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    Cade il mito dell’invincibilità dello “Stato Confessionale Ebraico

    Briciole di controinformazione

    | Giovedì 20 Luglio 2006 - 16:03 | Giancarlo Chetoni |

    La corvetta lanciamissili-portaelicotteri SAAR5-Hai-Il-Hinat di Israele, con 60 tra ufficiali, sottoufficiali e marinai di equipaggio, è stata centrata fuori delle acque territoriali libanesi il giorno 14 Luglio, alle ore 20.15 da 2 missili lanciati da Hizbollah da postazione mobile litoranea dislocata alla periferia del porto di Beirut.
    L’unità è stata immediatamente immobilizzata e ha cominciato a prendere fuoco, colpita nella linea di galleggiamento all’altezza dell’apparato motore e sulla piattaforma di atterraggio elicotteri.
    Si ignorano le perdite di personale provocate dalle 2 testate di guerra dei missile antinave C-802 che contengono 150 kg di esplosivo ciascuna. La corvetta, dopo essere stata interessata da un devastante incendio nelle sovrastrutture, è affondata alle ore 23.17.
    Sabato 15 Israele ha perso un’altra nave pariclasse, sempre al largo di Beirut, questa volta con modalità di attacco rimaste completamente sconosciute.
    I quotidiani Libero, Il Giornale, Il Tempo, La Padania, Il Secolo d’Italia e perfino l’Unità, si sono distinti per dare versioni edulcorate e minimizzanti, come al solito, delle perdite sioniste, arrivando a preconfezionare la menzogna di un rimorchio delle corvette colpite nelle acque territoriali di “Israele”.

    Il mito dell’invincibilità dello “Stato Confessionale Ebraico” deve essere difeso ad ogni costo. Qualsiasi smagliatura metterebbe in pericolo la credibilità dell’apparato militare di Tsahal. La stessa cronaca di Debka, vicina al Mossad, anche se con qualche particolare in più, non poteva non essere identica a quella spacciata all’opinione pubblica dai servi prezzolati della carta stampata, di Rai e Mediaset, al servizio del Partito Amerikano. Tanto per intenderci, alla Feltri, Farina e Pagliara.
    Naturalmente ignorato anche il dispaccio della Reuter che segnalava perdite di carri armati Merkava al confine con il Libano e l’ingresso dicommandos di Hizbollah per 15 km all’interno del territorio di Israele.
    Un flash ADNkronos, tenuto in agenda 1 ora e poi cancellato, comunicava che truppe di Israele sbarcate sulla costa libanese erano state respinte a mare da Hezbollah con forti perdite.
    Comico e significativo il balbettìo imbarazzato di Prodi, a margine di un incontro con Bush al G8 di S. Pietroburgo, che condanna, insieme a America e Israele, la presenza armata di Hizbollah in Libano in spregio alle dichiarazioni del Presidente di turno dell’Unione Europea che invitava gli occupanti della Palestina ad evitare bombardamenti gravi e non proporzionati sulle infrastrutture civili del Libano che stanno producendo un altissimo numero di morti tra la popolazione locale.
    Il presidente del Consiglio dichiaratosi “facilitatore” di un dialogo con Israele ha trasmesso al presidente del Libano Siniora le condizioni dettategli per telefono da Olmert: restituzione dei prigionieri catturati in azioni di guerra (mentre Israele può trattenere, evidentemente, quelli catturati dalle sue forze di occupazione...), ritiro di Hizbollah oltre il fiume Litani, a 40 km dal confine libanese, e completo disarmo della milizia sciita.
    Berlusconi, Fini e sodali di merende, in crociate, non avrebbero potuto fare di meglio.
    Con l’ex aderente alla Stay-Behind (fonte Comitato di Presidenza di Telesur) Romano Prodi, tutti i lider maximi del centrosinistra da Fassino a Veltroni a D’Alema. Accanto a Prodi, con bandiere pacifinte, i sodali “comunisti”, rifondaroli e verdi, critici a parole delle rappresaglie sioniste ma schierati sull’unico fronte delle garanzie per Israele e dell’idea di Jalta di “due popoli -due Stati - quando lì, dove la terra era unica ed era la Palestina, deve nascere un solo Stato, la Palestina appunto, laico e aperto ad ogni residente, qualsiasi religione professi.
    Le “esternazioni” del presidente della Repubblica Napolitano, già pro-sovietico duro e puro nel 1956, al tempo dell’aggressione all’Ungheria, e delle stragi conseguenti, poi uno dei fautori della svolta berlingueriana sulla NATO, ora l’unico dirigente del vecchio P.C.I accreditato a Washington, sull’inopportunità di tenere… posizioni di retroguardia… contro la guerra… in questo frangente appaiono straordinariamente coincidenti, anche nei tempi, a realizzare, le condizioni politiche per un sostegno della Casa delle Libertà alle posizioni “moderate” dell’Ulivo che fanno capo alla Segreteria DS, ai capigruppo della “Sinistra per Israele” Colombo e Fiano, alla Margherita di Rutelli e alla Rosa nel Pugno di Capezzone-Bonino-Boselli.
    L’accentuata familiarità del Presidente della Repubblica con Berlusconi e la bandiera della Repubblica Cisalpina di Ciampi che continua a sventolare sul torrione del Quirinale, parlano di garanzie assicurate e di privilegi che non verranno toccati. Il dominio dei poteri forti, espresso , dalla massoneria e dal lascito del Partito d’Azione, nelle strutture istituzionali del Paese, è ancora oggi totale e incontrastato

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  2. #2
    Il Patriota
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    che israele sia in difficoltà lo testimonia la chiamata in massa di riservisti dopo appena 8 gg di "guerra" con il libano. i sionisti come i loro servi yankee sono bravi a bombardare obbiettivi civili dall'alto ma quando si tratta di combattere metro per metro sono nettamente inferiori ai combattenti di hezbollah.

  3. #3
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    Una sorpresa per l’esercito di Tel Aviv
    Hezbollah operano come i vietgong

    GERUSALEMME — Gli Hezbollah, i guerriglieri islamici del «Partito di Dio», sono riusciti a sorprendere l' esercito israeliano non solo per il loro spirito combattivo e per il loro addestramento ma anche per tattiche di combattimento che hanno ricordato quelle usate dai Vietcong contro l'esercito americano. La sorpresa maggiore è giunta alle forze israeliane in sud Libano dove, dopo una settimana, i pesanti bombardamenti dell' aviazione e dell' artiglieria sono a quanto pare riusciti a distruggere solo parzialmente lo spiegamento armato dei guerriglieri. La conferma è giunta negli ultimi due giorni. Unità d' elite israeliane, entrate nel sud Libano col compito di demolire una serie di postazioni Hezbollah a ridosso della frontiera, sono cadute in agguati ben tesi. I soldati, secondo quanto hanno riferito fonti solitamente informate, si sono trovati con orrore davanti a una fitta rete di gallerie sotterranee colme di armi, munizioni, razzi e zeppe di guerriglieri che non sono state scalfite da una settimana di intensi bombardamenti dal cielo e da terra. È anche grazie a questa rete di gallerie che gli Hezbollah riescono a continuare a lanciare i razzi Katiuscia contro Israele, esponendosi solo il tempo strettamente necessario al lancio. Gli Hezbollah, a quanto pare, speravano proprio l'ingresso delle truppe in sud Libano per poterle sorprendere e attaccare su un terreno che avevano riempito di insidie e sul quale si erano preparate per anni allo scontro col «nemico sionista».

    venerdì 21 luglio 2006

  4. #4
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    LIBANO- Infuria la battaglia alla frontiera tra Libano e Israele dove la resistenza degli Hezbollah sta mettendo in difficoltà le truppe della Stella di David. Intanto proseguono i bombardamenti israeliani su Beirut e sul resto del Paese come il lancio di razzi dei miliziani sull'Alta Galilea e le vittime sono ormai oltre quota 330. E mentre l'Onu lancia l'allarme-cibo per centinaia di migliaia di sfollati, in serata arriva il via libera del premier israeliano Olmert al corridio umanitario fra il Libano e Cipro.
    Come i Vietcong I guerriglieri Hezbollah sono riusciti a sorprendere l'esercito israeliano per tattiche di combattimento che ricordano quelle dei Vietcong. Unità di terra israeliane, entrate anche ieri nel sud del Libano per demolire postazioni Hezbollah, sono cadute in agguati ben tesi trovandosi davanti a una fitta rete di gallerie sotterranee colme di armi, munizioni, razzi, zeppe di guerriglieri e non scalfite da una settimana di bombardamenti.
    Violenti scontri al confine Sarebbero quattro i soldati israeliani e tre i miliziani sciiti che hanno perso la vita negli scontri di ieri. Almeno tre battaglie sono infuriate oltre i villaggi israeliani di Avivim e Biranit. Hezbollah ha detto di aver distrutto due carri armati, uccidendo in un caso gli occupanti, e abbattuto un elicottero israeliano. A Marun er Ras nove soldati israeliani sono poi caduti in un'imboscata e alcuni sarebbero stati uccisi.

  5. #5
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    i sionisti sono "bravi" ad uccidere civili inermi


    ank israeliano spara contro una casa a Gaza: 6 morti
    Almeno sei palestinesi sono morti all'alba a Gaza city, dopo un attacco delle forze israeliane contro un'abitazione nel quartiere orientale di Shinja; tre i feriti, compresi due bambini. Secondo quanto riferito da fonti ospedaliere locali e delle forze di sicurezza dell'Autorità Nazionale Palestinese, un carro armato dello Stato ebraico ha sparato una cannonata contro l'abitazione di un militante delle Brigate Ezz Eddin al-Qassam, ala militare di Hamas: la palazzina si è distrutta, e sotto le macerie sono rimasti i corpi dell'estremista, Mohammed Harara, di sua madre, di tre dei nipoti e di un altro familiare, a quanto pare anch'egli attivista del gruppo radicale, al controllo attualmente del governo dell'Anp.

  6. #6
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    Gli Hezbollah come i vietcong: nascosti in un reticolo di tunnel - di Redazione -


    da Haifa

    Dovevano far saltare un tunnel e un deposito di munizioni. «Una postazione abbandonata dopo i bombardamenti», recitano le istruzioni ricevute mercoledì notte nell'ultimo briefing prima dell'infiltrazione. La sorpresa arriva alle prime luci dell'alba. La piccola unità delle forze speciali israeliane è pronta a entrare in azione. Gli scout individuano l'entrata del deposito sotterraneo a sud di Maroun Ras. Poi entrano. Sulle prime non trovano resistenza, ma non appena dentro il tunnel capiscono. Qualcosa non va.
    Quella non è una semplice trincea, sembra un labirinto, una ragnatela scavata nella foresta e ramificata in profondità. La sorpresa peggiore è nascosta nelle gallerie, zeppe di nemici. I guerriglieri del Partito di Dio non hanno mai abbandonato le postazioni di Maroun Ras. Sono tutti rintanati là sotto. La base estesa per chilometri comprende trincee, bunker e postazioni di lancio per i missili sfuggiti alle telecamere dei drones, gli aerei telecomandati in volo sul Sud del Libano. Quando il comando settentrionale riceve le informazioni i generali cadono dalle nuvole. In sei anni di lavoro gli Hezbollah hanno costruito una rete di tunnel simile a quella utilizzata dai vietcong per sorprendere con micidiali attacchi dalle retrovie le truppe americane in Vietnam.
    Le successive comunicazioni radio con l'unità ai piedi delle colline di Maroun Ras confermano i peggiori timori. Il nemico ha individuato gli incursori, ha aperto un fuoco di sbarramento per impedirne la ritirata e li attacca da due lati.
    L'unità israeliana ha due morti e otto feriti colpiti da cecchini nascosti nella radura circostante.
    Quando una squadra di tank Merkava parte in loro soccorso i generali si accorgono di aver sottovalutato per la seconda volta il nemico. Un carro viene immobilizzato da una carica esplosiva, attaccato con un lancio di granate non appena l'equipaggio tenta di riparare il danno. Il disegno ora è chiaro. Dopo il ritiro israeliano del maggio 2000 gli Hezbollah e i consiglieri militari iraniani hanno trasformato il sud del Libano in una grande trappola.

    Le strade sono minate. Gli avamposti sono collegati da corridoi sotterranei alle basi principali interrate in bunker invisibili. All'intersezione dei corridoi sono raccolti i depositi di munizioni e di missili. Una parte del reticolo è connesso alle piazzole di lancio mimetizzate tra la boscaglia o riparate da tettoie utilizzate per lavori agricoli.
    La struttura segreta ha funzionato anche durante gli intensi combattimenti di giovedì quando, nonostante i drone e gli elicotteri in volo, gli hezbollah hanno lanciato un centinaio di missili in poche ore. E ora generali e governo devono decidere cosa fare. Per espugnare quella fortezza segreta non basteranno gli aerei e il costo in vite umane di un'invasione rischia di rivelarsi insopportabile.

  7. #7
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    SI COMBATTE NEL SUD DEL LIBANO NUOVI ATTACCHI AEREI SU BEIRUT, SI AGGRAVA IL DRAMMA UMANITARIO: GENERI ALIMENTARI DIFFICILI DA REPERIRE, AUMENTANO GLI SFOLLATI
    Corpo a corpo nei bunker di Hezbollah

    Nasrallah in un video tv: restituiremo i due israeliani soltanto con uno scambio di prigionieri
    21/7/2006
    di Aldo Baquis





    TEL AVIV. Duemila attacchi dell’aviazione, i bombardamenti della artiglieria, il blocco delle frontiere e la distruzione di infrastrutture in Libano non sono bastati a fiaccare i guerriglieri Hezbollah arroccati nella regione meridionale, a ridosso della Galilea. Israele è dunque costretto a spedire in quella zona ostile le sue unità d’élite. E scopre così una realtà che non era stata vista né dai satelliti né dai piloti militari: nel corso degli anni, con l’aiuto degli iraniani, i combattenti di Hassan Nasrallah si sono barricati in una rete di bunker sotterranei in stile vietnamita, profondi fino a 40 metri, che consentono loro la permanenza a oltranza a meno di un chilometro da Israele.Per tutta la giornata Israele ha anche cercato di raccogliere informazioni sul bunker di Burj el-Barajne, a Beirut, dove lo scorso mercoledì notte - secondo l’intelligence - si trovavano numerosi dirigenti Hezbollah. Per ucciderli, l’aviazione ha scaricato sull’obiettivo 23 tonnellate di esplosivo. Ma l’operazione ha avuto il successo sperato? Da un lato, la netta diminuzione dei lanci di razzi verso la Galilea ha fatto pensare che qualcosa nelle comunicazioni fra Beirut e il Libano sud si fosse interrotto. D’altro, invece, la voce degli annunciatori della tv Hezbollah «Al Manar» (secondo cui quell’attacco è andato a vuoto) non tradiva ieri alcuna emozione particolare.

    Anche le dichiarazioni dei dirigenti libanesi sono state passate al setaccio. Per arrivare alla conclusione che, anche se ancora assente dagli schermi tv, lo sceicco era da ritenersi vivo. E forse impegnato a progettare nuovi attacchi. Nasrallah ha confermato questa ipotesi apparendo in serata su Al Jazeera per dire che la struttura di comando degli Hezbollah «non è stata distrutta». Lo sceicco ha detto inoltre che «il mondo intero non riuscirà a liberare i due soldati (israeliani) sequestrati se non attraverso negoziati indiretti nel quadro di uno scambio di prigionieri». Una delle iniziative inventate da Hezbollah è di incoraggiare gli hacker arabi a inviare a telefoni israeliani messaggi Sms con notizie demoralizzanti, ad esempio relative a un attacco a Tel Aviv, nel tentativo di creare confusione e incertezza.Secondo gli analisti, il lancio di missili in Galilea (ieri ne sono stati scagliati una trentina) è stato da mesi progettato da esperti militari iraniani ed ha avuto nuovo slancio con la firma di accordi di difesa fra Siria e Iran. Da qui il timore che gli Hezbollah stiano progettando un attacco a sorpresa su Tel Aviv con i razzi a lunga distanza avuti da Damasco e Teheran, oppure anche un’ondata di attentati palestinesi con kamikaze della Cisgiordania.

    Ieri Israele ha dunque compiuto due mosse preventive. Per prima cosa, ha ordinato la chiusura totale di tutti i valichi con i territori palestinesi. Poi ha inviato verso la Galilea rinforzi di fanteria che dovranno rafforzare le difese del confine, per impedire possibili infiltrazioni di guerriglieri. Reduce dalla striscia di Gaza - dove è stata impegnata in settimane di combattimenti con i miliziani di Hamas - una parte della Brigata Golani ha raggiunto ieri il confine sul Libano. Ma ancora i dirigenti israeliani esitano ad inviare ingenti truppe di terra: il sud del Libano, infatti, non si presta a manovre di carri armati, facile preda degli islamici. L’unico modo di procedere è appunto inviare unità scelte.

    Ieri è stata una giornata relativamente tranquilla, rispetto ai 70 morti di mercoledì: 9 vittime libanesi, 4 perdite (secondo la tv araba Al Jazeera) fra gli israeliani. Da Israele, in serata, è arrivata la conferma dell’uccisione di 2 suoi soldati. La collisione in volo tra due elicotteri israeliani Apache, a 10 chilometri dal confine con il Libano, ha causato inoltre il ferimento di 5 persone.

    Il dramma umanitario in Libano si aggrava di giorno in giorno: centinaia di migliaia di persone risultano sfollate e i prezzi dei generi alimentari aumentano di ora in ora. Nel clima di confusione, due giornalisti britannici sono stati sequestrati - e rilasciati quasi subito - da miliziani Hezbollah perché sospettati di aver raccolto informazioni per Israele. Ieri marines Usa sono sbarcati a Beirut per aiutare alcuni connazionali a lasciare la regione per raggiungere Cipro. In serata si è appreso che Israele accetta di rispettare un «corridoio umanitario» fra Libano e Cipro. Ma il cessate il fuoco sembra ancora lontano. Bisognerà forse attendere l’arrivo del segretario di Stato Usa Condoleezza Rice, previsto per la settimana prossima.

  8. #8
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    10:07 Alta Gallilea, 50% sono sfollati
    Nelle principali città israeliane dell'Alta Galilea, secondo quanto scrive il quotidiano 'Haaretz', il 50% degli abitanti è stato costretto ad abbandonare le proprie abitazioni per i bombardamenti dei miliziani libanesi Hezbollah. Nelle città di Naharya(57 mila abitanti), Kiryat Shmone (22 mila) e Safed (26 mila) gli sfollati sono il 50%. A Karmiel (50 mila) ha lasciato le case solo il 30%. Per Tiberiade (40 mila) non ci sono percentuali concrete, anche se gli alberghi "si sono svuotati del tutto", secondo il giornale. 'Haaretz' non è riuscito nemmeno a stabilire quanti dei 267 mila abitanti di Haifa siano ancora in città.

  9. #9
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    Predefinito da radio iran

    http://italian.irib.ir/

    Libano: continuano i bombardamenti ma Hezbollah si difende

    IRIB - Nella notte tra Giovedì e Venerdì sono ripresi i bombardamenti sionisti sul Libano. Colpite ripetutamente le città di Naimà, Khyam, Nabatia, Baalbak e Beirut. Ma i combattenti dell'Hezbollah si difendono coraggiosamente; ieri hanno abbattuto un'altro elicottero dell'aviazione sionista. I loro missili hanno raggiunto l'elicottero mentre sorvolava la zona di Keriat Shemune, nel nord dei territori occupati della Palestina; morti i due militari a bordo del velivolo. Inoltre sempre ieri, due elicotteri Apache israeliani si sono scontrati l'uno contro l'altro; entrambi i velivoli si soino schiantati in seguito al suolo e sono morti i 4 militari a bordo dei due elicotteri. Giovedì lo ricordiamo, anche un F16 di TelAviv si era schiantato al suolo poco dopo il decollo; avrebbe dovuto bombardare zone del Libano. Un'altro carro armato israeliano è stato distrutto dai combattenti libanesi nella zona di Zarit, sempre a nord dei territori occupati; feriti i 3 militari a bordo del carro. Intanto sono proseguiti i violenti scontri al confine; è salito a 4 il numero dei soldati israeliani uccisi durante gli scontri a fuoco di Marun Arras, la zona dove i combattenti dell'Hezbollah sono riusciti a bloccare l'avanzata sionista all'interno del territorio libanese. I violentissimi scontri al confine comunque proseguono tutt'ora.

  10. #10
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    Le affermazioni di Seied Hassan Nasrollah, leader dell'Hezbollah

    Come abbiamo appreso dal notiziario, ieri, in un'intervista con la rete satellitare araba Aljazira, il leader dell'Hezbollah libanese Seied Hassan Nasrollah ha risposto ad importanti domande che aiutano a comprendere meglio i fatti in Libano. Nasrollah come prima cosa ha espresso il suo dispiacere per la morte di alcuni civili israeliani ricordando: " L'Hezbollah al contrario di Israele fà tutto il possibile per salvaguardare la vita dei civili ma in condizioni di guerra alcune volte purtroppo alcune conseguenze non si possono evitare".

    Nasrollah ha poi chiarito che nessun responsabile del suo movimento è stato ucciso nei bombardamenti e che la capacità militare dell'Hezbollah è rimasta pressochè intatta nonostante le dichiarazioni sioniste che ritengono di averla ridotta al 50%.

    Nasrollah ha spiegato che le forze di Hezbollah hanno semplicemente risposto a un'aggressione violenta e pianificata da tempo; egli ha respinto le affermazioni delle autorità sioniste che giustificano tutto con il rapimento dei due militari; " Anche in passato, ha spiegato Nasrollah, avevamo eliminato o arrestato militari sionisti ma non c'erano state reazioni simili". Nasrollah ha spiegato: " Il vero obbiettivo di Israele e la distruzione dell'Hezbollah".

    Egli ha poi ricordato: " Dopo avere affondato una nave da guerra sionista, la marina sionista si è ritirata dalle nostre coste dopo anni ed almeno le coste non vengono più bombardate. Noi, ha ribadito, siamo capaci di proseguire e sappiamo di essere solo all'inizio della guerra".

    Durissime sono state poi le critiche del leader di Hezbollah contro i paesi arabi della regione. " Sin dall'inizio non ci aspettavamo nulla di buono dai governanti arabi della regione e perciò non abbiamo neanche sperato nel loro aiuto; sappiamo tutti che sono solamente i rappresentanti dell'Occidente nella regione".

    Nasrollah ha respinto categoricamente l'ipotesi che l'Hezbollah abbia desiderato un conflitto per distogliere l'attenzione internazionale dal dossier nucleare iraniano; egli ha ricordato:

    " L' Hezbollah ha sempre dato una maggiore importanza agli interessi nazionali libanesi dato che è un gruppo di nazionalità libanese; noi pensiamo solo alla liberazione dei nostri prigionieri ed alla liberazione delle nostre terre".

    Nasrollah ha ricordato con tono polemico: " Israele vuole la resa di Hezbollah; ma se noi ci arrendessimo, ogni governo che in futuro verrà eletto in Libano, oltre al consenso degli ambasciatori di StatiUniti, Francia ed Inghilterra, come avviene ora, dovrebbe avere anche il nulla osta di Olmert per potere governare il paese".

    "Questo noi non lo possiamo accettare, ha affermato Nasrollah".

    Circa presunti contatti con Hamas, Nasrollah ha spiegato che non ci sono stati coordinamenti con i palestinesi ma ha ricordato: " Credo che l'esito di questa guerra in Libano, influenzerà molto la situazione della Palestina".

 

 
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