(ANSA) - ROMA, 20 LUG - "Se fossi ancora in Parlamento
voterei sì. Penso che questo strappo compiuto da alcuni
compagni di Rifondazione non sia una cosa buona,francamente non
sono affatto d'accordo con questo atto di dissenso". Così
Pietro Ingrao, leader della sinistra comunista, in un'intervista
alla "Stampa", commenta il voto di ieri sul Ddl per il
rifinanziamento delle missioni all'estero che ha ricevuto
quattro voti contrari da esponenti di Rifondazione.
"Spero ardentemente - prosegue - che in Senato, dove la
maggioranza ha pochi voti di scarto, questo dissenso rientri.
Considererei grave affossare o anche ferire seriamente il
governo di centrosinistra appena nato, ridando spazio a
Berlusconi. Sarebbe assurdo".
Parlano del 'diritto al dissensò Ingrao aggiunge:"Io ho
sempre difeso e difendo il dissenso e non credo che i
'dissidentì siano 'traditorì da cacciare. Penso però che il
loro sia un pesante errore politico, l'errore cioè di guardare
solo all'Afghanistan e fermarsi lì. Intendiamoci - osserva - Io
sono e resto un pacifista assoluto, ma oggi la questione afghana
va messa dentro un contesto più ampio, dall'Iraq a Israele al
Libano, alla Palestina. Io inviterei questi compagni dissidenti
a guardare la sostanza e l'insieme della nuova politica estera
italiana".
Alla domanda se ci sia discontinuità con il governo
Berlusconi, il leader storico della sinistra risponde: "Prima
c'era Berlusconi che ha gettato l'Italia mani e piedi
nell'aggressione americana all'Iraq. Oggi appoggiare il Governo
significa appoggiare una svolta netta rispetto a prima".
Parlando del ruolo dell'Onu, Ingrao aggiunge: "Bisogna
chiedersi se l'Onu esiste ancora, e a me pare che esista poco.
Dovrebbe essere l'Onu stessa a ritrovare la sua autonomia,
cominciando proprio dall'Iraq dove c'è o dovrebbe esserci ma
non si vede e non si sente".(ANSA).
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