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Risultati da 1 a 10 di 135
  1. #1
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Medicinali da banco e Federfarma

    Il Governo continua a opporre una chiusura totale nei confronti della proposta di Federfarma di consentire ai cittadini di poter acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali. Evidentemente il Governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l’Ipercoop. Al Governo non importa che il cittadino possa comprare una compressa per il mal di testa quando ne ha realmente bisogno, per esempio negli autogrill autostradali. Il Governo insiste, infatti, sull’obbligo della presenza del farmacista: è chiaro che né l’autogrill né un piccolo supermercato potranno mai permettersi un numero di farmacisti tale da consentire la copertura dell’intero orario di apertura per vendere un numero limitato di confezioni di medicinali da banco. Solo un grande ipermercato potrà assumere quattro o cinque laureati in farmacia per coprire tutti i turni. Quella di Bersani è una liberalizzazione tagliata su misura per la grande distribuzione.Negli altri Paesi europei, sempre presi a esempio, succede il contrario: per agevolare realmente i cittadini, i farmaci di automedicazione sono disponibili nel supermercato senza il farmacista, come richiesto con insistenza dalla Corte di Giustizia Europea e dall’Antitrust nazionale.Può sembrare paradossale che le farmacie sostengano la proposta del farmaco fuori farmacia senza farmacista. In realtà, le farmacie hanno due obiettivi:
    agevolare il cittadino nell’accesso al farmaco nei pochissimi casi in cui esiste un’effettiva lacuna nel servizio farmaceutico. Un esempio è proprio l’autogrill, perché non si può pretendere che un automobilista esca dall’autostrada e, magari di notte, cerchi la farmacia di turno per un banale mal di testa;
    evitare che il farmacista al supermercato sia il primo passo per la nascita di una serie di farmacie di tipo commerciale, aperte al di fuori di qualsiasi regola. Il rischio è che l’ingresso sul mercato di farmacie gestite dai grandi gruppi del settore distributivo, operanti con politiche commerciali spinte, determini un calo del livello di tutela della salute e porti alla chiusura di numerose piccole farmacie, non più in grado di reggere la concorrenza.
    A seguito della chiusura totale del Governo nei confronti di proposte costruttive e ragionevoli, Federfarma è costretta a confermare le iniziative di protesta già preannunciate, a partire dalla seconda giornata di chiusura di tutte le farmacie, ad eccezione di quelle di turno, fissata per mercoledì 26 luglio.

    Fonte: Federfarma

  2. #2
    marea
    Ospite

    Predefinito

    Bersani e le Coop, ovvero: il gatto e la volpe
    Il Governo continua a opporre una chiusura totale nei confronti della proposta di Federfarma di consentire ai cittadini di poter acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali. Evidentemente il Governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l’Ipercoop. Al Governo non importa che il cittadino possa comprare una compressa per il mal di testa quando ne ha realmente bisogno, per esempio negli autogrill autostradali. Il Governo insiste, infatti, sull’obbligo della presenza del farmacista: è chiaro che né l’autogrill né un piccolo supermercato potranno mai permettersi un numero di farmacisti tale da consentire la copertura dell’intero orario di apertura per vendere un numero limitato di confezioni di medicinali da banco. Solo un grande ipermercato potrà assumere quattro o cinque laureati in farmacia per coprire tutti i turni. Quella di Bersani è una liberalizzazione tagliata su misura per la grande distribuzione.Negli altri Paesi europei, sempre presi a esempio, succede il contrario: per agevolare realmente i cittadini, i farmaci di automedicazione sono disponibili nel supermercato senza il farmacista, come richiesto con insistenza dalla Corte di Giustizia Europea e dall’Antitrust nazionale.Può sembrare paradossale che le farmacie sostengano la proposta del farmaco fuori farmacia senza farmacista. In realtà, le farmacie hanno due obiettivi:
    agevolare il cittadino nell’accesso al farmaco nei pochissimi casi in cui esiste un’effettiva lacuna nel servizio farmaceutico. Un esempio è proprio l’autogrill, perché non si può pretendere che un automobilista esca dall’autostrada e, magari di notte, cerchi la farmacia di turno per un banale mal di testa;
    evitare che il farmacista al supermercato sia il primo passo per la nascita di una serie di farmacie di tipo commerciale, aperte al di fuori di qualsiasi regola. Il rischio è che l’ingresso sul mercato di farmacie gestite dai grandi gruppi del settore distributivo, operanti con politiche commerciali spinte, determini un calo del livello di tutela della salute e porti alla chiusura di numerose piccole farmacie, non più in grado di reggere la concorrenza.
    A seguito della chiusura totale del Governo nei confronti di proposte costruttive e ragionevoli, Federfarma è costretta a confermare le iniziative di protesta già preannunciate, a partire dalla seconda giornata di chiusura di tutte le farmacie, ad eccezione di quelle di turno, fissata per mercoledì 26 luglio.

    Fonte: Federfarma
    l'ha capito pure Federfarma!!!

  3. #3
    Forumista senior
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    Citazione Originariamente Scritto da marea
    l'ha capito pure Federfarma!!!
    Giusto, Marea. L'han capito pure i padroni delle farmacie, oggi così sensibili alle esigenze dei consumatori, da proporre la vendita di farmaci ovunque, purchè senza la presenza di un farmacista laureato. Alla faccia di tutti i loro collaboratori laureati che, in presenza del numero chiuso delle farmacie, sono costretti a fare i loro garzoni, percependo una paga inferiore a quella di un magazziniere. Un mio amico farmacista, laureato ed iscritto all'albo, dopo oltre dieci anni di farmacia, percepisce un salario di neanche 1.300 euro, mentre il suo padrone, se la spassa in Riviera, con la barca, il Suv e della gran gn..ca giovane e profumata. Voglio solo far notare che, sia il mio amico che il padrone della farmacia, hanno gli stessi identici titoli per esercitare la loro professione. Quindi se i farmacisti titolari, sono sinceramente favorevoli al libero mercato, che si battano per il superamento del numero chiuso delle farmacie. Fatti, non pugnette, Marea.

  4. #4
    marea
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da stefanopelloni
    Giusto, Marea. L'han capito pure i padroni delle farmacie, oggi così sensibili alle esigenze dei consumatori, da proporre la vendita di farmaci ovunque, purchè senza la presenza di un farmacista laureato. Alla faccia di tutti i loro collaboratori laureati che, in presenza del numero chiuso delle farmacie, sono costretti a fare i loro garzoni, percependo una paga inferiore a quella di un magazziniere. Un mio amico farmacista, laureato ed iscritto all'albo, dopo oltre dieci anni di farmacia, percepisce un salario di neanche 1.300 euro, mentre il suo padrone, se la spassa in Riviera, con la barca, il Suv e della gran gn..ca giovane e profumata. Voglio solo far notare che, sia il mio amico che il padrone della farmacia, hanno gli stessi identici titoli per esercitare la loro professione. Quindi se i farmacisti titolari, sono sinceramente favorevoli al libero mercato, che si battano per il superamento del numero chiuso delle farmacie. Fatti, non pugnette, Marea.
    Scusa sai ma secondo me per vendere un farmaco senza prescrizione medica son buoni tutti i commessi e non è di sicuro necessario un farmacista ! a questo punto mi chiedo pure se lo scopo ultimo non sia arrivare a vendere in un futuro al super anche i farmaci che abbisognano di prescrizione!
    Per quanto concerne il tuo amico purtroppo la vita è così c'è chi nasce con la camicia e chi senza ! quando ha scelto di fare farmacia non sapeva forse che c'erano delle restrizioni nello svolgimento di questa attività? vogliamo incolpare di questo il suo datore o i governi che non hanno magari invece liberalizzato o incrementato il numero delle licenze ?
    di sicuro non sono di certo i farmacisti già titolari di rivendita che devono battersi ma bensì quelli che vorrebbero esserlo

  5. #5
    Rosso è bello
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    Citazione Originariamente Scritto da marea
    l'ha capito pure Federfarma!!!
    Ma come!!! Fino a ieri facevi fuoco e fiamme perchè si permetteva ai supermercati di vendere medicine da banco, perchè la consulenza del farmacista era indispensabile o quasi e ora sei d'accordo a vendere medicinali in qualsiasi negozio e senza la presenza di un farmacista?
    Quando si dice la malafede!!

  6. #6
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Il Governo continua a opporre una chiusura totale nei confronti della proposta di Federfarma di consentire ai cittadini di poter acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali. Evidentemente il Governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l’Ipercoop. Al Governo non importa che il cittadino possa comprare una compressa per il mal di testa quando ne ha realmente bisogno, per esempio negli autogrill autostradali. Il Governo insiste, infatti, sull’obbligo della presenza del farmacista: è chiaro che né l’autogrill né un piccolo supermercato potranno mai permettersi un numero di farmacisti tale da consentire la copertura dell’intero orario di apertura per vendere un numero limitato di confezioni di medicinali da banco. Solo un grande ipermercato potrà assumere quattro o cinque laureati in farmacia per coprire tutti i turni. Quella di Bersani è una liberalizzazione tagliata su misura per la grande distribuzione.Negli altri Paesi europei, sempre presi a esempio, succede il contrario: per agevolare realmente i cittadini, i farmaci di automedicazione sono disponibili nel supermercato senza il farmacista, come richiesto con insistenza dalla Corte di Giustizia Europea e dall’Antitrust nazionale.Può sembrare paradossale che le farmacie sostengano la proposta del farmaco fuori farmacia senza farmacista. In realtà, le farmacie hanno due obiettivi:
    agevolare il cittadino nell’accesso al farmaco nei pochissimi casi in cui esiste un’effettiva lacuna nel servizio farmaceutico. Un esempio è proprio l’autogrill, perché non si può pretendere che un automobilista esca dall’autostrada e, magari di notte, cerchi la farmacia di turno per un banale mal di testa;
    evitare che il farmacista al supermercato sia il primo passo per la nascita di una serie di farmacie di tipo commerciale, aperte al di fuori di qualsiasi regola. Il rischio è che l’ingresso sul mercato di farmacie gestite dai grandi gruppi del settore distributivo, operanti con politiche commerciali spinte, determini un calo del livello di tutela della salute e porti alla chiusura di numerose piccole farmacie, non più in grado di reggere la concorrenza.
    A seguito della chiusura totale del Governo nei confronti di proposte costruttive e ragionevoli, Federfarma è costretta a confermare le iniziative di protesta già preannunciate, a partire dalla seconda giornata di chiusura di tutte le farmacie, ad eccezione di quelle di turno, fissata per mercoledì 26 luglio.

    Fonte: Federfarma
    discorso chiaro, ma secondo te la vendita di alcune tipologie di farmaci al di fuori delle farmacie può portare benefici ai consumatori? E' una domanda seria veramente.

  7. #7
    Rosso è bello
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    Citazione Originariamente Scritto da Nebbia
    Evidentemente il Governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l’Ipercoop.

    Fonte: Federfarma
    Come al solito scrizi menzogne. Il termine alcuni grandi ipermercati è falso, come è fuorviante parlare solo dell'Ipercop.
    La seconda cosa: tu hai la bruttissima abitudine di non mettere i link, e questo è contro il regolamento.
    Inutile scrivere Fonte Federfarma se tu quell'articolo lo hai rigirato a modo tuo. E sappiamo tutti che campione sei di frittate.

  8. #8
    marea
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da seurosia
    Ma come!!! Fino a ieri facevi fuoco e fiamme perchè si permetteva ai supermercati di vendere medicine da banco, perchè la consulenza del farmacista era indispensabile o quasi e ora sei d'accordo a vendere medicinali in qualsiasi negozio e senza la presenza di un farmacista?
    Quando si dice la malafede!!
    se sarà possibile venderle al super non vedo perchè non permetterne la vendita anche in altre rivendite!
    perchè penalizzare i piccoli negozi a questo punto?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da marea
    se sarà possibile venderle al super non vedo perchè non permetterne la vendita anche in altre rivendite!
    perchè penalizzare i piccoli negozi a questo punto?

    secondo te la vendita di alcune tipologie di farmaci al di fuori delle farmacie può portare benefici ai consumatori? E' una domanda seria veramente.

  10. #10
    Forumista senior
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    Citazione Originariamente Scritto da marea
    Scusa sai ma secondo me per vendere un farmaco senza prescrizione medica son buoni tutti i commessi e non è di sicuro necessario un farmacista ! a questo punto mi chiedo pure se lo scopo ultimo non sia arrivare a vendere in un futuro al super anche i farmaci che abbisognano di prescrizione!
    Per quanto concerne il tuo amico purtroppo la vita è così c'è chi nasce con la camicia e chi senza ! quando ha scelto di fare farmacia non sapeva forse che c'erano delle restrizioni nello svolgimento di questa attività? vogliamo incolpare di questo il suo datore o i governi che non hanno magari invece liberalizzato o incrementato il numero delle licenze ?
    di sicuro non sono di certo i farmacisti già titolari di rivendita che devono battersi ma bensì quelli che vorrebbero esserlo
    Marea, io sono solo un operaio ma qualche volta son d'accordo con gli americani: DARE A TUTTI LE STESSE POSSIBILITA'. Invece in Italia son tutti LIBERALi ma solo a parole, se inserisci elementi di liberalizzazione nella loro professione, si chiudono tutti a riccio in difesa dei loro privilegi. E quello che più è grave che la destra italiana, quella che si definisce liberale, è la loro più strenua sostenitrice. At salut bimba!

 

 
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