E nel frattempo, zitto zitto, l'Iran continua con la bomba.
che sia stata quella di hezbollah e hamas un'azione perfettamente studiata al tavolino con il calendario alla mano è ormai di pubblico dominio, lo sanno tutti meno l'equovicino D'Alema che parla di reazione "sproporzionata" di Israele.
non si può usare queslla definizione quando si tratta della sopravvivenza di un Paese, amico per giunta.
posso capire che sia stato indotto a dire ciò per amor di pace tra i suoi e i suoi alleati, ma certe cose rimbalzano oltre i miserabili confini del nostro parlamento.
ma pare sia lo stile di questo governo quello di vivere alla giornata, un passo avanti e due indietro, senza preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni oltre quel ristretto termine di tempo.
gli interessi petroliferi italiani adesso sono diventati più importanti della politica estera del paese stesso (che strano... gli stessi interessi che i soldati di Nassirya sono stati accusati di proteggere). e questi ci "avvicinerebbero" all'Iran.
mentre l'Italia adesso è in mano al "facilitatore", come se la cosa non riguardasse, a medio o a lungo termine, l'Italia stessa, l'Iran continua con il suo programma atomico...




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