Olmert e l'ONU

In margine all’invasione del Libano


“ Olmert blocca l’ONU” : queste tre parole che si leggono sugli ultimissimi comunicati stampa chiariscono anche agli imbecilli, più di mille articoli, quale sia la realtà contemporanea in cui viviamo.

Una realtà fatta di colossali menzogne fatte inghiottire con martellante propaganda.

Partiamo dall'ONU.

E' davvero ora di finirla di far finta di credere che l’ONU conti qualcosa. La Svizzera, ultimo paese ad avervi stupidamente aderito, con le dichiarazioni di Olmert, avrà ancora una volta conferma di quanto i suoi squallidi politicanti pro ONU e UE siano in realtà dei burattini che vendono alla gente mercanzia avariata. Olmert dice in parole povere che i soldati dell'ONU saranno chiamati quando farà comodo a Israele. Saranno scudi umani pagati dal resto del mondo. L’ONU è una bufala che non serve a niente a meno che lo vogliano gli americani e gli ebrei. Serve contro l’Iran, l’Iraq , l’Afghanistan, la Serbia. Zero contro Israele. Che ha violato e viola, da anni, 70 e più risoluzioni ONU ed ha persino cacciato il CICR, organizzazione, ( l'unica al mondo, che agisce solo con scopi umanitari ) con la ributtante faccia tosta che dimostra in queste ore. Il bello che che Israele chiede all’ONU di condannare l’Iran. Che non ha mai aggredito nessuno ma è stato aggredito! Che non ha armi atomiche mentre Israele le ha. Che non ruba la terra agli altri mentre Israele lo fa.
Tenuto dunque conto che non esiste ( e tutto sommato è meglio ) una “società delle nazioni” che faccia anche solo finta di garantire una giustizia internazionale, ( non esiste nè giustizia nè legalità internazionale: non è mai esistita) dovrebbe essere chiaro anche ai mongoloidi che la legittimità delle nazioni è totale . La sovranità è un diritto inalienabile e unica garanzia di libertà dei popoli. Un popolo non sovrano è un popolo schiavo. La forma di governo fa parte della sovranità e non può mai ssere imposta dall’esterno sotto qualunque pretesto ( un pretesto si trova sempre) Ogni popolo deve difendere la sovranità sotto pena di scomparire se non lo fa. La libertà ( e men che mai quella cosa indefinita che chiamano democrazia) non può essere imposta con le minacce, le sanzioni o addirittura le invasioni.

Se si parte da queste evidenti constatazioni, la politica estera è fondamentale: parafrasando Giulio Cesare si potrebbe affermare che neanche l’ultimo villaggio delle Gallie ( quivi noi viviamo) può permettersi di occuparsi solo delle sue fogne e dei suoi..inceneritori di rifiuti, dimenticando la politica estera. Che determina, volens nolens, il suo futuro. Si tratti del piccolo Ticino o della Germania.

Anche il Libano era piccolo, non ambiva a dettare la politica mondiale. Il Libano era la Svizzera del Medio Oriente. Avrebbe ben voluto continuare ad essere neutrale. Ma non aveva un esercito. La nascita ( del tutto illegittima) nel 1948 dello stato di Israele provocò un’invasione di profughi palestinesi che a loro volta restando a marcire senza speranza nei campi profughi organizzarono la resistenza anti ebraica. Lo stato sionista allora attaccò il Libano e lo ridusse in rovina e in miseria. Si stava ricostruendo ed è stato nuovamente distrutto. Il Libano non può eliminare i palestinesi per difendere la sua sopravvivenza ( moralmente sarebbe comunque un'infamia) La prima colpa del Libano, la sua spaventosa disgrazia, è quella di non avere mai avuto un esercito forte. Con buona pace degli idioti pacifisti.

Lo stato sionista non ha alcuna giustificazione morale ( è illegittimo storicamente) ma esiste ed è una nazione ormai, anzi una potenza militare. Fa la sua politica pesantemente aggressiva e la pagherà un giorno: ma non gli si può impedire di farla.

Così come non si può negare agli altri il diritto di opporvisi con tutti i mezzi. Tutti

Lasciamo perdere l’ONU e la ridicola Carla Del Ponte con il suo patetico teatrino della Corte dell’Aia: può far crepare Milosevic che era già un uomo morto, ma i Bush e gli Olmert, come i Sharon, la mandano beffardamente a quel paese come e quando vogliono. Se avesse un briciolo di dignità andrebbe a giudicare i ladri di polli che sono alla sua portata. Non esiste neanche l’ombra di una giustizia internazionale, nessuna equità , nessun possibile intervento. Solo mascherature che servono a imporre una finta legalità alle legge dei più forte. Il terrorismo è solo una guerra asimmetrica: illegalità contro illegalità. Il terrorismo di Stato non è meno schifoso del terrorismo della guerriglia: in guerra la morale non ha senso e chi vince non si lascia processare.

Ancora una volta, come detto, il pacifismo si dimostra un’idiozia: se vi tirano un missile in testa non potete porgere evangelicamente l’altra testa, se non interviene direttamente Gesù Cristo. Che in genere non lo fa.

Quindi difendersi è giusto. Ma Israele fa ridere quando afferma la "leggitima difesa" : con lo stesso principio un rapinatore dopo la rapina potrebbe legittimante sparare ai poliziotti. E' Israele che ha rubato e continua a rubare la terra, l'acqua, il futuro a milioni di persone e minaccia anche il nostro.In genere nelle guerre c’è sempre un aggressore e un aggredito, ma le radici sono spesso lontane. Hezbollah attacca Israele in modo fanatico ma gli ebrei sono altrettanto fanatici e altrettanto feroci.

I mussulmani sono considerati fondamentalsti. E' vero. Ma si dimentica spesso che Israele è uno stato fondato su principi religiosi, un gran numero di ebrei è fondamentalista quanto gli arabi ( lo stesso Rabin, "socialista" , disse alla Knesset che Israele era “uno stato sacro”) lo stato ebraico si regge su basi razziali ( solo gli ebrei possono immigrare liberamente ed è ebreo solo che è figlio di madre ebrea) gli stessi arabi israeliani sono discriminati.

Quindi la guerra fra ebrei e non ebrei in Palestina ha origini molto lontane. Non nasce dai missili Hezbollah e men che mai dal povero Libano. Nasce da una questione irrisolta dopo l’occupazione della Palestina e dal fatto che gli arabi cacciati non accettano di esserlo.

Il cosiddetto Occidente è in genere filo israeliano per l’eccessiva influenza della lobby ebraica.

In Italia l’intera stampa è filo sionista, ma in modo spudorato. Da giornali di proprietà ebraica come il Corriere della Sera e La Stampa ( più correlati) di Elkann , alla Repubblica ( più correlati ) di De Benedetti, due colossali esponenti della finanza ebraica e dai giornali della destra berlusconiana ( Giornale, Libero, Messaggero ecc) sempre in ginocchio davanti ai sionisti.
In Italia il Corriere riporta ogni giorno ogni sospiro delle comunità ebraiche ( che rappresentano 27.000, dicesi 27.000 cittadini) ma che volevano addirittura decidere chi doveva essere il ministro degli esteri: e con qualche buona ragione perché su 27 .000 , cioè lo 0,005 per mille su quasi 60 milioni di abitanti, hanno il 25 per cento delle firme giornalistiche, senza contare altri potentati cruciali. Ora che questi signori siano tanto bravi e gli altri 58 milioni tanto stupidi è possibile e meglio per loro ma ciò che non si può accettare che non cerchino di difendere gli interessi del paese in cui vivono ma sempre e costantemente quelli di Israele. Quando si sottolinea questa evidenza hanno sempre l’arma pronta: tirano fuori un sopravvissuto dei lager ( sembra incredibile ma 70 anni dopo sono ancora miriadi) e vi accusano di antisemitismo. Troppo comodo.
In realtà nessuno li disturba anzi godono di invidiabili posizioni. Ma sarebbe bello facessero gli interessi del paese in cui vivono, non quelli di Israele. In realtà sembra che solo Israele li interessi.

Ora si dà il caso che Israele rappresenti in massimo danno per l’Europa.

Israele con la sua politica ha causato una guerra infinita e con la sua incredibile e feroce tracotanza può fare esplodere il mondo.

Israele dà sempre la colpa agli altri: vede dovute nemici mortali , spalleggiatio dalla stampa sionista. Il deplorevole Corriere di Mieli scriveva l’altro ieri “La nazione israeliana è in pericolo”. Semmai è il Libano che sta morendo sotto le bombe israeliane. Ma la propaganda martella:” Israele è in pericolo, dobbiamo difenderlo..” Vadano a quel paese. Israele vuole la guerra, vuole fare la super potenza , è convinto di essere il popolo eletto? Affari suoi, troverà pane per i suoi denti, meglio per lui se vince.

Ma che si difenda da solo. Non venga con i suoi insopportabili piagnistei a lamentarsi di continuo quando l'aggressore è lui. L’Europa per Israele ha pagato anche troppo, rischia di pagare ancora di più: è tempo di finirla. L’Iran non ci minaccia affatto , la Siria nemmeno, l’Iraq di Saddam non ci minacciava. Minacciava Israele? Forse, ma sono affaracci suoi e le comunità ebraiche in Europa, se vogliono vadano pure ad arruolarsi. L’Europa deve stare fuori: questa guerra ha fatto esplodere il terrorismo, il costo del petrolio, ha fatto migliaia di morti, ci porta ogni giorno vicini ad un devastante conflitto che potrebbe essere atomico. Perché dovremmo farlo, questo spaventoso conflitto, perché la cosa interessa lo stato ebraico? Che se lo faccia da solo!

GM