
Originariamente Scritto da
bianconero
Si dimette e ci spiega tutte
le anomalie della sentenza
Roma. Non è stato facile, però poi l’ha
scritta. “Lei, Signor Commissario, aveva già
deciso”. Era tutto già scontato. “Quale insegnamento
i cittadini di domani possono trarre
dall’incredibile processo tutto e solo mediatico
a cui abbiamo assistito in questi giorni,
in una sentenza annunciata più che dai
giudici o dai magistrati direttamente dal popolo?
Facile coprirsi le spalle con le intercettazioni.
Ma prego, prego. Qualcuno potrebbe
farmi vedere dove sta l’illecito?”.
L’avvocato Giuseppe Benedetto fino a tre
giorni fa era giudice sportivo del settore giovanile
scolastico della Federcalcio. Dopo essere
stato componente della Commissione
disciplinare della Figc dal 2002 al 2003, prima,
e Giudice unico nazionale dal 2003 in
poi. Ha letto la sentenza di venerdì scorso,
ha seguito il lavoro del presidente della Caf
Ruperto e del commissario straordianario
Guido Rossi. Poi scrive la lettera. “Ne ho ribrezzo.
Non sono rassegnato, sono semplicemente
indignato”. Quindi le dimissioni.
“Voglio stare a posto con la mia coscienza.
Si trovi un altro giudice, caro Rossi”. Il problema
è il metodo, non la sentenza. “E’ stato
il processo più importante della storia del
calcio italiano e non è stato possibile riscontrare
neanche una singola partita truccata
– dice al Foglio Giuseppe Benedetto –
Non c’è però un illecito quindi tutto diventa
strutturale, un unico sistema. Ma l’illecito
strutturale sta al diritto sportivo esattamente
come la concussione ambientale sta al diritto
penale. Caro Rossi, perché non diciamo
davvero le cose come stanno e che non si è
riusciti a trovare nulla?”. I giudici, la sentenza,
il metodo, la rapidità. Ma soprattutto
il commissario straordinario Guido Rossi.
“Non sono state rispettate le regole e sono
state utilizzate modalità piuttosto anomale
nella strutturazione del processo”.
Il problema non è la nomina ma le nomine
Prima di tutto le difese. “Ovvio. Non c’è
stato neanche il tempo necessario. Perché
l’accusa ha avuto tempo per formulare le
sue accuse mentre la difesa non ha avuto
neanche il tempo di ascoltare le intercettazioni
in aula? Perché gli avvocati difensori
non hanno avuto la possibilità di produrre
testimonianze proprie? E poi, una camera
di consiglio che dura più del processo, che
non riesce a evitare fughe di notizie con
giornali che pubblicano la sentenza prima
ancora che sia emessa, ha qualche senso? Il
processo è sui giornali o nelle aule?”. Poi i
tempi. “In un processo così importante non
ha nessuna logica essere rapidi a tutti i costi”.
Quindi la forma. “Senza entrare nel
merito, mi sembra però che ci sia stato uno
stravolgimento della giustizia sportiva. C’è
una cupola che ha condizionato il campionato
senza condizionare le singole partite.
Non vien fuori nessun caso di articolo 6 e
non è possibile pensare che una somma di
articoli possa fare un articolo 6. Ci sono state
violazioni delle norme dei doveri e obblighi
di lealtà. Ovvio. Ma episodi di illecito
semplicemente non esistono. Quando si è
trattato del caso del Genoa calcio retrocesso
in serie C sono state trovate le mani nella
marmellata. Cioè le borse con i soldi. La
corruzione. Qui soldi non ce ne sono e quando
non si trovano i reati e non si trovano gli
illeciti tutti diventiamo magicamente concussi
e concussori. E tutti iniziano a parlare
di un’ambiente. Di un diffuso malcostume.
Ma nulla di tutto ciò si potrebbe risolvere
con delle condanne per responsabilità
oggettiva”. Poco prima del processo erano
stati anche gli stessi legali della Fiorentina
e della Lazio a discutere sulla legittimità
della nomina di Guido Rossi.
Ma il problema, più che la nomina, sono
le nomine. “Mi chiedo come sia possibile
non indignarsi. Se Cesare Ruperto non fosse
stato in pensione non sarebbe stato nominato
presidente Caf. Questo perché i magistrati
non possono far parte della giustizia
sportiva. E quindi Guido Rossi ha avuto
la non proprio eccellente idea di nominare
tutti i nuovi giudici praticamente alla
vigilia del processo. Ma non sono stati sostituiti
solo i magistrati. E’ stato direttamente
rivoluzionata tutta la Caf. Sono stati
cambiati anche gli avvocati. Ora. Se io dovessi
essere processato da un giudice nominato
dal mio accusatore e che durante la
camera di consiglio pensa pure di andarsene
in Parlamento a spiegare cosa è l’etica
e cosa è un sistema pulito e sano, io sinceramente
non starei tanto tranquillo.
Quindi, o il processo è una farsa oppure
qui ognuno fa un po’ come crede sia giusto
fare. Come si fa a portare avanti un processo
senza alcun criterio oggettivo? Vogliamo
una giustizia sportiva oppure una bella giustizia
tribale?”.
Claudio Cerasa