Cercano i cittadini attivi ma di fatto vogliono consumatori di voti. Sembra questo lo scenario che immaginano gli ideatori del Partito democratico. Ad Arturo Parisi non sembra sfuggire il problema quando oggi ha precisato che per dargli linfa occorre muovere dalla legge elettorale. E così il segretario dei Ds, Piero Fassino, aprendo i lavori con la relazione del consiglio nazionale dei Ds, torna a tracciare la rotta per creare il nuovo soggetto unitario di tutti i riformismi e i riformisti italiani e auspica che venga creato dall'alto tramite tavoli di negoziato tra i partiti dell'Unione.
Cosa sono infatti il Partito democratico e il partito unico ambito dal centro destra se non quelli che Oltreoceano chiamano "catch all parties" partiti pigliatutto. Partiti che hanno un'esistenza carsica. Affiorano alla vista di appuntamenti elettorali per poi scomparire nel bailamme del parlamento e riemergere in occasione di altri scrutini. Programmi di minima, organismi di gestione del potere che non necessitano più della militanza o della cittadinanza attiva.
Intanto ci sono le televisioni ad agitare gli animi e chiamare all'adunata i votanti quando fa capolino la nuova tornata elettorale. Otto Kircheimer coniò l'espressione e profetizzò l'evoluzione dei sistemi elettoriali negli anni settanata ma nessuno gli diede retta anche se aveva già afferrato il bandolo della matassa che avrebbe condotto verso forme di post-democrazia. Che con la democrazia non hanno nulla a che fare se non tramite il simulacro dell'urna. Forse anche i militanti di centro sinistra se ne sono resi conto, visto che secondo un sondaggio Eurisko hanno frenato i loro entusiasmi verso il Partito democratico!


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