Gol: nell’Unione ci sono amici degli Hezbollah
L’ambasciatore israeliano: basta critiche, l’Italia ci aiuti a farli inserire tra le organizzazioni terroristiche
«Basta criticare Israele. Il nostro Paese in questo momento è la vittima. Va aiutato stando al suo fianco» dice al Corriere Ehud Gol, l'ambasciatore israeliano. Si avvia verso la fine del suo mandato a Roma questo diplomatico che non usa tanti giri di frasi. Tuttora, però, rappresenta lo Stato retto da un governo imperniato su Kadima, il partito che ha riunito Ariel Sharon e Shimon Peres e sui laburisti. Settori influenti del centrosinistra italiano salutarono come un evento positivo quella novità nella politica israeliana, ma è verso l'attuale maggioranza che Gol indirizza il suo richiamo.
Che cosa si aspetterebbe, ambasciatore, al posto delle critiche per la reazione dura del suo Paese agli attacchi di Hezbollah in Libano e di Hamas a Gaza?
«Mi aspetterei che l'Unione Europea, Italia inclusa, inserisse Hezbollah nella lista delle organizzazioni considerate terroriste».
Lo chiedete da tempo. Sharon, in uno dei suoi ultimi colloqui con Gianfranco Fini quando il presidente di An era ministro degli Esteri, si arrabbiò perché un diplomatico italiano aveva incontrato un ministro di Hezbollah.
«Ricordo. E' l'ora dei fatti. A quegli italiani che giudicano la nostra reazione agli attacchi "sproporzionata", che ci chiedono misure "proporzionate" faccio notare: negli anni siamo usciti dal Sinai, da Gaza e dal Libano per favorire la pace. La risposta che abbiamo avuto è stata sempre il terrorismo. Che significa "proporzionata"? Che nelle nostre cittadine di Sderot e Ashkelon dovrebbero essere ammazzate più persone con i missili lanciati da palestinesi? Dovrebbero morirne 20, 50? O forse sei milioni di ebrei?».
Con chi ce l'ha?
«Penso a Ugo Intini, il sottosegretario agli Esteri, per esempio, che parla di spirale di violenza e di reazione sproporzionata. Non abbiamo cominciato noi. Siamo sotto attacco».
Per cercare di eliminare un dirigente di Hamas, a Gaza le forze israeliane hanno ucciso sette persone di una famiglia di nove. Tra le vittime, i bambini.
«E' molto tragico, ma si deve al gioco crudele di Hamas che agisce dall'interno di zone abitate da civili. Restituiscano il caporale che ci hanno sequestrato e la smettano con il terrorismo».
Nel Libano del Sud e a Gaza erano stati assaliti vostri militari.
«E Sderot e Ashkelon sono militari? Contro i nostri civili, negli ultimi 11 mesi, sono stati sparati migliaia di razzi Qassam. Chi ha cominciato? Con Hezbollah, poi...»
Poi?
«Nella coalizione di governo italiana alcuni sono amici di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah. Oliviero Diliberto andò da lui in Libano».
Per chiedere di non far aumentare la tensione, Romano Prodi mercoledì ha telefonato al premier libanese Fouad Siniora e al negoziatore per il nucleare iraniano Ali Larijani, raggiunto a Damasco. Non le è parso opportuno?
«Dietro gli attacchi a noi ci sono l'Iran e la Siria. Invitarli a esercitare un'influenza non serve a niente. Con questi Paesi, adesso, è il momento di essere duri».
Maurizio Caprara
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