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  1. #1
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Predefinito Per un'opposizione libertaria !

    Una nuova opposizione libertaria contro il governo prodi, che unisca i vari filoni del libertarismo, dal socialismo libertario agli individualisti, fino ai marxisti libertari. E' possibile ? A voi la parola !

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  2. #2
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Siamo davvero così sparsi e senza proposte ? Non riusciamo a intavolare più neanche una discussione ?

  3. #3
    Vedo la mano invisibile
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    esatto, per me il libertarismo è il regno della proprietà privata e dell'iniziativa individuale, manco le vorrei sentire le parole marxismo e socialismo

  4. #4
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    Come puoi vedere dalla risposta di Duca è difficile che si possa avere una convergenza totale delle forze liberarie se non altro per l'ampia differenza di significati che la parola porta con sè. Duca sembra essere orientato più verso lo stato mnimo di Nozik piuttosto che ad un anarcocomunismo o quant'altro. Gli ideali anarchici di Prudhon o di Bakunin o di Kropotkin sono libertari in un certo senso, Nozik o von Hayek lo sono in un senso completamente differente. certo è che mi risulta difficile comunque che Duca possa riuscire a conciliare la frase letta in questo stesso forum "w Franco" con lo stato minimo di Nozik.
    Prima di iniziare questa discussione quindi a mio parere sarebbe importante definire chiaramente il significato che ognuno dà alla parola libertarismo.

    A luta continua

  5. #5
    Vedo la mano invisibile
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    franco non ha avuto nulla di libertario, ma per scongiurare un pericolo comunista o socialista preferisco un regime autoritario di destra, come male minore.
    Cmq sandinista hai ragione, il mio libertarismo è quello di nozick, rothbard, friedman, adam smith, von hayek, bastiat, von mises, per dirla in breve liberismo spinto, tendente all'anarco-capitalismo e al miniarchismo.

  6. #6
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista
    Come puoi vedere dalla risposta di Duca è difficile che si possa avere una convergenza totale delle forze liberarie se non altro per l'ampia differenza di significati che la parola porta con sè. Duca sembra essere orientato più verso lo stato mnimo di Nozik piuttosto che ad un anarcocomunismo o quant'altro. Gli ideali anarchici di Prudhon o di Bakunin o di Kropotkin sono libertari in un certo senso, Nozik o von Hayek lo sono in un senso completamente differente. certo è che mi risulta difficile comunque che Duca possa riuscire a conciliare la frase letta in questo stesso forum "w Franco" con lo stato minimo di Nozik.
    Prima di iniziare questa discussione quindi a mio parere sarebbe importante definire chiaramente il significato che ognuno dà alla parola libertarismo.

    A luta continua
    Innanzi tutto c'è da dire che in tutti i paesi di lingua romanza il termine "libertario" è pressoché sinonimo di "anarchico", anche se personalmente distinguo i due termini per dare al termine "libertario" un'accezione più ampia. Scrivevo infatti in un messaggio precedente:

    "Discutendo su questo thread se l'anarchia sia possibile, non si arriverebbe mai ad una soluzione o al prevalere dialettico di una tesi sull'altra, dal momento che il punto finale della discussione sul quale si andrebbe a finire sarebbe quello della natura umana. Se insomma l'uomo sia, come nella concezione hobbesiana, per natura prevaricatore nei confronti del proprio simile o, all'opposto, il suo contrario se si parte dalla visione roussoviana del bon savage riguardo alla stessa natura umana. Molti libertari partono inoltre da una terza concezione, forse la più corretta, per cui l'uomo non è per sua natura né un santo, né un prevaricatore, ma è per sua caratteristica indeterminato sotto questo punto di vista e si inserisce quindi l'elemento del volontarismo assoluto.
    Ma al di là del discutere sulla validità degl iassunti teroici del pensiero anarchico da Godwin in poi, e al di là del fatto che si possa pensare o meno alla fattibilità empirica di forme di "anarchia realizzata" (non ancora realizzate), sono a mio avviso molto interessanti quelle che definirei le "esperienze anarchiche oltre l'anarchia", vale a dire le situazioni effettivamente realizzate da anarchici.
    Molti anarchici nel corso della storia, lungi dal mostrarsi duri e puri all'Idea puramente e immutabilmente presa, hanno dimostrato un forte senso di pragmatismo realizzando esperienze concrete di organizzazione della società.
    Personalmente non mi definisco anarchico proprio perché sono scettico sulla possibilità effettiva di venire in essere dell'a-narchia [intesa qui etimologicamente come "assenza di (qualsivoglia) governo o (qualsivoglia) legge"]: penso che vi debba essere sempre qualche forma di potere (non statale e quanto più non coercitivo) e di organizzazione sociale... una minarchia. Ma da libertario apprezzo queste "esperienze anarchiche oltre l'anarchia" che se secondo la teoria anarchica finirebbero per essere una sorta di "fase transitoria" verso l'anarchia, vengono dal sottoscritto apprezzate e prese ad esempio per come si producono e non necessariamente in funzione di una transizione verso qualsivoglia "gradino superiore": mi riferisco alla Comune di Parigi, all'Ucraina di Nestor Machno, all'esperienza spagnola del 1936, al Chapas odierno, eccetera.
    Al di là delle esperienze di ri-organizzazione della società, anche numerosi scritti teorici mostrano che gli anarchici non sono dei soggetti avulsi dalla realtà, ma che anzi sanno dimostrarsi pragmatici anche in questo campo. Tutta l'opera di Camillo Berneri, che ha intenzionalmente approcciato un' autocritica dell'anarchismo tesa a riformulare e ricontestualizzare i principi teorici alla realtà storica, o il Programma minimo del 1944, sono lì a dimostrarlo."


    E' nella tradizione linguistica anglosassone che invece il termine "libertarian" ha finito per passare ad indicare le idee che portano fino alle estreme conseguenze il pensiero capitalistico. E noi, da soliti perfetti esterofili, iniziamo a far passare da alcuni anni questa accezione estranea alla nostra tradizione linguistica (nonostante qualcuno, proprio per evitare equivoci, abbia proposto di usare l'accezione "libertariani" per riferirsi agli anarco-capitalisti).

    A scanso di equivoci per "libertari" escludevo gli anarco-capitalisti, mentre consideravo le diverse varianti del pensiero libertario: dall'anarchismo della prima ora di matrice liberale-radicale alla Godwin (che non necessariamente sfocia nelle idee di Rothbard, Nozick e Sen), a quello sociale di Proudhon, dal comunismo libertario di Bakunin, Kropotkin e Malatesta all'anarchismo religioso di Tolstoj, dalla critica e revisione del pensiero anarchico classico di Berneri all'anarchismo verde o al comunismo dei consigli che sfocia su posizioni libertarie arrivando quasi a ricucire la rottura del 1867 tra anarchici e marxisti.
    Guardo un po' con nostalgia alla FAI dei primi anni '50, quel variegato e colorato contenitore di tendenze anche diverse tra loro, accomunate dall'antistalinismo. Era l'organizzazione in cui Arrigo Cervetto e Germinal Concordia convivevano con anarchici classici, in cui anarchici strenuamente antimarxisti (da quella definizione di Bakunin del marxismo quale "partito autoritario del comunismo tedesco") a marxisti libertari discutevano animatamente ma fraternamente... quell'atmosfera culturale che si ritroverà ancora negli anni successivi in Gaber e De Andrè.

    Tale aggregazione di libertari dovrebbe poi a mio avviso dialogare con i comunisti di sinistra oppositori dell'attuale governo.
    In quanto ai Rothbard, se Duca a questa corrente fa riferimento, mi chiedo con quale coerenza ci si possa dichiarare libertari e poi fare i consulenti economici per un reazionario come Reagan.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca-
    franco non ha avuto nulla di libertario, ma per scongiurare un pericolo comunista o socialista preferisco un regime autoritario di destra, come male minore.
    Cmq sandinista hai ragione, il mio libertarismo è quello di nozick, rothbard, friedman, adam smith, von hayek, bastiat, von mises, per dirla in breve liberismo spinto, tendente all'anarco-capitalismo e al miniarchismo.
    Di Rothbard ho già detto sopra, di Adam ASmith pur rispettandolo penso che sia un liberale più che un libertario e che libertario non ci si sia mai definito (ma poterei pure sbagliarmi).
    In quanto alla Spagna in quel periodo ti saresti trovato abbastanza isolato, poiché i libertari all'epoca non combattevano con Franco, ma nelle fila della FAI-CNT e alleati del POUM, anche loro contro gli stalinisti e per sviluppare un'insurrezione rivoluzionaria, non per far tornare la reazione.

  8. #8
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    A livello economico, perché poi abbandonando masturbazioni mentali sull'oganizzazione complessiva della società, pressoché tutte le correnti libertarie, eccetto appunto l'anarco-capitalismo che fa "repubblica a sé", sono per un'economia sicuramente sociale, incentrata sulla produzione su piccola scala, in cui comunque i lavoratori autogestiscono la produzione. Si va poi dalle cooperative proudhoniane in cui i lavoratori liberamente si associano (e in cui la proprietà non è abolita, ma equamente distribuita) ai consigli operai della grande industria. Si va dal "liberismo" come l'intendeva Berneri (cioè libero scambio a livello di singoli e cooperative, non le oceancihe transizioni finanziarie, in un modello per cui, per fare un esempio, se io ho due pomodori e tu tre zucchine ci accordiamo per scambiarceli) a diverse sorte di pianificazione.
    Anche questi aspetti di contrapposizione possono essere superati non solo tra i libertari, ma anche tra i libertari ed i marxisti di sinistra: a seconda delle effettive condizioni di produzione materiale, che possono essere in un settore su larga scala, in un altro su piccola scala, diverse forme di economia sociale e di decisionismo politico possono convivere nello stesso quadro spazio-temporale.
    Inoltre sarebbe interessante poter coordinare le diverse battaglie contro ogni sorta d'oppressione, contro la repressione e per l'avanzamento dei diritti socio-economici, dandosi mutuo-appoggio per essere più forti. A questo proposito giudico negativamente i cosidetti "gruppi di affinità" isolati e scoordinati nei quali tante volte anarchici contrari ad ogni sorta di organizzazione si rinchiudono.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca-
    franco non ha avuto nulla di libertario, ma per scongiurare un pericolo comunista o socialista preferisco un regime autoritario di destra, come male minore.
    Cmq sandinista hai ragione, il mio libertarismo è quello di nozick, rothbard, friedman, adam smith, von hayek, bastiat, von mises, per dirla in breve liberismo spinto, tendente all'anarco-capitalismo e al miniarchismo.


    allora vattene a fanculo, sul forum anarcocapitalista, a discutere con quel fascista di merda, di renzo mario merlino audisio, e quei minorati mentali dei suoi amici

  10. #10
    Contro ogni fede
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor
    Una nuova opposizione libertaria contro il governo prodi, che unisca i vari filoni del libertarismo, dal socialismo libertario agli individualisti, fino ai marxisti libertari. E' possibile ? A voi la parola !
    E' possibile, chiarendo però che l'opposizione non dev'essere fatta a questo o quel governo, ma allo stato in sè. In tal caso non potrei che essere favorevole ad un'intesa con tutte le forze realmente antistataliste.

    Quanto al governo Prodi, gli vanno riconosciuti i timidi tentativi di intaccare le caste privilegiate attraverso seppur scarne liberalizzazioni.
    Liberalizzazioni che, nonostante la loro esiguità, fanno gridare allo scandalo esponenti di forza italia (falsi liberali) come l'on. Beninati, assessore alla cooperazione della regione siciliana, secondo il quale il governo prodi realizzerebbe l'anarchia. Magari!

 

 
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