Con un'operazione fulminea ma frutto di una lunga preparazione, Hezbollah ha colpito oggi a sorpresa lungo la 'linea blu' tra Libano e Israele, dove i guerriglieri del movimento sciita libanese - appoggiato da Siria e Iran - hanno catturato due soldati israeliani e ne hanno uccisi altri sette, con l'obiettivo d'imporre uno scambio di prigionieri allo stato ebraico.
Beirut: "Non eravamo al corrente". Riunito in sessione d'emergenza, il governo libanese ha però dichiarato in serata che "non era al corrente" del blitz di stamani nel settore centrale della 'linea blu', del quale non si considera perciò "responsabile", poichè "non approva quanto accaduto al confine". Beirut ha poi chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu perché esamini le circostanze della "aggressione israeliana" contro i civili.
In una conferenza stampa, il leader di Hezbollah, sheikh Hassan Nasrallah, aveva tuttavia in precedenza tenuto a sottolineare che l'operazione militare ha avuto "l'unico scopo di uno scambio di prigionieri e non quello di trascinare il Libano e la regione in una guerra". Ma a Beirut, è palpabile l'allarme per la temuta rappresaglia israeliana. "A prescindere dalle buone intenzioni, non è ammissibile che un gruppo imponga a un intero paese e a un intero popolo la sua volontà ". La decisione della guerra e della pace "deve essere nelle mani del governo", ha dichiarato il leader cristiano Samir Geagea.
Il blitz di Hezbollah. Tutto si è consumato attorno alle 9 locali, quando una pioggia di colpi di mortaio e razzi Katysuha ha investito le postazioni israeliane a ridosso di un'ampia fascia della 'linea blu' che - dal ritiro dell'esercito d'Israele nel maggio 2000, dopo 22 anni d'occupazione del Libano meridionale - segna il precario confine tra i due paesi.
L'artiglieria di Hezbollah ha martellato un ampio tratto di territorio nel nord d'Israele, dalla cittadina di Shlomi fino al villaggio di Zarit, ma in realtà si è trattato di una manovra diversiva per consentire a un commando di guerriglieri di penetrare oltre confine e attaccare una pattuglia israeliana, uccidendo tre soldati, catturandone altri due e distruggendo almeno una jeep blindata.
L'annuncio. "In linea con la sua promessa di liberare i nostri detenuti, la Resistenza islamica ha catturato questa mattina due soldati israeliani e li ha portati in un luogo sicuro", ha annunciato poco dopo il braccio armato di Hezbollah dagli schermi di Al- Manar, la Tv del movimento sciita libanese. In una successiva conferenza stampa, il leader di Hezbollah ha poi rivelato che l'operazione è stata preparata per cinque mesi e che nei combattimenti che ne sono seguiti è stato ucciso anche un guerrigliero del movimento sciita, Ibrahim Rajab.
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Contro questi atti di guerra Israele ha tutto il diritto di difendersi, è minacciata l'esistenza stessa di Israele che non intende affatto occupare il Libano ma non può accettare questo stato di guerra ai suoi confini.
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Un atto di guerra". E' Israele a dovere fare la prossima mossa di fronte a quello che l'ambasciatore dello stato ebraico all'Onu ha definito, presentando una vibrante nota di protesta, un atto di guerra. In precedenza, ancora a caldo, il premier Ehud Olmert si era espresso in modo tale da chiamare direttamente in causa il governo e lo stato libanese, evidentemente ritenuti responsabili di non avere fatto abbastanza per tenere sotto controllo gli Hezbollah: "Voglio chiarire - aveva detto ancora Olmert - che gli eventi di stamane non sono un attacco terroristico, bensì una operazione da parte di uno stato sovrano che ha attaccato Israele senza motivo e senza provocazioni".
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Firmate qui la petizione contro l'aggresione sirano-libanese allo stato d'Israele
Boogeyman




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