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  1. #1
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Predefinito Massime Conservatrici : il pensiero dei padri fondatori.

    Alcune massime di Russel A.Kirk padre del pensiero conservatore




    CONSERVATORISMO SACRALITA'

    La visione del mondo conservatrice implica l’affermazione dell’esistenza di Dio come dato di senso comune, ben prima ed oltre ogni dimostrazione razionale; la convinzione dell’intima unione, non della rigida identità, fra ordine morale interiore ed ordine socio politico.

    CONSERVATORISMO GERARCHIA EGUAGLIANZA

    Il conservatorismo propugna la venerazione per la pluralità sociale e per la struttura gerarchica – ossia ordinata, cioè dotata di un senso, di un’origine e di una meta – dei modelli di vita socio-politica pre-illuministici a fronte dell’unica eguaglianza fra gli uomini che venga ammessa, ovvero quella morale di fratelli perchè figli di un unico padre.

    CONSERVATORISMO EGUAGLIANZA DISPOTISMO POSITIVISMO IDEOLOGIA

    La visione conservatrice inorridisce nei confronti di tutto quanto sappia anche solo lontanamente di egualitarismo, di collettivismo, di coercizione, di dirigismo, di dispotismo, di utilitarismo, di positivismo e di radicalismo ideologico.

    LIBERTA' CONSERVATORISMO

    Il conservatorismo mira alla tutela ed alla garanzia, sopratutto con argomenti di natura morale, dei principi di libertà – libertà concrete, puntuali – e di proprietà privata.

    TRADIZIONE CONSERVATORISMO COSTITUZIONE

    La visione conservatrice ha fiducia nei confronti della trasmissione delle consuetudini, degli usi, dei costumi e delle leggi positive quale forza positiva in grado di plasmare il vivere comunitario degli uomini, ossia la “democrazia dei defunti” di cui parla G. K. Chesterton, fondata sul “contratto sociale” burkeano che lega le generazioni fra di loro e con l’Onnipotente in un patto vincolante gli avi, i vivi e i nascituri.

    SACRALITà

    Il conservatorismo promuove la rivendicazione del fondamento trascendente della socialità umana.

    COSTITUZIONE CONSERVATORISMO
    La visione conservatrice difende la natura normativa e la sacralità della vita umana, e l’origine storica delle costituzioni politiche, affatto prodotte da esperimenti di ingegneria socio-politica.

    PROGRESSO

    Il divorzio senza colpa, oggi, è solo una delle aggressioni socialmente distruttive ai danni della famiglia tradizionale che, nel nome dell’emancipazione, vorrebbe renderci tutti orfani.
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  2. #2
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    Bellissimo post Templares! Complimenti!
    Comunque ovviamente mi ritrovo in tutte le massime conservatrici!!

  3. #3
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Predefinito

    Le massime Di Joseph De Maistre



    COSTITUZIONE IDEOLOGIE

    Il secolo diciottesimo non ha prodotto un solo giovincello di qualche talento che, uscendo di collegio, non abbia fatto tre cose: una neopedia, una costituzione ed un mondo.

    COSTITUZIONE

    La debolezza e la fragilità di una costituzione sono direttamente proporzionali proprio alla molteplicità degli articoli costituzionali scritti.

    COSTITUZIONE


    Che le leggi fondamentali potessero scriversi a priori fu la più grande follia del secolo delle follie.

    UOMO


    L'esagerazione è la menzogna delle persone perbene.

    GOVERNO

    Ogni nazione ha il governo che si merita.

    RAZIONALISMO UOMO


    La ragione umana è palesemente incapace di guidare gli uomini: perchè pochi sono capaci di ragionare bene, e nessuno è capace di ragionare bene su tutto.

    RAZIONALISMO VERITA'

    Ma che cosa mai siamo, noi deboli e ciechi mortali! E cos’è quella luce tremolante che chiamiamo ragione? Anche quando abbiamo messo insieme tutte le probabilità, interrogato la storia, discusso tutti i dubbi e tutti gli interessi, è ancora possibile che invece della verità ci resti in mano soltanto una nebbia ingannatrice.

    VERITA'


    Ogni credenza costantemente universale è vera, e ogni volta che, separando da una qualunque credenza certi articoli particolari alle differenti nazioni, rimane qualcosa di comune a tutte; questo resto è una verità.

    VERITA'

    Ogni credenza universale è più o meno vera, cioè l’uomo può avere coperto e, per così dire, incrostato la verità con gli errori con i quali l’ha sovraccaricata, ma i suoi errori sono locali e la verità universale si rivelerà sempre.

    FILOSOFISMO PREGIUDIZI


    Quanto a colui che parla o scrive per togliere al popolo un dogma nazionale, dev’essere impiccato come un ladro qualunque.

    Persino Rousseau era dello stesso parere senza pensare che lo stava chiedendo per se stesso.

    FILOSOFISMO


    I filosofi ( o coloro che credono di essere definiti tali )posseggono un certo orgoglio feroce e ribelle che non si adatta a nulla: detestano senza eccezioni ogni distinzione che non sia loro utile; non vi è autorità che a loro non dispiaccia; non vi è nulla al di sopra di loro che non odino. Lasciateli fare e attaccheranno tutto, perfino Dio, perchè è padrone. Costoro sono gli stessi uomini che hanno scritto contro i re e contro colui che li ha insediati.

    SUPERSTIZIONE RAZIONALISMO

    Che cosa è dunque la superstizione? Super non vuol dire forse “al di là”? Allora è qualcosa che sta al di là della credenza legittima... Cari amici, immagino che l’onore non vi dispiaccia. Ebbene, che cos’è l’onore? E’ la “superstizione della virtù”, oppure non è nulla. In amore, in amicizia, nella fedeltà, nella buonafede, ecc.., la superstizione è degna di essere amata, anzi è preziosa e spesso necessaria. Perchè non dovrebbe essere la stessa cosa per la pietà? Sono propenso a credere che i clamori contro gli “eccessi della cosa” siano dovuti ai “nemici della cosa”. La ragione è una facoltà senza dubbio buona, ma non tutto può essere regolato dalla ragione.

    SUPERSTIZIONE RAZIONALISMO

    Due sorelle hanno il padre in guerra e dormono nella stessa camera: fa freddo ed il tempo è bruto; parlano delle preoccupazioni e dei pericoli che circondano loro padre. “Forse” dice una “in questo momento dorme al ghiaccio; forse è sdraiato in terra senza fuoco ne coperta; forse il nemico ha scelto questo momento...ah!...”.

    Balza dal letto, corre in camicia al cassettone, prende il ritratto del padre, lo poggia sul cuscino e appoggia la testa sul caro ricordo. “Mio buon babbo, ti proteggerò io!”. “Povera sorella mia”, dice la seconda, “sei forse impazzita? Credi che prendendo il raffreddore lo salverai e che egli sia molto più al sicuro perchè il tuo capo poggia sul suo ritratto? Stai, piuttosto, attenta a non romperlo e, dammi retta, torna a dormire”.

    La seconda, naturalmente, ha ragione e dice cose sensate; ma se doveste sposare una delle due sorelle, ditemi miei gravi figlioli, scegliereste la logica o la superstiziosa?

    TRADIZIONE

    Le tradizioni antiche sono tutte vere; l’intero paganesimo non è altro che un sistema di verità corrotte e spostate; ed è sufficiente, per così dire, ripulirle e sistemarle al loro posto per vederle risplendere in piena luce.

    PLATONE MATERIALISMO

    Bacone non ha tralasciato nulla per suscitare in noi l’avversione contro la filosofia di Platone, che è l’anticipazione laica del Vangelo, ed ha esaltato, spiegato e diffuso la filosofia di Democrito, cioè la filosofia atomistica, sforzo disperato del materialismo spinto all’estremo il quale, sentendo che la materia gli sfugge e non spiega nulla, si spinge nell’infinitamente piccolo; cera, per così dire, la materia senza materia. (...). Conformemente a questo sistema filosofico, Bacone impegna gli uomini a cercare la causa dei fenomeni naturali nella configurazione degli atomi o delle molecole elementari: l’idea più infondata e più grossolana che abbia mai contaminato l’intelletto umano.

    MATERIALISMO SACRALITA'


    Non vi è alcuna legge sensibile che non abbia dietro di sè (permettetemi l’espressione un pò ridicola) una legge spirituale, di cui la prima non è altro che l’espressione visibile; ecco perchè ogni tentativo di trovare le cause ultime dei fenomeni a livello materiale non accontenterà mai una mente profonda.

    PESSIMISMO ANTROPOLOGICO

    Nessuno è innocente, non esistono giusti nel senso assoluto della parola, e siamo tutti colpevoli perchè siamo degradati dalla nostra natura.

    GIUSTIZIA PESSIMISMO ANTROPOLOGICO

    Poichè il male esiste sulla terra ed agisce costantemente, dev’essere represso conseguentemente per mezzo del castigo; e di fatto noi vediamo un’azione costante di tutti i governi per fermare o punire ogni attentato del crimine; la spada della giustizia non ha guaina: deve continuamente minacciare o punire.

    GIUSTIZIA PESSIMISMO ANTROPOLOGICO

    Il castigo è un governatore efficace; è il vero amministratore degli affari pubblici; è il vero legislatore, ed i saggi lo chiamano il garante dei quattro ordini dello Stato per l’esatto adempimento dei loro doveri. Il castigo governa l’umanità intera; il castigo la custodisce; il castigo veglia mentre gli uomini di guardia dormono. Il saggio considera il castigo come la perfezione della giustizia. Quando un monarca cessa di punire il più forte finirà con l’arrostire in più debole. L’intera razza umana è mantenuta nell’ordine dal castigo; infatti, l’innocenza è rara, ed è il timore della pena che permette all’universo di godere della felicità che gli è destinata.

    GIUSTIZIA

    Ogni grandezza, ogni potere, ogni sudditanza si basano sul boia: egli costituisce l’orrore ed il legame dell’associazione umana. Togliete dal mondo questo agente incomprensibile e nello stesso istante l’ordine lascia il posto al caos, i troni s’inabissano e la società scompare.

    ORDINE MILITARE

    Il militare è così nobile che riesce a nobilitare persino quello che l’opinione generale considera il mestiere più ignobile, poiché può esercitare le funzioni del boia senza degradarsi a patto che giustizi solamente i suoi pari e che, per dar loro la morte, si serva soltanto delle sue armi.

    REALISMO IDEOLOGIE POLITICA

    La pigrizia e l’ignoranza orgogliosa di questo secolo si adagiano molto meglio su teorie che non costano nulla e che lusingano l’orgoglio più che sulle lezioni di moderazione e di obbedienza che bisogna chiedere faticosamente alla storia. In tutte le scienze, e sopratutto in politica, i cui avvenimenti numerosi e mutevoli sono tanto difficili da cogliere nel loro insieme, quasi sempre la teoria è contraddetta dall’esperienza.

    POLITICA STORIA

    La storia è la politica sperimentale, ovvero la sola buona.

    GIUSTIZIA

    La spada della giustizia non ha guaina: deve continuamente minacciare o colpire.

    RIVOLUZIONE

    C’è nella Rivoluzione francese qualcosa di satanico che la distingue da tutto ciò che si è visto finora.

    SACRALITA'

    Riflettiamo sui fatti attestati dalla storia intera; scorgeremo che, nella catena degli eventi umani, dalle più grandi istituzioni che fanno epoca nel mondo, fino alla minima organizzazione sociale, dall’impero sino alla confraternita, tutte hanno una base divina, e la potenza umana, ogni qual volta se ne sia distaccata, non ha potuto dare alle sue opere che una potenza effimera.

    MATERIALISMO

    Gli uomini di questo secolo hanno già deciso: essi hanno giurato a se stessi di guardare sempre a terra.


    RIVOLUZIONE

    E’ stato notato, giustamente, che la rivoluzione francese guida gli uomini più di quanto non siano essi a guidarla. Questa osservazione è della massima esattezza; e sebbene la si possa applicare più o meno a tutte le grandi rivoluzioni, pure essa non è mai stata tanto evidente come in questa epoca. Persino gli scellerati che sembrano dirigere la rivoluzione non ne sono che degli strumenti; e non appena pretendono di dominarla cadono ignobilmente. Coloro che hanno istituito la repubblica l’hanno fatto senza volerlo e senza sapere quel che facevano; vi sono stati condotti dagli avvenimenti: un piano prestabilito non avrebbe avuto successo.


    RIVOLUZIONE

    Tanto più si esaminano i personaggi della rivoluzione in apparenza più attivi tanto più si trova in essi qualcosa di passivo e di meccanico. Non si potrebbe ripeterlo abbastanza: non sono gli uomini a guidare la rivoluzione, è la rivoluzione a guidarli. Si dice benissimo quando si dice che essa cammina da sola. Questa frase significa che mai la divinità si era mostrata in modo così chiaro in un avvenimento umano. Se ricorre agli strumenti più vili è perchè punisce per rigenerare.

    RIVOLUZIONE

    Tutti quelli che hanno voluto la rivoluzione sono stati giustissimamente le vittime.

    COSTITUZIONE FILOSOFI

    La filosofia moderna è insieme troppo materiale e troppo presuntuosa per accorgersi di come veramente funzioni il mondo della politica. Una delle sue follie è quella di credere che un’assemblea possa costituire una nazione; che una costituzione, cioè l’insieme delle leggi fondamentali che convengono a una nazione e devono darle tale o talaltra forma di governo, sia un’opera qualunque che richiede soltanto ingegno, conoscenza ed esercizio; che si possa imparare il mestiere di costituente e che, alcuni uomini, il giorno che a loro venisse in mente, possano dire ad altri uomini: fateci un governo, come si dice ad un operaio: fammi una tromba a fuoco o un telaio per calze.

    COSTITUZIONE PRINCIPIO DI IMPOSSIBILITA'

    L’uomo può modificare ogni cosa nella sfera della propria attività, ma non crea nulla: questa è la sua legge nell’ambito fisico come in quello morale. L’uomo è senza dubbio capace di piantare un seme, far crescere un albero, migliorarlo con un innesto, e potarlo in cento maniere, ma non ha mai immaginato di avere il potere di fare da se un albero. Come ha mai potuto immaginare di avere quello di fare una costituzione? Grazie forse all’esperienza?

    COSTITUZIONE DIRITTI

    Nessuna costituzione è il risultato di una deliberazione; i diritti dei popoli non sono mai stati scritti, o per lo meno gli atti costitutivi e le leggi fondamentali non sono mai stati altro che sanzioni di diritti anteriori di cui nulla si può dire se non che esistono perchè esistono.

    COSTITUZIONE

    Ciò che vi è di più fondamentale e di più sostanzialmente costituzionale nelle leggi di una nazione non potrebbe mai essere scritto.

    COSTITUZIONE


    L’essenza di una legge fondamentale consiste nel fatto che nessuna ha il diritto di abrogarla; ma come potrà una legge essere al di sopra di tutti se qualcuno l’ha fatta?

    COSTITUZIONE LEGGE


    L’uomo non può fare una costituzione e nessuna costituzione legittima potrebbe essere scritta. Non si è mai scritta ne mai si scriverà a priori la raccolta delle leggi fondamentali che devono costituire una società civile e religiosa. Ma dopo che la società si è costituita, senza che si possa dire in quale modo, è possibile far dichiarare o illustrare per iscritto certi articoli particolari.

    UOMO COSTITUZIONE IDEOLOGIA

    La costituzione del 1795, come le sue sorelle maggiori è fatta per l’uomo. Ma non esiste l’uomo nel mondo. Ho visto nella mia vita francesi, italiani, russi ecc; so pure, grazie a Montesquieu, che si può essere persiani; ma quanto all’uomo dichiaro di non averlo mai incontrato in vita mia; se esiste è a mia insaputa.

    LIBERTA'

    Bisogna sopratutto guardarsi dall’errore di credere che la libertà sia qualcosa di assoluto, non suscettibile di un più o di un meno.

    COSTITUZIONE DIRITTI CONSERVATORISMO

    L’intervento umano (Nel formare una costituzione) non deve giungere oltre il riconoscimento dei diritti che già esistevano ma erano misconosciuti o contestati. Se gli imprudenti oltrepassano questi limiti con riforme temerarie, la nazione finisce per perdere quel che possedeva senza ottenere quello che vuole.

    CONSERVATORISMO

    Non innovare se non molto raramente e sempre con moderazione e tremore.

    COSTITUZIONE CONSERVATORISMO


    Un errore assai funesto è quello di legarsi troppo rigidamente ai monumenti antichi. Certo, si deve portare loro rispetto, ma sopratutto bisogna tener conto di ciò che i giureconsulti chiamano l’ultimo stato. Ogni costituzione libera è di per se variabile; ed è variabile nella misura in cui è libera; volerla ricondurre ai suoi elementi originari senza modificare nulla è un’impresa folle.

    CONSERVATORISMO SACRALITA'

    Il principio religioso è per eccellenza creatore e conservatore.

    CONSERVATORISMO SACRALITA'

    Se si vuol conservare tutto, tutto si consacri.

    MONARCHIA CONSERVATORISMO

    Si dice: “dal momento che il Re è caduto dal suo trono non bisogna rimpiazzarlo”. Per quale motivo, per quale legge, per quale convenienza una cosa eccellente, una volta abbattuta, non si dovrebbe più rialzare?

    MONARCHIA DEMOCRAZIA

    Se la monarchia verrà restaurata non sarà il popolo che lo deciderà, così come esso non decise la sua distruzione nè l’istituzione del governo rivoluzionario.

    CONTRORIVOLUZIONE

    La restaurazione della monarchia, che viene chiamata controrivoluzione, non sarà una rivoluzione contraria, ma il contrario della rivoluzione.

    MONARCHIA RIVOLUZIONE

    Un re non deve parlare il linguaggio della rivoluzione.

    RIVOLUZIONE CONTRORIVOLUZIONE

    Per fare la rivoluzione francese è stato necessario abbattere la religione, oltraggiare la morale, violare tutte le proprietà e commettere tutti i delitti: per quest’opera diabolica è stato necessario impiegare un tal numero di mascalzoni che forse mai si sono visti tanti vizi intenti a compiere un qualche male. Per ristabilire l’ordine invece il re convocherà tutte le virtù.

    RAZIONALISMO CONSERVATORISMO PREGIUDIZI

    La ragione umana, abbandonata a se stessa, è perfettamente nulla, non soltanto per la creazione ma anche per la conservazione di ogni associazione religiosa e politica: essa infatti non genera che dispute, mentre l’uomo per muoversi nella vita non ha bisogno di problemi ma di credenze.

    PREGIUDIZI

    La culla dell’uomo dev’essere circondata di dogmi, e quando la sua ragione si sveglia bisogna che egli trovi le sue opinioni già formate.

    PREGIUDIZI

    Non vi è nulla di tanto importante quanto i pregiudizi. Non prendiamo questa parola nel senso cattivo. Essa non significa necessariamente idee false, ma soltanto, seguendo la radice della parola, opinioni di qualunque tipo adottate prima di ogni esame.

    PREGIUDIZI RAZIONALISMO

    E’ necessario che i dogmi religiosi e politici, mescolati e fusi, formino insieme una ragione universale o nazionale abbastanza forte da reprimere le aberrazioni della ragione individuale che è, per sua natura, le nemica mortale di qualunque associazione poichè produce soltanto opinioni divergenti.

    PREGIUDIZI RAZIONALISMO

    Se ogni uomo si basasse sulla propria ragione particolare, vedreste presto emergere l’anarchia civile ovvero l’annientamento della sovranità politica.

    PREGIUDIZI SACRALITA'

    Il governo è una vera e propria religione: ha i suoi dogmi, i suoi misteri, i suoi ministri.

    PREGIUDIZI STATO

    La ragione nazionale altro non è che l’annientamento dei dogmi individuali e il regno assoluto e generale dei dogmi nazionali, cioè dei pregiudizi utili.

    PATRIOTTISMO PREGIUDIZI

    Che cos’è il patriottismo? E’ la ragione nazionale di cui parlo, è l’abnegazione individuale.

    PATRIOTTISMO STATO

    La fede e il patriottismo sono i due grandi taumaturghi di questo mondo. Entrambi sono divini. Tutte le loro azioni sono prodigi. Non andate a parlar loro di esame, di scelta, di discussione: diranno che bestemmiate. Non conoscono che due parole: sottomissione e credenza. Con queste due leve sollevano l’universo: anche i loro errori sono sublimi.

    PESSIMISMO ANTROPOLOGICO


    L’uomo, per il fatto di essere contemporaneamente morale e corrotto, giusto nell’intelligenza e perverso nella volontà, deve necessariamente essere governato; altrimenti sarebbe nello stesso tempo socievole e non socievole, e la società sarebbe nello stesso tempo necessaria e impossibile.

    SOVRANITA'


    Pur ammettendo che la sovranità non sia anteriore al popolo, tuttavia queste due idee sono parallele poichè è necessario un sovrano per fare un popolo. E’ egualmente impossibile immaginarsi una società umana, un popolo senza sovrano e un alveare e uno sciame senza un’ape regina: lo sciame, infatti, in virtù delle leggi eterne della natura, esiste così o non esiste.

    SOVRANITA' SACRALITA'

    Si è discusso accanitamente per sapere se la sovranità venga da Dio o dagli uomini. Ma non so se si è osservato che le due proposizioni possono essere entrambe vere. E’ vero, in un senso inferiore ed approssimativo, che la sovranità è fondata sul consenso umano: perchè se un qualunque popolo si accordasse ad un tratto per non obbedire, la sovranità sparirebbe, e non si può immaginare la fondazione di una sovranità senza immaginare un popolo che consente di obbedire. Se dunque gli avversari dell’origine divina della sovranità vogliono dire soltanto questo, hanno ragione, e sarebbe inutile discutere. Poichè Dio non ha giudicato opportuno impiegare strumenti soprannaturali per la fondazione degli imperi, è evidente che tutto è dovuto venire attraverso gli uomini. Ma dire che la sovranità non viene da Dio perchè egli si è servito degli uomini per stabilirla, equivale a sostenere che egli non è il creatore dell’uomo perchè noi abbiamo tutti un padre e una madre.

    LEGITTIMITA' SOVRANITA'

    La legittimità non consiste nell’agire in questa o in quella maniera nel proprio ambito, ma nel non uscirne.

    LEGITTIMITA' SOVRANITA'

    Nessuna sovranità è limitata nel legittimo esercizio delle sue funzioni. Nel suo campo di legittimità, tracciato dalle leggi fondamentali di ogni paese, essa è sempre dappertutto assoluta, senza che nessuno abbia il diritto di dirle che essa è ingiusta o che si sbaglia.

    MONARCHIA

    Se si domanda qual’è il governo più naturale all’uomo, la storia è lì a rispondere: è la monarchia.

    MONARCHIA LEGITTIMITA'

    Nella concretezza della realtà la religione., le leggi, i costumi, i privilegi degli ordini e dei corpi delimitano il sovrano e gli impediscono di abusare della propria potenza.

    LEGITTIMITà SOVRANITA'

    Nè il Re nè il Sommo Pontefice possono revocare ciò che è stato fatto parlamentarmente e conciliarmente, ossia da loro stessi in parlamento e in concilio. Il che, lungi dall’indebolire l’idea di monarchia, la completa e la porta al più ampio grado di perfezione, escludendo ogni arbitrio ed ogni idea di incostanza.

    MONARCHIA ARISTOCRAZIA

    Si può affermare in generale che tutti i regimi non monarchici sono aristocratici perchè la democrazia è soltanto un’aristocrazia elettiva.

    MONARCHIA ARISTOCRAZIA SOVRANITA'

    Il regime aristocratico è una monarchia in cui il trono è vacante. La sovranità vi è in reggenza.

    ARISTOCRAZIA DEMOCRAZIA SOVRANITA'

    A parte l’aristocrazia naturale che risulta dalla forza fisica e dai talenti, non vi sono che due forme di aristocrazia: l’elettiva e l’ereditaria.

    DISPOTISMO DEMOCRAZIA

    La democrazia pura non esiste al pari del dispotismo assoluto.

    DEMOCRAZIA SOVRANITA'

    Credo di poter definire la democrazia: un’associazione di uomini senza sovranità.

    DEMOCRAZIA GIUSTIZIA

    Nelle democrazie la giustizia è talvolta debole, talaltra appassionata.

    DEMOCRAZIA GIUSTIZIA

    Generalmente la giustizia nelle democrazie è sempre debole quando cammina da sola, e sempre crudele o sventata quando si appoggia al popolo.

    DEMOCRAZIA SOVRANITA'

    Quando Rosseau ci confida nel preambolo del Contratto Sociale che, come cittadino di uno stato libero, egli è sovrano nel suo ruolo, un’improvvisa contrazione dei muscoli sogghignatori si avverte anche nel lettore più benevolo; in una repubblica non si conta se non nella misura in cui la nascita, le alleanze e i grandi talenti vi danno dell’influenza; chi è un semplice cittadino non è realmente nulla.

    DEMOCRAZIA

    La massa del popolo influisce molto poco sulle elezioni così come sugli affari.

    DEMOCRAZIA LIBERTA'

    'In una repubblica di una certa estensione quella che si chiama libertà non è se non il sacrificio assoluto di un grande numero di uomini all’indipendenza e all’orgoglio di un piccolo numero.

    CONSERVATORISMO SOVRANITA' GOVERNO

    Ogni regime è buono quando è stabilito ed esiste da lungo tempo senza contestazione.

    GOVERNO COSTITUZIONE POLITICA

    Non ci si doveva domandare qual’è il miglior regime in generale, perchè non ve n’è nessuno che convenga a tutti i popoli. Ogni nazione ha il suo, così come ha la sua lingua e il suo carattere, e questo è il regime migliore per essa. Dal che si ricava che ogni teoria del contratto sociale è un sogno da collegiali.

    GOVERNO SOVRANITà SACRALITA'

    Soltanto le leggi generali sono eterne. Tutto il resto varia, e un’epoca non assomiglia mai ad un altra. Indubbiamente l’uomo sarà sempre governato, ma mai allo stesso modo.

    GOVERNO COSTITUZIONE

    Il miglior regime per ogni nazione è quello che nello spazio occupato da questa nazione è capace di procurare la maggiore felicità e forza possibile al maggior numero di uomini per un periodo il più lungo possibile.

    MONARCHIA DEMOCRAZIA ARISTOCRAZIA GOVERNO

    Tutti i regimi sono monarchie, la cui sola differenza consiste nel fatto che il monarca è a vita o a tempo, ereditario o eleggibile, individuo o corpo.

    DEMOCRAZIA DISPOTISMO

    Di tutti i monarchi il più duro, il più dispotico, il più intollerabile è il monarca popolo.

    CONSERVATORISMO GOVERNO POLITICA

    Ricordatevi che ogni nazione ha nelle sue leggi e nelle sue antiche tradizioni tutto quel che le serve per essere felice, per quanto lo possa essere, e che prendendo quelle leggi venerabili come fondamento per i vostri lavori rigeneratori, voi potete dimostrare tutta la vostra perfettibilità senza lanciarvi in funeste innovazioni.

    PATRIOTTISMO GOVERNO

    Nessuna nazione deve il suo carattere al suo regime, così come non gli deve la lingua; deve invece il suo regime al suo carattere; se vedete languire una nazione, ciò non è dovuto a un regime cattivo; è dovuto al fatto che quel regime deperisce perchè il carattere nazionale è logorato.

    FUTURO

    Si parlerà della nostra attuale stupidità come noi parliamo della superstizione del medioevo.

    EUROPA SACRALITA'

    Senza violenza, senza resistenza, la grande costituzione europea fu scritta, non sulla vile carta, non dalla voce dei banditori pubblici, ma in tutti i cuori europei, allora tutti cattolici.

    LIBERTA’- PESSIMISMO ANTROPOLOGICO

    L’uomo, in generale, abbandonato a se stesso, è troppo cattivo per essere libero
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  4. #4
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic
    Bellissimo post Templares! Complimenti!
    Comunque ovviamente mi ritrovo in tutte le massime conservatrici!!
    Ne arriveranno ancora tantissime altre, e di vari autori conservatori. Cliccando sul nome di ogni autore è possibile accedere ad una dettagliata biografia.
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  5. #5
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    La rotta è cambiata e si respira finalmente aria nuova: ottimo Salvatore!

  6. #6
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Citazione Originariamente Scritto da Italianhawk83
    La rotta è cambiata e si respira finalmente aria nuova: ottimo Salvatore!
    Rileggevo le frasi di De Maistre su un portale che bazzico spesso. Stupende le sue parole.
    Eh si l'aria è cambiata Giò.
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  7. #7
    Radicalista Aristocratico
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    Bellissime tutte le massime.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da templares
    Rileggevo le frasi di De Maistre su un portale che bazzico spesso. Stupende le sue parole.
    Eh si l'aria è cambiata Giò.
    Ah sì,conservAZIONE,lo conosco anch'io.
    Fatto molto bene.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Italianhawk83
    La rotta è cambiata e si respira finalmente aria nuova: ottimo Salvatore!

  10. #10
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    Benedetto il Neocon

    di Sandro Magister
    Tedesco. Teologo di ferro. È contro l'abuso dei mea culpa. È contro le beatificazioni a pioggia. È contro il dialogo interreligioso che non veda i cattolici protagonisti. Dove andrà la chiesa di Joseph Ratzinger?



    La Cover Story della settimana si intitola Benedetto XVI. Hanno vinto i neocon. Joseph Ratzinger è il loro paladino. Fra tradizione e innovazione dove porterà la Chiesa. Sempre nello Speciale Papa, Joseph il bavarese: viaggio nella città natale del neo pontefice. Un'agenda piena di dubbi: Le questioni aperte che attendono il pontefice. Quando c'era papa Giulio: Cossiga racconta la Dc, la Chiesa e i papi. Il coraggio di cambiare: secondo il grande intellettuale Jean Daniel Benedetto XVI, per conqustare le menti dell'intera umanità, deve saper parlare ai laici. Un profeta di pace: lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun racconta le attese dei musulmani. Mosca è più vicina: parla Tadeusz Kondrusiewicz, primate di Russia. E David ancora aspetta: le aspettative degli ebrei secondo il rabbino capo di Roma. Wagner Wojtyla: Giovanni Paolo II ha interpretato un Crepuscolo del Cristianesimo tanto simile al declino dell'Impero romano.

    Nella sezione Attualità, Silvio braccio di ferro: umiliare gli alleati è la nuova strategia di attacco di Berlusconi. Siniscalco a ostacoli: tutte le difficoltà del ministro dell'Economia, Gli sfollati del Ponte: il piano d'intervento della Stretto di Messina spa. Quattro siluri e un canyon: Golfo di Napoli, rivelazioni sull'allarme atomico. Il Massimo al minimo: calcio, il futuro di Moratti, patron dell'Inter. Agente speciale Valentin: chi è Proczynski, protagonista del pasticcio Scala. Generazione figli di papà: universo under 30, ecco l'identikit.

    Il Reportage si intitola: "Sognando la Lunga Marcia". Dopo dieci anni di guerra i maoisti del Nepal hanno creato uno Stato parallelo. Che copre due terzi del paese. Una Repubblica popolare che ha le sue scuole, le sue prigioni, i suoi ospedali. E dove "L'espresso" è riuscito a entrare

    Nella sezione Mondo, Reality show Baghdad: confessioni di criminali sulla tv governativa. Vota Blair avrai Brown: verso le elezioni la coppia vincente dei laburisti.

    Nella sezione Cultura, 60 volte Resistenza: la democrazia è in pericolo, colloquio con Giovanni De Luna. Partigiano e fazioso: Giorgio Bocca rivendica la sua scelta di campo. Dinamite Jennifer: per la Lopez, un nuovo film e un disco. I colori della passione: dentro i racconti di Fabrizia Ramondino. Kill Bill alla coreana: "Old boy" il capolavoro di un regista di talento. Scandaloso Bolscioi: Vladimir Sorokin censurato dal parlamento russo.

    Nella sezione Economia, Testacoda Fiat: a Lingotto non decolla la cura Marchionne. Detroit crash: così i colossi americani hanno rivisto i conti. Edison va in Comune: elettricità, in vendita Foro Bonaparte. Bandiera Opa trionferà: Enrico Letta, sulle banche siamo contro Fazio.

    Nella sezione Tecnologia, Web di lotta e di rivolta: internet e politica, parla il filosofo Mckenzie Wark.

    Nella sezione Salute, Prostata a noi due: urologia, guarire con le nuove tecnologie.

    Nella sezione Società, Tentazione templare: tra Rete e tv dilaga una nuova mania. Internet ha fatto spot: media, torna a crescere la pubblicità on line. Nostra signora Vilnius: barocca e colta, una città che fa tendenza.

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    Lo chiamavano conservatore. Ma ha rivoluzionato anche il conclave che il 19 aprile ha fatto papa lui, Benedetto XVI, "umile lavoratore della vigna del Signore". Mai nell'ultimo secolo la scelta di un pontefice è stata parlata in una lingua così schietta e tagliente. Con un crescendo che, più si avvicinava l'ora della conta, e più si faceva formidabile. Fino all'ultima conferenza sullo stato del mondo pronunciata da Joseph Ratzinger nell'ultimo giorno di vita del papa defunto. Fino, ancor più, all'ultima sua omelia proclamata in San Pietro 'pro eligendo romano pontifice', poche ore prima che si chiudessero le porte della Cappella Sistina.

    Da cardinale, Ratzinger non ha fatto niente "a buon mercato", perché l'eleggessero papa. I voti, i consensi, gli sono caduti addosso l'uno dopo l'altro, mese dopo mese, scrutinio dopo scrutinio, attratti soltanto da quel suo programma duro come il diamante. All'ultima messa in San Pietro l'ha riproposto con le parole dell'apostolo Paolo: l'obiettivo è "essere adulti nella fede", e non "fanciulli in stato di minorità, sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina".

    Perché proprio a questo portano i tempi odierni, ha ammonito. A "una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie". Contro questo "inganno degli uomini" Ratzinger ha opposto che "noi invece abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo", che è anche "la misura del vero umanesimo" e "il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità". Conclusione lapidaria: "Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo". E non importa se "avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo".

    Le accuse di fondamentalismo si sono sprecate, negli anni, contro questo teologo tedesco che oggi è il nuovo capo della Chiesa cattolica. Negli anni Sessanta, il giovane Ratzinger seguì il Concilio Vaticano II come perito del cardinale di Colonia, Joseph Frings. Scagliò i suoi primi dardi contro quel Sant'Uffizio "fuori dai tempi, causa di danno e di scandalo", che molti anni dopo sarebbe andato a dirigere. Ma prestissimo, a Concilio terminato da poco, cominciò a denunciarne gli effetti "crudelmente opposti" alle attese. Il suo tragitto fu parallelo a quello di altri due teologi di prima grandezza dell'epoca, suoi amici e maestri, Henri De Lubac e Hans Urs von Balthasar, anch'essi poi divenuti cardinali e anch'essi accusati d'aver svoltato dal progresso alla conservazione. Ratzinger non si curò mai dell'etichetta che gli venne applicata: "Non sono cambiato io, sono cambiati loro".

    Strano conservatorismo, in ogni caso, il suo. Capace di scuotere, non di tranquillizzare la Chiesa. Un modello da lui molto amato è san Carlo Borromeo: l'arcivescovo di Milano che dopo il Concilio di Trento nientemeno "ricostruì la Chiesa cattolica, la quale anche dalle parti di Milano era ormai pressocché distrutta, senza per questo esser ritornato al Medioevo; al contrario creò una forma moderna di Chiesa".

    Oggi la svolta di civiltà è non meno epocale, ai suoi occhi. La cultura che s'è imposta in Europa "costituisce la contraddizione in assoluto più radicale non solo del cristianesimo, ma delle tradizioni religiose dell'umanità", ha argomentato il 1 aprile a Subiaco, nell'ultima sua conferenza regnante Giovanni Paolo II. E quindi la Chiesa deve reagire col massimo del coraggio, non conformandosi al secolo, non inginocchiandosi al mondo, ma "con la santa inquietudine di portare a tutti il dono della fede, dell'amicizia con Cristo".

    Nel domani della Chiesa Benedetto XVI non sogna conversioni di popoli in massa. Prevede un cristianesimo di minoranza, ma lo vuole "creativo". Al timido dialogo con i non credenti e gli uomini di altre fedi, preferisce lo slancio missionario. Pessimismo e angoscia non gli appartengono, anche qui a rovescio delle etichette correnti. La sua omelia manifesto del 18 aprile in San Pietro l'ha chiusa invocando una terra "cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio".

    È stato così fin da bambino: "Il cattolicesimo della mia Baviera, in cui sono cresciuto, era gioioso, colorato, umano. Mi manca il senso del purismo. Sarà perché fin dall'infanzia ho respirato il barocco". Diffida dei teologi che "non amano l'arte, la poesia, la musica, la natura: possono essere pericolosi". Ama le passeggiate in montagna. Suona il pianoforte e predilige Mozart. Suo fratello Georg, sacerdote, è maestro di cappella a Ratisbona, una delle ultime isole di resistenza della grande polifonia sacra e del gregoriano.

    E già questo è da anni uno dei suoi punti di collisione con le novità della Chiesa postconciliare. Contro la trasformazione della messa e delle liturgie "in spettacoli che abbisognano di registi geniali e di attori di talento" ha avuto parole taglienti. Altrettanto contro la dilapidazione della grande musica sacra. "Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di Lui", ha scritto a commento della Via Crucis dello scorso Venerdì Santo. Dove Lui sta per Gesù Cristo, il dimenticato dalle liturgie tramutate in assemblee di consoci.

    Benedetto XVI non ha mai nascosto le sue riserve neppure sulle liturgie di massa celebrate dal suo predecessore. Nella curia di Giovanni Paolo II nessuno più di lui è stato libero e critico. E anche per questo Karol Wojtyla ne aveva altissima stima. "L'amico fidato", così egli definì Ratzinger nel libro autobiografico 'Alzatevi, andiamo', un elogio mai dato a nessun altro dei suoi collaboratori più stretti.

    Da prefetto della congregazione per la dottrina della fede, Ratzinger criticò Giovanni Paolo II su più punti, anche i più qualificanti del suo pontificato. Al primo meeting interreligioso di Assisi, nel 1986, neppure andò. Vi vedeva un offuscamento dell'identità del cristianesimo, irriducibile alle altre fedi. Anni dopo, nel 2000, il documento che arrivò a spazzar via ogni equivoco, la dichiarazione 'Dominus Jesus', uscì con la sua firma. Scatenò una tempesta di polemiche. Ma il papa lo difese in pieno. E nel 2002, alla riedizione corretta del meeting di Assisi, anche Ratzinger andò.

    Un altro punto su cui il nuovo papa non era d'accordo con Giovanni Paolo II sono stati i 'mea culpa'. Anche numerosi altri cardinali dissentivano, ma in pubblico tacquero, con la sola eccezione dell'arcivescovo di Bologna, Giacomo Biffi, che mise nero su bianco le sue obiezioni addirittura in una lettera pastorale ai fedeli. Ratzinger espose le sue critiche in altro modo: in un documento teologico che rispondeva punto per punto alle obiezioni correnti, dove però le obiezioni erano tutte riccamente argomentate, mentre le risposte apparivano tenui e traballanti.

    Da cardinale, Benedetto XVI criticò anche la serie smisurata di santi e beati elevati agli altari da papa Wojtyla: in molti casi "persone che forse dicono qualcosa a un certo gruppo, ma non dicono troppo alla grande moltitudine dei credenti". In alternativa proponeva di "porre davanti agli occhi della cristianità solo quelle figure che più di tutte ci rendano visibile la santa Chiesa, tra tanti dubbi sulla sua santità".

 

 
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