l'attacco di israele al libano durerà al massimo per altri sette-dieci giorni ne sono sicuro


l'attacco di israele al libano durerà al massimo per altri sette-dieci giorni ne sono sicuro


L'operazione "pace in galilea" di sharon doveva durare 24 o 48 ore, poi si è visto come è finita.Originariamente Scritto da benfy
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Voglio augurarmi che per dichiarare "mission accomplished" non occorra il tempo occorso .. per l'Irak. Ma anche in questo caso, ti rendi conto di cosa stanno sollevando questi avvenimenti?
Veramente la follia vi ha reso così ciechi?


no, è che nella sua visione idilliaca della guerra israele è il BENE, e quindi non può perdurare nell'aggressione.Originariamente Scritto da Mustek


a Rice arriva a Beirut: «Urgente il cessate il fuoco»
Libano, si combatte nei villaggi di confine
L'esercito israeliano penetra ancora in territorio libanese e si scontra con gli Hezbollah. Nasrallah: i lanci di razzi continueranno
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BEIRUT (LIBANO) - Per il tredicesimo giorno consecutivo sono proseguiti gli scontri nel Libano meridionale tra truppe israeliane (che stanno penetrando sempre più in profondità in territorio libanese) e miliziani sciiti libanesi di Hezbollah. I soldati dello Stato ebraico stanno ampliando il proprio raggio d'azione, e dal villaggio appena conquistato di Maroun al-Ras puntano adesso verso nord, ma al momento si trovano impegnati in combattimenti quanto mai aspri con i guerriglieri integralisti, e parecchi tra loro sono rimasti feriti negli scambi di fuoco. Lo ha riferito un portavoce dell'Esercito dello Stato ebraico, aggiungendo che sono stati trasferiti in territorio israeliano due uomini di Hezbollah catturati ieri proprio a Maroun al-Ras.
Un carro armato israeliano in azione (Ap)
Un carro armato israeliano in azione (Ap)
Malgado l'accanita resistenza delle forze del Partito di Dio, i militari israeliani sarebbero giunti alle porte di Bint Jbeil, una delle principali roccheforti di Hezbollah nella zona. Il portavoce ha precisato comunque che per adesso l'offensiva punta ancora soprattutto a incursioni mirate contro le postazoni nemiche. Secondo la tv araba Al Jazira tra le fila israeliane ci sarebbero almeno 2 morti e 17 feriti, la notizia però non è ancora stata confermata da fonti ufficiali. L'esercito israeliano parla invece di almeno dieci miliziani uccisi, mentre sarebbero stati feriti 9 militari dello stato ebraico.
Un elicottero di Tel Aviv si è invece schiantato al confine con il Libano. La caduta del velivolo è stata riferita da fonti dei servizi di sicurezza di Tel Aviv, secondo cui ci sarebbero almeno 6 soldati israeliani feriti. Gli Hezbollah rivendicano l'abbattimento del velivolo. La radio pubblica israeliana ha invece detto che l'elicottero israeliano è precipitato in territorio israeliano a ridosso del confine col Libano dopo aver toccato, a quanto pare, un cavo dell'alta tensione, di ritorno da una missione di combattimento nel Paeae vicino. La radio ha anche detto che ci sono due vittime.
BOMBARDAMENTI - La radio israeliana ha invece precisato che, nel corso della notte, incursioni aeree israeliane hanno distrutto nove piattaforme per il lancio di razzi nella zona di Tiro, da dove gli Hezbollah hanno effettuato lanci contro la città israeliana di Haifa. Per la prima volta dall’inizio del conflitto, l’esercito israeliano ha bombardato il campo profughi palestinese di Rashidiye, nei pressi di Tiro, ferendo sei persone, tra cui un bimbo di quattro mesi. Nel corso di tale bombardamento, un proiettile ha colpito la casa del rappresentante in Libano del movimento palestinese "Fatah", Sultan Abul Ainain. «Questo bombardamento non ci impedirà di continuare a dare il nostro aiuto ai libanesi», ha detto un dirigente palestinese.
MINACCIA - Intanto dallo stato maggiore israeliano arriva una singolare minaccia. Gli aerei israeliani dovranno bombardare dieci edifici a più piani nei sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, per ogni nuovo razzo a lunga gittata che colpirà il porto settentrionale di Haifa, terza città dello Stato ebraico per importanza. Lo ha reso noto la radio dell'Esercito, secondo cui l'ordine all'aviazione è stato impartito personalmente dal capo dello stato maggiore interforze, generale Dan Halutz; questi ha fatto in particolare riferimento alla zona di Dahaya della capitale libanese, dove maggiore è la concentrazione di militanti e sostenitori del Partito di Dio. Domenica ad Haifa l'esplosione di razzi scagliati dai guerriglieri di Hezbollah aveva provocato la morte di due persone.
DIPLOMAZIA - Parallelamente si muove anche la diplomazia. Nel corso del suo viaggio verso il Medio Oriente, il Segretario Usa Condoleeza Rice, che è da poco arrivata a Berut dove incontrerà le autorità locali, ha lanciato un appello "urgente" per il cessate il fuoco, pur ammonendo che qualsiasi accordo dovrà cominciare con una soluzione delle cause del conflitto. Il Segretario di Stato ha anche lamentato che siano sopravvalutate le non eccellenti relazioni degli Usa con la Siria, ed ha nel contempo espresso la disponibilità di Washington ad operare con Damasco, per risolvere la crisi nel Medio Oriente.
PERES - «Non ho particolari novitá, ma in base alle informazioni esistenti, i tre militari rapiti sono ancora vivi» ha invece dichiarato il vicepremier israeliano, Shimon Peres, durante la visita a Nahariya ai familiari di uno dei militari catturati. Peres ha poi aggiunto che «ad un certo livello, il comunicato del ministro libanese diffuso ieri sulla salute dei due militari lo rendono responsabile della loro sorte». Il vicepremier si riferisce alle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro degli esteri libanese, Fai Sallukh, considerato vicino ad Hezbollah, secondo il quale i due soldati israeliani catturati il 12 luglio scorso dai miliziani sciiti «stanno bene» e si trovano in «un luogo sicuro».
NASRALLAH - Intanto il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ammonito che un’invasione israeliana del Libano non impedirà ai militanti sciiti di lanciare razzi in Israele. In un’intervista al quotidiano "As Safir", Nasrallah ha detto che «qualsiasi incursione israeliana non avrà risultati politici se non consegue i suoi scopi dichiarati, ed in primo luogo una fine dei lanci di razzi contro gli insediamenti sionisti nel nord della Palestina occupata».
Nasrallah, ha negato che ci siano stati "contatti ufficiali" con i tedeschi per la liberazione dei due soldati isareliani ma ha confermato che «il canale tedesco, per noi, è ancora valido e non ci sono impedimenti per ricorrere ad altri canali, perché la questione richiede l’accettazione di entrambi le parti». In merito all’annuncio d’Israele di accettare una forza d’interposizione a guida Nato nel sud libanese, Nasrallah ha poi detto: «Questo cambiamento nella posizione israeliana è degno di essere studiato», aggiungendo «prima di prendere una posizione positiva oppure negativa, occorre soffermarsi bene» sulla questione.


Vediamo, in 4 giorni hanno conquistato un villaggetto di 10 case... uhm...Originariamente Scritto da benfy
Ah, gli Usa si ritiravano nell'estate 2004 dall'Iraq.
Berlusconi ci ha diminuito le tasse e ha controllato i prezzi.
I pacifisti occidentali morti in Palestina-Israele si sono o sparati da soli o investiti da soli con i cingolati.