VELTRONI? ... CI SENTI? ... CI SENTI?
di Antonio La Rosa
Voglio fare una premessa, a chiarimento di quanto sto per scrivere.
Fin da ragazzo ho avuto idee e valori politicamente di sinistra, ho
girovagato quasi da esule in diverse formazioni della sinistra un tempo
detta parlamentare, e anche extraparlamentare, ricevendone spesso delusioni
e disillusioni, ma mai modificando quegli ideali a cui credevo e credo.
La cosa ritengo che non mi abbia mai condizionato nei rapporti sociali (la
mia nemesi sta nel fatto che i miei più cari amici sono di destra e ...
interisti!), nelle passioni sportive (Juventus, squadra espressione della
più importante famiglia industriale d’Italia, ma anche squadra di richiamo
per tutti i colori politici) e soprattutto nella convinzione che lo sport,
il calcio, il tifo debbano essere totalmente distanti ed autonomi dalla
politica.
Anche perchè quando la politica sbarca nello sport, ci sbarca con le regole
proprie, ma non quelle migliori, bensì quelle peggiori, dell’intrallazzo e
dei maneggi da corridoio, e ci sbarca solo per avere un ritorno a fini
elettorali, togliendoci di fatto il piacere di poter tifare per una squadra
senza guardare ai nostri ideali politici, e dunque di poterci abbracciare,
ed esultare, dimenticando il nostro quotidiano essere di destra, di centro o
di sinistra.
Nel passato tuttavia la politica interferiva poco con il calcio, semmai
accadeva che personaggi provenienti dal mondo del calcio, utilizzavano la
loro popolarità a fini elettorali: fu questo il caso dell’arbitro Concetto
Lo Bello (il primo arbitro "personaggio" in Italia), eletto deputato DC nel
1972, poi di Gianni Rivera, eletto deputato DC nel 1976, e di Dino Viola,
presidente della Roma, eletto senatore, sempre per la DC, nel 1983, guarda
caso l’anno del secondo scudetto giallorosso.
Ma erano situazioni marginali.
Il salto di qualità si ebbe con l’arrivo di Berlusconi, perchè se prima vi
erano sportivi che usavano lo sport per fini elettorali, con Berlusconi
avvenne che lo sport divenne mezzo fondamentale di organizzazione del
consenso elettorale non più per singoli, bensì per partiti ed aree
politiche.
Non a caso venne scelto come nome di partito, il motto "Forza Italia", e gli
iscritti al partito vennero denominati "Azzurri", di fatto impedendo a molti
tifosi della Nazionale di usare quella terminologia, ove non richiamantisi a
quella parte politica.
Ma non è che dall’altra parte non si sia capita a meraviglia la lezione,
anzi è stata per certi aspetti "perfezionata".
Intanto con la trasformazione delle società di calcio in SpA a fini di
lucro, primo tentativo, fallito peraltro, di riequilibrare il divario tra le
grandi squadre del nord e le romane, più a cuore del potere politico
centrale; poi con la legge che aboliva la vendita collettiva dei diritti
televisivi, approvata contestualmente all’altra operazione di cui si parla
pochissimo, ma che era ugualmente correlata, ossia la privatizzazione di
Telecom Italia, nella quale, guardacaso, all’epoca era personaggio di spicco
proprio quel Guidi Rossi oggi commissario FIGC.
Per chi non lo ricordasse, l’operazione di privatizzazione di Telecom, a
favore del gruppo guidato da Roberto Colaninno (operazione definita dal
Financial Times una autentica rapina con destrezza), coincise con la nascita
del secondo polo satellitare, Stream, e la contestuale creazione di una
società per la vendita dei diritti televisivi (SDS) di squadre di calcio,
composta da Roma, Lazio, Fiorentina, Parma (insomma la banda dei quattro
bancarottieri di Geronzi), e presieduta da Sensi.
Stream acquistò dalla SDS i diritti per le quattro squadre, a prezzi
iperbolici, creando nel suo bilancio un buco tale che non potè essere
ripianato, tanto che qualche anno dopo Telecom fu costretta a cedere Stream
a Sky: ricordiamo penso tutti e bene, il biennio "giubilare" dovuto proprio
alla strenna di Stream alle romane.
Adesso,dopo anni nei quali il centrodestra non è che si sia distinto per
trasparenza e correttezza verso il mondo del calcio (per tutte la
"spalmadebiti" o il salvataggio per ragioni di ordine pubblico, delle Romane
e del Napoli, nella vicenda fideiussioni false), è ritornato in auge
nuovamente il centrosinistra, che stavolta è partito a spron battuto per
mettere le mani sul calcio, al fine di favorire gruppi economici e tifoserie
ritenute più "amiche" di altre, ed applicando in ciò quei metodi da bassa
spartizione clientelare, al cui cospetto il "manuale Cencelli" diventa
libercolo per bambini.
Vedete, una delle regole del famoso manuale "Cencelli", che era utilizzato
per la lottizzazione degli incarichi di governo e sottogoverno all’interno
della DC, e poi ampliato anche agli altri partiti di governo, era quella del
maggior peso politico, che tuttavia veniva riequilibrata dalle equivalenze
nell’ordine di assegnazione delle "poltrone": in altri termini, la corrente
più forte aveva diritto all’incarico più alto, quindi la seconda corrente al
secondo incarico più alto, la terza al terzo incarico e così via; però
completato il primo giro, nel secondo giro, l’assegnazione veniva invertita,
e dunque l’ultima corrente aveva diritto di prima scelta, la penultima la
seconda scelta, e così fino a completare gli organigrammi.
Guardate un pò:
1 - Commissario FIGC: ROSSI Guido (Inter)
2 - Vice commissario FIGC: ALBERTINI Demetrio (Milan)
3 - Direttore Generale FIGC: FILIPPI Virginia (Roma)
4 - Commissario Arbitri Nazionali: AGNOLIN Luigi (Roma)
5 - C.T. Nazionale Maggiore: DONADONI Roberto (Milan)
6 - C.T. Nazionale Under 21: BERGOMI Giuseppe (Inter)
Visto come sono stati bravi nella lottizzazione?
Della serie: a noi Cencelli ci fa un baffo!
Questo organigramma spiega molto di cosa sarà il calcio in avvenire, e
spiega anche perchè, per almeno tre anni, la Juventus DEVE stare fuori dalle
"balls", dato che questo giro lottizzatorio deve comprendere anche il
campionato, le esclusive calcistiche sui diritti televisivi, che torneranno
ad essere collettive, tenuto conto di bacino ma soprattutto di classifica
conseguita nell’anno precedente.
Tenete presente che, secondo il progetto di Melandra, il nuovo sistema
dovrebbe entrare in vigore nel 2007 e dunque la Lega Calcio dovrà adeguarsi
al nuovo sistema, il che significa che parecchi dei contratti a più lunga
durata dovranno essere rinegoziati: per comprenderci, il contratto tra
Juventus e Mediaset, poi rilevato, per la quota satellitare, da Sky, valido
per quest’anno, potrebbe essere superato dalla nuova normativa, e dunque
quelle cifre che si prevedevano in entrata fino al 2009, potrebbero venire
meno, capite quindi la scientificità dell’operazione?
Nel frattempo la nuova Triade calcistica Inter - Milan - Roma, che assommerà
vantaggi sia per classifica, sia per bacino di utenza, farà la parte del
leone nell’assegnazione dei ricavi dalla cessione collettiva, in barba sia
alle piccole che a parole dicono di volere tutelare, sia alla millantata
esigenza di "restituire equilibrio nuovo al calcio italiano" (così
melandra).
Questo spiega con maggiore chiarezza le vere ragioni del cosiddetto scandalo
"calciopoli", perchè si nota chiaramente che si tratta di una resa di conti
e di una epurazione di chi è scomodo, non certo di chi vuole pulizia nel
calcio.
C’è una ragione per cui sono stati individuati gli obiettivi che vediamo
sotto pressione, grazie alla gigantesca impostura mediatica scatenata da
maggio ad oggi.
In effetti gli obiettivi da eliminare sono stati selezionati
scientificamente, fateci caso.
La Juventus costituiva una minaccia per il nuovo assetto, in quanto squadra
più forte, con una dirigenza che aveva certo metodi spregiudicati ed ai
limiti della liceità sportiva, ma appunto potente perchè sapeva tenere testa
e mettere anche sotto scacco le concorrenti e sventare (almeno fino a maggio
scorso) imboscate ed insidie che venivano ad essa tese; ma era una minaccia
anche per la nuova ripartizione dei diritti televisivi: una Juve vincente ed
in A avrebbe fatto sempre la parte del leone, per bacino e per classifica,
viceversa una Juve relegata in B e in risalita fra qualche anno, dovrà
accontentarsi di briciole fino a quando ritornerà (E CI RITORNERA’, che si
mettano il cuore in pace tutti!) protagonista principale.
Quindi Juve eliminata per non creare ombre a Inter e Roma, Milan salvo
invece perchè i soldi Mediaset fanno comodo al calcio.
Fiorentina eliminata dal giro per fare posto alla Roma in CL, senza turni
preliminari, ed eliminata perchè Della Valle ritenuto troppo scomodo per la
questione della ripartizione dei diritti televisivi; Lazio eliminata dal
giro per dare spazio unico alla Roma, nel calcio capitolino.
Certo, c’è già una campagna mediatica "di ritorno" per salvare queste ultime
due, a conferma che il vero obiettivo era ed è la Juventus, non la pulizia
nel calcio.
E così il centrosinistra ha pianificato le sorti del calcio italiano per i
prossimi anni, e così si spiegano i 30 punti di penalizzazione per i
bianconeri, ossia fare in modo che gli anni di esilio siano almeno tre, il
primo per salvarsi dalla CL, il secondo eventualmente per conquistare la
promozione ed il terzo per ritrovare il passo della massima serie, e dunque
non essere ancora competitivi.
Il Milan invece viene tenuto a bada per ragioni politiche, avere una
opposizione morbida in certi momenti può essere utile, dunque meglio
allearcisi che non attaccare forte.
Purtroppo la Juventus sconta il fatto di essere come tifoseria numericamente
la più forte, ma politicamente la meno condizionante, visto che non è mai
stata tifoseria politicamente schierata o schierabile da una parte o
dall’altra, finora non è riuscita ad essere "lobby" potente di pressione
mediatica o economica, e dunque può essere presa a sberle dal potere
politico ed economico, specie in questo momento, visto che il gruppo FIAT e
dunque la proprietà, sembra più attenta ad altre cose, che so, al completo
risanamento del gruppo, al potenziamento del marchio Ferrari, o al limite a
qualche legge ad hoc, nel settore automobilistico, legge che se dovesse
arrivare nel giro di qualche mese, spiegherebbe più di ogni altra cosa gli
inspiegabili silenzi e l’inspiegabile rassegnazione difensiva manifestata da
Zaccone.




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