«Camp Ederle 2, tre motivi per dire no»
«Vicenza diventa obiettivo sensibile, massiccia cementificazione, problemi convivenza militari»
Vicenza
«Tre motivi per dire no ad una base Usa bis al Dal Molin».
A scendere in strada contro l'eventualità di un nuovo insediamento americano è la Fiamma Tricolore che ieri, in contemporanea all'ultimo consiglio comunale prima della pausa estiva, ha promosso un volantinaggio davanti a Palazzo Trissino.
A chiarire il perché del niet è il coordinatore regionale del partito, Piero Puschiavo, che spiega: «Il progetto andrebbe ad intaccare un'area verde di 76.000 metri quadrati e questa massiccia cementificazione avrebbe un devastante impatto urbanistico ed ambientale sulla città. Oltre a questo ed al rischio che Vicenza diventi un obbiettivo militare sensibile, esiste anche una questione legata alla sicurezza di tutti i cittadini dato che gli americani spesso si sono resi tristemente protagonisti di risse o stupri senza che le nostre forze dell'ordine possano intervenire perché subentra la polizia militare».
Intanto da Roma il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris, fa sapere che «in questo momento ci troviamo ancora in una fase istruttoria condotta dalla commissione italo-americana.
Istruttoria portata avanti dal precedente governo e avvallata dall'amministrazione comunale.
Non c'è nessun accordo, nessun impegno, nessun lavoro autorizzato. Dalle informazioni in mio possesso mi pare di capire che il governo è orientato per il no.
Un no che però dovrà essere motivato per correggere i guai provocati da Hullweck che a Roma ha fornito informazioni false. Il nuovo esecutivo si è trovato con una pratica aperta dal precedente tanto che l'attuale governo non si era ancora insediato quando fu presentato il progetto in consiglio comunale».
Dal canto suo il sindaco Enrico Hullweck ha sempre ribadito che, legge alla mano, la decisione finale spetta unicamente al governo e attende ancora una risposta alla lettera inviata a Romano Prodi per avere chiarimenti.
Lo ha ribadito anche ieri: «La decisione non spetta a noi. Posso solo dire che se gli americani assicurano di non far decollare aerei dal capoluogo, di riqualificare la zona a spese loro senza che i vicentini debbano sborsare nemmeno un euro e di assumere nostri concittadini, allora il gioco può valere la candela.
Ma lo devono scrivere nero su bianco».
Roberta Labruna
da Il Gazzettino ed. Vicenza Bassano d.G.


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