Autonomia
Il Trentino: no a Lamon
Sulla scia di Lamon, comune Veneto che per primo ha chiesto l’annessione al Trentino Alto Adige, anche l'Altopiano di Asiago chiede il passaggio alla Provincia di Trento.
La consultazione popolare (necessaria per dare il via al processo) è fissata per domenica 17 dicembre, ma i promotori del referendum sembrano convinti di potere organizzare il voto già in autunno, entro la prima quindicina di novembre. Un vento di autonomia che soffia sempre più forte e che dopo la bocciatura della riforma federalista dello Stato è destinato ad abbracciare molti Comuni del Nord. Prime a farsi avanti (dopo Lamon, ndr), le amministrazioni locali del comprensorio montano dei Sette Comuni dove in pochi mesi sono state raccolte oltre seimila firme. A Conco, Lusiana, Enego, Gallio e nel capoluogo Asiago, inoltre, è già stato completato l’iter.
Un distacco che dopo il referendum deve essere sottoposto al voto dei due Consigli Regionali interessati: quello Veneto e quello del Trentino Alto Adige.
Da parte sua Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano, riguardo al passaggio del Comune bellunese di Lamon alla Regione Trentino Alto Adige ha annunciato che «il parere sarà negativo», Diversa invece la situazione all’interno del parlamentino Veneto dove una maggioranza trasversale - Unione, Progetto Nordest e Lega Nord - sembra pronta a dare man forte alle richieste che si levano dal territorio.
«Non vogliamo estendere i nostri confini», ha poi aggiunto Durnwalder rassicurando il governatore Veneto, Giancarlo Galan, che sabato scorso aveva scritto una lettera al Capo dello Stato, Napolitano, al premier Prodi e al ministro degli interni Amato perché facciano in modo che sia salvaguardata l'integrità della Regione.
«Sul caso Lamon - ha aggiunto Galan - con Giuliano Amato abbiamo la stessa identità di vedute. Devo dire da uomo di centrodestra, che in Amato, ministro di centrosinistra, ho trovato una persona responsabile e soprattutto disponibile. Mi ha assicurato che in Parlamento farà la sua parte anche eventualmente con un apposito disegno di legge per una piccola modifica dell’articolo 132 della Costituzione».
«Amato è una persona che ragiona - ha sottolineato ancora Galan - ha stigmatizzato il comportamento di chi vuole andarsene per cercare vantaggi in un’altra Regione come, a esempio, due comuni piemontesi che hanno chiesto di far parte della valle d’Aosta. Forme di autonomie concesse un tempo per motivi particolari oggi non sono più possibili. Con Amato ci siamo trovati esattamente sulla stessa linea. Amato - ha concluso Galan - si farà dunque carico di ordinare la materia dopo che i consigli regionali formuleranno i loro pareri».




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