La Marta potrà dire ciò che vuole, ma 5200 voti su neANCHE 30.000 residenti, (foresti inclusi), dati poi a dei gazebo organizzati dalla Lega cattiva, sono un sacco di voti.
La Lega esulta: "5200 no alla moschea"
Il sindaco: "Provocazione di parte"
di Donatella Alfonso
«Volete voi la moschea in via Bartolomeo Bianco?» A votare, nelle strade e nelle piazze di Oregina e San Teodoro, quartieri popolari alle spalle del porto, ci vanno in 5287, e 5228 rispondono «no», solo in 49 «sì». Al referendum autogestito ieri a Genova dalla Lega Nord (aperto soltanto ai residenti della zona) c´è andato circa il 18% dei 29 mila elettori potenziali della zona, da sempre di sinistra; unico dissenso, il lancio di una decina di uova da parte di un gruppo di giovani, forse dei centri sociali, contro uno dei gazebo-seggio, oltre alle scritte antifasciste davanti alla sede che la lega ha aperto in zona.
Il sindaco Marta Vincenzi e la sua giunta di centrosinistra hanno bocciato la consultazione come una provocazione ed un´iniziativa di parte; ma la Lega esulta. «Sono venuti anche molti elettori del Pd», - commenta il segretario provinciale leghista Edoardo Rixi.
Sulla moschea si è espresso ancora due giorni fa l´arcivescovo di Genova, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, ricordando che il Concilio garantisce il rispetto di ogni religione e apprezzando la scelta del Comune di dare «regole certe» per la convivenza.
Infatti la giunta Vincenzi, con un protocollo d´intesa firmato nel 2008 con la comunità islamica genovese - 7 mila residenti di cui circa 3 mila marocchini e un migliaio di italiani convertiti - ha deciso la costruzione della moschea, completando una vicenda lasciata aperta dalla giunta precedente. Questo sulla base di un protocollo che prevede in primo luogo la nascita di una fondazione ad hoc che costruisca il centro con l´impegno a rifiutare il fondamentalismo.
Un anno fa il Comune ha scelto l´area del Lagaccio, e poco prima di Natale è stata varata la decisione di andare all´intesa per la costruzione. La Lega ha colto al volo l´occasione pre-elettorale di dichiararsi contro la moschea, e non solo per la collocazione; sulla stessa linea qualche esponente del Pdl. Marta Vincenzi ha chiarito che non intende discutere della vicenda sino a dopo le regionali. (24 gennaio 2010)
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GENOVA Migliaia in coda al referendum contro la moschea
Zena – Duro colpo all'arroganza della disastrata giunta di Marta Vincenzi: in migliaia, nell'intera giornata di sabato, si sono messi in coda per partecipare al referendum della Lega sulla moschea ed esprimere quell'opinione che l'amministrazione di Genova non consente ai propri cittadini. Sono ben 5.287 i residente nel quartiere del Lagaccio, la zona scelta per ospitare la piazzaforte maomettana, che si sono recati ai gazebo allestiti dal Carroccio. Schiacciante la vittoria dei contrari alla moschea: 5.228 no e appena 49 sì. La grande prova di democrazia è stata disturbata da sparuti gruppi di provocatori: si registra un lancio di nuova contro uno dei diversi gazebo allestiti con lesta fuga dei coraggiosi lanciatori e qualche altro risibile dispetto. Circa 150 i militanti e simpatizzanti leghisti che, con il loro impegno, hanno consentito il successo dell'iniziativa. Per Marta Vincenzi, sostenitrice a spada tratta dell'islamizzazione di Genova, una dura sconfitta politica che rende ancor più penosa l'agonia di questa amministrazione già travagliata dalle note vicissitudini giudiziarie.
24 gennaio 2010
Il Padano




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