SI IMPICCA EX PARROCO, COINVOLTO IN UNA INDAGINE SULLA PEDOFILIA
ROMA - E' stato trovato impiccato don Marco Agostini, l'ex parroco di Pomezia (Roma), di 43 anni, coinvolto nell'aprile scorso in un'indagine sulla pedofilia condotta dagli agenti della squadra mobile di Roma. Il sacerdote si trovava agli arresti domiciliari nell' abitazione della madre in via del Pergolato, nel quartiere Alessandrino, a Roma, dove stamani è stato trovato morto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Casilina.
Il sacerdote ha legato un lenzuolo ad una trave del lavatoio che si trova sul terrazzo di casa e si è impiccato. La madre si era allontanata dall'abitazione e al suo rientro ha trovato il figlio ormai morto. "Non sono un pedofilo". Sono queste le parole trovate scritte sulla lettera che don Marco Agostini ha lasciato prima di uccidersi. Poche frasi, in un foglio riempito soprattutto di scuse rivolte alla madre e alle persone a lui care per motivare il gesto che avrebbe compiuto di lì a poco.
Don Marco stato arrestato mercoledì 5 aprile di quest'anno dagli agenti della IV sezione della squadra mobile della capitale al termine di una indagine coordinata dalla procura di Velletri e avviata nel 2004 cha ha fatto luce su una storia di violenze e soprusi che il sacerdote avrebbe inflitto a bambini e adolescenti in tutte le parrocchie dove aveva esercitato. Don Marco, appartenente alla congregazione dei padri Oblati, era finito in manette con l'accusa di pedofilia e violenze sessuali continuate e aggravate. L'arresto era stato eseguito ad Assisi.
I fatti contestati all'ex parroco sarebbero avvenuti tutti quando il religioso, a partire dal '93, inizio' ad operare nella parrocchia di San Benedetto a Pomezia, nella quale era stato parroco. Gli agenti hanno raccolto anche testimonianze di abusi avvenuti prima del '93 quando don Marco era ancora seminarista, a Roma e poi a Torvaianica. Episodi pero' perseguibili perché il reato era prescritto. Da Pomezia il parroco era stato trasferito ad Assisi.
Nel quartiere popolare alla periferia sud della capitale, dove Don Marco aveva abitato da piccolo prima di entrare in seminario e dove era tornato da quattro mesi per trascorrervi gli arresti domiciliari, c'é sgomento e incredulità. Gli abitanti della zona sono restii a parlare di una vicenda che, appena venuta alla luce, aveva sconvolto quanti conoscevano don Marco. Nessuno ha mai voluto condannare il sacerdote, in tanti erano rimasti scettici sulle accuse a lui mosse, "almeno fino a quando la giustizia non fosse arrivata ad una sentenza definitiva", dice uno di essi. Qualche curioso si è aggirato in strada, davanti al cancello di via del Pergolato, appena è iniziata a diffondersi la notizia della morte ma poi tutti sono rientrati nei loro appartamenti.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
11/08/2006



Rispondi Citando


