BEIRUT - Il leader di Hezbollah, sheikh Hassan Nasrallah, è stato duramente criticato dai "partigiani di sheikh Sobhi Tufeili", già alla guida del movimento sciita libanese subito dopo la sua fondazione a metà degli anni '80, che lo hanno accusato di aver "miseramente fallito nella sua direzione della resistenza, dopo averne consegnate tutte le chiavi a Teheran". Lo ha riferito oggi la stampa di Beirut.

In un comunicato, i seguaci del primo leader di Hezbollah hanno affermato che la "selvaggia guerra condotta da Israele" prova che la cosiddetta "strategia di difesa nazionale" di Nasrallah "si è trasformata nella strategia della distruzione nazionale".

"Le grandi parole e le minacce di Nasrallah si sono rivelate vuote e non hanno portato altro che la distruzione e la morte agli sciiti e al Libano. Questa guerra non è altro che il risultato della mania di grandezza di Nasrallah", hanno aggiunto i seguaci di Tufeili, i quali hanno inoltre rimproverato all'Iran di aver "spinto la resistenza verso il suicidio".

"Queste circostanze devono spingere tutti gli sciiti a fare il possibile per fermare la guerra e denunciare le intenzioni iraniane che hanno loro apportato solo distruzione", hanno concluso i "partigiani" dell'ex leader di Hezbollah.


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