Bianchi all'arrivo (White on arrival) è un interessante libro di appena 2 anni fa di Thomas Guglielmo, professore associato all'università americana di Notre Dame.
Il libro, minuziosa ricerca su oltre 70 anni di immigrazione italiana negli stati uniti, sfata alcuni miti sul trattamento riservato ai sud italiani (ma vedremo che si tratta di accezione molto più ampia della nostra) in particolare e agli italiani in generale, miti di solito cari da una parte ai leghisti nostrani, dall'altra agli antirazzisti che amano sottolineare le discriminazioni razziali a cui sarebbero stati sottoposti gli italiani negli Stati Uniti.
La materia è complessa, ma cerchiamo di dare alcuni spunti, richiamando ovviamente poi alla lettura del libro che può essere ordinato in qualsiasi libreria on line americana.
Primo Mito - Gli italiani (o in qualche versione del mito, i sud italiani) come gli altri sud europei non venivano considerati completamente bianchi, ma una sorta di razza intermedia tra bianchi e neri e per questo discriminati
Falso: Come Guglielmo dimostra, gli italiani venivano classificati come bianchi all'arrivo negli Stati Uniti (da qui il titolo del libro).
Questo non significa, badate bene, che gli italiani non abbiano subito discriminazioni, essi ne subirono, ma si trattò di discriminazioni prevalentemente di carattere culturale, dello stesso tipo di quelle subite dagli irlandesi, e non basate sul colore della pelle.
Anzi, Guglielmo, con accurate ricerche, rileva come, nel tempo, l'essere classificati come bianchi costituì un importantissimo aiuto nel graduale processo di integrazione dei nostri connazionali negli Stati Uniti, dando ad essi un importante vantaggio rispetto, ad esempio, a neri e ispanici. Vicenda molto simile a quella degli irlandesi.
Gli italiani non solo venivano classificati come bianchi, ma venivano percepiti come tali dalla stragrande maggioranza della popolazione.
Bianchi a volte "indesiderabili" certo, anche per la successiva diffusione della mafia, ma comunque tali, e grazie a questo più facilitati nel tempo.
Secondo mito: I nord italiani venivano trattati molto meglio dei sud italiani.
Generalmente falso: è vero che esisteva una sottodistinzione tra sud e nord italiani (tutti comunque classificati come bianchi), ma questa era stata in qualche modo imposta dagli (pseudo) scienziati del regno d'italia, e tranne casi isolati (che guarda caso sono quelli che vengono sempre citati, quasi fossero la regola) quando vi fu discriminazione essa fu generalizzata, coinvolgendo per lo più tutti i cattolici ,quindi, in primo luogo, italiani di qualsiasi provenienza, e irlandesi.
Terzo mito: Gli americani avevano anche loro capito che l'Italia era divisa in due, da una parte i padani e poi gli altri![]()
Falso: Come già detto, gli americani si basarono su pseudo-distinzioni degli scienziati nord-italiani , in primis Niceforo.
Tanto è vero che questa divisione venne poi superata con l'ascesa del fascismo e la ridefinizione anche razziale che questo portò con sè.
Ma c'è un altro particolare interessante, questa distinzione era ben lungi dal coincidere con gli attuali confini della sedicente Padania. Infatti, come rilevato a pagina 81 del quinto libro redatto dalla commissione Dillingham sull'immigrazione, solo gli abitanti del bacino del Po (Lombardi, Veneti, Piemontesi, Emiliani) venivano classificati come nord-italiani. Il rapporto della commissione specifica che erano invece iscritti come sud-italiani Genovesi e Liguri in genere.
Mi dispiace quindi per i leghisti liguri e finanche toscani, ma sarebbero stati in compagnia dei Siciliani nelle classificazioni, come sud-italiani.
Sud-italiani bianchi, ovviamente
Cristiano





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