Giocatori che se ne vanno a prezzi inferiori di quelli fissati dalla società, crollo degli introiti per la cessione dei diritti tv, niente più soldi dall'Uefa per le coppe e ridiscussione al ribasso dei contratti di sponsorizzazione. E' lo scenario in cui potrebbe ritrovarsi la Juventus, se la Corte federale confermasse la sentenza di primo grado della Caf, retrocessione in serie B con 30 punti di penalizzazione. I bianconeri rischiano seriamente di giocare due campionati di serie B, che equivalgono a tre senza coppe europee. Secondo Stuart Whitwell, manager dell'agenzia di valutazione dei brand Intangible Business, la società bianconera perderà 250 milioni nei prossimi cinque anni, la metà solo nei prossimi dodici mesi. "Devono tornare in serie A - spiega Whitwell - Devono tornare a fare la Champions League e riconquistare i contratti di sponsorizzazione che hanno ora. E' un enorme problema di reputazione". I problemi potrebbero cominciare dalla cessione dei giocatori, molti dei quali autentici pezzi da novanta, che non accetteranno la B. Whitwell cita Gianluigi Buffon, per cui la Juve vorrebbe 30 milioni, "ma il cui valore è 20 o 15 milioni, nessuno ne pagherà 30". Più complessa la questione degli sponsor. Nessuno ha annunciato l'intenzione di abbandonare il club, ma i molti contratti sono certamente da rivedere. Sky ha già annunciato di voler seguire la squadra anche in B, ma non è ancora chiaro se pagherà i 94,5 milioni di euro come da contratto. Mediaset avrebbe intenzione di ridiscutere al ribasso la cifra pattuita. La Nike (che ogni anno versa 12 milioni alla Juve), tramite il portavoce Massimo Giunco, ha già fatto sapere di non voler lasciare: "Continueremo a lavorare con loro indipendentemente dagli esiti dei processi sportivi e dei futuri appelli". Nessuna posizione è stata finora espressa dalla Tamoil, che in base all'accordo attuale verserebbe alla Juve 102 milioni di euro in cinque anni. Nel contratto, ed è l'unico caso, c'è una clausola che prevede la possibilità di rottura in caso di retrocessione. Il gruppo petrolifero potrebbe però scegliere di non esercitarla. Da ambienti vicini alla Fiat, arriva la voce che la Juve sarebbe in vendita. La decisione sarebbe da attribuire all'amministratore delegato Sergio Marchionne e le motivazioni non sarebbero sportive, ma di natura economico-finanziaria. A causa dello scandalo il titolo della Juventus è crollato in borsa e la crisi potrebbe continuare e aggravarsi. Nei giorni scorsi, l'a.d. dell'Ifil Gianluigi Gabetti aveva prospettato l?ipotesi di liquidare la società in caso di retrocessione.
Stampa




