotto Israele. Ma solo in un conflitto convenzionale.

    Il ricatto sionista agli USA e all’Europa è evidente: attaccate voi l’Iran, se no Israele attaccherà l’Iran con bombe nucleari.

    Naturalmente perché “è in gioco la sua stessa esistenza”.

    Purtroppo per colpa di Israele è in gioco anche la nostra.

    •   Alt 

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    Lo stato ebraico, da sempre è la causa di tutti mali del Libano. Quando il terrorismo sionista cacciò centinaia di migliaia di palestinesi molti fuggirono in Libano. Dove vivono senta speranza. In queste condizioni è logico che coltivino un sogno di guerra contro Israele.Il Libano era la Svizzera del Medio Oriente. La politica ebraica l’ha fatto diventare uno stato paria. Si era un po’ ripreso negli ultimi anni. Ora ripiomba nel caos.

    Hanno già fallito due volte. E allora perchè? Allora potrebbe esservi un altro piano, un piano apparentemente strategico, in realtà folle. Quali sarebbero i presupposti del delirio aggressivo israeliano? Non è difficile individuarli. Gli Stati Uniti hanno perso la guerra in Iraq. A parte l’ “esperto” del Corriere del Ticino, ormai lo sanno tutti. Un ritiro americano è una grande vittoria di Teheran. Inaccettabile per gli ebrei.

    La seconda invasione israeliana del Libano deve allora essere l’inizio di una più vasta e definitiva offensiva: con l’intento di arrivare alla liquidazione della Siria e al bombardamento dell’Iran per distruggerne le ambizioni nucleari. Un Iran nucleare costringerebbe Israele a trattare: cosa che non fa in realtà mai. Israele deve dunque reagire in fretta. Trascinando possibilmente i guerra gli americani alla Condoleeza Rice, ammaestrati dalla lobby ebraica dei neo-cons. Ecco perché quella guerra ora sarà molto difficile fermarla.

    Gli USA potrebbero non fare anche questa guerra per Israele. Bush si è impantanato da solo e più avanza più affonda nelle sabbie mobili.

    Israele deve dunque tentare di agire in proprio, allargare l’incendio per costringere gli Stati Uniti ad intervenire. Il vero obbiettivo è l’Iran, non certo i razzi dal Libano. Ahamadin Nejad è il nuovo Hitler ( ce ne sarà sempre uno nuovo, ovviamente) : il suo consenso fra gli arabi e in Iran è in continuo aumento, sta superando Nasser. E l’Iran , pur essendo solo una media potenza, può mettere sotto Israele. Ma solo in un conflitto convenzionale.

    Il ricatto sionista agli USA e all’Europa è evidente: attaccate voi l’Iran, se no Israele attaccherà l’Iran con bombe nucleari.

    Naturalmente perché “è in gioco la sua stessa esistenza”.

    Purtroppo per colpa di Israele è in gioco anche la nostra.
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