Corelli nacque a Fusignano (Ravenna) il 17 febbraio del 1653, discendente da famiglia patrizia. Gli studi musicali li sostenne dapprima a Faenza e a Lugo e poi a Bologna, dove nel 1670 venne accolto nell'Accademia Filarmonica cittadina. All'età di diciotto anni si trasferì a Roma, città nella quale svolse gran parte della sua attività; studiò contrappunto e in pochi anni raggiunse nella società romana un posto di primo piano. Nel 1679 era violinista dell'orchestra del teatro Capranica, intanto si perfezionava in composizione e tra il 1679 e il 1680 soggiornò in Germania. A Roma ebbe come protettori e mecenati i Cardinali Benedetto Pamphili e Pietro Ottoboni, fu in buoni rapporti anche con Cristina di Svezia. Con il Cardinal Pamphili operò nella chiesa di San Luigi dei Francesi, mentre il Cardinal Ottoboni lo ospitò frequentemente nella sua tenuta. La sua grande fortuna fu quella di incontrare quest'ultimo personaggio che si contentò di proteggere gli artisti senza chiedere loro nulla in cambio. Il clima musicale della Roma di Innocenzo XI, detto papa "minga" per il suo accento milanese, era ben lontano dal febbrile mercantilismo londinese e veneziano. Corelli possedeva una propria casa, ma era abitualmente ospite del suo benefattore che gli risparmiò ogni pensiero di sopravvivenza, al contrario dei suoi colleghi europei. Nel 1700 fu chiamato a dirigere le attività musicali del Palazzo della Cancelleria, dove fu anche primo violino dell'orchestra. Messosi in luce in molte occasioni, grazie alla sua attività di primo violino di complessi di archi, nel 1702 fu chiamato ad esibirsi alla Corte di Napoli, dove non ottenne un gran successo.Preferiva fare vita appartata e regolare; anche la sua produzione musicale seguì un ritmo molto tranquillo, infatti nel 1682 pubblicò la sua prima opera, seguita ad intervalli dal resto delle sue composizioni. Il 1708 fu l'anno della crisi in cui egli abbandonò ogni attività pubblica, ritirandosi a vita privata. Negli ultimi anni della sua vita soffrì di frequenti crisi depressive; si spense così una delle più luminose carriere dell'epoca; Corelli morì l'8 gennaio 1713 e fu sepolto nel Pantheon.




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