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    Predefinito [Roma] Blitz degli ebrei alla marcia filo araba

    Gli ebrei del Ghetto al corteo pacifista: siete terroristi
    Blitz alla marcia filo-araba. Folla pro Israele
    Tanti in sinagoga, fischi per una frase di Rutelli

    ROMA — «È il conflitto mediorientale che si allarga, che attraversa le nazioni e ora è arrivato qua, tra gli italiani...». Le otto di ieri sera, Alì Rashid, palestinese, neo-deputato di Rifondazione, guarda la scena, è sconvolto. Mentre in piazza Venezia sta per cominciare la fiaccolata dei pacifisti con le bandiere arcobaleno, del Libano e della Palestina, all’improvviso, dai giardinetti di fronte all’Ara Coeli, vicino ai capolinea degli autobus, sbucano gli ebrei romani del Ghetto, con le bandiere bianche e azzurre e la stella di Davide.

    Si riconoscono quelli dell’«associazione del ’48», sono i comitati di base della comunità ebraica capitolina: «Israele, Israele — gridano contro i pacifisti —. Non brucerete più le nostre bandiere, fateci partecipare anche a noi al vostro corteo, terroristi, terroristi... ».

    Un blitz che nessuno s’aspettava, neppure le forze dell’ordine,
    impegnate dall’alba coi tassisti. Era previsto che gli ebrei si radunassero più tardi, alle 22, alla Sinagoga, per una veglia di solidarietà al loro Paese. E difatti anche il portavoce della comunità romana, Riccardo Pacifici, al telefono sembra spiazzato. Ma non troppo: «Vuol dire che d’ora in poi noi ci saremo sempre e ovunque». Passano minuti di tensione altissima: cori, insulti, anche qualche inspiegabile saluto romano («Non è certo roba nostra», si schermiscono i giovani del Ghetto. E allora di chi?). Dall’altra parte, nel corteo organizzato da Fiom Cgil, Action for Peace, Un ponte per e un’altra ventina di sigle, sfilano parlamentari di Rifondazione (Rocchi, Smeriglio, Russo Spena) e Comunisti italiani (Rizzo), Paolo Cento dei Verdi («Questa manifestazione non è in contrasto con quella alla sinagoga»). Sfilano pure Giannini e Turigliatto, due degli otto dissidenti sull’Afghanistan.

    Ma soprattutto sono presenti molti giovani arabi, libanesi e palestinesi, che rispondono a tono agli ebrei romani: «Assassini, assassini». Il sentimento dominante nella piazza è l’odio. Due popoli, due Stati: macché, solo a parole. Manuela Palermi, dei Comunisti italiani, tenta di far presente agli ebrei che i pacifisti italiani hanno già cacciato dai loro cortei i facinorosi che bruciarono le bandiere. Ma dall’altra parte le rispondono che «Diliberto ha stretto la mano a Nasrallah ». Un cordone di polizia con i caschi e i manganelli fa in tempo a mettersi in mezzo per dividere le due fazioni. Intanto, però, scoppia pure un bombone da stadio e non si capisce chi sia stato a farlo esplodere: gli ebrei, i palestinesi o i tassisti che ce l’hanno con Bersani. Poi, finalmente, la fiaccolata punta verso il Colosseo e gli ebrei si ritirano. E dove vanno? Alle 22 molti di loro li ritrovi davanti alla Sinagoga, dove c’è tantissima gente, più di mille persone, anche gli ex deportati, i sopravvissuti di Auschwitz, con la kippah e le bandiere al collo.

    Per Israele una grande veglia bipartisan: con Veltroni e Fassino, Giovanardi e Pera, Bondi e Boato, Cesa e Castelli, Capezzone e D’Elia. E poi Ferrara, Colombo, Polito, Guzzanti, Rossella. Berlusconi, applauditissimo, ha inviato un messaggio, ma la vera ovazione è per Gianfranco Fini, il leader di An. «Dove sono adesso i pacifisti italiani? I paladini di tutti i popoli che soffrono, ma mai paladini del popolo d’Israele — esordisce il neo-eletto presidente degli ebrei italiani, Renzo Gattegna —. L’assenza stasera di alcuni ci amareggia...».

    L’ambasciatore d’Israele, Ehud Gol, è ancora più duro: «Noi vogliamo solo una vita normale, università, cinema, autobus, supermercato. E invece dobbiamo fare i conti ogni giorno con i terroristi di Hamas e di Hezbollah. Bisogna distruggere le infrastrutture di questi terroristi. Dobbiamo farlo per noi, per il Libano, per tutti i popoli arabi. Il precedente governo italiano lottò per inserire Hamas nella lista dei terroristi internazionali. Ora ci aspettiamo che anche il nuovo governo (sono presenti i sottosegretari Vernetti e Levi, ndr) faccia lo stesso per Hezbollah». Fischi per Rutelli che, collegato al telefono, dice: «La reazione di Israele non è stata proporzionata ».

    Qualcuno nota pure l’assenza del neo-ministro degli Esteri D’Alema. Solo applausi, invece, per Fassino: «Mai l’Europa accetterà qualunque messa in discussione dell’esistenza dello Stato d’Israele». E battimani anche per Fini ( ) : «Uno Stato ha il diritto di difendersi quando è attaccato militarmente». La conclusione di Riccardo Pacifici, però, lascia a tutti l’amaro in bocca: «Noi siamo qui ad applaudire mentre i nostri fratelli laggiù sono nei bunker».

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano_Trento
    Gli ebrei del Ghetto al corteo pacifista: siete terroristi
    Blitz alla marcia filo-araba. Folla pro Israele
    Tanti in sinagoga, fischi per una frase di Rutelli

    ROMA — «È il conflitto mediorientale che si allarga, che attraversa le nazioni e ora è arrivato qua, tra gli italiani...». Le otto di ieri sera, Alì Rashid, palestinese, neo-deputato di Rifondazione, guarda la scena, è sconvolto. Mentre in piazza Venezia sta per cominciare la fiaccolata dei pacifisti con le bandiere arcobaleno, del Libano e della Palestina, all’improvviso, dai giardinetti di fronte all’Ara Coeli, vicino ai capolinea degli autobus, sbucano gli ebrei romani del Ghetto, con le bandiere bianche e azzurre e la stella di Davide.

    Si riconoscono quelli dell’«associazione del ’48», sono i comitati di base della comunità ebraica capitolina: «Israele, Israele — gridano contro i pacifisti —. Non brucerete più le nostre bandiere, fateci partecipare anche a noi al vostro corteo, terroristi, terroristi... ».

    Un blitz che nessuno s’aspettava, neppure le forze dell’ordine,
    impegnate dall’alba coi tassisti. Era previsto che gli ebrei si radunassero più tardi, alle 22, alla Sinagoga, per una veglia di solidarietà al loro Paese. E difatti anche il portavoce della comunità romana, Riccardo Pacifici, al telefono sembra spiazzato. Ma non troppo: «Vuol dire che d’ora in poi noi ci saremo sempre e ovunque». Passano minuti di tensione altissima: cori, insulti, anche qualche inspiegabile saluto romano («Non è certo roba nostra», si schermiscono i giovani del Ghetto. E allora di chi?). Dall’altra parte, nel corteo organizzato da Fiom Cgil, Action for Peace, Un ponte per e un’altra ventina di sigle, sfilano parlamentari di Rifondazione (Rocchi, Smeriglio, Russo Spena) e Comunisti italiani (Rizzo), Paolo Cento dei Verdi («Questa manifestazione non è in contrasto con quella alla sinagoga»). Sfilano pure Giannini e Turigliatto, due degli otto dissidenti sull’Afghanistan.

    Ma soprattutto sono presenti molti giovani arabi, libanesi e palestinesi, che rispondono a tono agli ebrei romani: «Assassini, assassini». Il sentimento dominante nella piazza è l’odio. Due popoli, due Stati: macché, solo a parole. Manuela Palermi, dei Comunisti italiani, tenta di far presente agli ebrei che i pacifisti italiani hanno già cacciato dai loro cortei i facinorosi che bruciarono le bandiere. Ma dall’altra parte le rispondono che «Diliberto ha stretto la mano a Nasrallah ». Un cordone di polizia con i caschi e i manganelli fa in tempo a mettersi in mezzo per dividere le due fazioni. Intanto, però, scoppia pure un bombone da stadio e non si capisce chi sia stato a farlo esplodere: gli ebrei, i palestinesi o i tassisti che ce l’hanno con Bersani. Poi, finalmente, la fiaccolata punta verso il Colosseo e gli ebrei si ritirano. E dove vanno? Alle 22 molti di loro li ritrovi davanti alla Sinagoga, dove c’è tantissima gente, più di mille persone, anche gli ex deportati, i sopravvissuti di Auschwitz, con la kippah e le bandiere al collo.

    Per Israele una grande veglia bipartisan: con Veltroni e Fassino, Giovanardi e Pera, Bondi e Boato, Cesa e Castelli, Capezzone e D’Elia. E poi Ferrara, Colombo, Polito, Guzzanti, Rossella. Berlusconi, applauditissimo, ha inviato un messaggio, ma la vera ovazione è per Gianfranco Fini, il leader di An. «Dove sono adesso i pacifisti italiani? I paladini di tutti i popoli che soffrono, ma mai paladini del popolo d’Israele — esordisce il neo-eletto presidente degli ebrei italiani, Renzo Gattegna —. L’assenza stasera di alcuni ci amareggia...».

    L’ambasciatore d’Israele, Ehud Gol, è ancora più duro: «Noi vogliamo solo una vita normale, università, cinema, autobus, supermercato. E invece dobbiamo fare i conti ogni giorno con i terroristi di Hamas e di Hezbollah. Bisogna distruggere le infrastrutture di questi terroristi. Dobbiamo farlo per noi, per il Libano, per tutti i popoli arabi. Il precedente governo italiano lottò per inserire Hamas nella lista dei terroristi internazionali. Ora ci aspettiamo che anche il nuovo governo (sono presenti i sottosegretari Vernetti e Levi, ndr) faccia lo stesso per Hezbollah». Fischi per Rutelli che, collegato al telefono, dice: «La reazione di Israele non è stata proporzionata ».

    Qualcuno nota pure l’assenza del neo-ministro degli Esteri D’Alema. Solo applausi, invece, per Fassino: «Mai l’Europa accetterà qualunque messa in discussione dell’esistenza dello Stato d’Israele». E battimani anche per Fini ( ) : «Uno Stato ha il diritto di difendersi quando è attaccato militarmente». La conclusione di Riccardo Pacifici, però, lascia a tutti l’amaro in bocca: «Noi siamo qui ad applaudire mentre i nostri fratelli laggiù sono nei bunker».
    Ricapitolando: da quello che ho capito, i libanesi fanno prigionieri due soldati sionisti, i sionisti scatenano la guerra contro il Libano, per la serie una reazione proporzionata all'offesa subita, ci sono già decine di civili libanesi morti ed i sionisti italiani e quelli non italiani residenti in italia fanno una veglia di preghiera per gli aggressori, non solo, vanno pure a rompere le palle all'altra manifestazione.
    Che dire: libertè egalitè fraternitè... ma vaffanculo va!
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

  3. #3
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    Ma visto che sono tanto affezionati a quello "stato" perche' non partono e combattono con i "fratelli"?
    Almeno ce li leviamo dai coglioni.

  4. #4
    LONGINO
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    E Noi? A Guardare Come Al Solito?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da LONGINO
    E Noi? A Guardare Come Al Solito?
    A parte il fatto che qualcuno, onore a loro, non si è fermato a guardare, ma se le grandi organizzazioni sono ferme, forse tanto grandi non sono, non lo so è un'impressione.
    Tutti gli autocarri sono in riparazione?
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

  6. #6
    LONGINO
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    Si Gia Ieri Ho Fatto I Complimenti A Fn...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate
    Ma visto che sono tanto affezionati a quello "stato" perche' non partono e combattono con i "fratelli"?
    Almeno ce li leviamo dai coglioni.
    Perchè non hanno le palle per farlo .
    E poi per ottenere quello che vogliono basta piagnucolare un pò, come fanno di solito.

  8. #8
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    Predefinito Aggiornamenti ANSA

    BEIRUT - Bombardamenti aerei sono ripresi stasera su Beirut, dove caccia israeliani hanno lanciato missili a intervalli regolari. Nella notte due caserme libanesi sono state bombardate. Una prima a Jamhour, una dozzina di km a est di Beirut (non lontano dal palazzo presidenziale di Baabda e dalla sede del ministero della difesa), è stata bombardata in serata in quattro riprese. Una seconda è stata l'obiettivo di un successivo attacco. Si tratta della caserma di Kfarchima, sul litorale, a sud est di Beirut. Anche questo raid avrebbe causato vittime, secondo un portavoce dell'esercito libanese, che però non è stato in grado di fornire un bilancio.

    ARRIVATI IN ITALIA ALTRI 182 ITALIANI EVACUATI
    Altri 182 italiani evacuati dal Libano, tra cui 11 bambini anche in tenera età, sono giunti alle 4,30 all' aeroporto di Fiumicino con un volo speciale Alitalia. Prima del viaggio in aereo da Larnaca a Roma, i nostri connazionali insieme con altri 150 cittadini stranieri, erano stati trasferiti ieri sull' isola di Cipro a bordo del cacciatorpediniere della marina militare italiana "Durand the La Penne" salpato nel primo pomeriggio dal porto di Beirut. Così come già accaduto domenica scorsa in occasione dell' arrivo dei primi italiani rimpatriati con due voli umanitari dell' Alitalia e dell' AirOne, anche oggi i nostri connazionali sono stati accolti in aeroporto con bevande, cibo e generi di conforto distribuiti da personale delle forze di polizia del 118, di Adr e volontari della protezione civile del comune di Roma e della Regione Lazio coordinati da funzionari della prefettura di Roma.

    RAID ISRAELIANO SU VILLAGGIO SUD, VITTIME
    Un raid compiuto nella notte dagli aerei israeliani ha ucciso almeno sei civili in un villaggio del Libano meridionale. Lo ha detto il sindaco del villaggio alla televisione di Hezbollah, al Manar. Il sindaco ha riferito che gli israeliani hanno colpito una casa nel villaggio di Aitarun, vicino alla città di Bint Jbeil. "Stiamo scavando con le mani e finora abbiamo tirato fuori sei cadaveri. Ma abbiamo paura che sotto le macerie ce ne siano altri".

    MOBILITATI TRE BATTAGLIONI DI RISERVISTI
    Tre battaglioni di fanteria di riservisti sono stati mobilitati nell'ambito dell'offensiva israeliana in corso dal 12 luglio in Libano. Lo ha reso noto il ministero della Difesa israeliano. Un portavoce ha confermato che "il ministro della Difesa Amir Peretz ha firmato ordini di mobilitazione in tal senso". Secondo i mass media israeliani, i riservisti daranno il cambio a unità di militari attualmente dispiegati in Cisgiordania, che verranno inviati verso la frontiera settentrionale di Israele.

    INTIMATA L'EVACUAZIONE DI UN VILLAGGIO LIBANESE
    L'esercito israeliano ha intimato agli abitanti del villaggio libanese di Aita Ach-Chaab di evacuare prima dell'alba di oggi: lo hanno riferito alla Afp degli abitanti raggiunti al telefono. Secondo uno di loro, un militare israeliano, a bordo di un veicolo dell'esercito israeliano che si è avvicinato al reticolato di confine, ha lanciato l'avvertimento con l'aiuto di un megafono: "abitanti d'Aita Ach-Chaab, avete tempo fino all' alba per partire, altrimenti distruggeremo una ad una le vostre abitazioni". "Non abbiamo vetture per lasciare il villaggio e non abbiamo alcuna garanzia che non saremo bombardati lungo le strade", ha detto uno degli abitanti, che ha preferito mantenere l'anonimato. Venerdì scorso diciotto abitanti del villaggio transfrontaliero di Marwahin, di cui undici bambini, erano stati uccisi in un bombardamento aereo israeliano mentre fuggivano dal loro villaggio su una camionetta, due ore dopo aver ricevuto, sempre tramite un megafono, l'ordine di abbandonare le loro case. Aita ach-Chaab è situato in prossimità dei luoghi dove miliziani Hezbollah avevano catturato, il 12 luglio, due soldati israeliani e ne avevano ucciso altri otto, un attacco che ha scatenato l'offensiva israeliana contro il Libano. Il sindaco di Tiro, Abdel Mohsein Hussein, ha riferito che circa 40 mila abitanti dei villaggi transfrontalieri hanno abbandonato le loro case a seguito degli ultimatum e dei raid israeliani.

    ANCORA ALCUNE SETTIMANE GUERRA, GENERALE
    Le forze armate israeliane hanno bisogno di alcune settimane di guerra per raggiungere in Libano gli obiettivi che si sono prefisse. Lo ha detto alla radio militare il generale Mosche Kaplinsky, vicecapo di stato maggiore. In risposta alla domanda di in intervistatore che voleva sapere se la situazione di conflitto proseguirà per mesi, il generale ha risposto: "No, non mesi, solo alcune settimane". Nel frattempo l'aviazione militare israeliana ha condotto anche la scorsa notte "centinaia di missioni" nei cieli del Libano, secondo quanto ha riferito un portavoce a Tel Aviv.

    OLMERT: LOTTA CONTRO 'ASSE DEL MALE'
    Il premier Olmert ha detto che quella che Israele sta conducendo è una lotta contro l''asse del male, rappresentato dalla Siria e dall'Iran, e contro "le organizzazioni terroristiche che sono uno strumento di quest'asse". "La nostra lotta è autodifesa", ha sostenuto. Il premier ha assicurato poi che Israele non accetterà di vivere sotto la minaccia di razzi e di missili. Israele, ha detto, è deciso "a colpire i terroristi e le infrastrutture terroristiche ovunque".

    Olmert ha aggiunto che Israele continuerà a combattere fino a quando non avrà ottenuto la restituzione dei soldati rapiti, sia a Gaza sia sul confine israelo-libanese, e perché siano onorate le risoluzioni della comunità internazionale che impongono il ritorno degli ostaggi, un pieno cessate il fuoco, il dispiegamento dell' esercito regolare libanese sul confine con Israele e il disarmo degli Hezbollah.

    VEGLIA ALLA SINAGOGA DI ROMA, UN'ALTRA PRO-PALESTINA
    Una manifestazione-veglia, promossa dalla Comunità ebraica di Roma, nei pressi della sinagoga di Roma alla presenza, tra gli altri, del segretario dei Ds Fassino e del leader di An Gianfranco Fini. Paolo Cento dei Verdi presente alla fiaccolata organizzata dai movimenti pacifisti pro-Palestina. "Questa manifestazione non e' in contrasto con quella alla sinagoga. Ci battiamo per i diritti dei popoli e per due Stati".

    ALMENO 41 MORTI IERI IN RAID ISRAELIANI
    Sono fra 41 e 46, a seconda delle fonti, le persone uccise ieri in Libano nei bombardamenti israeliani. L'episodio più sanguinoso quello di Sidone. Tre civili sono stati uccisi e quattro feriti in un attacco aereo nella regione di Tiro, mentre si recavano a piedi dal loro villaggio Bourj Rahal alla vicina località di Qasmiyé, secondo fonti di polizia citate dalla AFP. Tra le vittime anche nove soldati dell'esercito libanese, uccisi da un missile israeliano caduto sulla loro base a Abde, sulla costa nel nord del Libano. Altri dieci soldati sono rimasti feriti. Altri attacchi con vittime civili, secondo fonti citate dalla France Presse, sono stati registrati a Zahlé (centro), Chhim (sulle montagne dello Shouf a sud di Beirut), Baalbeck (centro-est). Sono oltre 190 (oltre 200 secondo altre fonti) le persone uccise in Libano da mercoledì scorso, quando sono iniziati i bombardamenti israeliani. Centinaia i feriti.
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da parabellum
    Perchè non hanno le palle per farlo .
    E poi per ottenere quello che vogliono basta piagnucolare un pò, come fanno di solito.
    lo stesso vale anche per gli altri però....ci sono moltissime riviste dell'ambiente e molti "convertiti" all'Islam che continuano a scrivere di dotta teologia nel forum mentre là si combatte....

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    lo stesso vale anche per gli altri però....ci sono moltissime riviste dell'ambiente e molti "convertiti" all'Islam che continuano a scrivere di dotta teologia nel forum mentre là si combatte....
    certo, ci sono da entrambe le parti... però il papà di una mia amica siriana è partito con i suoi due fratelli....

 

 
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