PARLA SHARON

Cominceremo a parlare del potere ebraico negli Stati Uniti d'America usando le parole di ariel sharon, attuale (14 - 08- 2004 a D.) presidente del così detto "stato di Israele". (E' da precisare che, chi scrive, non riconosce ad "Israele" la dignità di stato, essendo stato fondato, e continuando ad esistere, al di fuori di qualsiasi diritto naturale).

Gerusalemme occupata: 3 Ottobre, 2001 a. D. (IAP News)
Una discussione piena di acredine esplose durante la riunione di gabinetto settimanale israeliana, la settimana, scorsa fra il primo ministro Ariel Sharon ed il suo ministro degli esteri Shimon Peres. Durante la discussione in questione, Sharon rispose gridando a quanto aveva precedentemente riferito Peres, dicendo: <<Non preoccuparti per le pressioni americane; noi Controlliamo l'America>>

Secondo la radio religiosa (ebraica) israeliana, "Col Yisrael", mercoledì, Peres avvertì Sharon che, rifiutando di tenere conto delle incessanti richieste americane per una tregua con i Palestinesi, si finirebbe col mettersi contro gli Stati Uniti danneggiando gli interessi israeliani.

A questo punto, un furioso Sharon si volse per rispondere a Peres dicendo: "Ogni volta che noi facciamo qualcosa tu mi vieni a dire "gli americani faranno questo", "gli americani faranno quello"... Voglio dirti una cosa molto chiara, NON PREOCCUPARTI PER LE PRESSIONI AMERICANE SU ISRAELE, NOI, IL POPOLO EBRAICO, CONTROLLIAMO L'AMERICA, E GLI AMERICANI LO SANNO!>>

La radio israeliana disse anche che Peres e gli altri ministri del gabinetto misero in guardia Sharon dal dire cose simili in pubblico perché ciò <<ci causerebbe un disastro nelle nostre pubbliche relazioni>>




_IL COMPLEANNO MOBILE_



Nel 1978 la Camera dei Rappresentanti (la camera bassa statunitense) proclamò l'education day Usa, ossia il "giorno dell'istruzione", in coincidenza con, e a celebrazione del, settantaseiesimo compleanno di rabbi Menachem Mendel Schneerson, il cosiddetto "rebbe" dei Lubavitcher.
Almeno, ci ò è quanto sostiene il sito web dei Lubavitcher stessi (1): setta hassidica (che si autonomina Chabad o Habad), che considera il suo rebbe il vero messia: "Il presidente Jimmy Carter firmò la legge relativa, e l 'education day Usa è diventato una tradizione annuale".
Dunque una festa nazionale e civile americana è stata creata in onore del messia-re di una setta ebraica? La cosa è inverosimile. Al punto da provocare incredulità . Invece, dopo Carter, il successivo presidente Ronald Reagan non lasciò cadere la "tradizione". Anzi. Nel 1985 anch'egli proclamò il national education day confermando che esso era indetto "in onore del suo [del rebbe] ottantatreesimo genetliaco, che quest'anno cade il 2 aprile" . Nel '91, anche il presidente George Bush (padre) celebrò con il Congresso il national education day, ponendolo quell'anno il 26 marzo; bella tradizione che il presidente George Bush figlio ha ripreso e trasfigurato in un "national education and sharing day" (giorno dell'istruzione e della condivisione, nel senso del "compassionate conservatism" neorepubblicano) nel 2002, per l'esattezza il 24 marzo (2).

Potete non crederci. Ma si dovrà per forza notare che questa festività civile americana, come una strana Pasqua, è una festa mobile: un anno cade il 26 marzo, un altro il 24, un altro il 2 aprile. Perché? Ovviamente perché i Lubavitcher rifiutano il calendario giuliano e cristiano, e si attengono al calendario lunare giudeo-babilonese. Per questo il genetliaco del veneratissimo rebbe non è fisso.

Dunque gli Stati Uniti d'America, dichiaratamente gelosi della loro laicità, hanno adeguato una festività civile alle esigenze rituali di una setta ebraica fondamentalista, in onore di uno tzaddik hassidico (3) che i suoi fedeli credono il messia: morto centenario nel 1994, ma di cui si attende il... "miracoloso ritorno"...

Può darsi che non abbiate mai sentito parlare dei Lubavitcher, ossia "Chabad''. O che li abbiate sottovalutati, prendendo il loro per uno degli infiniti "culti" che pullulano nella libera America (il quartier generale ha sede a Brooklyn, New York). Errore. Il JerusalemPost (19 ottobre 2001) informava che: "Chabad è una forza potente: 2600 istituzioni in tutto il mondo, un vasto numero di rabbini capaci di parlare inglese, controllo della maggior parte dell'ebraismo in Italia e del rabbinato-capo in Russia (il solo bilancio russo del movimento ammonta a due milioni di dollari). E' un'organizzazione che dispone di immense risorse finanziarie (...). Di fatto, Chabad è un movimento dì importanza monumentale. Gli Ebrei osservanti sono profondamente dipendenti dai suoi emissari in tutto il mondo (...); i suoi rabbi dominano o stanno per dominare le comunità ebraiche in un numero stupefacente di paesi".

La Jewish Virtual Librarys (4)(ci fornisce altri particolari. "Più di 3700 coppie emissarie o missionarie operano in oltre cento Paesi del mondo ...2600 istituzioni (seminari, campi- scuola, scuole, ecc.) sono sparse nel mondo.Secondo la direzione del movimento, circa un milione di bambini (ebrei) hanno partecipato alle attività di Chabad nel mondo nel solo 1999". Ma tali fonti tacciono l'elemento più importante, ed allarmante, del potere della setta. I Lubavitcher sono profondamente interni alle istituzioni politico-militari degli Stati Uniti, che influenzano attivamente. Essi hanno accesso immediato e continuo al presidente George Bush: il segretario alla stampa e portavoce del governo Bush, Ari Fleischer, un ebreo riformato, è co-presidente del "Forum del Campidoglio" dello Chabad. Il vice-segretario della Difesa, il `falco" Paul Wolfowitz, è un ammiratore dei Lubavitcher, così come Dov Zackheim, Comptroller del Dipartimento della Difesa (e rabbino ortodosso), e Stuart Eizenstat, già vicesegretario al Tesoro. Aperto sostenitore di Chabad è il senatore del Connecticut (democratico) Joseph Lieberman, ebreo ortodosso, che è stato candidato alla vicepresidenza degli Usa a fianco di Al Gore. Il senatore del Michigan (democratico) Carl Levin, presidente della Commissione Forze Armate del Senato, ha celebrato gli "ideali" della setta in un discorso al Senato. Tutti costoro, insieme a tutti i membri ebraici del Congresso, assistono regolarmente ai seminari tenuti a Washington da un rabbino Lubavitcher. Questo rabbino, giovane, pallido, dalla grande barba nera, si chiama Levi Shemtov. Le sua attività nella capitale sono state segnalate dal Washington Post (3 luglio 1999, Hasidic Outpost in D.C.).

Gli American Friends of Lubavitch hanno aperto a Washington un centro da 2 milioni di dollari nel quartiere delle ambasciate, ciò che consolida la presenza della setta hassidica nella comunità diplomatica e accresce la visibilità del suo direttore, Levi Shemtov, che già molti considerano il rabbino non-ufficiale del Campidoglio. "I washingtoniani che lo frequentano conoscono Shemtov per la sua attività nell'ambiente politico.Egli incontra regolarmente i membri ebrei del Congresso e del personale, quasi sempre su loro richiesta, e tiene, ogni mese o due, i Capitol Jewish Forum su temi come l'etica, le tradizioni festive e i rapporti tra religione e governo.Il senatore [repubblicano] Cardin, 55 anni, definisce Shemtov una ricchezza per i membri del Congresso e del personale ebraici".


Non importa che la maggior parte degli ebrei americani appartenga ufficialmente all'ebraismo "riformato", "ortodosso" o "conservatore", gruppi che erano fino a ieri alquanto laici, se non progressisti, profondamente influenzati dal protestantesimo anglosassone. I Lubavitcher, mentre predicano e praticano la piùrigorosa separazione dai "gentili", verso gli altri ebrei sono "integrazionisti", ed il loro messaggio è rivolto a tutti loro, senza distinzioni settarie. È questa la loro novità, e parte essenziale della loro forza politica. Convinti che il messia sia qui, chiamano gli altri giudei all'unità dei figli di Abramo nel momento storico del coronamento del loro sogno millenario. E come si vede, le componenti liberali dell'ebraismo Usa rispondono docilmente al richiamo. Dato il conformismo e il ferreo controllo reciproco vigenti nella comunità ebraica, il Centro Lubavitcher di Washington, coi "seminari" mensili di rabbi Shemtov, funziona come organo di sorveglianza politica delle componenti moderate del giudaismo, allineandole sulle posizioni millenaristiche ed oscurantiste della setta. Come piccolo esempio dell'influenza di Shemtov, il Post fornisce il seguente episodio:
"Lo scorso settembre, quando i leader repubblicani della Camera fissarono la data della votazione per l'impeachment del presidente Clinton durante un'alta festività ebraica, Shemtov andò a trovare nel suo ufficio il senatore Richard K. Armey (R-Texas) e lo convinse a cambiare data", L'episodio non è tanto minuscolo: gli Usa attraversavano una crisi costituzionale per discutere la quale il Congresso aveva messo da parte tutti gli altri argomenti di discussione; gli Usa sono un regime che bada a tenere gelosamente separate stato e religione; e tuttavia un rabbino trentenne convince il Senato a spostare la data di una votazione cruciale, per "rispetto alla religione ebraica", che vorrei ricordarlo, rappresenta solo il 2,2% della popolazione americana. Ma questo è niente: come vedremo, ben altra ampiezza ha il potere Lubavitch su Washington. Per cui sarà bene vedere da vicino che cosa sono "l'etica"di Chabad, o quali concezioni la setta ha delle "relazioni tra governo e fede" su cui il suo rabbino istruisce ogni mese o due gli ebrei del Congresso, evidentemente perché applichino queste concezioni alla politica del giorno per giorno. Ma per questo, dobbiamo illustrare bene La "teologia", o più precisamente l'ideologia, del potente movimento.



_RAZZISMO ESTREMO_

"L'intera creazione esiste solo per il bene degli ebrei" (rabbi Schneerson)



Nel 1964 il rebbe dei Lubavitcher, Schneerson, scrisse una lettera ai fedeli per condannare i matrimoni fra ebrei e non-ebrei (gli odiatissimi "goim"), che egli bollava come "cremazione spirituale". In quella lettera, che i seguaci considerano come un'enciclica di valore dogmatico, fra l'altro definiva i concetti di libertà, eguaglianza ed integrazione - ossia i valori fondanti degli Stati Uniti - "ideali malposti". Il rebbe sostiene infatti la necessità politica della segregazione razziale, come ha denunciato Israel Shahak, il quale riporta uno scritto rivelatore di Schneerson: <<La differenza tra un ebreo e un non-ebreo si comprende alla luce della nota espressione [talmudica]: differenziamoci. Dunque, non abbiamo qui il caso di una persona che sia solo di livello superiore all'altra. Invece abbiamo il caso del differenziamoci tra specie totalmente diverse. Il corpo di un ebreo è di qualità totalmente diversa dal corpo di ogni altro individuo delle nazioni del mondo. [. ..] L' intera realtà non-ebraica è solo vanità. Sta scritto: " E gli stranieri cureranno le vostre greggi" (Isaia 61). L' intera creazione esiste solo per il bene degli ebrei (5).>> Simili concezioni non sono nuove nell'ebraismo: tutta quell'immensa codificazione di sentenze rabbiniche chiamata "Talmud" ne è piena zeppa. Tuttavia, varrà la pena di sottolinearlo, esse sono contrarie ai principi della Costituzione americana. Esse sono in evidente contrasto rispetto alle grandi lotte della storia, dall'emancipazione dallo schiavismo fino alle campagne per l'integrazione dei neri negli anni 60. A quelle campagne anti-segregazione partecipò allora in massa la gioventù ebraica americana, che era liberal, cioè di sinistra. Il fatto che ora la comunità giudaica accetti in massa il verbo dei Lubavitcher dice quanto la mentalità collettiva degli ebrei americani sia mutata. Idee razziste e segregazioniste possono esprimersi liberamente in Usa, dove la libertà di opinione è sancita costituzionalmente: il Ku Klux Klan e i White Supremacists non sono dichiarati fuorilegge. Ma, almeno, non frequentano ostentatamente il Congresso e non tengono seminari mensili sui loro ideali ai senatori. Ancor meno, i razzisti bianchi sono ricevuti e celebrati dal Presidente, né le loro idee avallate ufficialmente, come è accaduto ai settarii giudaici: "Il presidente George Bush ha ricevuto una delegazione di dieci importanti rabbini e funzionari del movimento hassidico Lubavitch alla Casa Bianca. L'incontro, durato 90 minuti, ha avuto luogo nel quadro degli eventi organizzati dal movimento per il centesimo genetliaco del defunto Rebbe Menachem Mendel Schneerson (...) J Bush ha posto la sua firma al documento che dichiara il compleanno del defunto rebbe giorno dell ’istruzione e della carità. Rabbi Shemtov ha ringraziato il Presidente per il suo appoggio ad Israele e gli ha donato un Hagaddah (=uovo) pasquale" (Haaretz, 26 marzo 2002).

Dunque, i custodi della Costituzione dell'unica superpotenza mondiale s'inchinano davanti all'esclusivismo giudaico più razzista ed estremista. Ciò non può non avere inquietanti ricadute politiche.

Il potere istituzionale americano subisce l'influsso di una setta in cui un messianismo aberrante si coniuga con concetti teologici terribilmente limitivi al satanismo.

David Banon definisce la teologia dei Lubavitcher un "monismo panenteistico", "caratterizzato dal rifiuto della dicotomia tra sacro e profano" (6). In parole povere, il pensiero ebraico rifiuta il panteismo ("Tutto èDio") per accettare il panenteismo ("ogni realtà è in Dio"): sul piano politico, questa concezione si traduce nel dire che "per far venire l'era messianica (ovvero quella del dominio mondiale ebraico N.d.R.) è necessario passare attraverso il profano nella sua lotta contro la religione e la spiritualità, ed anche attraverso la profanazione" (David Banon, cit., p. 107). Il panenteismo sbocca dunque in un immoralismo radicale.

In generale, qualsiasi cosa fanno gli esponenti del popolo ebraico per raggiungere il dominio mondiale è ...SANTA. Dunque, mentre il satanista dichiarato afferma che l'unico comandamento della sua fede è <<Fa ciò che vuoi>>, i "santi rabbini", gli zaddik , affermano che il popolo ebraico può fare quel che vuole al fine di raggiungere la supremazia assoluta su tutti i popoli della terra. Pertanto, la sola vera differenza esistente tra un satanista ed un seguace di questa setta risieda nel fatto che, mentre il primo non ha alcun freno morale nel provocare il male di qualsiasi altra persona, il seguace di Chabad ha un freno morale nel fare il male di un suo correligionario. Per quel che concerne gli "altri", i "goim", ovvero i non ebrei, non esiste nessuna differenza fra le due fedi.

Per i Chabad "non c' è luogo o sfera della vita che sfugga all'azione religiosa",dice Banon: ciò significa che, per i Lubavitcher, l'azione politica è direttamente azione religiosa. Da qui l'attivismo missionario della setta, fatto senza precedenti storici nel mondo ebraico. I missionari (o emissari, shlichim) dei Lubavitcher non mirano alla conversione dei gentili: come abbiamo visto, anzi, la setta "eleva una barriera ontologica (= definitoria) tra ebrei e nota ebrei", riservando agli ultimi un destino inferiore nel "Regno", dove essi saranno i servi-pastori del popolo eletto e, come vedremo, soggetti all'autorità penale rabbinica. Lo sforzo missionario ed il proselitismo di Chabad è esclusivamente mirato agli ebrei: i vari gruppi in cui la comunità è frazionata in America, riformati, ortodossi o conservatori, sono chiamati a partecipare all'ebraismo integrale che la setta crede di incarnare, in vista dell'imminente avvento del messia. Ogni dissapore e ogni scontro interno alla comunità, per Chabad, deve terminare nell'unità davanti alla prospettiva del "Regno" che sta per venire, e nella consapevolezza del "carattere intrinsecamente divino dell ’anima ebraica".

Quest'ultima affermazione deve fare molto riflettere: il satanista fa del suo ombelico il centro dell'universo. In modo più o meno consapevole, il satanista eleva se stesso a Dio. Il mago nero Aleister Crowley questo lo ha sempre insegnato. In modo sinistramente analogo, il culto di questi settari si rivolge verso il popolo ebraico, venerato, come vedremo meglio in seguito, come autentico messia di se stesso.

Parlando di Chabad, non si può non accennare alle origini dell'hassidismo del quale esso è diretta emanazione. Nella nota numero tre del presente testo abbiamo precisato che Lubavitch" è il nome del villaggio lituano dove nacque la setta. Cerchiamo di approfondire un po' l'argomento, giusto per avere un'idea di cosa ci troviamo di fronte. Ad ogni modo, per approfondire davvero lo studio dello hassidismo, non vi è testo migliore di quello redatto da Maurizio Blondet intitolato "Cronache dell'anticristo" edito dalla EFFEDIEFFE ( http://www.effedieffe.it ).

Dicevamo lo hassidismo. Lo hassidismo polacco e lituano creò il culto degli tzaddik, "mediatori" tra la comunità e Dio. Nelle pianure sarmatiche ogni gruppo di luride isbe hassidiche ebbe il suo tzaddik, venerato come un messia.

Piccoli messia locali, rabbini cui si attribuivano poteri taumaturgici, che vendevano amuleti, che i fedeli ricoprivano di doni e di cui si narravano ammirati le gesta (specie sessuali), da cui si andava in pellegrinaggio. La visita ai più stimati tzaddik sostituiva il pellegrinaggio a Gerusalemme; ed ogni villaggio ebraico diveniva Gerusalemme. In tal modo lo hassidismo illusoriamente placava la sete del messianismo vero- il ritorno alla terra d'Israele e la conquista del mondo sotto la guida del "Re" - i cui effetti erano stati regolarmente disastrosi nella storia giudaica. Il culto dello tzaddik, mescolato ad ogni genere di credenze discutibili, fra cui la reincarnazione e il panteismo, oltre che pratiche censurate dai rabbini ortodossi, come le "estasi"sessuali od alcooliche, neutralizzava il pericolo del messianismo politico, tramutandolo nella preoccupazione per la "redenzione" individuale. Tale "redenzione" nulla ha in comune con il concetto di salvezza cristiano, di santità. Ha invece riguardo al "riscatto" (tikkun) delle "scintille divine" che, secondo la gnosi kabbalistica, sarebbero sepolte ("esiliate") nella creazione, involte nella materia, e che il popolo eletto, con la minuziosa osservanza della "legge", aiuterebbe a far risalire in alto. I Lubavitcher spingono questa pseudo-teologia usque ad absurdum.. Per loro, lo tzaddik - o più esattamente la sua anima - ingloba le anime della collettività di Israele. Ogni anima, o almeno una scintilla di ogni anima di ebreo, ha il suo posto nell'anima dello tzaddik - che i Lubavitcher chiamano il rebbe, e che identificano con il defunto Schneerson. Perciò anche lo tzaddik è l'intermediario necessario tra l'uomo e Dio: da una parte Dio è talmente potente che bisogna proteggersene attraverso lo schermo di un mediatore; dall'altra l'essenza spirituale di ogni ebreo è in rapporto con lo tzaddik. In conclusione, nello tzaddik riposa "l'anima organica del popolo ebraico", la divinità collettiva di quel messia collettivo che è Israele. L'auto-adorazione è un tratto costante della "religiosità"del popolo eletto. Per molti anni i rabbini Chabad se ne sono accontentati, rifiutando ogni tentazione messianica. Pesavano i
"tre giuramenti rabbinici", uno dei quali vieta di accelerare l'avvento del "Regno" con il ritorno in massa degli ebrei nella terra d'Israele.

Nel 1904 il rabbino lubavitcher Dov Baer Schneerson (circa 1840-1908), antenato del rabbino di Brooklyn, si scagliava - come tutti i rabbini osservanti dell'epoca - contro i sionisti socialisti e materialisti che volevano fondare Israele come stato: "Tutto il loro coraggio, la loro astuzia ed i loro sforzi non avranno successo contro la volontà di D(io)!". E' da notare per inciso che gli ebrei non pronunciano e non scrivono mai, per intero, il nome di Dio.

Ma i successi politici sionisti, a poco a poco,hanno indotto il rabbinato a rivedere queste posizioni. Il primo rabbino-capo d'Israele, Abraham Kook (1865-1935) fu il primo a proclamare che gli empi sionisti agivano, a loro insaputa, per la salvezza del popolo eletto voluta da Dio. "Tutti gli eventi conducono allo scopo, tutta la storia e i mutamenti dell'esilio della nazione sono tappe nello svolgimento dell'azione divina". "I peccatori d'Israele [i sionisti] si impegnano in questo compito: dapprima se la prendono con la spiritualità separata dalla materia. La loro critica audace denuncia le sue menzogne e le sue mancanze... essi si rallegrano costatando la caduta dell'idolo della spiritualità" (vedi David Banon, op. cit. pag. 136).

La "spiritualità" è un "idolo", perché il "Regno" verrà materialmente: dunque si abbandoni ogni esitazione e si avanzi alla conquista dell'era messianica con tutti i mezzi. Anche i più illegittimi. La dottrina di rabbi Kook sbocca dunque in un anti-nomismo (ogni legge può essere violata allo scopo di avvicinare il "Regno") ed unimoralismo inediti, che hanno immediate ricadute politiche: non a caso alcuni noti allievi di rabbi Kook , Menachem Begin e Ytzak Shamir, fondarono il gruppo terroristico clandestino che gli inglesi chiamarono "Banda Stern", autore di indiscriminati massacri di palestinesi. Il movimento Chabad si situa sul fronte estremo di questa avanguardia messianica. Per esempio, i suoi seguaci sostengono l'estremismo politico dei "falchi" israeliani, si oppongono al processo di pace e alla cessione di terre ai palestinesi - anzi vogliono la loro espulsione in massa - perché "la coscienza messianica è una coscienza di progresso e di conquista, non di arretramento e di spartizione" (vedi David Banon, op. cit., pag. 124).

Pertanto è un irrazionalismo integralista di tipo parossistico, un messianismo aggressivo e conquistatore quello che ha accesso alla Casa Bianca ed al Congresso, e che i parlamentari apprendono nei seminari Lubvitcher. Del resto, la setta è da anni elettrizzata dalla certezza nell'imminenza del "Regno". "Il re messia
può venire immediatamente, in un batter di ciglia"."E poiché può arrivare inqualsiasi momento, egli verrà, senza dubbio, in qualsiasi momento", sragiona un testo della setta citato da David Banon (p.121): "E, stando così le cose, questo significa che il messia è realmente nel mondo ....ancor più, la sua presenza è attestata come presenza di un grande nella Torà (7), un re della casa di David che studia la Torà ed adempie i precetti come il suo antenato Davide, secondo l'espressione di Maimonide". Il testo suggerisce, senza dirlo apertamente, che il messia "già fra noi"non è altri che il rebbe, Menachem Mendel Schneerson: discendente da sette generazioni di tzaddik (e sette è un numero magico), i suoi adepti non hanno risparmiato sforzi araldici per far credere che sia discendente diretto da David. Lo slogan con cui i Lubavitcher accoglievano ogni apparizione di Schneerson il rebbe, "Il messia adesso" (moshiach now) ricalca curiosamente il grido di tante sette protestanti fondamentaliste americane, "Jesus now", a dimostrare - se ce ne fosse bisogno - la natura spuriamente "americana" del movimento giudaico che si crede il più "puro". Così, le campagne di stampa e pubblicità mondiali, con manifesti affissi nelle grandi città che "davano il benvenuto al messia" esibendo grandi foto di Schneerson. Così la divulgazione di strambi "segni di conferma" sull'identità del messia ("si trova tra noi, un essere di carne e di sangue, un'anima e un corpo"); poiché Schneerson abitava al numero 770 di Eastern Parkway, Brooklyn, la setta si precipitò a proclamare che 770 è il valore numerologico delle parole "bet mashiach", ovvero "casa del messia"...

Nemmeno la morte, come un normale essere umano, del rebbe Schneerson all'età di 98 anni, ha calmato gli ardori messianici dei Lubavitcher. I suoi adepti più ferventi citano il Sanhedrin (98b), "Se è tra i morti, è Daniele", per suggerire che il messia può ben trovarsi tra i morti, eppure preparare il Regno". Negli USA come in Israele, la setta continua ad usare tutte le sue attività, potere e denaro per prepararlo. Con tutti i mezzi. Non esclusi quelli criminali. Varrà la pena di ricordare che era un Lubavitcher quel Baruch Goldstein, fanatico israelo-americano che nel 1994, ad Hebron, massacrò a raffiche di mitra 29 musulmani in preghiera sulla tomba dei patriarchi. A Baruch, caduto a sua volta sotto i colpi della polizia palestinese, gli occupanti ebrei (i "coloni") dell'insediamento di Hebron hanno elevato un ...MONUMENTO; essi proclamano che il massacro compiuto a freddo dall'"eroe" è un "mitzv à", ovvero un "atto gradito a Dio". Converrà dunque esaminare da vicino quale sia la natura del "Regno"che costoro si adoperano di attuare - e che concepiscono come una monarchia ebraica sotto lo scettro del messia-re - attraverso il controllo del Congresso e del potere in Usa.

COSI' CI COMANDERANNO

"È un fatto che i testi kabbalistici, al contrario di quelli talmudici, pongono l'accento sulla salvazione esclusivamente per i giudei", scrive Israel Shahak (cit., p. 58). Ed aggiunge: praticamente tutti gli autori ebraici che hanno scritto sulla Kabbala in qualche lingua occidentale (e cita ad esempio Scholem, il grande e rispettato studioso del giudaismo) hanno dissimulato questo fatto, parlando di "uomini" ed "esseri umani" là dove i testi in ebraico intendono esclusivamente "ebrei". Vero è che tale convinzione - che i non-ebrei siano esclusi dall'Alleanza e dalla redenzione - percorre il giudaismo classico e biblico fin dall'inizio. Fu tuttavia Ytzak Luria, il maestro kabbalista spagnolo del sedicesimo secolo, a sviluppare a pieno la teoria delle due razze: l'ebraica, "scelta per incarnare le quattro divine emanazioni in questo basso mondo", e il resto dell'umanità inferiore. "Le anime dei non ebrei", scriveva rabbi Hayim Vital, massimo interprete della filosofia di Luria, "vengono interamente dalla parte femminile della sfera satanica. Per questa ragione le anime dei non ebrei sono dette malvagie, a nulla buone, e sono create senza conoscenza [del divino]" (cit., p. 58).

Fermo restando il massimo rispetto che noi nutriamo nei confronti del prof. Israel Shahak, docente dell'Università di Tel Aviv, ed ebreo praticante, a noi non risulta che questa concezione segregativa e razziale della salvezza sia mai stata contrastata dai talmudisti. In compenso risulta che essa sia stata abbracciata completamente dal già citato rabbi Kook, fondatore del giudaismo contemporaneo, ed animi ancor oggi i movimenti ebraici del Gush Emunim, e l'intero mondo hassidico. Secondo costoro, i satanici goym sono ontologicamente inferiori ed inesistenti rispetto al divino, nello stesso modo in cui un gatto od un topo sono privi di anima per noi cristiani.

Il brutale atteggiamento verso i palestinesi vigente nell'odierno stato di israele e le politiche ferocemente antinatali praticate qui da noi discendono direttamente, come immediata conseguenza politica e giuridica, da questa "teologia" razzista. Rabbi Schneerson non fa dunque che abbracciare una costante tradizione, quando scrive: "Il corpo dell'ebreo sembra simile in sostanza al corpo del non ebreo [...] ma la similarità è solo nella sostanza materiale, aspetto esteriore e qualità superficiale. La differenza della qualità interiore è così grande che i corpi devono considerarsi di specie del tutto diversa. Ecco perché il Talmud stabilisce una diversità halachica [giuridica] tra i corpi dei non ebrei [in confronto ai corpi degli ebrei]... Un ebreo non è stato creato come mezzo per uno scopo: egli stesso è lo scopo, dal momento che tutta la sostanza della emanazione [si legga "creazione"] è stata creata solo per servire gli ebrei. "In principio Dio creò i cieli e la terra" (Genesi 1:1) significa che tutto fu creato per il bene degli ebrei, che sono chiamati "il principio". Ciò significa che tutto [...] è vanità in confronto agli ebrei" (cit., p. 60).

Non c'è nulla di inaudito né di eretico, secondo la tradizione ebraica, in queste posizioni. La sola novità è che i Lubavitcher non ne dissimulano le conseguenze giuridiche e politiche, anzi, le divulgano persino tra i gentili sui loro siti e sulla loro pubblicistica. Benignamente, essi rivolgono il loro sforzo "missionario" anche alle "nazioni", nel senso che spiegano quale sarà il posto dei gentili nel "Regno" imminente, che essi - va ripetuto - concepiscono come una monarchia di QUESTO mondo, un governo mondiale. Una delle loro organizzazioni si chiama "Jews and Hasidic Gentiles United to Save America" (JHG-USA). Essa annuncia ai "gentili hassidici", evidentemente ai goym simpatizzanti per la setta: "Nella nostra generazione, il capo spirituale del popolo ebraico - e perciò del mondo intero - è rabbi Menachem Mendel Schneerson, noto come "il rebbe ", con sede a New York". Ed ancora: "Nel libro dell'Esodo, D. [=Dio] proclama al mondo il Suo figlio: "Così dice il Signore: il mio primogenito è Israele". Per "Israele", s'intende, ovviamente, il popolo ebraico.

Gli ebrei sono stati scelti da D. per essere il Suo "figlio" speciale, per essere, secondo le parole della Bibbia, "un regno di sacerdoti e una nazione santa per il mondo intero " . Più oltre si annuncia "la resurrezione del rebbe dalla tomba, da cui si alzerà per ristabilire il Sinedrio ed ungere il re".

Tutto ciò ha implicazioni ben chiare per i fedeli del rebbe: nel "Regno", i goym saranno soggetti alla giurisdizione della "nazione santa" e del suo Sinedrio. Benignamente la setta informa, però che i duri e minuziosi precetti della "legge" sono riservati ai soli giudei, esclusivi destinatari della rivelazione di salvezza consegnata sul Sinai a Mosé. Per i gentili, basterà - ed a ciò li esorta generosamente Chabad - che osservino "le sette leggi noachiche",ossia di Noé.

Di che si tratta? Per l'Enciclopedia Britannica, si ha a che fare qui "con la designazione talmudica di sette leggi bibliche date ad Adamo ed a Noé, prima della rivelazione di Mosé sul Sinai, le quali, di conseguenza, sono obbligatorie per tutti gli esseri umani". Sfoglierete invano la Bibbia alla ricerca di un passo preciso, dove sia detto che Dio assegnò a Noé sette leggi. Il Talmud (Yebamoth 62a), in una nota, si degna di fornire la fonte scritturale delle presunte "leggi noachiche": Genesi 9:7. Ma in questo passo della Genesi, il Signore dice a Noé quanto segue: "E tu sii fecondo e moltiplicati; occupa con abbondanza la terra, e qui moltiplicati". ...Un invito molto più generale delle ..."sette leggi noachiche", non vi pare? Ma, finalmente, troviamo un enunciato: NON nella Bibbia, ma più avanti, nel Talmud (trattato Sanhedrin, 56a e 56b): "i nostri rabbi hanno insegnato: sette precetti furono imposti ai figli di Noè: leggi sociali; astenersi dalla bestemmia e dalla idolatria; dall'adulterio; dal versare sangue; da rapine; e dal mangiar carne tagliata da un animale vivo". (Sic!). Dopo l'espressione "leggi sociali", una nota spiega: "cioè stabilire tribunali o, forse, (!) osservare la giustizia sociale (Nahmanides sii Genesi XXXIV, 13). Ma l'autHast. Dict. traduce "obbedienza all'autorità".

Tutto diventa più chiaro. Le strambe "sette leggi noachiche" sono una delle infinite elucubrazioni escogitate dai Farisei, probabilmente nel secondo secolo dopo Cristo. Si tratta di sentenze rabbiniche basate su riferimenti biblici a dir poco evanescenti, ma che statuiscono la solida e chiara volontà del rabbinato di esigere "l'obbedienza all'autorità" (la loro) da parte dei gentili, ed il potere di istituire "tribunali" per i goym - ciò che, detto fra parentesi, nemmeno "la rivelazione esclusiva di Mosé", "riservata agli ebrei" concede loro, visto che i Dieci Comandamenti non autorizzano una particolare autorità ebraica sul genere umano. Ma si sa, a questi "pii giudei" nulla importa della loro Torà (il nostro Pentateuco) quando questa non avalla i loro interessi ed i loro progetti... La pretesa dei Lubavitcher, come spiegano limpidamente, è che: "Questi comandamenti [le leggi noachiche] sono il fondamento di ogni progresso morale dell'umanità [sic!].

Per inciso, va detto che, anche da noi, qui In Italia, il gran rabbino Riccardo Di Segni, presidente delle comunità ebraiche italiane, si è fatto filmare spiegando, in una conferenza organizzata dalla massoneria italiana, cosa i giudei si attendono dai non ebrei, ed in particolare dai "fratelli massoni": il rispetto delle leggi noachiche. Per chi lo volesse, è possibile visionare questo interessante filmato cliccando QUI.

Il giudaismo considera la vita da un punto di vista insieme nazionale e universale. Nel primo senso è particolaristico, costituendo un popolo distinto e separato dagli altri dalle sue peculiari leggi religiose. Ma nel secondo senso riconosce che il progresso morale e l'amore e l'approvazione divini che ne conseguono sono privilegio ED OBBLIGO di tutta l'umanità. Perciò il Talmud formula le sette leggi noachiche, osservando le quali tutto il genere umano può giungere alla perfezione spirituale, e senza le quali la morte morale seguirà inevitabilmente. Questa è probabilmente l'idea sottesa all'asserzione [talmudica] che "un gentile è passibile di morte se viola una qualunque di esse".

Noi abbiamo fondati motivi per ritenere che, negli Stati Uniti, dietro la facciata egalitaria e democratica, abbia sempre governato la lobby ebraica, se non dalla fondazione di quello stato, almeno dal 1900 in poi. Tuttavia, almeno sulla carta, fra tutte le costituzioni repubblicane del mondo moderno, quella degli Stati Uniti è la sola che sancisca la "liberty under God', la libertà del cittadino, però soggetta a Dio. Non è una costituzione dichiaratamente illuminista e volterriana, sicuramente lo fu nei fatti per come venne applicata, ma non nelle parole. I padri fondatori, nell'inserire quel passo, sfoggiavano un'idea precisa di come si configurasse la "soggezione a Dio" americana: come soggezione ai Dieci Comandamenti, ed al "non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te", non alle balzane leggi noachiche. 'Io sono un cristiano vero [...] discepolo delle dottrine di Gesù", scriveva Thomas Jefferson, il 9 gennaio 1816, all'amico Charles Thompson. E le dottrine di Gesù implicavano, per costoro, che Dio ha fatto gli uomini liberi ed uguali.Herman Melville, nel romanzo di fondazione americano Moby Dick, eleverà un epico inno al Dio cristiano come "centro e circonferenza di ogni democrazia. La sua onnipresenza, la nostra divina eguaglianza". "Il grande Iddio democratico", "lo spirito dell'eguaglianza che ha steso sopra tutta la mia specie [tutti gli uomini, non solo gli ebrei] un regale mantello di umanità", è nella costituzione americana "il fondamento di ogni progresso morale dell'umanità ". L'esatto contrario del segregazionismo della "razza eletta", enunciato dall'ebraismo egemone dei Lubavitcher. La Costituzione americana fu scritta da persone che si presentavano come democratici radicali. Non poteva ammettere due codici e due leggi, una per gli "eletti" ed una per coloro che "non avranno parte nel mondo a venire"...


Ma negli Stati Uniti d'oggi, non è più questa costituzione scritta a guidare il governo, NEMMENO FORMALMENTE!

Infatti, nel marzo del 1991, il presidente Bush (padre), a Camere riunite, emanò la Joint House Resolution 104, Public Law 102-14, con cui la data di nascita di rabbi Menachem Schneerson fu dichiarata "giorno dell'istruzione" in Usa. Nel preambolo della nuova legge, viene detto: "il Congresso riconosce la tradizione storica di valori etici e principi che sono la base della nostra società civile e su cui la nostra grande nazione è fondata". Qui, ci si aspetterebbe l'evocazione della "tradizione storica" e dei "valori etici" americani enunciati da Jefferson, da Payne, da Washington: libertà sotto Dio, uguaglianza, democrazia. Invece, ecco il seguito.
"Questi principi e valori etici sono stati la base della società fin dall'alba della civiltà, quando
essi furono conosciuti come le sette leggi noachiche" (si veda il sito: http://www.thomas.loc.gov/cgi-bin/qu...J.RES.I04.ENR).

...Le leggi noachiche...

Il Congresso USA fa' dunque riferimento, dal 1991, a quelle. In America non vige più la Costituzione, ma le norme talmudiche riservate a noi goym. Sicuramente questo era vero anche prima, ma, oggi, ce lo dicono chiaro e tondo in faccia!



LE DUE LEGGI



Da anni i Lubavitcher conducono una campagna contro la festività del Natale. Uno dei loro volantini recita così: "Campagna per abolire le celebrazioni di Natale dei gentili [...] in base alla nota sentenza ebraica che definisce i cristiani idolatri (Likkutei Sichos 37:198)(8). "Sentenza" qui va inteso nel senso giudiziario: il Talmud è, di fatto, una raccolta di sanzioni penali, pronunciate dai rabbini e originariamente dai Farisei (9) nel corso dei secoli. Con la serietà dei fanatici, i Lubavitcher intendono applicare il loro codice penale ai gentili dal momento che i tempi messianici sono qui, ed il comando del mondo spetta a loro.

Da un punto di vista massmediale, la lobby ebraica è già da tempo riuscita a modificare in chiave non cristiana la celebrazione del Santo Natale. Infatti la figura di Babbo Natale ha quasi completamente sostituito quella di Gesù Bambino. Solo cinquanta anni fa i bambini dicevano <<Gesù Bambino mi ha portato questo regalo>>, oggi dicono <<Babbo Natale mi ha portato...>>. Da un punto di vista storiografico si sappia che Babbo Natale fu un'invenzione dei pubblicitari della Coca Cola...

Tornando ai Lubavitcher ed alle LORO leggi, da applicare esclusivamente a NOI, essi non nascondono più nemmeno quale tipo di disciplina intendono applicarci, appena potranno, per chi si macchia della colpa di celebrare il Natale...
"Un gentile [...] è passibile di pena capitale [...] se ha inventato una festa religiosa per sé. Il principio generale è che non gli consentiamo di elaborare nuovi rituali religiosi e mitzvah [comandamenti, o anche "benedizioni", "buone azioni",ndr.] per conto proprio [...] Se egli [il goi] compie una mitzvah nuova, noi lo staffileremo, lo puniremo, e lo informiamo che è obbligato [sic] a sottoporsi alla pena di morte per questo (Rambam Mishne Torah Hilchose Melachim 10:9)". L' autorità qui citata, "Rambam", non è altri che Maimonide, il talmudista sefardita vissuto in Spagna fra il 1134 ed il 1204; la "Mishne Torah" è una delle sue opere più famose.

"Maimonide", c'informa un testo sefardita, fu l'autore della Mishne Tora, uno dei più grandi codici di leggi ebraiche; egli compilò ogni concepibile questione della legge ebraica in ordine di materia, fornendo una pronuncia semplice delle posizioni prevalenti [fra i rabbini] in linguaggio piano. Al suo tempo, Maimonide fu ampiamente condannato per aver sostenuto che la Mishne Torah sostituiva lo studio del Talmud (10).

Dunque il diritto penale che i Lubavitcher riservano ai goym discende da una solida tradizione giudaica. Non è una loro invenzione, ma si richiama a Maimonide, il più grande filosofo che la religione ebraica abbia generato; una sorta di San Tommaso dell'ebraismo.


D'altra parte già il Talmud babilonese (Soferim 15, legge 10) cita un rabbi, Simon ben Yohai, che sentenzia: "Tob shebe goyyni harog" ("Anche il migliore dei gentili merita la morte"). La durezza di questa sentenza è stata dissimulata nella versione del Talmud di Soncino, che i gentili potevano leggere: "anche il migliore fra gli Egiziani....". Per prudenza, come riconosce la Jewish Encyclopedia nell'edizione del 1903 (voce "Gentiles", Vol. 5, p. 617).


Ma ormai, per i Lubavitcher, non è piùtempo di prudenza: il tempo del dominio dei Gentili, il tempo di "Edom", degli "Egizi" è finito.Ora è arrivato il tempo della legge giudaica sui gentili, che è la base di ..."ogni progresso morale"...

Essi la proclamano apertamente: "Se un infedele colpisce un ebreo, è degno di morte [...] Colui che colpisce un israelita sulla mascella, è come se avesse aggredito la Divina Presenza, poiché è scritto: se uno colpisce un uomo, è l'aggressore dell'Unico Santo" (Sanhedrin, 58b). Se uno colpisce "un uomo", deve essere inteso: un giudeo. Solo i giudei sono uomini.

Il rebbe, Menachem Schneerson, ha sviluppato ampiamente il concetto di uomo e di non- uomo (il gentile) a proposito della questione dei trapianti. Problematica post-moderna che il "savio anziano di Sion" affronta col primitivismo oscurantista e razzista di cui solo un lobbista ebreo sa essere capace.


"Se un giudeo ha bisogno di un fegato, si può prendere il fegato di un non ebreo innocente per salvare il primo? La Torah probabilmente lo consente. La vita di un ebreo ha valore infinito. Se vedi due persone affogare, un ebreo e un non ebreo, la Torah ti impone di salvare prima la vita dell'ebreo" (11).

Quello sopra letto è un edificante saggio di della moralità superiore dell'ebraismo, che pretende condurre tutti noi - volenti o nolenti - all'obbedienza di quei "fondamenti del progresso morale dell'uomo" che sono le leggi noachiche. Come abbiamo visto, le leggi noachiche prescrivono a noi "l'obbedienza all'autorità". Ovviamente non c'è autorità superiore a quella rabbinica.

Ne conseguono talune sgradevoli conseguenze: la società multirazziale andrà bene per i goym, ma non vale per gli uomini superiori, fine della creazione. Il rebbe si limitava a deplorare i matrimoni fra ebrei e gentili come "cremazione spirituale". Nel suo "Regno" messianico, simile misfatto comporterà la pena di morte, ovviamente per il gentile, non per l'ebreo. Per il rebbe, già lo sappiamo, libertà individuale e uguaglianza di fronte alla legge sono "ideali mal concepiti". I testi Lubavitcher sono qui per precisare il concetto.

"Sul monte Sinai D. (=Dio) diede i Dieci Comandamenti (e centinaia di altri) [sic!] al popolo ebraico.
Queste leggi riguardano solo gli ebrei nel loro ruolo speciale di guide spirituali del mondo"(12).

"La legge contiene due sentieri paralleli (ma separati) per il mondo: 613 comandamenti per
gli ebrei, e 66 comandamenti, contenuti nelle 7 leggi noachiche, per i gentili [...] i non ebrei possono non osservare il Sabato o le festività al modo degli ebrei [...] né assistere alla lettura pubblica della Torah in una sinagoga" (13).

Ancora: "I sette comandamenti [le sette leggi noachiche] non sono leggi arbitrarie, ma il piano di D. per l'umanità. Solo per gli ebrei tali sette leggi sono state sostituite dai dieci comandamenti. Agli ebrei D. diede l'intera Torah e la legge. Per questo hanno una speciale responsabilità - e comandamenti speciali - per essere il sacerdozio del mondo, "luce fra le nazioni" (14).

Non è una posizione esclusiva della setta. La American Cìvil Liberties Union, uno dei tanti organismi della lobby ebraica in Usa, si oppone all'affissione dei Dieci Comandamenti nelle pubbliche scuole e, in generale, nei luoghi pubblici. Ecco perché: per il giudaismo, i Dieci Comandamenti non sono proprietà pubblica, ma solo degli ebrei. Per i gentili, ci sono le leggi noachiche.


Ovviamente, nel "mondo a venire", i goym, o "gentili hassidici", non giudicheranno da sé le violazioni delle leggi noachiche. "Le comunità noachiche richiedono [...] tribunali, presieduti da giusti giudici rabbinicamente
educati, che funzioneranno similmente agli ebraici batei dinim(tribunali)" (15).

Del resto, c'informano i Lubavitcher, "già oggi un programma di Torah per il doposcuola a casa viene usato per insegnare ai bambini noachidi [...]. L'approccio educativo riduce al minimo gli studi laici (matematica, scienze, storia, inglese, sociologia, computer e altri studi tecnici) in favore di un'immersione totale nella Torah, la parola di D." Non dice Isaia che "lo straniero guarderà le vostre greggi"? L'umanità inferiore, destinata a servire la "luce delle nazioni", non ha bisogno di istruzione scientifica od umanistica. Generoso, Chabad sta già distribuendo su internet e per posta il corso semplificato di Torah per i servi- pastori. Del resto, "I non ebrei non devono essere elevati ad alcun officio o posizione di potere sopra degli ebrei. Se rifiutano di vivere una vita di inferiorità, questo segnala la loro ribellione e l'inevitabile necessità della guerra ebraica contro la loro stessa presenza nella terra d'Israele ":questo non è un rescritto rabbinico, ma una dichiarazione di Mordechai Nisan, docente della Hebrew University di Gerusalemme, pubblicata nel 1984 (16), nello spirito del Talmud e di Maimonide.

Così, un'inquieta curiosità ci prende di conoscere le 7 leggi, proliferate rabbinicamente in 66, alle quali noi goym saremo soggetti nel mondo a venire. Apprendiamo che ci sarà proibita la cospirazione (legge 25); proibito consultare i morti (legge 30) e mangiare un membro strappato a un animale vivo (legge 15). Ci è proibito praticare "Ov" (legge 7) e praticar "Yiddoni" (legge 9), qualunque cosa ciò significhi. Ci sono consentiti invece, apprendiamo con sollievo, i sacrifici rituali - evidentemente nel "tempio ricostruito". Le violazioni saranno invariabilmente punite in un solo modo: per decapitazione (legge 16).

Proibito, anzi proibitissimo, adorare Moloch, e, specificamente, "passare i nostri figli nel fuoco in onore di Moloch" (legge 7). A quanto pare questo non dovrebbe essere un problema per noi cristiani, anche nominali; lo è stato, come si legge nella Bibbia, per gli ebrei. D'altra parte, il Talmud (Sanhedrin 64a - 64b) prescrive certe condizioni, sotto le quali gli ebrei possono sacrificare i loro figli a Moloch. C'è sempre un'eccezione per gli ebrei...

Lo si vede, più chiaramente che altrove, su una materia delicata come la pedofilia. Il Talmud (Sanhedrin 55b, 69a) fulmina: "Le bambine portano dura punizione su coloro che hanno rapporti con esse quando sono mestruate". Tuttavia, questo anatema ha di mira non l'atto sessuale, ma la paura ebraica del sangue mestruale e l'ossessione della "purità" rituale. Infatti: "quando un adulto ha un rapporto con una bambina, ciò è nulla; perché, quando la bambina ha meno di tre anni, ciò è come se uno le ficca un dito in un occhio. Le lacrime vengono e vengono; così la verginità torna ad una bambina sotto i tre anni" (Ketuboth 11b).

Questa s'intende è una legge "per il bene degli ebrei",e deve far parte delle "centinaia" di rivelazioni date da D. sul Sinai esclusivamente al popolo eletto. Inoltre: "quando un bambino [ebreo] di meno di nove anni ha rapporti
sessuali con una donna adulta, o quando una ragazza si è accidentalmente ferita con un pezzo di legno [evidentemente durante la masturbazione] non vale riguardo ad essi l'accusa di non verginità" (Ketuboth 1 la).

Da tutta questa bella legislazione consegue che:

- una bambina di tre anni e un giorno "può essere presa in matrimonio per coito" (Sanhedrin 55b);

- un ebreo può sodomizzare un bambino se questo ha meno di nove anni" (Sanhedrin 54b);

a maggior ragione, "una bambina non ebrea di tre anni può essere violata" (Aboda Shara 37a), e lo stupratore "resta impuro solo fino a sera" (Choschen Ha' mischpat).

Sulla pederastia lecita i pareri dei giuristi rabbinici discordano: "Rab ha detto: la pederastia con un bambino sotto i nove anni non è consideratacome la pederastia con un bambino sopra quell'età. Samuele ha detto: la pederastia con un bambino sotto i tre anni non è riguardata come la pederastia con un bambino sopra quell'età".

Ma, per i membri del popolo eletto, nemmeno queste violazioni sono passibili di morte. Anzi. La legge prevede per loro ogni sorta di condono: <<Una donna venne da rabbi Hisda e gli confessò che il suo più lieve peccato era che il suo figlio più giovane era il prodotto del suo figlio più anziano. Poiché era il suo peccato più lieve, fu scusata>> (Abodah Zara 17a). "Il rapporto sessuale è permesso con un morto, sia che fosse o meno sposato" (Yebhamoth 55b). "Una donna che ha avuto rapporti con un animale ha titolo per sposare un sacerdote ebreo" (Yebamoth 59b).

Il giogo della legge è leggero, per i figli della "luce", la razza superiore che detta questo tipo di norme per "il progresso morale dell'umanità". È duro e pesante solo per i goym: "Ma gli akum (cristiani) sono stati creati per il solo fine di servire loro[ gli ebrei] giorno e notte. Né devono mai essere alleviati dal servizio. È degno del figlio di un re che gli animali nella loro forma naturale, e gli animali in forma umana, lo servano" (Midrash Talpiot, folio 225d).



(...CONTINUA)

NOTE
1. Vedere nel web la seguente pagina: http://www.chabad.org/therebbe/default.asp

2. Se volete leggere le "edificanti parole" del presidente bush, fatevi un giro in questa pagina: http://www.whitehouse.gov/news/relea...0030411-2.html

3. "Chabad" (a volte pronunciato Habad) è un acronimo delle tre parole ebraiche chochma, binah e daas, ossia "saggezza, comprensione e conoscenza". "Lubavitch" è il nome del villaggio (in Lituania) dove il movimento pone la sua culla, nel 1800. Dottrinalmente, lo Chabad è un ramo dell'hassidismo, impropriamente detto "misticismo"ebraico, perché pone l'accento sulla redenzione individuale dei fedeli attraverso la mediazione di un "messia locale"detto tzaddik, anziché sulla redenzione storica, messianico-rivoluzionaria, dell'intero popolo eletto. Oltre che sul Talmud e sullo Zohar (il più importante libro della Kabbalah), i Lubavitcher giurano sul Tanya (o Hatanya), il libro scritto dal "santo rabbino" (uno tzaddik) Shneur Zalman.

4. Vedere nel web la seguente pagina http://www.jewishvirtuallibrary.org/...nd_Chabad.html

5. Confronta di Israel Shahak e Norton Mezvinsky, Jewish fundamentalistn in Israel, Londra, 1999. Sempre del recentemente scomparso Israel Shahak, è interessantissima la lettura di "Storia ebraica e giudaismo - il peso di tre millenni" edito dalla Cooperativa Editrice Sodalitium. Di tale testo esiste una valida recensione in questa pagina: http://www.holywar.org/M3.htm

6. Vedi il testo di David Banon, Il Messianismo,Giuntina, 2000, p. 116

7. I primi cinque libri della Bibbia, che per noi cristiani si chiamano Pentateuco, per gli ebrei prendono il nome di "Torà". Vale la pena di notare come proprio la Torà che dovrebbe essere la fonte di ogni norma religiosa per i giudei, venga mille volte contraddetta o dimenticata da norme talmudiche le quali vengono sempre considerate più importanti dai settari hassidici.

8. Sul world wide web, noahide.com/xmas.htm. Il "Likkutei Sichos" è la raccolta dei discorsi del rebbe Schneerson, a cui i fanatici attribuiscono il valore di rescritti talmudici.

9. Cfr. Universal Jewish Encyclopedia, 1948, Vol.8, pag. 474: "La religione ebraica quale oggi è
discende senza interruzione, attraverso i secoli, dai Farisei. Le loro idee direttrici e metodi hanno trovato espressione in una letteratura di enorme estensione, che in grandissima parte è ancora esistente. Il Talmud è il più grande e importante corpo di [questa] letteratura, ed il suo studio è essenziale per un'autentica comprensione del farisaismo".

10. Sul web: "Sephardicsages.com/rambam.html"

11. Israel Shahak 'Op, cit, p. 62.

12. "Who is the Son ofG_D?"sul sito "noahide.com/son.htm"

13. "The Lawis Only a Minimum",su "noachide.com/minimum.htm".

14. "What is Noah's Covenant? Su"noahide.com/covenant.htm".

15 'The FinalWar for Jerusalem (Why Permanere Israeli Victory Is Now Within Reach)' su "noahide.com/fìnalwar.htm".

16. Israel Shahak, op.cit., p. 73