Palestina-Qalqiliya.
Il muro è passato su vaste aree coltivate: 16 mila ettari di terre confiscate, 30 pozzi idrici espropriati per un totale di circa 4 milioni di mc di acqua. Un terzo dell’approvvigionamento idrico di Israele è tratto dalle falde acquifere che si trovano sotto la Cisgiordania che misura 5850 Km quadrati e dove solo il 27 per cento della terra è coltivabile.
Il consumo pro capite di acqua dei palestinesi, che difficilmente ottengono il permesso di scavare o riparare pozzi, è un quinto di quello degli israeliani. Secondo B’Tselem, il consumo dei coloni negli insediamenti - dove le piscine abbondano e i sistemi di irrigazione sono diffusi - è persino maggiore.
Allevamenti. Da quando il muro ha circondato l’abitato sono state chiuse almeno 600 attività od esercizi commerciali.
Ogni attività economica e produttiva è in crisi o seriamente compromessa, strozzata da questo vero e proprio assedio. Le migliaia di lavoratori che in tempi normali si recavano in Israele a lavorare sono rimasti disoccupati: uscire dalla città del resto è difficilissimo, e soggetto alle decisioni dell’esercito israeliano
Le case dei quarantamila abitanti palestinesi della cittadina di Qalqiliya si trovano al di qua del muro, e la terra che coltivano e di cui vivono sta dall’altra parte.
Tutto questo NEL TERRITORIO PALESTINESE,quello che gli spetterebbe di diritto,quello al di là della Green Line.
Il 9 luglio 2004, la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia ha emesso il suo parere sulla questione che gli era stata sottoposta dall'Assemblea generale dell'ONU. Essa ha affermato nella sua risposta [24] che: « L'edificazione del Muro che Israele, potenza occupante, è in procinto di costruire nel territorio palestinese occupato, ivi compreso l'interno e intorno a Gerusalemme Est, e il regime che gli è associato, sono contrari al diritto internazionale».
E hanno pure il coraggio di lamentarsi di Hamas..che CORAGGIO.![]()





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