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Citazione:
Originariamente Scritto da Alex il Rosso
Lo strano sciopero degli avvocati
da Corriere della Sera del 12 luglio 2006
di Pietro Ichino
Strano sciopero, questo degli avvocati italiani. Uno sciopero che non produce perdite per chi lo pratica e neppure per il suo «datore di lavoro», ma fa danno soltanto a soggetti terzi e al corso della giustizia. L'avvocato «in sciopero» continua a lavorare e a guadagnare nel chiuso del suo studio, con la possibilità straordinaria di scegliere le udienze dalle quali astenersi, cioè quelle in cui ha interesse alla dilazione (per ottenere la prescrizione del reato, o per ritardare una sentenza civile che teme sfavorevole).
Non mi è ben chiara la tua posizione e quello che sostieni Alex.
Io sono favorevole alla liberalizzazione del mercato legale (poi bisogna sempre vedere nel dettaglio cosa si fa e cosa non si fa...ma in linea di principio, sono favorevole).
Nel brano in rosso che citi ci sono delle inesattezze: come ripetuto + volte, non si tratta di sciopero (che presuppone un lavoratore subordinato o una figura ad esso affine, non un libero professionista) ma di astensione dalle udienze; naturalmente se un avvocato ha altro da fare (ricevere clienti, scrivere atti e pareri, studiare, gestire lo studio) continua a farlo e per questo lavoro guadagna; l'astensione sospende il decorso della prescrizione, comunque in diversi casi è sicuramente utile per il cliente avere un rinvio del procedimento (a questa utilità può far da contraltare la disutilità per un'altra parte: es. imputato e parte civile).
Resta fermo che in tutti i casi di necessità ed urgenza, il professionista non può astenersi dall'udienza: giudizi direttissimi, interrogatori di garanzia, riesami ecc.; inoltre, laddove comuqnue l'astensione potrebbe portare un danno all'accertamento processuale per decorso dei termini di prescrizione - nonostante la sospensione, per l'avvicinarsi dei termini finali - l'avvocato deve fare udienza.
L'astensione è quindi una forma di protesta e dissenso tollerabile e democratica come tipologia di strumento: quello che è discutibile, sono i suoi presupposti nel merito.
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Citazione:
Originariamente Scritto da massimiliano
Non mi è ben chiara la tua posizione e quello che sostieni Alex.
Io sono favorevole alla liberalizzazione del mercato legale (poi bisogna sempre vedere nel dettaglio cosa si fa e cosa non si fa...ma in linea di principio, sono favorevole).
Nel brano in rosso che citi ci sono delle inesattezze: come ripetuto + volte, non si tratta di sciopero (che presuppone un lavoratore subordinato o una figura ad esso affine, non un libero professionista) ma di astensione dalle udienze; naturalmente se un avvocato ha altro da fare (ricevere clienti, scrivere atti e pareri, studiare, gestire lo studio) continua a farlo e per questo lavoro guadagna; l'astensione sospende il decorso della prescrizione, comunque in diversi casi è sicuramente utile per il cliente avere un rinvio del procedimento (a questa utilità può far da contraltare la disutilità per un'altra parte: es. imputato e parte civile).
Resta fermo che in tutti i casi di necessità ed urgenza, il professionista non può astenersi dall'udienza: giudizi direttissimi, interrogatori di garanzia, riesami ecc.; inoltre, laddove comuqnue l'astensione potrebbe portare un danno all'accertamento processuale per decorso dei termini di prescrizione - nonostante la sospensione, per l'avvicinarsi dei termini finali - l'avvocato deve fare udienza.
L'astensione è quindi una forma di protesta e dissenso tollerabile e democratica come tipologia di strumento: quello che è discutibile, sono i suoi presupposti nel merito.
La mia posizione? è in pratica la seguente:
1) Sono favorevole alla liberalizzazione nel campo dell'assistenza legale anche se è solo un piccolo passo nel progetto di liberalizzazioni
2) Gli avvocati possono protestare legittimamente contro il provvedimento, naturalmente nel rispetto della normativa di settore
3) Non essendo esattamente chiaro quale sarà il danno economico che la categoria in agitazione avrà a seguito delle azioni di protesta (la cosa riguarda in generale tutte le professioni la cui retribuzione non è direttamente correlata al numero di ore lavorate) a mio avviso esclude che la protesta possa essere chiamata "sciopero"
4)Non trattandosi di uno sciopero vero e proprio ritengo strumentale quanto richiamato di continuo in questi giorni dagli organi di stampa e principalmente dai partiti dell'opposizione (giusto ieri sera ho sentito il discorso di Schifani al Senato.....:ronf ), strumentalizzaazione che rischia di mettere in pericolo il timido tentativo di liberalizzazione attuato dal governo con l'intento di far risparmiare qualcosa all'utente.
5)Puramente strumentale è anche l'invito rivolto al Governo di occuparsi prima di altri interventi su lobby più consistenti (es telecom, banche, grande distribuzione commerciale)
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Citazione:
Originariamente Scritto da Alex il Rosso
La mia posizione? è in pratica la seguente:
1) Sono favorevole alla liberalizzazione nel campo dell'assistenza legale anche se è solo un piccolo passo nel progetto di liberalizzazioni
2) Gli avvocati possono protestare legittimamente contro il provvedimento, naturalmente nel rispetto della normativa di settore
3) Non essendo esattamente chiaro quale sarà il danno economico che la categoria in agitazione avrà a seguito delle azioni di protesta (la cosa riguarda in generale tutte le professioni la cui retribuzione non è direttamente correlata al numero di ore lavorate) a mio avviso esclude che la protesta possa essere chiamata "sciopero"
4)Non trattandosi di uno sciopero vero e proprio ritengo strumentale quanto richiamato di continuo in questi giorni dagli organi di stampa e principalmente dai partiti dell'opposizione (giusto ieri sera ho sentito il discorso di Schifani al Senato.....:ronf ), strumentalizzaazione che rischia di mettere in pericolo il timido tentativo di liberalizzazione attuato dal governo con l'intento di far risparmiare qualcosa all'utente.
5)Puramente strumentale è anche l'invito rivolto al Governo di occuparsi prima di altri interventi su lobby più consistenti (es telecom, banche, grande distribuzione commerciale)
sostanzialmente, concordo.