Originariamente Scritto da Tremendo
Pace, anzi quasi guerra – ma disarmati, si intende
di Marco Cavallotti
Siamo rientrati nel grande gioco, quello caro ai compagni. La nostra politica estera torna a seguire la sua vocazione ambidestra ma sempre fortemente "mediterranea", e i suoi interpreti ideali sono l'accoppiata Prodi-D'Alema. Siamo disponibili a mediare. Andiamo a cercarci un interlocutore improbabile, e il buffone (ovvero Prodi, non è reato) media trasmettendo le condizioni che le parti si pongono per il cessate il fuoco. Mussolini a Monaco era più credibile: in fondo anche lui aveva paura dell'ascesa irresistibile della potenza germanica, e anche lui avrebbe voluto contenerne lo straripamento. Noi no, noi siamo antiisraeliani, filoarabi, chiamiamo partigiani i terroristi, quando fanno la guerra e si massacrano fra loro ne diamo la colpa agli Amerikani, ed ora, mentre ci stiamo coprendo di ridicolo parlando di uscite precipitose dall'Iraq, già progettiamo di partecipare a grandiose missioni di pace in Libano e in Palestina. Chissà che cosa erano le missioni a Bagdad e a Kabul.
Ma ci sarà una differenza, immagino: perché sia chiaro che di missione di pace si tratta, perché i comunisti e i postcomunisti di governo siano contenti, noi manderemo i nostri ragazzi in Libano e in Palestina senza armi, come mamma li ha fatti. Una lezione di pacifismo e di coerenza. Che se poi ci scappa qualche morto, tutto si risolverà con esequie di Stato, con qualche medaglia, con vedove e madri affrante ricevute al Quirinale…
Lo ha capito perfino Kofi Annan, che ha precisato che per un eventuale corpo di interposizione sono necessari armamenti e strumentazioni adeguati. Ma noi no, noi andremo a mani nude, altrimenti che missione di pace è, e come potrebbe distinguersi da quelle che stanno per concludersi ignominiosamente?
D'Alema, probabilmente meno sprovveduto del buffone che presiede la compagine governativa, sa bene che deve aggrapparsi alla ipocrita richiesta di reazioni "proporzionate", che deve continuare a fingere di ignorare che un paese serio non può accettare di essere fatto oggetto di atti terroristici e di bombardamenti – che proseguono da anni – senza incrementare gradualmente la propria strategia dissuasiva e la propria reazione. Sa che alla fine diventerà difficile convincere i militari e gli Italiani a partire senza i mezzi per difendersi, con istruzioni di ingaggio demenziali. Prodi no. Prodi da San Pietroburgo si allinea al più screditato della comitiva, a Chirac, annuncia la propria idea geniale fra una telefonata inutile e l'altra da mosca cocchiera, e si propone come partner della Gran Bretagna: così andremo sotto il comando britannico, fra militari veri e ben armati, ridotti a soldatini-bersaglio e disarmati. O a fare i soliti pasticci per non essere oggetto di aggressioni.
Marco Cavallotti