"ISRAELE" SI PREPARA ALL'OFFENSIVA FINALE. HEZ'B'ALLAH AVVERTE L'ENTITA' SIONISTA: "SARA' UN INFERNO. SARA' IL VOSTRO VIETNAM"
di Dagoberto Husayn Bellucci - direttore responsabile "Islam Italia" corrispondenza da Beirut sud (Libano)
La radiotelevisione pubblica israeliana ha mandato in onda le ultime immagini della riunione indetta dal premier Olmert con i principali responsabili del Ministero della Difesa.
Ai confini meridionali da questo pomeriggio di venerdi' 21 luglio si sono ammassate le truppe israeliane pronte a quell'invasione terrestre di cui si parla da giorni.
Fonti di intelligence israeliano riferite dalle tv libanesi stimano in non piu' di ventiquattro ore il tempo necessario agli israeliani per scatenare il loro attacco terrestre.
Il quotidiano israeliano "Jerusalem Post" che aveva annunciato che oltre cinquemila riservisti erano stati richiamati nelle ultime quarant'otto ore si era detta certo dell'approssimarsi della 'soluzione terrestre'.
Dal primo pomeriggio di oggi almeno tremila uomini e qualche centinaio di tank stazionano alla frontiera settentrionale con il Libano pronti ad entrare in azione dopo che , per tutta la giornata, pesantissimi tiri di artiglieria hanno colpito le cittadine libanesi di Bint 'Chbeil e Nabathiye provocando qualche perdita tra le fila della Resistenza Islamica e tra la popolazione civile rimasta tra le macerie.
Secondo il Governo di occupazione sionista dovrebbero essere almeno tre forse quattro le divisioni interessate a questa operazione terrestre. Il Ministro della Difesa, Amir Peretz - che nei giorni scorsi aveva candidamente ammesso che i suoi uomini stavano prendendo sonori "calci in culo" ogni qualvolta riuscivano a penetrare per pochi metri in territorio libanese - ha dichiarato che "entreremo in azione ovunque lo riterremo necessario".
Fonti di intelligence militari israeliane avevano stimato nei giorni scorsi che un invasione terrestre avrebbe sicuramente comportato dure perdite tra le fila dei soldati di Tel Aviv.
Almeno una trentina forse una quarantina di morti sono dati per certi tra le fila dell'esercito di occupazione sionista per ogni giorno di campagna terrestre in territorio libanese.
I vertici militari sionisti sanno benissimo che non sara' la passeggiata con la quale nel giugno 1982 "Israele" raggiunse in poche settimane Beirut stringendo in una morsa i combattenti dell'OLP di Yasser Arafat e dei suoi alleati drusi del fronte progressista di Jumblatt.
Le analogie tra la Beirut dell'82 e quella del 2006 sono invero assai poche se si considera che il dispositivo difensivo di Hez'b'Allah e della Resistenza Islamica e' rimasto praticamente intatto dopo i primi 10 giorni di conflitto.
L'entita' sionista ha scatenato la sua rabbia contro le infrastrutture ed i civili libanesi ma non e' riuscita a scalfire ne' il morale ne' tantomeno le rampe mobili utilizzate dai combattenti per la liberta' del Libano della Resistenza Islamica.
Sheick Naim Qassim , vice-segretario aggiunto di Hez'b'Allah , questa sera ha ribadito alla tv "al Manar" che "la Resistenza e' pronta a fronteggiare qualsiasi genere di aggressione. Se "Israele" entrera' sul territorio libanese non ne uscira' certamente bene.".
Ribadendo quanto gia' affermato nel tardo pomeriggio da Sheick Hassan Nasrallah , sheick Naim Qassim ha dichiarato che "smentiamo come prive di fondamento le voci che volevano la Resistenza Islamica al 50% del suo potenziale di fuoco. Lo abbiamo dimostrato ancora oggi che possiamo colpire ovunque nell'Alta Galilea."
Ancora oggi nuovi lanci di katiushe hanno devastato la citta' israeliana di Haifa e Safat nel nord di "Israele".
In risposta l'aviazione israeliana ha compiuto pesanti raid su Hermel, Ba'albak , Nabi Shith e altri centri della Beka'a settentrionale dove da una settimana sono interrotti i collegamenti con la Siria.
In nottata si attende un attacco di vaste proporzioni su tutto il Libano.
Ancora qualche ora e incomincera' la 'battaglia finale'. Israele si 'sente' pronto a ritornare in Libano. Hez'b'Allah , forte del solo appoggio della popolazione civile soprattutto di quella sciita, e' altrettanto pronto in armi ad 'accogliere' il nemico sionista.
Al lato della Resistenza si sono posizionate le milizie palestinesi - molti campi profughi a sud vicino Sidone, nella Beka'a orientale e settentrionale, sono stati colpiti dai raid sionisti - quelle di Haraqat 'Amal , l'altro partito sciita libanese notoriamente filo-siriano, e l'esercito libanese che ,a stasera, conta 18 caduti tra le proprie fila.
"Israele non uscira' vivo dall'inferno del Libano" - ha promesso il capo di Hez'b'Allah sheick Hassan Nasrallah.
Noi ne siamo certi.
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI da Beirut


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