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Discussione: Langone contro Mellone

  1. #1
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    Predefinito Langone contro Mellone

    Lo spaccio del Mellone trionfante, ovvero l’intello di destra allo scanner

    Di che cosa sa la "nuova destra"


    di Camillo Langone

    Il Foglio, 25 gennaio 2010


    Mi piace inimicarmi i futuri sottosegretari, ci tengo, ne meno vanto. E mi piace farlo prima di chiunque altro, giocarmi l’amicizia in anticipo. Io i sottosegretari li individuo nella culla, così come quelli che da grande faranno i consiglieri di amministrazione Rai, i presidenti della provincia, gli assessori regionali… Ho un sesto senso, una capacità divinatoria. Quando incontrai per la prima volta Giuliano Da Empoli non vidi un uomo bensì una carriera e infatti, poco dopo, alla Caffettiera di Piazza di Pietra mi mise in mano un biglietto da visita in cui risultava ronzare attorno a non mi ricordo quale ministero e oggi eccolo assessore a Firenze con Matteo Renzi, il santo patrono degli ambiziosi.

    Quando incontrai Angelo Mellone praticamente non sapevo chi fosse eppure il mio infallibile soul scanner fece suonare subito l’allarme: consigliere del principe! sottosegretario in pectore! forse perfino ministro! Quando domenica ho letto sul Sole l’articolo in cui Mellone pretendeva di raccontare la cultura di destra ho semplicemente avuto una conferma: il solco, tracciato da tempo, si sta lentamente ma inesorabilmente approssimando alla meta. All’agognata scrivania. Il nostro caro Angelo, che non si ciba di radici perché ai Parioli le abitudini alimentari sono ben altre, si atteggia a uomo di destra ed è la sua più grande millanteria. Sarà, nella migliore delle ipotesi, un pochettino fascista, il che per un tifoso della Lazio non richiede particolare sforzo teorico. Invece l’articolo del Sole, nella sua impettita mendacità, è il risultato di un notevole impegno intellettuale, con una bella capacità di sintesi a cui io aggiungo la mia perché di sintesi non ce n’è mai abbastanza: “Prendiamo il mondo come viene, magari anche nei denti, facendo credere agli elettori di aver guidato sapientemente la traiettoria”.

    La prima parte del suo ragionamento, Mellone l’ha presa pari pari da un detto veneto (“Scarpa grande e goto pien, ciapa el mondo come el vien”) però non potrà mai confessarlo perché così come Di Pietro campa di Berlusconi, Fini campa di Bossi: viva la costituzione, ohibò la Lega che rompe la nazione, e consimili filastrocche che tanto piacciono alla vasta clientela dei dipendenti pubblici, senza la quale i finiani sulla scena politica nazionale peserebbero come i repubblicani di Francesco Nucara o i democristiani di Giuseppe Pizza. La seconda parte è nel più logoro repertorio delle mosche cocchiere. Ricordate gli italiani di Flaiano sempre in soccorso del vincitore? Molti partigiani del 25 aprile erano in buona fede quando pensavano di aver sconfitto loro la Germania nazista (bombardamento di Dresda questo sconosciuto). Perciò anche Mellone, quando parla di “famiglia che deve aprirsi al riconoscimento delle coppie di fatto”, penserà di averli inventato lui, i culattoni.

    Ma se il succitato ragionamento basta e avanza per il sottosegretariato che verrà, per essere l’intellettuale FareFuturo di punta alla semplice ricetta vanno aggiunti, a mo’ di spezie, una manciata di pensatori meglio se defunti e impossibilitati a replicare. Del Noce “bacchettava i cattolici per il loro rifiuto della modernità”? Ma davvero? Mellone deve aver confuso Augusto con Fabrizio perché il padre, l’insigne filosofo, della modernità era nimicissimo oltre che acuto indagatore. Nell’articolo del Sole viene stravolto e violentato anche il povero Allan Bloom, lui che da vivo tuonò contro il dirittismo, le quota rosa o nere, il cosiddetto sesso sicuro, e che definì “handicappati” i figli di genitori separati (ma capisco che dalle parti di Gianfranco Fini criticare il divorzio non porti troppo bene). Mellone arriva ad abusare del grazie a Dio vivo e vegeto Roger Scruton, forse fidando del fatto che il filosofo inglese non lo verrà mai a sapere. Ci vuole un impressionante becco di ferro, una sovrana indifferenza nei confronti della verità, per fingere di avere arruolato il grande paladino della caccia tra i finiani, che in parlamento sono i principali sostenitori dell’antispecismo antiumano (vedi proposta di legge Frassinetti contro la macellazione equina). Dopo l’articolo uscito sul Sole profetare a Mellone un sottosegretariato di peso è diventato troppo facile, alla portata di chiunque, e allora quasi me ne vergogno, e chiudo qui.



    © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO



    Lo spaccio del Mellone trionfante, ovvero l’intello di destra allo scanner - [ Il Foglio.it › La giornata ]

  2. #2
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    Predefinito Rif: Langone contro Mellone

    E più che un manifesto, pare un divertissement un po' onanistico

    La destra di Langone.
    Più che divina, è solo sua


    di Federico Brusadelli

    Ffweb Magazine, 26 gennaio 2010


    Non ne avevamo mai parlato prima, di Camillo Langone e del suo libriccino sulla destra divina. Non per altro, ma ci pareva, a esser sinceri, uno spunto di riflessione abbastanza marginale nell’ambito del dibattito culturale e politico italiano (persino nel recinto della destra, aggiungiamo). Però Langone stuzzica, sulle pagine del Foglio di oggi. Perché se la prende – non è la prima volta, ed è assolutamente legittimo che lo faccia, per carità – con la nostra destra, a suo dire non-destra, «opportunista e nichilista». Lo spunto, stavolta, è la critica ad Angelo Mellone, scarso, a suo dire, in “destrità”, ma soprattutto annusato, povero Mellone (perché immaginarsi Langone, uno per cui «il modo migliore di onorare qualcosa è mangiarsela», che annusa qualcuno non è un bel pensiero, francamente), come probabile futuro sottosegretario. Naturalmente, un’indiscrezione ottenuta in virtù di capacità divinatorie con cui ancora non possiamo competere (ma chi scrive ha sulla scrivania un mazzo di tarocchi e si sta allenando, tranquilli), e che Mellone ha già provveduto a smentire sulle pagine del Foglio («Fare il sottosegretario, il ministro, e neppure entrare in Parlamento, rientra né ora né mai nelle mie aspirazioni, magari ancora più ambiziose ma certo lontane dalla politica politicata»).

    Ma piuttosto che sottoporci agli esamini di Langone, e tralasciando dunque quel che dicevano Del Noce, Scruton, o Bloom, come lo dicevano e perché lo dicevano, e piuttosto che impelagarci in sofistiche riflessioni su pedigree, background o curricula, sentiamo, piuttosto, cosa dice e propone Langone. Certo, prendersela con chi rappresenta quaggiù le tendenze politiche di lassù è impresa rischiosa, ma siamo peccatori, ormai lo sanno tutti, e possiamo permettercelo. Ecco, insomma, qualche punto del programma politico-culturale che Langone ha racchiuso nel suo Manifesto della destra divina.

    Iniziamo, per esempio, con le pari opportunità. Il dato di partenza, spiega Langone, è drammatico. Ma non perché le donne siano poco rappresentate in politica e discriminate più o meno velatamente nel mondo del lavoro. No, no. Il problema grande è che le donne portano i jeans, quell’indumento androgino che è riuscito nella luciferina impresa di annullare la santa differenza fra lui e lei (si potrebbe scioccamente ribadire che i preti portano la gonna, ma vabbè). E peggio dei jeans fanno le divise: quelle poveracce che le indossano sono inconsapevoli vittime di chi così strappa loro «il sorriso e forse anche l’utero». Eh già, «i politicanti che nel 1981 spalancarono la Polizia al sesso ex debole si atteggiavano ad amici delle donne, erano invece subdoli sterilizzatori»; ergo, «sarebbe stato più sensato cominciare a stipendiare le aspiranti poliziotte a patto che stessero a casa a fare le madri». Dunque, mozione Langone: femmine a casa a sfornare bimbi, in gonna. Meglio, in abitino. Possibilmente disegnato dal “destro marchese” Pucci (che tanto uno stipendio solo a casa basta e avanza). E, miracolo, così si potrebbe risolvere anche gran parte del problema criminalità: le nostre poliziotte, ci spiega Langone, «cercano di contrastare il crimine causato da africani, asiatici e balcanici che vivono negli spazi lasciati liberi dai figli non nati delle poliziotte». Come abbiamo fatto a non pensarci prima?

    E poi, le politiche sanitarie. Al bando i preservativi, perché tanto si rompono, perché «il cazzo, antica saggezza, non vuole pensieri», perché l’amore è sempre un rischio e tanto «il piacere fine a se stesso è facile da procurarsi con investimenti affettivi minori (rapporti omosessuali) o azzerati (droghe, dolciumi, psicofarmaci, alcol…)». Parentesi: l’amore fra due uomini (anzi fra culattoni, per usare il divino vocabolario di Langone) o fra due donne, nel disegno divino non è contemplato, anzi forse sì ma ha lo stesso valore di un grappino notturno. Capitolo cultura? Meno televisione, mezzo «spermicida» e «antifamigliare». Andare in Abruzzo e non in Patagonia. A messa e non alle mostre. Difendere i muri e non abbatterli.

    Basta così. A questo punto - almeno a grandi linee - si è intuito cos’è questa destra divina. E si è intuito anche che siamo a destra pure noi, ma non siamo d’accordo. Non condividiamo. Di più: non godiamo di copyright celeste, questo no, ma vogliamo avere la presunzione di rappresentare, almeno un pizzico in più di Langone, la realtà di questo paese e di chi lo abita. Di chi, magari, non ha molto tempo da dedicare alla difesa della macellazione equina, della caccia o della bicicletta. Di chi, magari (ma è solo una bassa provocazione, scusate) fa meno crociate, ma più sesso. Di chi considera i manifesti di Langone per quello che sono, ovvero simpatici divertissement palesemente chic, gustosamente anacronistici e un po’ onanistici. Ma non scherziamo. Tutto questo con la politica, con la costruzione del futuro di una nazione c’entra poco o nulla. Sì, può essere un simpatico passatempo, la destra divina. Ma poi – più che difendere, conservare e pregare – tocca tornare a farsi qualche domanda su come va il mondo per davvero.



    Ffwebmagazine - La destra di Langone. Più che divina, è solo sua L-N/langone_int.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il Corsivo&Codi_Cate_Arti=44

  3. #3
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    Predefinito Rif: Langone contro Mellone

    Langone, per quanto mi riguarda, con la sua "destra divina" si sta prendendo un pò troppo sul serio. La sua "destra divina" sa di vecchio, di superato, di becero bigottismo politico e non solo di ciò.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Langone contro Mellone

    Mellone l'ho sentito di persona esaltare "la destra un po' frocia di Dolce & Gabbana", per cui no comment...

    quest'altro Brusadelli mi sembra degno compare, dalle cose che scrive...

    purtroppo non hanno capito (o fingono di non aver) che loro parlano di come solleticare il mondo così com'è, Langone parla di come il mondo dovrebbe essere...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da SMB Visualizza Messaggio
    Langone, per quanto mi riguarda, con la sua "destra divina" si sta prendendo un pò troppo sul serio. La sua "destra divina" sa di vecchio, di superato, di becero bigottismo politico e non solo di ciò.
    sono d'accordo su entrambe le cose che dici :sofico:

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da SMB Visualizza Messaggio
    Langone, per quanto mi riguarda, con la sua "destra divina" si sta prendendo un pò troppo sul serio. La sua "destra divina" sa di vecchio, di superato, di becero bigottismo politico e non solo di ciò.
    Gallina vecchia fa buon brodo, no? Eppoi, un po' di "becero bigottismo politico" quando tutti - da sinistra a destra - si inchinano al pensiero unico del politicamente corretto sinceramente mi appare come una ventata d'aria fresca...

  7. #7
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    Predefinito Rif: Langone contro Mellone

    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    Mellone l'ho sentito di persona esaltare "la destra un po' frocia di Dolce & Gabbana", per cui no comment...

    quest'altro Brusadelli mi sembra degno compare, dalle cose che scrive...

    purtroppo non hanno capito (o fingono di non aver) che loro parlano di come solleticare il mondo così com'è, Langone parla di come il mondo dovrebbe essere...
    Sì, Mellone e Brusadelli son della stessa pasta. Spero di riuscire a pubblicare tra breve anche la replica di Mellone.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Gallina vecchia fa buon brodo, no? Eppoi, un po' di "becero bigottismo politico" quando tutti - da sinistra a destra - si inchinano al pensiero unico del politicamente corretto sinceramente mi appare come una ventata d'aria fresca...
    Mettiamoci d'accordo su cosa s'intende per politicamente corretto e quali personaggi si "inchinano" al pensiero unico del politicamente corretto. Già per il fatto che la "destra nuova", che presumo non ti sia molto simpatica, riprenda tematiche che hanno trovato spazio in quella "Nouvelle Droite" che qualche anno fa ruppe con un passato polveroso, collocandosi oltre i vecchi schemi, facendo storcere il naso ai vecchi residuati bellici, non possiamo parlare di "politicamente corretto". Per quanto riguarda il "bigottismo politico", sai benissimo che non sopportando neppure quello religioso non potrei fare preferenze.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

  9. #9
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    Predefinito Rif: Langone contro Mellone

    Citazione Originariamente Scritto da SMB Visualizza Messaggio
    Mettiamoci d'accordo su cosa s'intende per politicamente corretto e quali personaggi si "inchinano" al pensiero unico del politicamente corretto. Già per il fatto che la "destra nuova", che presumo non ti sia molto simpatica, riprenda tematiche che hanno trovato spazio in quella "Nouvelle Droite" che qualche anno fa ruppe con un passato polveroso, collocandosi oltre i vecchi schemi, facendo storcere il naso ai vecchi residuati bellici, non possiamo parlare di "politicamente corretto". Per quanto riguarda il "bigottismo politico", sai benissimo che non sopportando neppure quello religioso non potrei fare preferenze.
    Già la Nouvelle Droite ruppe... ma con la destra! Come Langone ha ottimamente sottolineato "destra" rimanda al parlamentarismo, ragion per cui ad una sinistra si opporrà sempre una destra. De Benoist & Co. invece hanno pensato di far fuori i conservatori prima ancora di accertarsi che fossero morti i progressisti. Davvero intelligenti!
    SADNESS IS REBELLION

  10. #10
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    Predefinito Rif: Langone contro Mellone

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Già la Nouvelle Droite ruppe... ma con la destra! Come Langone ha ottimamente sottolineato "destra" rimanda al parlamentarismo, ragion per cui ad una sinistra si opporrà sempre una destra. De Benoist & Co. invece hanno pensato di far fuori i conservatori prima ancora di accertarsi che fossero morti i progressisti. Davvero intelligenti!
    Pur non essendo Conservatore come lo intendi tu, non posso non dire che l'errore della lotta fratricida all'interno della "destra" fu la causa della paralisi politico culturale di tutto un ambiente. La colpa non fu, se non ricordo male, solo da una parte: la "Destra" Conservatrice,liberale e cattolica osteggiò tutte le pulsioni, le innovazioni ed il nuovo modo di intendere la "Destra" che arrivava dai giovani dell'epoca. L'errore fu quello di non cogliere quali fossero le reali richieste della base giovanile che non accettava il ruolo subalterno che la logica di partito imponeva. Sarebbe bastato che il mondo giovanile di un tempo avesse avuto un pò più di pazienza e i "vecchi" più disponibilità a farsi da parte invece di contribuire,questi ultimi, alla difesa di un modo di intendere la politica che li aveva già condannati un tempo relegandoli di fatto ad un ruolo marginale che non incise minimamente sulle sorti della politica nazionale. Oggi i tempi sono diversi, la "destra", bene o male, governa e li spazi per un "riformismo", per uno svecchiamento della politica ci sono. Sarebbe utile non ripetere gli errori di una volta.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

 

 

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