...e tutto il suo governo
Roma. Il fatturato e gli ordini dell’industria italiana crescono a doppia cifra. I dati diffusi ieri dall’Istat mostrano a maggio un incremento del fatturato del 12,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e del 16,1 per cento per quanto riguarda gli ordini. Quest’ultimo dato, sottolinea l’Istituto nazionale di statistica, è il più elevato dall’ottobre del 2000.
Dopo le buone notizie sull’export dell’Istituto per il comemrcio estero, questa è la dimostrazione che le teorie decliniste sull’economia italiana non erano aderenti alla realtà?
Risponde Enrico Colombatto, cattedra di Politica economica all’Università di Torino: “In passato c’è stato indubbiamente del catastrofismo nella pubblicistica, ma occorre a questo punto che queste percentuali si ripetano anche nei mesi futuri affinché si possa parlare di un consolidamento della ripresa”.
L’analisi per settore di attività evidenzia aumenti tendenziali più marcati nella produzione di mezzi di trasporto trainati dalla ripresa della Fiat (più 29,2 per cento), nell’estrazione di minerali (più 18,9) e nell’industria del legno (più 17,8). Incrementi anche nell’industria del tessile e dell’abbigliamento (più 9,8). Tutti i comparti hanno segni positivi. Nel complesso, nei primi cinque mesi del 2006, gli aumenti hanno fatto segnare un balzo del più 8,8 per cento nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Dice al Foglio Mariano D’Antonio, docente di Economia dello sviluppo all’Università di Roma Tre: “Il quadro mi sembra chiaro, l’industria sta venendo fuori dalle difficoltà, a partire dalla Fiat. Ancor più promettenti sono le cifre sugli ordinativi industriali, segno della fiducia in una ripresa in corso”. Gli ordini dell’industria italiana sono cresciuti del 16,1 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, anche se sono diminuiti dello 0,9 per cento rispetto allo scorso aprile. L’incremento degli ordinativi è il risultato di un aumento del 14,6 per cento della domanda interna e del 19,1 per cento di quella estera. Nei primi cinque mesi del 2006 si è registrato un balzo in avanti dell’11,8 per cento, effetto di una variazione positiva del 9,4 per cento per gli ordini provenienti dal mercato interno e del 16,9 per cento per quelli provenienti dall’estero.
Dice Colombatto: “A prima vista sembra che le imprese italiane si stiano riqualificando. Da un lato riposizionandosi sui mercati, individuando quelli con maggiori sbocchi, per esempio la Cina. Dall’altro modificando le linee produttive. Due fattori positivi e confortanti, ma per verificare se e quanto duraturi occorre attendere le performance dei prossimi mesi”.
Sarà rilevante l’andamento dei prezzi delle materie prime. L’Istat fa notare che le percentuali che si riferiscono al mercato interno incorporano la crescita dei prezzi alla produzione che a maggio sono cresciuti del 6,6 per cento. “Occorre tenere presente – dice Colombatto – che è decisiva per questi dati, la spinta che arriva dalla congiuntura mondiale. Infatti è grazie alla crescita delle economie come quella tedesca e statunitense che le nostre imprese possono vendere di più. Mentre il dato degli ordinativi è il segnale che gli imprenditori italiani intravvedono prospettive migliori rispetto allo scorso anno”.
Ieri il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani – a margine della presentazione del libro di Filippo Facci sulla truffa declinista pubblicato dal Foglio – ha detto che lo sforzo delle imprese va incoraggiato, perché a determinare questi risultati è “il processo di riqualificazione della produzione in atto che consente alle nostre imprese di spostarsi verso i segmenti di mercato più qualitativi e con prezzi unitari più elevati”.
Su il Foglio di oggi
saluti
ps: leggetela bene la frase del Bersani ministro. E' un capolavoro!!




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