
Originariamente Scritto da
Lavrentij
Il mio intervento è una provocazione. Leggendo da un po' di tempo pol, mi sembra che esasperiate un po' troppo il concetto israele si/ israele no e affini. Capisco che la condotta dello stato israeliano, per come si sia formato, per il tipo di politica che ha svolto e continua a svolgere nei confronti delle popolazioni a cui ha usurpato le terre, sia quanto di più disdicevole si sia visto nel novecento. Son pronto a riconoscer l'importanza delle lobby ebraiche americane ed affini nel mondo dell'economia e delle decisioni che gli stati uniti compiono nello scacchiere internazionale. Ma da qui a venirmi a dire, in ogni topic, che ogni disgrazia di questo mondo, dal tg4 all'atomica o dai calli nei piedi al candeggio sbagliato etc, sia esclusivamente e insindacabilmente - pena la denigrazione del soggetto in questione - colpa dell'occulto movimento sionista è una panzana. Son disposto a credere che la politica italiana non sia totalmente indipendente dallo scacchiere internazionale, ma ritengo logico che - in periodi come questo - l'Italia sia costretta a seguire, volente o nolente, il carretto del mondo occidentale, di cui fa parte perappunto anche Israele. Lungi da me esaltare o tessere le lodi di uno stato che non dovrebbe neanche esser nato quale Israele. Secondo me state esagerando. E mi rivolgo specialmente a chi si considera comunista: non è appoggiando teocrazie religiose che si sconfigge l'imperialismo; cominciamo a prender le distanze da conflitti simili, se non analizzando i fatti da un punto di vista strettamente legato alle esigenze delle masse di entrambi i lati della barricata.
Un post molto interessante trattava di antifascismo isterico, io parlo di antimperialismo isterico. Israele ha reagito sproporzionatamente e, probabilmente ha creato anche il pretesto sia per l'intervento in Libano, sia per l'elezione di Hamas. Fatto è che, secondo il mio punto di vista, non è proprio il caso di tesser le lodi dei vari sistemi teocratici islamici, ne tantomeno di considerarli come compagni. Quella è gente (parlo delle oligarchie monarco-ecclesiastiche che controllano gran parte di questi paesi o più in generale dei partiti eletti) che, se avesse i mezzi del mondo occidentale, si comporterebbe nello stesso identico modo.
Evito di entrare nel carpineto poi di chi, nascondendosi dietro al dito dell'antimperialismo, attacca Israele e cerca di creare motivazioni ulteriori alla teoria del complotto sionista celando un revanscismo ideologico che dovrebbe far riflettere. Vediamo di distinguerci dai fascisti quanto ad argomentazioni, altrimenti indurremo sempre alla falsa semplificazione comunisti=fascisti; qui abbiamo la possibilità per farlo. Si può esser contro la causa israeliana, pur non sposando la causa dei suoi nemici; ritengo possa portare risultati più concreti un dibattito un po' più obiettivo che non la semplificazione delle cose. Tutte le teorie del complotto servono a cercare di semplificare la realtà dei fatti mediante argomentazioni forti quanto artefatte. Israele ha commesso sufficienti colpe di fronte all'umanità da non necessitare di motivazioni fittizie.
Il complotto sionista rientra, secondo me, tra queste.