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  1. #1
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    Predefinito La scuola di Stato è superata?

    Il patriarca di Venezia: "La scuola di Stato è superata". E scatta la reazione nel mondo laico. Bertinotti: "Deve essere pubblica per comprendere tutti"

    Scuola, polemica con il Vaticano
    Fioroni "stoppa" il cardinale Scola



    ROMA - La scuola italiana "è di tutti e per tutti". Lo ha ribadito il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, commentando le dichiarazioni del Cardinale Angelo Scola secondo il quale "la scuola di Stato è superata" e la scuola stessa va affidata alla società civile. "Il Patriarca di Venezia tocca temi che meritano riflessione e approfondimento. Come ministro della Pubblica Istruzione - ha aggiunto - farò questa riflessione nell'interesse della scuola italiana, che è la scuola di tutti e per tutti".

    La reazione del ministro della Pubblica Istruzione arriva a mettere il sugello al malumore provocato dalle parole del Patriarca di Venezia sul sistema scolastico italiano. Una provocazione intellettuale, come lo stesso cardinale sottolinea, anticipata sulle pagine del Corriere della Sera che Scola ha messo al centro dell'omelia nella messa per la festa del Redentore a Venezia.
    "Lo Stato deve passare dalla gestione al puro governo del sistema scolastico-universitario"; "Lo Stato deve rinunciare in linea di massima a farsi attore propositivo diretto di progetti scolastici e univesitari per lasciare questo compito alla società civile". Questi i passi principali della proposta del porporato, che chiede dunque di superare "quello che costituisce il fattore di blocco del nostro sistema scolastico e universitario: il mito della scuola unica".

    Su questo il Patriarca chiede di "aprire un dialogo a tutto campo" sottolineando - quasi ad anticipare le critiche - che "non è una perorazione per la scuola cattolica, che pure per me riveste un'importanza considerevole; nè il solito lamento sulla crisi della scuola e dell'università".
    Decise le reazioni: grande rispetto per il ruolo del cardinale, ma deciso deissenso sulle sue parole. E' il tono del presidente della Camera, Fausto Bertinotti: "Si tratta di una intervista impegnativa di un'ecclesiasta così autorevole come l'arcivescovo di Venezia. Io la penso, però, molto diversamente, penso che la scuola in una società che diventa sempre più meticcia debba essere unitaria e cioè pubblica per comprendere tutte le etnie, le religioni e i punti di vista in una costruzione unitaria che è quella della convivenza in cui ognuno rispetti l'altro ma si confronti con lui quotidianamente".
    E così l'espoonente della Margherita Franco Monaco: "Rispettosamente dissento dalle conclusioni del card. Scola, che pure muove da presupposti condivisibili: l'esigenza di una scuola espressione della società , meno centralistica e burocratica, e un'idea positiva della laicità intesa non come agnosticismo ma come attitudine al confronto". Durissimo Aurelio mancuso, segretario dell'ArciGay: "Il Patriarca ripropone l'equazione meno Stato più Chiesa cattolica, anche nel sistema formativo italiano. Per fortuna che c'è la Costituzione e, che questa minoranza aggressiva contraria al pluralismo e alle libertà individuali, non potrà agevolmente portare avanti i suoi propositi di annettersi la formazione delle nuove generazioni".
    Di altro tono e grande disponibilità la reazione dei giovani di Forza Italia: "Le parole del cardinale sono l'occasione per un dibattito serio e pacato sullo stato dell'educazione nel nostro Paese".

    repubblica.it

  2. #2
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    Invece il dramma è che c'ha mille ragioni i cardinale.
    Chi è intervenuto per smentirlo NON conosce la condizione reale dell'istruzione statale, tanto è vero che chi ne ha una idea è intervenuto poco e senza negare il fatto.

    E' in corso una "Commedia dei quindici anni" che ha portato ormai allo svuotamento della scuola statale a favore di una più fumosa "scuola pubblica", che in un attimo rischia di diventare "scuola privata".

    E' stata compiuta una devastante opera di deviazione dei compiti della Scuola, lavorando anche profondamente sulle aspettative delle famiglie e creando rapporti di sudditanza della scuola rispetto al resto della società (o a particolari ambiti di essa) che finora non c'erano.

    Contemporaneamente si è devastato il sistema di autogoverno degli istituti scolastici ridicolizzando i principii di sovranità democratica.

    Ormai quasi ovunque il danno è fatto, non c'è quasi più nulla da difendere e si deve ammettere che allo stato attuale ha praticamente ragione il cardinale.

    Se tutto ciò non ci piace dobbiamo metterci di nuovo a lavorare per tornare a costruire daccapo una scuola diversa da quella che ci troviamo oggi.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Mastigaforo
    Il patriarca di Venezia: "La scuola di Stato è superata". E scatta la reazione nel mondo laico. Bertinotti: "Deve essere pubblica per comprendere tutti"

    Scuola, polemica con il Vaticano
    Fioroni "stoppa" il cardinale Scola



    ROMA - La scuola italiana "è di tutti e per tutti". Lo ha ribadito il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, commentando le dichiarazioni del Cardinale Angelo Scola secondo il quale "la scuola di Stato è superata" e la scuola stessa va affidata alla società civile. "Il Patriarca di Venezia tocca temi che meritano riflessione e approfondimento. Come ministro della Pubblica Istruzione - ha aggiunto - farò questa riflessione nell'interesse della scuola italiana, che è la scuola di tutti e per tutti".[/I]
    Mi sembra che Fioroni abbia stoppato ben poco.

  4. #4
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Ben quello che dicevo io: chi è intervenuto per smentire NON conosce la condizione reale dell'istruzione statale, tanto è vero che chi ne ha una idea è intervenuto poco e senza negare il fatto.

  5. #5
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    Dichiarazione di Luciana Sbarbati in risposta al cardinale Scola

    tratto dal sito del MRE: "www.repubblicanieuropei.org".

    L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE SONO E DEVONO RESTARE PREROGATIVE DELLO STATO LAICO E DELLA FAMIGLIA
    Vorrei suggerire al Patriarca di Venezia di non ridurre il ruolo fondamentale che una corretta istruzione può svolgere e di cui il nostro Paese ha bisogno a un confronto dialettico fra Stato e Chiesa un po’ datato.
    Ma di riconoscere allo Stato, oggi più che mai, in una società multietnica e multiculturale la sua funzione di governo delle diversità e di garante delle libertà individuali. Un approccio laico del settore scolastico-formativo è imprescindibile in una società globalizzata come la nostra – prosegue la Sbarbati - in cui convivono, con diversa morale, etnie e opinioni che necessitano di una gestione moderna, ovvero laica del “pubblico” equidistante da ciascuna religione. Per garantire la convivenza democratica, fondamentali divengono il dialogo, la conoscenza reciproca e il rispetto per ogni posizione senza la pretesa di imporne una in posizione di supremazia sulle altre. Per un laico non esistono cittadini con comportamenti e stili di vita più morali di altri – conclude la Sbarbati - un laico – dico al Cardinale - non nega l’esistenza di Dio e non afferma che tutto è moralmente lecito. Egli persegue un principio più alto che è quello della ricerca dell’etica, tanto nel privato che nel pubblico.
    Su questo terreno è ora di riportare il dibattito tra Stato e Chiesa ad un livello più alto che non quello della mera rivendicazione di spazi di potere e ritrovare in uno spirito ecumenico e di responsabilità la soluzione ai complessi problemi dell’istruzione e della formazione che oggi tutte le società devono affrontare con nuova consapevolezza.

  6. #6
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Dichiarazione condivisibile, garbata, puntuale, ma debole, decisamente troppo debole.
    Anche questa volta di noi non se ne accorgerà nessuno.
    Poteva invece essere l'occasione per un grande appello al mondo della scuola per la ricostruzione di una nuova scuola repubblicana, laica, democratica e soprattutto non pubblica ma statale.
    Ma evidentemente le voci uscite sul sottosegretariato inducono alla prudenza, non si sa mai.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO
    Dichiarazione condivisibile, garbata, puntuale, ma debole, decisamente troppo debole.
    Anche questa volta di noi non se ne accorgerà nessuno.
    Poteva invece essere l'occasione per un grande appello al mondo della scuola per la ricostruzione di una nuova scuola repubblicana, laica, democratica e soprattutto non pubblica ma statale.
    Ma evidentemente le voci uscite sul sottosegretariato inducono alla prudenza, non si sa mai.
    Non scopro l'acqua calda dicendo che il Partito Democratico è il chiodo fisso di Prodi che essendo senza partito alle spalle, teme di essere solo adoperato e forte del consenso acquistato con le primarie, stà con il fiato sul collo a Rutelli e DS. In questo frangente Luciana Sbarbati che fà il profeta del nuovo Partito Democratico, è una mina vacante per i Margheriti che intendono "assopirci" con la nenia de lo facciamo noi e con il pericolo che Mussi e il correntone, hanno evidenziato di una rifondazione della vecchia DC.
    Ecco il contentino che hanno escogitato. Il sottosegretariato. Lì stà la nostra abilità di rilancio di istanze laiche per rivendicare sulla scuola la matrice predominante del rilancio della scuola pubblica su quella privata con buona pace di Ruini, Scola etc. etc.
    Speriamo in bene!
    Ciceruacchio

  8. #8
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    Annuncia la soppressione del contributo uguale per tutti alle paritarie, spiega l'inapplicabilità del tutor e chiede altri 23.500 posti per i precari
    Tutor, nuove assunzioni, bonus
    la riforma silenziosa di Fioroni




    Giuseppe Fioroni

    di SALVO INTRAVAIA
    repubblica.it

    Altre 23 mila immissioni in ruolo (oltre alle 23.500 già in fase di assegnazione), riforma della maturità e del bonus a favore delle paritarie. Ecco le prossime mosse annunciate dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, messosi subito a lavoro dopo il suo insediamento. Intanto, quelle già messe a segno, pur non abrogando la cosiddetta riforma Moratti - come chiedevano alcune forze politiche - ridisegnano il quadro della scuola italiana dei prossimi cinque anni.

    Precariato e immissioni in ruolo. Lo scorso 13 luglio, nel corso di una interrogazione alla Camera da parte di un gruppo di parlamentari dell'Unione, Fioroni ha annunciato la richiesta al collega dell'Economia di risorse economiche per effettuare altre 23 mila e 500 assunzioni a tempo indeterminato nella scuola. "Siamo in attesa di una risposta da parte del ministero dell'Economia in ordine alle risorse economiche di cui il ministero della Pubblica istruzione potrà disporre per
    effettuare ulteriori 23 mila 500 assunzioni di unità. In tal modo, si potrebbero offrire ulteriori risposte a quei precari che hanno maggiori diritti per essere immessi, con certezza, all'interno degli organici delle nostre scuole. Credo, tuttavia, che la soluzione definitiva del

    problema debba essere vista in un piano pluriennale", spiega il ministro che considera il precariato l'emergenza di primaria importanza della scuola. Il fenomeno ha subito una crescita esponenziale, soprattutto nella scorsa legislatura, a causa del blocco totale o parziale del turn over e della politica dei tagli indiscriminati agli organici. Si è trattato di una politica sbagliata sia nel merito, sia nella forma". Insomma, se tutto andrà per il meglio le migliaia di supplenti iscritti nelle graduatorie provinciali permanenti e coloro che sono risultati idonei all'ultima tornata di concorsi a cattedre potranno contare su altre assunzioni che sommate alle 23 mila e 500 in fase di assegnazione proprio in questi arriverebbero a 47 mila.

    Tutor e anticipi. Dopo il congelamento della riforma della scuola superiore, un altro fronte subito aperto e chiuso dal nuovo ministro è quello riguardante alcune innovazioni sul cosiddetto primo ciclo (scuola primaria e secondaria di secondo grado) introdotte dal governo Berlusconi. Per effetto di un accordo tra l'Aran (l'Agenzia di rappresentazione negoziale) e i sindacati di categoria, le norme sul tanto avversato tutor (caposaldo di buona parte della riforma) e sugli anticipi riguardanti la scuola dell'infanzia sono state disapplicate. Dal prossimo settembre, in sostanza, non sarà più possibile iscrivere i bambini a 2 anni e mezzo alla scuola materna e i collegi dei docenti non saranno chiamati a risolvere il rompicapo del tutor: quella figura (un docente) che avrebbe dovuto tenere i rapporti con le famiglie, coordinare il team degli insegnanti di una stessa classe e compilare il portfolio delle competenze. "L'accordo - ha detto Fioroni - non ha il significato di una abrogazione di norme primarie, che sarebbe comunque consentita dal decreto legislativo in materia di organizzazione del lavoro. Si tratta invece di una doverosa presa d'atto della mancanza delle condizioni essenziali per poter procedere all'attuazione degli istituti che oggi sono stati disapplicati. E non possiamo ignorare che le disposizioni erano state adottate senza alcun preventivo confronto con le parti sociali".

    Bonus alle paritarie. Fioroni è intervenuto anche sul cosiddetto bonus a favore di coloro che decidono di iscrivere i figli nelle scuole paritarie. "Il buono scuola così come ipotizzato dal precedente governo, che divideva in modo uguale tra soggetti diversi, lo ritengo non utile. Perché dare a tutti nello stesso modo crea solo l'illusione di poter scegliere la scuola che uno vuole, dando, invece, la possibilità alla famiglia di scegliere la scuola che può permettersi. Ritengo anche che dividere in parti uguali tra le famiglie, prescindendo dal loro reddito, non sia una cosa utile all'equità e all'eccellenza del sistema pubblico italiano", ha dichiarato ieri a Torino il ministro della Pubblica Istruzione nel corso di un seminario. In questo modo il ministro, probabilmente, intende dare una risposta a coloro che, a fronte di un bonus - peraltro modesto - lamentavano l'inefficacia del bonus che in questi anni non ha contribuito alla crescita del numero di studenti delle scuole private.

    Maturità. Che così non si potesse più andare avanti lo dicevano tutti. L'esame di Stato con le attuali commissioni composte per intero da insegnanti interni e da un presidente/notaio per ogni scuola ha mostrato tutti i suoi limiti, soprattutto per ciò che riguarda i cosiddetti 'diplomifici'. E il prossimo 8 agosto verrà presentata la proposta di riforma dell'esame di maturità, che si limiterà alle commissioni giudicatrici. "Non sarà niente di eccezionale - ha spiegato Fioroni - modificheremo solo la composizione delle commissioni". A dimostrazione "che noi a questo titolo ci teniamo". La formula più gettonata è il ritorno alla commissione composta per metà da commissari esterni delle scuole statali e per l'altra metà da membri interni. Con un presidente per ogni classe o numero ristretto di classi.

    Ulteriori proposte. La tecnica del 'cacciavite' come è stata battezzata la politica scolastica di modifica della riforma Moratti attuata dal governo Prodi deve continuare. Secondo il leader della Flc Cgil, Enrico Panini, adesso occorre cancellare le Indicazioni nazionali, il portfolio e gli anticipi alla primaria. Le indicazioni nazionali vengono definite da Panini come 'un gretto esempio di oscurantismo' e il portfolio, croce e delizia per migliaia di insegnanti, 'un vero e proprio esempio di confusione mentale'. Per l'ingresso a 5 anni e mezzo all'elementare (i cosiddetti anticipi) la strada non è semplice. Per cancellare gli anticipi occorre una legge "ma - spiega Panini - alcune regole alle quali deve rispondere l'accoglienza degli alunni anticipatari vanno fissate".
    (20 luglio 2006)

 

 

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