
Originariamente Scritto da
Grifo
Lo si è fatto per settanta anni.
Una legge fascista obbligava che i soldi della previdenza (INPS, INAM etc) fossero utilizzati per la costruzione di alloggi, e in questo modo si garantiva lavoro, PIL, sicurezza della rendita dei contributi pensionistici, e naturalmente case a basso costo, che a sua volta teneva bassa l'inflazione lasciando un adeguato potere di acquisto anche agli stipendi bassi (e quindi la famosa e sbandierata competitività)
Questa legge funzionava talmente bene che è stata recepita in toto dalla Repubblica, e poi estesa alle Assicurazioni quando diventò obbligatoria (in base al principio che se lo Stato mi obbliga a pagare un privato poi decide come questo soldi il privato li deve utilizzare)
Subito dopo tangentopoli (quando è cominciato lo sbranamento del patrimonio pubblico) questa legge è stata abolita e i soldi della previdenza dirottati in borsa, per far ingrassare con centinaia di migliaia di miliardi strozzini e speculatori, e per far lievitare il valore dei patrimoni immobiliari attraverso la rarefazione dell'offerta: più sfrattati e più senza casa ci sono e più il valore degli immobili sale.
E' una questione "ideologica", dove lo Stato, anzichè svolgere la funzione di "regolatore dei processi economici" e "mediatore dei conflitti sociali" (come stato durante il fascismo, ma anche nel New Deal rooseveltiano, nella socialdemocrazia scandinava, nell'Italia del dopoguerra ma anche nell'economia sociale di mercato tedesca o nel centralismo statale francese), lo Stato abbandona questa funzione, e ponendosi "liberale" lascia che i processi economici avvengano per libero sbranamento dei più forti nei riguardi dei più deboli.
In realtà lo Stato, lasciando applicare le famose "regole del mercato" in realtà protegge i più forti economicamente per favorire l'accumulazione di capitale finanziario, essendosi sostituito questo al capitale tradizionale che andava nell'industria manifatturiera.
E poichè è l'ingrasso del capitale finanziario l'obiettivo finale oltre che la possibilità di accumulo gli si deve garantire anche la stabilità del suo valore nel tempo, essendo per natura il valore finanziario volatile.
Per ottenere questo obiettivo è stato necessario spostare la sovranità "monetaria" (e quindi la sovranità tout court) a strutture che non dipendono dal potere delegato dai cittadini. E quindi abbiamo il "monetarismo", cioè l'esercizio del potere politico attraverso le leve del potere monetario.
E' questo il motivo per cui non si possono fare le case: l'obiettivo non è dare le case alle fasce deboli, ma fare in modo che quelle esistenti aumentino sempre di valore, e quindi che crescano le rendite relative, e che queste rendite siano un flusso continuo che va ad alimentare i mercati finanziari.
E questo perchè, sotto tutti i punti di vista, i mercati finanziari non producono niente, crollerebbero se il flusso di quattrini si interrompe ed è necessario alimentarli continuamente.
Quindi questa storia continuerà finchè troveranno da cavar sangue.