
Originariamente Scritto da
Felsineo
TABLADINI Francesco
Nato a Brescia il 14.5.1942.
Professione: Geologo.
Nel 1988, è stato tra i fondatori della "Lega Lombarda" a Brescia.
Ex Consigliere comunale capogruppo a Brescia (all’inizio degli anni ’90).
Ex Senatore della "Lega Nord" (dal 1992 al Maggio 2001).
Al Congresso Nazionale della "Lega Nord Padania-Lega Lombarda" del 1999, candidato alla Presidenza; è stato sconfitto con 156 voti.
In vista delle Elezioni politiche 2001, invia una lettera ad Umberto Bossi nella quale scrive la sua volontà di non essere candidato, causa motivi personali; pur restando a disposizione del movimento.
In seguito al risultato negativo del Carroccio alle Elezioni politiche del Maggio 2001, ha dichiarato: «Bossi non si tocca, nonostante i gravissimi errori, perchè il partito altrimenti sparirebbe in una settimana; ma i suoi ventriloqui, che gli hanno anche fatto credere di aver vinto le elezioni, devono essere rimossi. Gli errori che hanno portato il movimento verso il baratro" sono stati su tutti gli insulti al Papa e l'appoggio a Milosevic. Errori forse evitabili se il leader non fosse stato attorniato da carrieristi che per non intaccare le loro scalate hanno evitato di far sentire la loro voce. Per questo devono essere rimossi i numeri 2, 3, 4 e 5 dell'organigramma leghista. Calderoli è il maggior responsabile del dissolvimento. Anche Maroni ha fatto il suo tempo: restino pure nelle istituzioni ma a livello politico tacciano. Oggi nel partito va fatta una pulizia seria».
Inoltre, decide di dare vita alla corrente interna al movimento, "Rifondazione Leghista", per salvare la Lega dalla decadenza dopo la sconfitta elettorale e riportarla alla filosofia originaria.
Nell'Agosto 2001, il Consiglio Federale della "Lega Nord Padania" lo ha espulso dal movimento, per aveva fondato la corrente "Rifondazione leghista", contraria all'alleanza con il centro-destra.
Nel 2002, cambia idea su Bossi e lo considera un voltagabbana che ha rinunciato agli ideali leghisti: «il grande capo ha voluto deliberatamente portare da 4 milioni di elettori a un milione e 300 mila il partito per il quale c’eravamo rotti la schiena. La Lega è di quelli come me che hanno faticato per portarla dallo 0,8% di Lonato al 24 di Brescia città e al 36% della provincia. Il partito è sceso da 4 milioni di voti a 1 milione e 380mila: nessun movimento ha vissuto un tracollo così grave in così poco tempo. É stato fatto apposta? Bossi si è messo contro il Papa, ha sposato le tesi di Milosevic, ha insultato la bandiera».
Nel Marzo 2003, ha pubblicato il libro «Bossi, la grande illusione» presentandolo in una conferenza con ospite il suo amico e sindaco ulivista di Brescia Paolo Corsini.
In vista delle Elezioni comunali di Brescia, nell'Aprile 2003 ha fondato la lista civica "Nè con la destra nè con la sinistra" e si è candidato a sindaco (ha ottenuto lo 0,5%, 582 voti!!!).