Estrapolando
"identita' culturale, della necessita' di una ''welfare community'' che sostituisca un ''welfare state'' in ''declino, ma anche le questioni relative al riconoscimento dei diritti individuali dei conviventi e all'immigrazione. Fini è stato netto anche nell'apertura circa le garanzie da ratificare sotto forma di legge per le coppie di fatto. No ai matrimoni tra omosessuali, si' al riconoscimento dei diritti di chi vive sotto lo stesso tetto. "Non possiamo far finta - dice - che, al di fuori del matrimonio, non esistano altre forme di convivenza. E quando parlo di matrimonio parlo unicamente di unione tra uomo e donna. Non si tratta neanche di equiparare le unioni di fatto al matrimonio, ne' di copiare i Pacs francesi, ma di garantire a diritti individuali non riconosciuti soluzioni normative a livello di fisco, di successione, di assicurazioni sociali. Ma escludendo l'adozione o il ricorso alla fecondazione artificiale assistita''.
"''Penso - dice Fini su quest'ultimo tema - che occorra conciliare identita' e integrazione nella consapevolezza che il melting pot appartiene ad un'altra cultura e ad un altro continente.
Quanto ai diritti degli immigrati, nel documento si ripropone il riconoscimento a certe condizioni del diritto di voto amministrativo e si pone una riflessione sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nel rapporto tra ius sanguinis e ius loci''.


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