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  1. #1
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    Predefinito qualche verità elementare sulla Resistenza

    - per i comunisti la Resistenza non fu una lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo, senza altri propositi nascosti. Per militanti e dirigenti comunisti la guerra contro Germania e RSI non era che il passaggio obbligato per giungere alla conquista del potere, ossia a una democrazia popolare comunista, guidata da un partito unico, e subalterna al totalitarismo sovietico. Un regime totalitario, non diverso se non per qualche formalità ideologica da quello nazista e fascista.

    - uno dei miti che reggono il castello della leggenda resistenziale è che gli italiani fossero contrari al regime fascista: in realtà il consenso alla dittatura, descritto da De Felice, si protrasse in larga parte anche all'epoca della RSI nel 1943-45, con un'Italia profonda che non era e non si sentiva estranea alla storia del fascismo.

    - un'altra favola racconta che la Resistenza è stata una guerra di popolo, di massa, con tutti gli italiani delle regioni occupate dai tedeschi sollevati contro i nazifascisti. Ma non è affatto andata cosi. E' stata combattuta soltanto da due minoranze, per quanto ampie, quella antifascista e quella legata alla Repubblica Sociale. E quest'ultima, soprattutto nelle grandi città della Padania, era più numerosa della prima.

    - la cosiddetta "zona grigia" di De Felice, ovvero gli italiani che si mantennero estranei alla guerra civile era molto più estesa di quanto non voglia l'agiografia resistenziale di sinistra.

    - altra favola resistenziale vuole che la grande maggioranza della popolazione, soprattutto quella contadina, fosse schierata con i partigiani. Nella realta, i piccoli proprietari erano perlopiù diffidenti. E poi, perchè aiutare i partigiani? "La guerra finirà non per merito loro, ma quando arriveranno gli americani e gli inglesi".

    - Altra leggenda, concerne i numeri dei combattenti partigiani. Esistono soltanto i dati della vulgata resistenziale, raccolti con lo scopo di accreditare una moltitudine imponente, mentre le cifre vanno drasticamente ridimensionate. E' soprattutto ora di escludere dal conto quelli che "si sono scoperti partigiani" a partire dal 26, 27, 28 ecc. aprile 1945. Quelli che sono saliti sul carro dei vincitori, insomma, antichissima tradizione italica.

    - altra favola, l' unità politica e morale della Resistenza, sempre più formale che sostanziale. Non c'è solo la tragedia di Porzius, massacro comunista di partigiani non comunisti. Sono infatti innumerevoli i casi di contrasti, scontri, delazioni, e rese dei conti brutali tra le varie fazioni resistenziali.

  2. #2
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da halexandra Visualizza Messaggio
    - per i comunisti la Resistenza non fu una lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo, senza altri propositi nascosti. Per militanti e dirigenti comunisti la guerra contro Germania e RSI non era che il passaggio obbligato per giungere alla conquista del potere, ossia a una democrazia popolare comunista, guidata da un partito unico, e subalterna al totalitarismo sovietico. Un regime totalitario, non diverso se non per qualche formalità ideologica da quello nazista e fascista.

    - uno dei miti che reggono il castello della leggenda resistenziale è che gli italiani fossero contrari al regime fascista: in realtà il consenso alla dittatura, descritto da De Felice, si protrasse in larga parte anche all'epoca della RSI nel 1943-45, con un'Italia profonda che non era e non si sentiva estranea alla storia del fascismo.

    - un'altra favola racconta che la Resistenza è stata una guerra di popolo, di massa, con tutti gli italiani delle regioni occupate dai tedeschi sollevati contro i nazifascisti. Ma non è affatto andata cosi. E' stata combattuta soltanto da due minoranze, per quanto ampie, quella antifascista e quella legata alla Repubblica Sociale. E quest'ultima, soprattutto nelle grandi città della Padania, era più numerosa della prima.

    - la cosiddetta "zona grigia" di De Felice, ovvero gli italiani che si mantennero estranei alla guerra civile era molto più estesa di quanto non voglia l'agiografia resistenziale di sinistra.

    - altra favola resistenziale vuole che la grande maggioranza della popolazione, soprattutto quella contadina, fosse schierata con i partigiani. Nella realta, i piccoli proprietari erano perlopiù diffidenti. E poi, perchè aiutare i partigiani? "La guerra finirà non per merito loro, ma quando arriveranno gli americani e gli inglesi".

    - Altra leggenda, concerne i numeri dei combattenti partigiani. Esistono soltanto i dati della vulgata resistenziale, raccolti con lo scopo di accreditare una moltitudine imponente, mentre le cifre vanno drasticamente ridimensionate. E' soprattutto ora di escludere dal conto quelli che "si sono scoperti partigiani" a partire dal 26, 27, 28 ecc. aprile 1945. Quelli che sono saliti sul carro dei vincitori, insomma, antichissima tradizione italica.

    - altra favola, l' unità politica e morale della Resistenza, sempre più formale che sostanziale. Non c'è solo la tragedia di Porzius, massacro comunista di partigiani non comunisti. Sono infatti innumerevoli i casi di contrasti, scontri, delazioni, e rese dei conti brutali tra le varie fazioni resistenziali.
    1) Stalin stesso sciolse il comintern perchp non voleva che si farneticasse di tentati di esportazione della rivoluzione e la svolta di Salerno era chiara

    2) Il consenso del fascismo era scarso e si limitava a questo, in realtà c'era un consenso non un adesione poichè molti dei quali inneggiavano a Mussolini in realtà non erano fascisti, ma comunque con il fascismo si presenta il primo caso di una politica divenuta popolare dopo la repressione di chi non lo era, nei suddetti periodi furono abbattuti tutti i monumenti di Mussolini e dalla popolazione

    3) Ovvio dato che i membri del'RSI erano anche tedeschi o ex-prigionieri

    4) Non è vero

    5) I combattenti furono 300.000

    6) Porzus si verificò perchè gli osovani volevamo allearsi con Borghese per combattere la Jugoslavia e in futuro il comunismo con Gladio, inoltre non destinavano il 30% dei rifornimenti concessi dagli alleati e dovevano farlo secondo un accordo, comunque ogni "disunità" si risolse con il CLN

  3. #3
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da Stalin Visualizza Messaggio
    6) Porzus si verificò perchè gli osovani volevamo allearsi con Borghese per combattere la Jugoslavia e in futuro il comunismo con Gladio, inoltre non destinavano il 30% dei rifornimenti concessi dagli alleati e dovevano farlo secondo un accordo, comunque ogni "disunità" si risolse con il CLN
    il che non comprendeva un uccisione

  4. #4
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da Stalin Visualizza Messaggio
    1) Stalin stesso sciolse il comintern perchp non voleva che si farneticasse di tentati di esportazione della rivoluzione e la svolta di Salerno era chiara

    2) Il consenso del fascismo era scarso e si limitava a questo, in realtà c'era un consenso non un adesione poichè molti dei quali inneggiavano a Mussolini in realtà non erano fascisti, ma comunque con il fascismo si presenta il primo caso di una politica divenuta popolare dopo la repressione di chi non lo era, nei suddetti periodi furono abbattuti tutti i monumenti di Mussolini e dalla popolazione

    3) Ovvio dato che i membri del'RSI erano anche tedeschi o ex-prigionieri

    4) Non è vero

    5) I combattenti furono 300.000

    6) Porzus si verificò perchè gli osovani volevamo allearsi con Borghese per combattere la Jugoslavia e in futuro il comunismo con Gladio, inoltre non destinavano il 30% dei rifornimenti concessi dagli alleati e dovevano farlo secondo un accordo, comunque ogni "disunità" si risolse con il CLN
    Ecco un "custode del silenzio"...
    Il modus operandi del PCI clandestino in Italia era totalmente diverso da quello degli altre componenti del CLN. Innanzitutto eran previsti commissari politici in ogni unità combattente, su modello dell'Armata Rossa; eran gruppi partigiani sciolti da ogni vincolo con le altre cellule del CLN, tanto che spesso entrarono con loro in conflitto (anche armato); le poche azioni condotte a fianco delle altre forze del CLN furono dettate da opportunità politiche; i leader delle brigate garibaldine non facevano mistero di voler, alla fine della guerra, operare per fare dell'Italia una novella URSS. Poco importa la facciata, conta la sostanza.
    Il consenso del Fascismo era in calo da anni, ma nel biennio di guerra civile si manteneva alto. Preferiamo chiamarla adesione? Su scala nazionale era ancora inaspettatamente alta, nonostante la debacle bellica. Ne è testimonianza come, alla fine della guerra, alle prime elezioni il Partito dell'Uomo Qualunque ottenne una notevole quantità di voti, a dispetto di limitazioni e distinguo.
    I partigiani erano minoranza fra la minoranza, e i 300.000 effettivi da te citati rappresentano i dati ufficiali sulla massima espansione del fenomeno (fine inverno '45, primavera '45) (fonte ANPI, mica bau bau micio micio). Classici italiani che saltano sul carro del vincitore. La popolazione civile non fascista, in larghissima parte era indifferente al fenomeno partigiano e in modesta gli era ostile. Non c'è zona sopra la linea gotica dove i contadini non si sentirono derubati dalle requisizioni partigiane, non c'è zona dove qualche contadino non pagò con la vita la propria ritrosia a consegnare alimenti.
    Nel Friuli-Venezia-Giulia, è risaputo, la brigata garibaldina operava in stretto accordo con i partigiani di Tito. Non è altresì un mistero che la stessa brigata auspicasse, a guerra finita, un'unione della regione alla socialista jugoslavia. I partigiani verdi della osoppo, invece, operavan nel puro interesse dell'Italia libera, fronteggiando i nazi-fascisti e quanti volevan vendere il Friuli-Venezia-Giulia a qualsivoglia novello dittatore. Occasionalmente -come del resto i garibaldini della Natisone- scesero a patti con gli uomini della XMas che, unici nell'azione e mai ringraziati dalla storiografia ufficiale, s'adoperavano per difendere e far espatriare gli italiani residenti in Istria e Dalmazia, oltre che far da cuscinetto fra l'amministrazione tedesca (ricordiamo che il Friuli Venezia Giulia era in larga parte stato inglobato come provincia nel terzo reich e non era sotto il controllo della RSI) e la popolazione civile. Non ci son questioni di approvvigionamenti alla base dell'eccidio di Porzus, dove i vertici della Osoppo vennero annientati a tradimento, nè di doppiogioco, ma solo un odio ideologico verso i non-comunisti, verso i non filo-slavi.
    Sinceramente, se un'unità partigiana s'è adoperata per minare l'unità nazionale italiana, dovrebbe essere ricordata con infamia e senza attenuanti. Invece, come sempre in Italia, il buon Toffanin (giudicato colpevole per l'eccidio di Porzus) è vissuto per moltissimi anni appena dentro il confine sloveno percependo addirittura la pensione di guerra... onf:onf:onf:

  5. #5
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    ma sti benedetti partigiani, pochi e male armati, come hanno fatto a resistere una ventina di mesi contro un paese ostile, con due eserciti poderosi (il nazista e il repubblicano) che lo presidiavano?.
    come mai il poderoso esercito repubblicano sorretto dall'appoggio del popolo (rimasto fascistissimo come durante il regime, in particolare i dipendenti pubblici) era continuamento afflitto dalle diserzioni e non riusciva a scacciare l'invasore straniero e nemmeno 3 o 4 bolscevichi?
    è un mistero che mi toglie il sonno.

  6. #6
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    ma sti benedetti partigiani, pochi e male armati, come hanno fatto a resistere una ventina di mesi contro un paese ostile, con due eserciti poderosi (il nazista e il repubblicano) che lo presidiavano?.
    come mai il poderoso esercito repubblicano sorretto dall'appoggio del popolo (rimasto fascistissimo come durante il regime, in particolare i dipendenti pubblici) era continuamento afflitto dalle diserzioni e non riusciva a scacciare l'invasore straniero e nemmeno 3 o 4 bolscevichi?
    è un mistero che mi toglie il sonno.
    I partigiani che han resistito una ventina di mesi son stati qualche migliaio, stimati per eccesso. I più, all'avvicinarsi della brutta stagione, rientravano nelle proprie abitazioni vivendo più o meno in clandestinità, per poi ripresentarsi "in montagna" ai primi segni di primavera.
    I "poderosi eserciti" non eran tali, nè s'occupavano dei partigiani: l'esercito della RSI era insignificante, e dopo un lungo addestramento in Germania venne impiegato per mantenere l'ordine pubblico, ma più frequentemente come retrovia della prima linea. Una sola divisione venne fatta combattere contro l'esercito alleato, ma sotto comando tedesco. L'esercito tedesco, o meglio quel che ne restava, era perlopiù disposto lungo i fronti occidentali e orientali. In Italia agivano i rincalzi, giovani affiancati spesso (ma non sempre) da un ufficiale più esperto. In prima linea eran utilizzate le truppe migliori, come operazioni di polizia veniva incaricata la gestapo che poi, per i rastrellamenti, usava i soldati in pausa dalla prima linea.
    Il fascismo repubblicano aveva molti meno consensi pubblici di quello del ventennio. In primis per la consapevolezza della fine imminente dei sogni di gloria, poi per la disillusione provocata dai primi tre anni di conflitto, la sofferenza d'esser stati relegati -nei fatti- a provincia tedesca, non ultimo per la disillusione nella classe dirigente fascista, che s'era "tagliata le gambe" da sola. In questo scenario van inquadrate le mancate risposte al "bando Graziani", nonchè le diserzioni che s'impennarono paurosamente negli ultimi mesi del conflitto. Non che tutti i disertori finissero fra i partigiani, ben inteso...
    Infine, qual'era l'invasore? Agli occhi della popolazione lo era il tedesco al nord e lo eran gli alleati (o, meglio, alcuni reparti dell'esercito alleato) al sud. Agli occhi del neonato esercito del sud l'invasore era il tedesco, agli occhi del neonato esercito repubblichino invasori eran gli alleati come i tedeschi. I rapporti non idilliaci fra militari italiani e tedeschi, cominciati fin dall'invasione della Francia, continuarono anche sotto Salò. Spesso carabinieri, alpini o bersaglieri, ma soprattutto gli uomini della Xmas entrarono in contrasto con le truppe tedesche. Costrasto non significa occhiate torve, insolenze o minacce, ma armi puntate contro gli uomini della wermacht o delle ss, disubbidienza agli ordini, lassismo nei rastrellamenti, iniziative private di singoli comandi volte a salvaguardare gli italiani e l'Italia prima di ogni altra cosa. Bada bene, non mi riferisco a tutto l'esercito di Salò, anzi, ma alla parte di esso che finora ha trovato poco spazio nella storiografia ufficiale. Tutti (?) conoscono le retate degli esaltati repubblichini, nessuno (se non i diretti interessati) ricorda le vite salvate dagli uomini della Xmas nei territori orientali. Ma, si sa, la question foibe o friuli-venezia-giulia è stata dimenticata fino a qualche anno fa per connivenza\convenienza politica.

  7. #7
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    A quell'altro personaggio non rispondo perchè le sue sono solo sciocche provocazioni
    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    il che non comprendeva un uccisione
    Per recuperare quell'armamento i partigiani dovevano andare ad assaltare i tedeschi e i fascisti per prendere le armi

  8. #8
    duca di rivoli
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da •Sorz• Visualizza Messaggio
    I partigiani che han resistito una ventina di mesi son stati qualche migliaio, stimati per eccesso. I più, all'avvicinarsi della brutta stagione, rientravano nelle proprie abitazioni vivendo più o meno in clandestinità, per poi ripresentarsi "in montagna" ai primi segni di primavera.
    I "poderosi eserciti" non eran tali, nè s'occupavano dei partigiani: l'esercito della RSI era insignificante, e dopo un lungo addestramento in Germania venne impiegato per mantenere l'ordine pubblico, ma più frequentemente come retrovia della prima linea. Una sola divisione venne fatta combattere contro l'esercito alleato, ma sotto comando tedesco. L'esercito tedesco, o meglio quel che ne restava, era perlopiù disposto lungo i fronti occidentali e orientali. In Italia agivano i rincalzi, giovani affiancati spesso (ma non sempre) da un ufficiale più esperto. In prima linea eran utilizzate le truppe migliori, come operazioni di polizia veniva incaricata la gestapo che poi, per i rastrellamenti, usava i soldati in pausa dalla prima linea.
    Il fascismo repubblicano aveva molti meno consensi pubblici di quello del ventennio. In primis per la consapevolezza della fine imminente dei sogni di gloria, poi per la disillusione provocata dai primi tre anni di conflitto, la sofferenza d'esser stati relegati -nei fatti- a provincia tedesca, non ultimo per la disillusione nella classe dirigente fascista, che s'era "tagliata le gambe" da sola. In questo scenario van inquadrate le mancate risposte al "bando Graziani", nonchè le diserzioni che s'impennarono paurosamente negli ultimi mesi del conflitto. Non che tutti i disertori finissero fra i partigiani, ben inteso...
    Infine, qual'era l'invasore? Agli occhi della popolazione lo era il tedesco al nord e lo eran gli alleati (o, meglio, alcuni reparti dell'esercito alleato) al sud. Agli occhi del neonato esercito del sud l'invasore era il tedesco, agli occhi del neonato esercito repubblichino invasori eran gli alleati come i tedeschi. I rapporti non idilliaci fra militari italiani e tedeschi, cominciati fin dall'invasione della Francia, continuarono anche sotto Salò. Spesso carabinieri, alpini o bersaglieri, ma soprattutto gli uomini della Xmas entrarono in contrasto con le truppe tedesche. Costrasto non significa occhiate torve, insolenze o minacce, ma armi puntate contro gli uomini della wermacht o delle ss, disubbidienza agli ordini, lassismo nei rastrellamenti, iniziative private di singoli comandi volte a salvaguardare gli italiani e l'Italia prima di ogni altra cosa. Bada bene, non mi riferisco a tutto l'esercito di Salò, anzi, ma alla parte di esso che finora ha trovato poco spazio nella storiografia ufficiale. Tutti (?) conoscono le retate degli esaltati repubblichini, nessuno (se non i diretti interessati) ricorda le vite salvate dagli uomini della Xmas nei territori orientali. Ma, si sa, la question foibe o friuli-venezia-giulia è stata dimenticata fino a qualche anno fa per connivenza\convenienza politica.
    condivido abbastanza, cou qualche precisazione:
    l'esercito repubblicano non erano solo le 4 divisioni addestrate in germania. c'era la GNR (dalla quale la maggior parte dei regi carabinieri si erano dileguati), le brigate nere, la Xa MAS e altre truppe.
    certo che erano pochissimo armati e continuamente dissanguati dal furto reciproco di uomini e dalle diserzioni (la GNR, che sulla carta contava decine di migliaia di uomini era ridotta ai minimi termini), ma non rappresentavano comunque un esercito "popolare".
    queste forze, che non combattevano contro gli alleati dovevano presidiare il territorio. e non mi sembra lo facessero in maniera egregia, se poi i rastrellamenti erano fatti dai tedeschi. altre azioni, come l'occupazione dei passi con la francia dopo lo sbarco in provenza furono fatte da truppe scelte tedesche (90 PzGr?).

    i partigiani erano pochi e divisi da rivalità, anche se l'appartenenza o meno ad un gruppo era dovuta in buona parte a condizioni casuali più che ideologiche.
    le armi provenivano in gran parte dal disciolto RE e da rifornimenti alleati (i famosi sten e thompson di cui si parla tanto nei libri) era difficile prenderle ai tedeschi, dato che poche volte si sono fatti disarmare.

    in questo periodo, dopo la doverosa e opportuna "revisione" di de felice, stanno prendendo piede idee come quelle di chi ha iniziato la discussione, che vogliono sostituire "favole" della "vulgata resistenziale" (e qui copia parp-paro de felice) con altre "favole" in cui i repubblichini sono amati al popolo e i partigiani tutti comunisti e assassini servi di mosca. ci si attacca solo a porzus (zona di confine, con problemi derivanti dalla guerra etnica) senza considerare tutte le altre aree del paese dove c'erano azioni di guerriglia.
    mala tempora

  9. #9
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    [...]
    in questo periodo, dopo la doverosa e opportuna "revisione" di de felice, stanno prendendo piede idee come quelle di chi ha iniziato la discussione, che vogliono sostituire "favole" della "vulgata resistenziale" (e qui copia parp-paro de felice) con altre "favole" in cui i repubblichini sono amati al popolo e i partigiani tutti comunisti e assassini servi di mosca. ci si attacca solo a porzus (zona di confine, con problemi derivanti dalla guerra etnica) senza considerare tutte le altre aree del paese dove c'erano azioni di guerriglia.
    mala tempora
    bah, non è tanto questione di voler riscrivere la storia, capovolgendo pregi e difetti delle parti in causa. Non v'è solo Porzus fra i coni d'ombra della resistenza. Vi sono i 23giorni della città di Alba, l'attentato di via Rasella, le requisizioni forzate che spesso condannavano a morte allevatori o contadini, sentimenti anti-italiani, omicidi o regolamenti di conti continuati anche dopo la fine delle ostilità. E quant'altro. E' triste che chi cerchi di riportare alla luce certi fatti venga tacciato di revisionismo, neo-fascismo, ... e nel peggiore dei casi perda il lavoro o subisca aggressioni. Per decenni in Italia v'è stato un mono-pensiero non solo sul biennio di guerra civile, ma anche sull'intero periodo fascista. Un'analisi onesta di fatti ed avvenimenti è già tardi per farla, ma "meglio tardi che mai".
    Per troppo tempo in Italia si sono taciute verità scomode. La storia del nostro paese dalla fine della prima alla fine della seconda guerra mondiale è da più conosciuta approssimativamente, nonostante le conseguenze si vivano tutt'ora. Se fermi per strada dieci persone, e chiedi loro di spiegarti l'RSI o il movimento partigiano, non sanno farlo. Al massimo ti dicono "loro eran buoni, gli altri eran cattivi". Se fermi per strada e chiedi loro cosa pensano del ventennio fascista o di Mussolini, ti rispondono (in maggioranza) "pagina buia della nostra storia". Cos'ha fatto Mussolini di bene o di male? "Di bene non so, di male ci ha portati in guerra a fianco di Hitler". Sarebbe ora di spiegare -fin dalle scuole- qualcosa di più dei tempi che furono. Non per rovesciare valori o meriti\demeriti, quanto per poter dare alle persone la possibilità di capire e di trarre autonome conclusioni...

  10. #10
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    Predefinito Rif: qualche verità elementare sulla Resistenza

    Citazione Originariamente Scritto da Stalin Visualizza Messaggio
    A quell'altro personaggio non rispondo perchè le sue sono solo sciocche provocazioni

    Per recuperare quell'armamento i partigiani dovevano andare ad assaltare i tedeschi e i fascisti per prendere le armi
    solo per le armi, ma non erano in guerra contro di loro?

 

 
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