NAPOLI, 15 LUG - Le intenzioni sono chiare gia'
dal nome, ''d-Destra'', e gli obiettivi pure: far capire che An
deve, in qualche modo, cambiare rotta. Francesco Storace, ex
ministro della Salute ha scelto Napoli per presentare quella che
oggi, e' un'associazione di cultura e partecipazione politica ma
che domani potrebbe anche diventare una corrente politica. A
deciderlo, dice, ''saranno i tempi''.
Non parla di rottura, Storace, almeno non per ora, e non si
sbilancia sul fatto che gli indirizzi che saranno contenuti in
un documento che sara' stilato domani, al termine del seminario,
possano essere ''suggerimenti'' o `'avvertimenti''. Di sicuro,
dice, il documento spieghera' cosa vuol dire una destra senza se
e senza ma.
''Perche' l'associazione 'd-Destra'? Per rappresentare
un'esigenza che avvertiamo viva nella societa', per chiederci
quanto spazio c'e' ancora per la destra in Italia - spiega
Storace a margine della presentazione - alla luce anche del
dibattito a cui partecipiamo con grande rispetto da parte del
presidente di An''.
''Martedi' ci sara' un'importante esecutivo, noi porteremo
delle idee - sottolinea - cerchiamo di evitare che ci possano
essere lacerazioni, anche se comprendiamo la necessita' di
rinnovare profondamente An. Questo, pero', non vuol voler dire
abbandonare l'idea della destra. Del resto credo che non sia
nemmeno questo l'intendimento del leader. Il problema e' capire
come la destra, dalle sue posizioni, puo' attrarre elettori che
vengono da altri lidi''.
Come deve essere la destra del futuro? ''Sicuramente ci deve
essere attenzione anche a quei sentimenti che emergono dalla
societa', che non e' mai statica - spiega l'ex presidente della
Regione Lazio - ma e' anche vero che non possiamo rischiare di
perdere l'obiettivo di mandare a casa una classe dirigente
sciagurata che governa il paese a causa dell'eterna discussione
sulla leadership''.
''Io ho seguito quello che ha fatto l'onorevole Casini, di
cui ho grande stima - aggiunge - non vorrei, pero' , che si
stesse giocando sul dato anagrafico. Prodi prima se ne va, prima
la legislatura finisce e meglio e' per l'Italia. Non possiamo
sperare che passando gli anni si cambia il leader''.
A chi, poi, gli chiede se l'associazione di oggi possa
trasformarsi in una corrente, Storace risponde: ''Lo decideranno
i tempi. Ci puo' essere consenso o dissenso rispetto alla tesi
principale''.
Non si sbilancia sul fatto se i suoi siano suggerimenti o
avvertimenti. ''Si capira' dal documento - conclude - abbiamo
voluto scegliere non un appuntamento di massa ma avviare una
riflessione, per giunta in un eremo come questo dove ci
troviamo, tra un centinaio di addetti ai lavori. Abbiamo
preferito iniziare a parlare tra di noi. Perche' Napoli? Perche'
ci piace''.


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